Home ESTERI L’editoriale-bonsai / Confini regionali, la grande “pochade” di Tricoloria

L’editoriale-bonsai / Confini regionali, la grande “pochade” di Tricoloria

E dunque, in data di domani ovvero mercoledì 3 giugno, l’Italia proverà a superare un altro steccato nell’uscita dalla fase acuta covidiana, primariamente con una riapertura delle frontiere… interne, essendo da settimane stato bloccato il transito da una regione all’altra. Ora, a beneficio di quanti non abbiano mai provato (e perché mai, del resto, si sarebbero dovuti innamorare di un sistema così astruso?) un interesse soverchio per la struttura amministrativa tricolore, ricorderemo che a sud di Chiasso e ad ovest di Brissago esiste una nazione democratica, unitaria – nel senso statalistico del termine – e dalla marcata connotazione antifederalistica; in epoca di “Coronavirus” ciò non ha impedito l’atto di “chiusura” dei confini delle Regioni sicché, senza comprovata dimostrazione di urgenza legale e/o di necessità sanitaria e/o di attività lavorativa per la quale l’atto di presenza era irrinunciabile, alla prozia abitante in via Primo maggio a Castelletto sopra Ticino (Novara) è stato negato il diritto di rendere visita al pronipote residente in via Remo Barbieri a Sesto Calende (Varese) pur vivendo i due a distanza di 700 metri – ponte compreso – l’uno dall’altra.

Cose, queste, che manco ai tempi dei liberi Comuni e delle Signorie: di fatto un qualunque cittadino della Repubblica italiana andò a dormire in una sera dell’anno 2020 e la mattina seguente si ritrovò compresso tra le riedizioni del Marchesato di Saluzzo e della Repubblica di Venezia e dello Stato pontificio e del Regno di Napoli, o ad indossare i panni d’un Massimo Troisi o d’un Roberto Benigni in quel dell’immaginario borgo di Frittole, “nel 1400 quasi 1500” come recita la trama di un film fortunato e che ha fatto storia. Anzi, e qui ci sovvengono memorie di studi: nel Medioevo l’osmosi tra genti, quale che fosse il motivo, era alla base della quotidianità. Misteri, e misteri che fanno a cazzotti con la logica. E con le leggi. Perché un problema di legittimità, oltre ad un problema di rispetto di almeno quattro articoli fra i primi 20 della Costituzione italiana, esiste e rimane.