Home POLITICA «Rispondere alle priorità», neocomunisti (da 15 anni) in cerca di interlocutori

«Rispondere alle priorità», neocomunisti (da 15 anni) in cerca di interlocutori

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A “Casa Gaby” di Locarno, sulla dorsale di via Bartolomeo Varenna, ieri la breve celebrazione per i 15 anni del passaggio da Partito del lavoro a Partito comunista, decisione assunta durante il 19.o Congresso svoltosi al “Palagiovani”. Decisione che, nell’opinione espressa dal segretario politico (e granconsigliere) Massimiliano Arif Ay durante l’incontro con i militanti, fu “tutt’altro che nostalgica o settaria”, essendo tale concetto “inserito in una strategia di rinnovamento politico con cui si ambiva al rilancio del Partito del lavoro” affinché “si potesse essere partito con propria identità, orgoglioso della sua storia e dei suoi valori, sicuro di sé nella pratica quotidiana e non subalterno né ad una visione perdente identificabile con il concetto di “piccolo partito” né all’ingrato ruolo di “pungolo a sinistra” della socialdemocrazia”. Valutazione: “Primo responso senz’altro positivo, restando tuttavia molto il lavoro da svolgersi”. E qui un manifesto operativo nel breve e nel medio termine: “Sul piano dell’organizzazione, del presidio territoriale, della disciplina militante. L’azione politica deve spingerci a saper parlare a settori della popolazione che tradizionalmente non guardano a noi e che hanno altre sensibilità, ma che sono disposte a rispondere con noi alle priorità del momento”. Ad esempio? “Ad esempio, la difesa della neutralità”.

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