(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.13) In sofferenza sin dall’apertura, e con accentuazione delle difficoltà verso il saldo della seduta (minimo a 12’991.81 punti, massimo a 13’146.82, chiusura a 13’006.74 con perdita pari all’1.21 per cento secondo lo “Swiss market index”), la Borsa di Zurigo nella giornata in cui a dettar legge è stata la prima ondata di dazi lanciati da Washington, messaggio invero previsto ma dal quale molti sembrano essere rimasti sorpresi. Spunti al ribasso: “Kühne+Nagel international Sa”, meno 5.03 per cento anche per via di risultati non brillantissimi (“normalizzati”, dicono dal gruppo) nel 2024; “Logitech international Sa”, meno 5.34; “Ubs group Ag” lanterna rossa nel listino primario, meno 7.20; in flessione secca “Partners group international Ag”, meno 6.16; a sostegno i pesi massimi difensivi (“Nestlé Sa”, più 1.31, e “Roche holding Ag”, più 0.53). Dall’allargato, notizie incoraggianti – e potrebbero non essere le sole, a breve termine, in materia di redditività – sia per l’azione sia per il buono di godimento del colosso “Lindt”, “più 7.07” per cento sull’ordinaria e “più 8,22” sulle “baby”; a doppia cifra, e nel finale giunte attorno al 14 per cento, la perdita di “Forbo holding Ag”. Dalle altre piazze, principalmente per “sentiment” negativo per i medesimi motivi: Dax-40 a Francoforte, meno 3.54 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 3.41; Ftse-100 a Londra, meno 1.26; Cac-40 a Parigi, meno 1.85; Ibex-35 a Madrid, meno 2.55. New York frena ma non frana: “Dow Jones”, meno 1.21; Nasdaq, meno 0.26. Cambi: 93.80 centesimi di franco per un euro, 89.01 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin di nuovo ansimante ed ora al controvalore teorico di 76’003 franchi circa per unità.