(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, MERCOLEDÍ 11 MARZO, ORE 10.45) Sei morti, ed è indicazione provvisoria; cinque feriti, ma i numeri non costituiscono garanzia, al momento, risultando due persone in gravi condizioni a causa di traumi ed ustioni mentre una terza, in prima istanza assistita con priorità di massima urgenza, consta essere stata dimessa nel corso della notte; e, sullo sfondo, l’evidenza di un atto volontario le cui cause sono al momento ignote, a tutto potendosi pensare soprattutto sulla scorta di una testimonianza immediata e raccolta sul posto. Teatro di un incendio dalle conseguenze esiziali plurime, a partire dalle ore 18.25 circa di ieri ovvero martedì 10 marzo, un autopostale in transito lungo la Murtenstrasse nel centro di Kerzers, Canton Friborgo, in provenienza da Düdingen e con capolinea per l’appunto a Kerzers: secondo prime informazioni (un punto-stampa è stato convocato per le ore 14.00 di oggi a Granges-Paccot, ed in tale sede è da ipotizzarsi il profilo di una ricostruzione attendibile anche nei particolari), rogo scaturito dall’atto volontario di un uomo che si è dato fuoco dopo essersi cosparso di benzina o di alcool; nessuna ipotesi è da escludersi, essendo tuttavia improbabile – in tal senso l’orientamento degli inquirenti – un atto a carattere terroristico. Vittime in corso di identificazione (“Potrebbero volerci giorni”, standosi ad un portavoce della Polcantonale Friborgo); tra i feriti, quattro persone che viaggiavano sul bus ed un soccorritore; due i trattamenti ambulatoriali e senza necessità di ricovero; non trova conferme una notizia di prima istanza e secondo la quale risultavano anche quattro dispersi. La zona è stata delimitata su intervento di agenti della Polcantonale Friborgo; del bus è rimasta la sola carcassa; in dispiegamento unità sanitarie mobili via terra ed un equipaggio della “Rega” per l’elitrasporto degli ustionati ad idonee strutture nosocomiali. Attivata una linea telefonica (numero 0800.261700) per i contatti informativi con le persone coinvolte e con i loro familiari. In immagine (fonte: Polcantonale Friborgo), la scena della tragedia.

















































































