Home CRONACA A margine / Campagna vaccinale, dati incongrui e contraddizioni di sistema

A margine / Campagna vaccinale, dati incongrui e contraddizioni di sistema

Insistiamo, perché la situazione venne già constatata – e contestata – a più riprese nelle ultime settimane: non è possibile che nello stesso Dipartimento cantonale, che è poi quello che si occupa di sanità e socialità (e che dunque, negli ultimi 16 mesi, ha dominato il campo della cronaca per note questioni coronavirali), i funzionari non riescano a mettere insieme cifre concordanti ad un preciso momento della settimana o del giorno, sicché alle ore 10.00 circa il sito InterNet dell’Amministrazione cantonale accoglie un aggiornamento del bollettino con determinate informazioni – i numeri sono per loro natura importanti, e drammaticamente come tali si rivelano in contesti pandemici – ed alle ore 11.00, in conferenza-stampa, quelle cifre hanno già perso valore e significato, risultando lo stato dell’arte già diverso nella sostanza. Corre infatti una certa qual differenza, per dire, fra l’attestazione di 5’508 persone in lista di attesa nero su bianco per farsi vaccinare nei quattro centri residui e la cifra di 4’886 persone menzionata da Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale, pochi minuti dopo la pubblicazione della tabella ufficiale. Corre una certa qual differenza, sempre per dire, tra il dichiarare che si sta procedendo “da tempo alla media di 20’000 vaccinazioni la settimana” ed il dover riscontrare che circa 11’000 dosi soltanto risultano essere uscite nell’ultima settimana, valendo il raffronto tra l’attestazione verbale di 310’000 dosi ad oggi e le 299’500 che constano per iscritto a domenica 20 giugno (con richiamo all’ultimo giorno feriale utile).

Esiste poi una questione di metodo: non si può nemmeno arrivare “ex post” a pretendere che quanti si sono messi in lista a Mendrisio con decorrenza da lunedì 5 luglio cambino idea (“perché potremmo non riuscire a fornire la prima dose a tutti”) e riprogrammino l’iscrizione anticipandola alla settimana prossima essendo stato deciso “d’emblée”, tra l’altro senza caparra alcuna di preannuncio, che Mendrisio e Biasca saranno smantellati a breve; peggio che mai, fissandosi alla mezzanotte di mercoledì prossimo il termine ultimo per inserirsi (e, nel caso imposto, per reinserirsi) nell’elenco dei prenotati, e per di più sulla scorta del sussistere la garanzia di trattamento entro domenica 4 luglio nel caso della prima somministrazione. Ancora, e con riferimento al centro vaccinale di Bellinzona, non si può scrivere ancor oggi – vedasi in immagine – che è “raccomandata l’iscrizione a Biasca” mentre quasi in coincidenza con l’uscita del bollettino aggiornato ha luogo l’annuncio dell’ormai imminente chiusura della struttura a… Biasca. A ciò aggiungiamo il continuo balletto delle date sull’invio degli Sms per gli appuntamenti a venire: non può essere che il giovedì venga scritto, ad esempio con riferimento al centro vaccinale di Lugano, che la comunicazione sarà trasmessa non prima di sabato mentre 24 ore più tardi risulta che l’invio degli Sms medesimi è “in corso”.

Ci diano retta e ci credano, quanti sono addetti ad organizzare tale tipologia di informazioni nella sede ufficiale: la gestione disorganica e contraddittoria dei dati non è di aiuto al cittadino ed anzi costituisce per lui un motivo di disorientamento. E non ci si dica che, nel mezzo del grande lavoro svolto e da svolgersi quale risposta alla pandemia, questi sarebbero aspetti accessori e poco rilevanti; trattandosi della pelle dei singoli, nulla è accessorio e tutto è rilevante.

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