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Hockey Terza lega / Finale nazionale est, il rammarico si chiama Ascona

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Mille e più motivi di rammarico, sabato, tra giocatori e dirigenti degli Ascona Rivers: molte, troppe le ombre che gravano sulla sconfitta nella finale nazionale contro il WilenNeunforn, opposto ai verbanesi nell’atto conclusivo della stagione hockeystica in Terza lega, da eleggersi il migliore tra i migliori nei gruppi est: in piena rimonta contro la compagine zuriturgoviese (due le realtà urbane in condivisione di intenti sportivi a cavallo tra due Comuni di due Cantoni), e cioè passati dallo 0-3 al 2-3 ancora nel corso della frazione centrale, gli uomini di Achille D’Ambrogio si sono trovati nella sostanziale impossibilità di giocarsela alla pari stante il flagello delle penalità subite in serie, quasi che d’improvviso fossero avversarie una squadra di disciplinatissime educande in collegio vittoriano ed un gruppo di scalmanati giunti dalla campagna. Difficile a credersi, anche alla luce del percorso degli Ascona Rivers nella fase regolare, né si può pensare che in regno d’Oltralpe il metro arbitrale sia “naturalmente” più rigido; ma non mancano i precedenti.

La cronaca, in tal senso, spiega più dell’irritazione, e si premette: nulla era in palio se non l’orgoglio, la dirigenza del WilenNeunforn aveva già dichiarato di rinunciare alla promozione (per diritto,da quel lato del torneo, passa dunque l’Uzwil), gli Ascona Rivers hanno invece diritto all’ascesa in Seconda lega ed a breve sono attese le decisioni in tal senso (com’è noto, fra 18-24 mesi la “Siberia” diventerà pista coperta, con tutti i benefici del caso). Primo tempo da dimenticarsi: “power-play” convertito da Patrick Hangartner al 12.27, raddoppio di Steve Wüthrich al 12.42, fortunoso “shorthanded” di Alain Bucher al 19.11; sembra il prodromo ad una goleada, ma che cosa siete venuti a fare, Rivers? Ed invece: pausa, il tempo di prendere fiato e di riorganizzare le linee (cosa facile, quando hai un blocco in meno rispetto agli avversari), ed ecco gli asconesi alla riscossa con Nicolas Kocherhans (27.33, in superiorità numerica) e Paride Tonini (27.53), uno-due senza storia, incontro riaperto.

Riaperto, come no?, in condizioni di equità sicuramente; da quel momento pare invece che sul ghiaccio tutto proceda a senso unico. Per farla breve: contro il WilenNeunforn, zero penalità sino alla sirena; contro gli Ascona Rivers, sette chiamate per complessivi 26 minuti in panca-puniti, gran merito a Pierre Tomamichel portiere nel rispondere a colpi di scudo. Ultimi 69 secondi con il “rover”; ma non si sarebbe passati nemmeno a cannonate. Amen? Amen, con il fegato grosso così.

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