Home POLITICA Comunali 2020 / Ppd luganese, sfonda la “outsider” po(r)tatrice di voti

Comunali 2020 / Ppd luganese, sfonda la “outsider” po(r)tatrice di voti

Forse e senza forse, per squarciare le opere vive del periclitante naviglio pipidino in quel di Lugano (ricordate? Se n’andiede or non è guari financo il presidente sezionale…), mancava un’ultima bordata. Ed eccola, puntuale secondo codesti, esiziale secondo codelli: Sara Beretta-Piccoli, già designata in candidatura per Palazzo civico versante stanza dei bottoni, venne estromessa iersera a maggior volere non dei maggiorenti ma dei maggiori votanti in assemblea cittadina, e ciò a beneficio della giustamente autoproponentesi ancorché non da tutti apprezzata Nadia Ghisolfi. La quale, klar und laut, legittimata era ed è al presentarsi, in quanto da qualche tempo aggregatasi ai residenti che si specchiano nelle acque del Ceresio; e la quale medesima, prima ancora che un settebello di nomi per il Municipio venisse cavato dal cilindro della “Commissione cerca” o quel che sia per ridefinizione, alla stampa aveva fatto percepire malumore circa tempi e modalità e silenzi prolungatisi, ed in ultimo si era ritrovata esclusa.

Battaglia si preannunciava, e battaglia fu. Fededegna è Camilla Mainardi, che verificò di persona – sapete come son fatti i giornalisti vecchia maniera ancorché giovani per spirito prima che per anagrafe: nel dubbio, contare da destra verso sinistra e poi ricontare da sinistra verso destra, per la riprova – la “quidditas” degli aventi diritto al voto, sicché sassi esser assi gli assi e ossa le ossa e da parlar non hassi d’un’essa contr’essa; in assemblea tutti erano difatti da sottoporsi al giudizio del consenso, ed un’ottava (in)comoda si trovò a spuntarla sulla meno votata fra i sette prefigurati. Toccò dunque a Sara Beretta-Piccoli, e puossi solo immaginare il succedersi di sincopi a livello vario: perché, nella lettura più semplice, s’ebbe la percezione d’una donna estromessa a cagion d’altra donna (e sì, buona cosa sarebbe stata a questa ssetregua l’autoesclusione d’uno dei candidati maschi. Ipotesi affiorata ma, in quel momento, non spendibile, giusto per non andar contro il parere testè espresso dall’assemblea; vi si sta ovviamente fornendo la versione ufficiale). Nella riflessione “ex post”, i luganesi luganesi si domandano ora se sia giusto che una luganese luganese – militanza a Lugano su pipidinismo di impronta luganese, e presenza nel Legislativo comunale quale manifesta pipidina versatile ossia aperta al prossimo – sia stata giubilata a tutti gli effetti da una pipidina il cui pipidinismo di fondo non è negabile ma nemmeno ortodosso senza che esso slitti nell’eterodossia, ed ad ogni buon conto ci si riferisce ad un pipidinismo d’ascendenza vallerana, quello che sulla lingua dei lib-rad d’orientamento simeniano ancor fa risuonar motti quali “Da Chironico e Faido / pipidino sempre infido”, seppur dilatatosi in lunga frequentazione dei gremi di città, ma sempre oltre il nanovalico cenerino.

Il quesito rimarrà insoluto, al netto delle irritazioni vaghe e delle certezze granitiche (una sola: in cabina di regìa, stante il fatto che dell’esistenza delle Comunali 2020 si sapeva sin dalle Comunali 2016, hanno mal gestito il tempo della costruzione e dell’approccio). Ma vuolsi anche dire, hic et nunc e così come si fece dianzi, che sette sono in squadra ed uno, uno solo, “e méj ammò uno unico” avrebbe sibilato Silvio Flavio Maspoli, è il soggetto su cui i vertici pipidini cittadini puntano, e non da oggi. La Ghisolfi Nadia giunge a sparigliamento? Eh: dei voti ella parte quale portatrice, ma dei voti, tra i malumoreggianti, ella sarà potatrice. In immagine, Nadia Ghisolfi.