Home CRONACA Falsi funzionari a caccia di… informazioni. Dubitare e sospettare

Falsi funzionari a caccia di… informazioni. Dubitare e sospettare

Nemmeno al Dipartimento cantonale sanità-socialità, volendosi essere precisi, sanno bene che cosa stia accadendo; nemmeno Paolo Beltraminelli titolare ed i suoi alti funzionari, al pari di quelli dell’“Istituto assicurazioni sociali-Ias”, riescono a darsi una spiegazione plausibile e convincente. Sta di fatto che almeno un tizio, per il momento classificabile tra la categoria “Furbetti” e la categoria “Imbroglioni”, martella da qualche tempo le utenze telefoniche del Ticino dichiarandosi nel ruolo di collaboratore del Servizio sussidi assicurazioni malattie dell’Ias e chiedendo informazioni varie – così risulta da testimonianze concordanti – circa premi di Cassa malati ed importo dell’affitto pagato e altre spese; il tutto, si suppone ma solo sulla scorta di alcuni precedenti, con la finalità di fissare un appuntamento a domicilio per “verifiche delle pratiche assicurative”. “Verifiche” che sarebbero inopportune ed incongrue, tanto per iniziare, rispetto alla prassi operativa dei dipendenti Ias, mentre l’intera vicenda odora di trucchetto da parte di qualche procacciatore di contratti per conto di qualche società.

Non è noto se le informazioni acquisite in seno al Dipartimento cantonale sanità-socialità ed all’istituto stesso formino già oggetto di esposto all’autorità giudiziaria; per il momento i cittadini vengono solo invitati “a prestare attenzione a questo genere di contatti telefonici ed a rilasciare informazioni solo se si è certi (del fatto che) l’interlocutore è un collaboratore Ias”. Ma dal momento che una certezza immediata circa la sussistenza di tale condizione non esiste, da fonte ufficiale arrivano alcuni consigli: a) prendere nota del numero del chiamante, in modo da poterlo comunicare in un secondo tempo; b) rilevare situazioni di questo tipo (o con varianti, ma nel medesimo solco… inquirente) e telefonare al numero 091.8219111 o inviare una “e-mail” all’indirizzo ias@ias.ch. Con assai maggiori semplicità e proattività, suggerimenti da bottega: a) chiedere il numero telefonico del chiamante, ed in caso di esitazione – o di risposta negativa – dire di non essere interessati; b) in alternativa, riappendere dopo aver coperto di contumelie lo spacciator di sé medesimo.