Home POLITICA Filo di nota / Si scrive Udc, si legge “Ufficio della censura”

Filo di nota / Si scrive Udc, si legge “Ufficio della censura”

Il candidato vuole scrivere una lettera a qualche giornale o comunicare qualcosa con un articolo? Libero di farlo, ma alla condizione di far passare quel testo al vaglio di qualcun altro; e quel qualcun altro è il presidente, che per la bisogna non mancherebbe di avvalersi di persona a lui vicina. Ultima novità di cui si viene a conoscenza, da casa Udc Ticino, quando mancano due settimane all’apertura delle urne: una novità che somiglia parecchio all’istituzione di una censura in corso d’opera, perché di tale obbligo non v’era traccia tra gli impegni – voci significative: “fair-play” e nessun attacco a candidati della stessa lista – assunti dai potenziali deputati alla vigilia della campagna per le Cantonali. A pretendere il cambio di paradigma è stato lo stesso Piero Marchesi presidente, e ciò sotto il velame del desiderio di garantire un miglior coordinamento della comunicazione e di evitare la ridondanza o la ripetizione sui temi; netta è invece la sensazione di un giro di vite imposto dopo i malumori (e dopo la scottatura mediatica) per un’uscita a piedi uniti del granconsigliere Sergio Morisoli su Manuele Bertoli titolare del Dipartimento cantonale educazione-cultura-sport. Al netto del dubbio sulla legittimità morale di una simile operazione ed al netto del dubbio sul criterio che sarebbe adottato per promuovere l’uscita dell’articolo di Tizio al posto dell’articolo di Caio se per caso entrambi si sono occupati del medesimo argomento, trovata la nuova spiegazione per l’acronimo Udc: “Ufficio della censura”…