Home SPORT Pala & piccone / Ah, proprio educativo un 45-0 nell’hockey giovanile…

Pala & piccone / Ah, proprio educativo un 45-0 nell’hockey giovanile…

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Non si pretende di ottenere l’unanimità nell’approvazione, ed anzi: si accetteranno – così come si sono già accolte con buona grazia – critiche e persino obiezioni e contestazioni sul principio; sulla questione dei risultati reboanti nell’hockey giovanile risulta tuttavia impossibile il tacere, stante l’esplodere di tabellini che si ingrassano di reti “facili” dal momento che l’età non è un criterio sufficiente per fissare l’equipollenza di forza e di abilità tra gli agonisti e tra le squadre. Già fatto di recente, e ripetiamo l’esperimento andando a spulciare tra i risultati dell’ultima settimana: mercoledì 14 settembre, “Under 13-Top”, Langenthal2-Nordwest United2 26-0 (14-0 nel solo ultimo periodo); sabato 17 settembre, “Under 13-A”, Lyss-BernaFuturo 2-23 (0-12 nel solo ultimo periodo); sabato 17 settembre, “Under 13-Top”, Dragon Thun1-Berna96 20-1 (13-0 nel solo ultimo periodo); sabato 17 settembre, “Under 13-Elit”, BielBienne Spirit-Olten Prospects 20-0; sabato 17 settembre, “Under 13-A”, Seetal-GdT Bellinzona1 1-20; domenica 18 settembre, “Under 13-A”, Urdorf-Grasshoppers Lions ZurigoKüsnacht 20-1. Infine: domenica 18 settembre, “Under 15-A”, Scl YoungTigers-Nwe blue 45-0. Quarantacinque a zero, cioè quarantacinque dischi che un povero ragazzo è stato costretto a raccogliere nella sua gabbia.

Ecco, almeno tre restano le domande, e le ribadiremo sino a che sarà stata individuata – l’ideuzza, peraltro e come già detto, qui a bottega si avrebbe – una soluzione adeguata e congrua. La prima: quale spirito di educazione allo sport si riesce a trovare in un 45-0? E poi: magari l’istruttore-allenatore degli sconfitti saprà anche trovare parole consolatorie per i suoi ragazzi; ma che cosa avrà detto negli spogliatoi l’istruttore-allenatore della squadra vincente? E poi ancora: a sé stesso, alla sua capacità di essere educatore e tecnico sportivo ma prima di tutto educatore, che cosa racconta e racconterà, ‘sto tizio? Che bisogna lasciar libero sfogo alle fresche energie degli atleti? Che oggi si vince e domani si perde, quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza? Bell’alibi l’uno e bell’alibi l’altro, per sé. Ma è merce che non convince, e che non è spendibile.

A proposito: si ha memoria, per averlo letto anni addietro su un’edizione del “Guinness dei primati”, d’una partita di basket giovanile in Svezia, 272-0 il risultato, 272 punti segnati da un 13enne essendo quello l’obiettivo prefissato. Un solo giocatore, Mats Wermelin, poi arrivato a far qualcosa ma nemmen troppo nel campionato nazionale di un Paese in cui con la palla da cesto litigano più che giocare. No, non era un Larry Joe Bird e nemmeno suo fratello Eddie, quel ragazzo. Ed ovviamente si augura ogni successo a ciascuno tra coloro che contro i simpatici Nwe blue si sono divertiti (forse) nel tiro al bersaglio; ma non di questo risultato essi devono e possono gloriarsi, e più di loro chi non ha avuto il coraggio, ad un certo punto, di trasformare in un buon allenamento quella partita dall’esito ormai cristallizzato.

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