Home CRONACA Eroi no, Erroi sì: la Rsi culturale punta sull’usato (altrui) sicuro

Eroi no, Erroi sì: la Rsi culturale punta sull’usato (altrui) sicuro

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Giust’or è una settimana si occupò e scrisse della fenomenologia delle “grandi dimissioni”, intervistando la sociologa Francesca Coin autrice di un libro sul tema; alla sintesi delle sintesi, saltò per esempio fuori che in Italia, quando molla di colpo il posto di lavoro quale che sia il motivo (e di solito sono in ballo aspetti quali insoddisfazione, precarietà, orari pesanti, “mobbing” e compagnia cantante), una persona su due non ha in mano soluzioni occupazionali immediate e cioè fa il classico salto nel buio. Non da tali premesse nefaste e non in direzione cieca ha scelto di muoversi Lorenzo Erroi, nelle scorse ore chiamato al ruolo di responsabile per cultura e società (in pratica, l’universo mondo) in casa Rsi, con decorrenza dall’inizio di ottobre ovvero in subentro a Cathy Flaviano che passerà contestualmente al timone dei progetti digitali Rsi: per quanto dalla recente riacquisizione al mondo dell’editoria che conta (consta infatti esservi stata una breve parentesi precedente, a New York), il 42enne si sgancia dall’alveo di casa Salvioni, dove ha occupato posti a capotavola come vicedirettore della “Regione” e come direttore di “Ticino7”, per dire d’un quotidiano e d’un settimanale. 42 anni, italiano di Cesena (provincia di Forlì-Cesena) con ascendenze pugliesi dal Salento, Lorenzo Erroi vive in Capriasca ed ha firmato anche alcuni lavori “stand-alone” per colui che fra poco non sarà più il suo datore di salario. Per la biografia, riferimento al sito InterNet personale, cui si rimanda.