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Votazioni federali, un banale triplo «sì» adagiato sul volere dei lobbysti

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Nulla che non fosse già scritto e certificato e codificato alla vigilia, stanti da una parte il “battage” a favore di ciascuno dei tre temi e dall’altra l’assenza di un’obiezione strutturata, oggi dalle urne sui tre temi oggetto di votazione a carattere federale.

“Lex… contra Netflix” – Lobbysti di sicuro ben soddisfatti circa l’approvata modifica della Legge sul cinema, laddove viene posto un obbligo di investimento su produzioni indigene, oltre che di quote blasfeme nella diffusione delle produzioni europee, nel sistema dello “streaming”: quantità al posto della qualità, impegni scaricati sulle spalle dei fornitori di servizi (“Netflix” in primo luogo). Nei numeri, 1’255’032 favorevoli ed 893’369 contrari, 58.4 contro 41.6 per cento; maggioranza contraria nei Cantoni Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Sciaffusa, Appenzello interno e Turgovia; per quanto riguarda il Canton Ticino, consenso al 58.1 per cento contro 41.9, ovvero 83’885 “sì” e 48’717 “no”, in compresenza di 3’186 schede bianche e di 395 schede nulle; 87’436 i votanti su 224’326 iscritti in catalogo elettorale, ovvero il 38.98 per cento; tesi maggioritaria smentita a Bedretto (18 “sì”, 22 “no”, 45.0 contro 55.0 per cento), a Campo ValleMaggia (otto “sì”, 13 “no”, 38.10 contro 61.90 per cento), ad Isone (57 “sì”, 61 “no”, 48.31 contro 51.69 per cento), a Mezzovico-Vira (180 “sì”, 186 “no”, 49.18 contro 50.82 per cento) ed a Sant’Antonino (263 “sì”, 267 “no”, 49.62 contro 50.38 per cento).

Trapianti, passa il “consenso presunto” – Proposto quale controprogetto indiretto all’iniziativa popolare dal titolo “Favorire la donazione di organi e salvare le vite umane”, ha ottenuto consenso maggioritario anche il testo di nuova disciplina della donazione di organi, laddove l’onere di dichiarare la contrarietà alla donazione dei propri organi incombe ora sulla singola persona che in tale senso si sarà dovuta esprimere quand’è ancora in vita; l’assenza della dichiarazione costituirà un automatico “via libera” al prelievo degli organi, a meno che i congiunti, una volta interpellati, riferiscano con chiarezza circa la contrarietà della persona all’espianto medesimo; nella sostanza, una risposta meccanicistica ad un tema dalla profonda eco etica. Responso: 1’319’262 “sì”, 872’121 “no”, ergo 60.2 per cento contro 39.8; maggioranza contraria nei Cantoni Svitto, Sciaffusa, Appenzello interno ed Appenzello esterno. Per quanto riguarda il Ticino, 55’860 i favorevoli e 29’380 i contrari, ovvero 65.53 per cento contro 34.47; partecipazione al voro nella misura del 39.01 per cento, 1’940 le schede bianche, 325 le schede nulle; il “no” ha prevalso a Linescio (sette schede contro sei, 53.85 contro 46.15 per cento) mentre ad un inconsueto pareggio (20 favorevoli, 20 contrari) si è chiuso il confronto nelle urne di Bedretto e lo stesso è avvenuto (nove favorevoli, nove contrari) nelle urne di Bosco-Gurin.

Più soldi sul “Frontex” dell’incertezza – Quali risultati abbia prodotto sino ad oggi la cosiddetta “Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera”, in sigla “Frontex”, è materia di dibattito che oscilla tra gli oggettivi insuccessi (prima di tutto, in materia di applicazione dei diritti umani) e l’effettiva percezione di inutilità di un sistema burocratico, farraginoso, inefficace e non propriamente in linea con gli interessi della Svizzera; dalle cui casse, in forza di quanto deciso oggi alle urne, uscirà da ora in poi un contributo finanziario sempre più ampio, da 24 a 61 milioni di franchi entro il 2027. Nessuna incertezza, tuttavia, nel corpo votante elvetico: 1’523’003 “sì”, 607’667 “no”, favorevoli le maggioranze di tutti i Cantoni; in Ticino, 55’055 a sostegno e 27’987 contrari, ovvero 66.3 contro 33.7 per cento; eccezione comunale ad Astano (52 schede contro 48 ossia 52.0 per cento contro 48.0).

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