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Cerchio chiuso: in cella alla “Farera” il marito (e aggressore) di Doris Leuthard

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Dalla solatìa e ventilatissima veranda vista lago di Vairano in Comune di Gambarogno ad una meno confortevole stanza nella sezione di retrovia della “Clinica psichiatrica cantonale” in quel di Mendrisio, e da qui ad una dignitosa ma ristretta cella della “Farera” a Lugano quartiere Cadro. Alla terza ed ultima tappa, si suppone, giunse oggi l’esperienza ticinese di Roland Hausin, 62 anni, futuro ex-marito della già consigliera federale Doris Leuthard giacché è da credersi che il rapporto tra i due non sarà più lo stesso, stanti i fatti qui raccontati venerdì scorso e cioè l’evidenza di una tragedia sfiorata: secondo una ricostruzione veridica e verosimile, nel contesto di un litigio via via esasperatosi l’uomo avrebbe inveito a più riprese contro la consorte, giungendo a minacciarla verbalmente e poi brandendo una lama; aspetto, quest’ultimo, su cui si configureranno estremi da pesantissimi addebiti penali, una volta che gli elementi saranno stati riassunti e cristallizzati anche con le dichiarazioni dell’aggressore.

Del trasferimento alla struttura carceraria riferirono oggi varie fonti Rsi, cui si deve anche un’indiscrezione dal non poco conto: intorno alle ore 10.30 di venerdì 15 luglio, ossia all’arrivo degli agenti il cui intervento era stato sollecitato da alcuni residenti che avevano udito invocazioni di aiuto da parte di Doris Leuthard, Roland Hausin si trovava in stato di palese alterazione da alcool, addirittura nella misura di un tre per mille. La detenzione alla “Farera” in arresto provvisorio è giustificata sia dal riscontrato venir meno di uno stato psichiatricamente significativo sia dal rischio di una possibile reiterazione del reato e/o di atti di autolesionismo.

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