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Filo di nota / Benzina, timidi cali di prezzo. Ma contro l’Italia non c’è corsa

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Ai detentori di “asset” importanti incutono timore gli sbalzi in Borsa; al cittadino comune, anche se benestante, fanno paura i sussulti nel borsellino. Pur nella provvisorietà data da andamenti ameboidi, ché come ai tempi della crisi energetica conseguente ai fatti dello Yom Kippur 1973 s’ha da regolarsi nell’umore in Ticino secondo gli altrui umori dalle parti dello Stretto di Hormuz, un minimo segno di calo dei prezzi dei carburanti si è manifestato, almeno a macchia di leopardo, nelle ultime ore: esempio in immagine da Cevio (thx Alfredo Schlub), dove la “Super 95” retrocede a 187 centesimi il litro. Accolgonsi qui, e con interesse, altre indicazioni da altre località del territorio cantonale, in particolare dalle zone di frontiera dove alla già nota e traumatica desertificazione del sistema si è aggiunta la temporanea inconcorrenzialità con gli impianti di distribuzione nel Varesotto, nel Comasco e nel Verbano-Cusio-Ossola, stante una differenza alla pompa che si situa attorno al 10-15 per cento considerandosi anche il cambio sui 92.50-93.00 centesimi di franco per un euro; situazione destinata a trascinarsi almeno sino ad inizio maggio, essendo l’autorità politica nazionale di Tricoloria intervenuta con un significativo ancorché temporaneo taglio alle accise (leggasi alla voce “Imposte indirette”); lo stesso provvedimento che Berna, a sfregino supplementare dell’inascoltato Ticino (e di tale mancato ascolto qualcuno dovrebbe farsi carico: prima agire, poi – e solo poi – rivendicare spazio sui giornali per urletti e lai in tonalità miste), si rifiuta persino di prendere in considerazione.