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Pala & piccone / Ambrì campione. Di comunicati-stampa “lunari”

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Magari fanno uso di ChatGpt o di altro strumento consimile, all’Hockey club Ambrì-Piotta: in tale caso, di sicuro senza aver speso un centesimo per l’edizione “Premium”, ed anzi servendosi di una versione “beta meno meno”. Non può essere, infatti, che i recenti comunicati-stampa siano stati partoriti da mente di bipede senziente. Non può essere nemmeno che, quando si tratterebbe di dare notizie congrue e puntuali, sembri essere in vigore il “Non parlo non vedo non sento”.

Esempio uno, “Non parlo”. Fronte AmbrìWomen già AmbrìGirls, massima serie. Turbinio di giocatrici stranieri che uno si ritrova nel “roster” all’improvviso, la ceca Natálie Musilova in prestito dal Losanna, la canadese Emma Hebert reduce dal quadriennio con le Union college GarnetChargers, spiegazioni nessuna; vabbè, si potrebbe obiettare, sono cambi “volanti” per tappare una falla o per mettere alla prova potenziali tesserate negli anni a venire. Meno chiara, anzi, per nulla chiara è invece l’improvvisa sparizione di Benjamin Rogger dal ruolo di allenatore: domenica 25 gennaio, successo delle biancoblù a Berna con rimonta e supplementare deciso da Nicole “SempreLei” Bullo, a registro figura il nome di Benjamin Rogger; poi pausa olimpica, sabato 28 febbraio il primo nuovo impegno per il “play-off” con le DavosLadies, ed ecco comparire la firma di Céline Abgottspon già atleta tra BomoThun e LuganoLadies ma formalmente nei ranghi come preparatrice atletica; il giorno successivo, partita di ritorno a Davos, idem. Comunicazioni al proposito, nessuna.

Esempio due, “Non vedo”. Quando ieri pomeriggio è stata data notizia della “separazione consensuale” dall’attaccante Chris DiDomenico, è probabile che persino nella fantomatica redazione dell’immaginario “Eco di Sorencino” avessero già pronto il pezzo, trattandosi a quel punto solo di inserire due dati numerici e, nell’eventualità, le frasi di circostanza. Stupidamente stupidi ed instupiditi si è rimasti tuttavia nel leggere che la rescissione del contratto ha avuto luogo dopo “confronto approfondito e trasparente” (sì, come no? Giocatore messo in panca a metà della partita di venerdì con il Davos e nemmeno convocato per quella successiva con lo Zugo…), dovendosi tale decisione collocare “nel percorso strategico avviato dal “club” nelle ultime settimane” (è “strategico” il privarsi del miglior produttore di punti quando davanti a te, nella migliore delle ipotesi, c’è una distesa di sabbie mobili?) e volendosi ancorare tale “percorso strategico” ad “(…) un Dna sportivo biancoblù volto a consolidare un gruppo coeso e a strutturare un sistema di dinamiche sportive sempre più efficiente e orientato alla crescita nel medio-lungo periodo”; per così dire, taluno è assai confuso in materia di Dna e di quel che il Dna faccia in qualunque organismo, ed a questo ci si limita per non infierire. Un caso di cecità conclamata, ad ogni modo.

Esempio tre, “Non sento”. Oggi, ed infine, nota-stampa diffusa con varie omissioni: ad esempio, esaltato il “curriculum” dell’allenatore cui è stato garantito un triennale ma nemmeno un refolo circa i due ultimi siluramenti subiti da Jussi Tapola medesio (al Kunlun RedStar Pechino – ora Shanghai Dragons – della Khl ed al Berna); eh, sarà stata una dimenticanza. Suscita invece stupore e meraviglia e strappa un sorriso che tende al ghigno, nel medesimo testo, l’affermazione secondo cui si punterà ad “un hockey più offensivo, intenso e coraggioso”. Andandosi a memoria, sul “giocare nella maniera più offensiva possibile” (testuale) poggiava la linea operativa annunciata da Luca Cereda per la stagione corrente dei biancoblù: i risultati hanno detto altro, e su quello – oltre che su scelte demenziali per quanto riguarda il pacchetto degli stranieri – Luca Cereda si è schiantato perdendo la panca o, meglio, essendo posto nella condizione di dover lasciare la panca. Cose dette, cose udite, cose di cui i tifosi parlano e non possono non parlare; ma pare che il mormorio, l’irritazione, la protesta sommessa, la contestazione che potrebbe scoppiare da un momento all’altro non siano nemmeno percepite, sotto le volte della “NuoValascia”.

Al che la domanda: ma lì, alla comunicazione dell’Ambrì, ci siete o ci fate?