Home POLITICA Udc Bellinzona, truppe al comando di Brenno già sindaco

Udc Bellinzona, truppe al comando di Brenno già sindaco

Un disperato bisogno di condottieri, dopo esser stati nelle mani di un funzionario pubblico pasticcione sul lavoro ed al quale viene ora ascritto – soltanto ora, si sottolinea qui a bottega – il demerito di aver colato a picco l’intero gruppo della precedente dirigenza, aveva l’Udc bellinzonese. Non meraviglia allora il fatto che dal mazzo dei superstiti “presentabili” in quel della capitale, dovendosi a bocce ferme rimettere in piedi un Ufficio presidenziale capace anche di mettersi alle spalle lo scandaletto “extra moenia”, sia uscito un Brenno che magari non è quello che mise Roma a ferro e a fuoco, magari non è quello delle spedizioni celtiche in area balcanica e sino alle porte del santuario di Delfi nella Focide, ma un po’ di dimestichezza sia con la legalità sia con il palazzo almeno ha, frequentando ed avendo frequentato sia l’una sia l’altro. È dunque Brenno Martignoni Polti, 59 anni compiuti ad aprile, a due tempi (2004-2012) sindaco della cui elezione molti tranne Bixio Caprara serbano gustevole memoria, il nuovo presidente della sezione Udc nella capitale, posizione acquisita iersera da candidato unico in cotanto consesso. Con lui, nel consiglio di guerra, saranno Csaba Princzes e Riccardo Valsangiacomo quali vicepresidenti, Paolo Balzari quale segretario e cassiere, Tuto Rossi quale membro.

Una ventina, riferiscono fonti interne, i partecipanti all’assemblea; pare che Brenno Martignoni Polti non le abbia mandate a dire, nel senso che la situazione generatasi è stata oggetto di analisi netta, sintetica e senza mezzi termini. Via il dente e via il dolore, rapida eradicazione poi ciascuno faccia a casa quel che serve per giungere a rapida guarigione, giacché “pronti siamo a voltar pagina con energia ed ottimismo” e fiducia vi è nel Comitato direttivo che “avantutto ha dimostrato d’essere compagine affiatata e con tanta voglia di fare”. Programma nel breve, e che così si riferisce: “Captare i bisogni della gente ascoltandola, aprirsi alla comunicazione creando occasioni di incontro e di scambio, rendere il più sottile possibile il divario fra istituzioni e piazza, favorire il rispetto e la tolleranza, agire con fermezza e vigilare su chi non intende conformarsi a semplici regole di rispetto del prossimo”. Tradotto: prevaricatori, mestatori e mugugnatori, tutti in rima con “fuori”. Nella foto, Brenno Martignoni Polti (quarto da sinistra) con i membri dell’Ufficio presidenziale.

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