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Pulcini “illegali” e malati, azienda agroalimentare sotto sequestro

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Un’azienda operante nella filiera agroalimentare e con sede nel Locarnese – tale l’evidenza da informazioni di fonte non ufficiale ma raccolte dal “Giornale del Ticino” – è stata posta sotto sequestro per intervento urgente dell’autorità sanitaria di controllo, al secolo i vertici dell’Ufficio del veterinario cantonale, a causa dell’avvenuta e constatata importazione di 30 pulcini che, oltre ad essere stati introdotti illegalmente su suolo ticinese dall’Italia, sono risultati colpiti dal virus della cosiddetta “malattia di Newcastle”, la stessa in forza della quale, nel 2007, si rese necessario l’abbattimento di almeno 6’000 galline malate in una struttura del settore primario a Lugano quartiere Pazzallo.

Nel caso presente, previe analisi i cui riscontri sono stati sottoposti all’attenzione degli specialisti dell’Ufficio federale sicurezza alimentare-veterinaria e stante il rischio di epizoozie al momento assenti dal territorio, i 30 esemplari sono stati soppressi; ipotizzabile l’assenza o l’improbabilità di contagi (“I pulcini importati non hanno avuto contatti diretti con altro pollame”); sempre a mente delle autorità sanitarie, che tuttavia precisano essere l’inchiesta ancora in corso, vi è da presumersi che gli animali fossero stati vaccinati in Italia (in Svizzera tale vaccinazione è vietata dal momento che l’intera nazione è riconosciuta esente dalla malattia). Una procedura contravvenzionale sarà aperta contro il soggetto responsabile dell’importazione illegale dei pulcini.

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