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Bastardi inside / Quando un premio ha in sé il seme del fallimento futuro

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A Mario Draghi, burosauro cui si deve una larga fetta della sciagura sotto denominazione “euro”, è stato attribuito oggi il “Premio Carlo Magno” che da tre quarti di secolo a questa parte dovrebbe incoronare gli alfieri dell’integrazione e del successo del Vecchio Continente. Qualche idea circa il livello di credibilità dell’operazione dovrebbe dare il fatto – e stiamo solo alla cronaca dei tempi recenti – che tale riconoscimento andò nel 2019 al portoghese António Manuel de Oliveira Guterres segretario generale dell’Onu, nel 2023 all’ucraino Volodymyr Zelenskyi su cui la Storia dirà presto una parola e nel 2025 alla germanica Ursula Gertrud Albrecht in von der Leyen presidente della Commissione europea. Ad ogni modo, e per buona misura: il “Premio Carlo Magno” si fonda sull’assunto secondo cui l’imperatore Carlo Magno – un sincero democratico che, premortogli il fratello Carlomanno con cui si era trovato in un primo tempo a condividere il potere, non esitò a sbarazzarsi dei due nipoti facendoli recludere in altrettanti monasteri così come aveva fatto con il suo primogenito Pipino detto “il Gobbo” – fu primo fra tutti a teorizzare l’Europa unita. Talmente unita da spezzarsi in tronconi alla morte di Ludovico detto “il Pio”, erede di Carlo Magno, dicasi nel giro di mezzo secolo tutto compreso: se tanto ci dà tanto, per quanto riguarda l’Unione europea ci siamo quasi, con i tempi…

Filo di nota / Ambrì, «futuro da “club” formatore». Curiosità: in Prima lega?

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Nella surreale conferenza-stampa – dicesi “surreale” per non dire “dilettantistica” per organizzazione e svolgimento: il preconizzato “nuovo inizio” pare fotocopia dell’ambaradan pregresso – con cui Lars Weibel è stato oggi introdotto in casa Hockey club Ambrì-Piotta quale futuro ma “partim” già compresente direttore sportivo plenipotenziario, tra molte cose dalla stupefacente ovvietà (compreso il canonico e piaggerimorfo “Ho sempre avuto una passione per l’AmbrìPiotta”; ma dai, dica che è qui perché c’è un posto di lavoro e forse in Federazione era tempo di lasciare sull’onda delle dimissioni di Patrick Fischer selezionatore della Nazionale…) un paio di concetti significativi è stato espresso dal neoarrivato. Il primo: serviranno giocatori atleticamente e fisicamente più prestanti; ci sa di messaggio a chi non pattina più veloce della luce e non va agli ingaggi con voglia di ghermire il disco, ergo si consideri non destinatario di rinnovo qualche straniero al momento in forza effettiva (parliamo solo degli stranieri che, in quanto professionisti, sanno di giocare stamattina qui ma di potersi trovare stasera là). Il secondo: la squadra è in una situazione pericolosa. Inevase due reali obiezioni: a) in una situazione pericolosa, ora che dell’ordine del giorno alla quasi imminente assemblea generale straordinaria sono noti i particolari, è la società; b) ma che, davvero tra gli obiettivi si insiste ancora sul dover/voler esser questo un “club” formatore? Per carità, il discorso ci starebbe anche: previa autoretrocessione, sempre che a farti retrocedere non siano altri, e già fra qualche settimana. In immagine, dalla pagina “Facebook” dell’Hockey club Ambrì-Piotta, un fotogramma della conferenza-stampa tenuta da Lars Weibel insieme con Andreas Fischer capo della direzione.

Thyon (Kanton Wallis): Lawinenunglück am Mont Carr, 42-jähriger Franzose stirbt tragisch

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Am 14. Januar 2026 gegen 12:30 Uhr löste sich ausserhalb der markierten Pisten an den ostseitigen Hängen des Mont Carré (ca. 2’300 m) eine Lawine – zwei Skifahrer wurden mitgerissen. Einer befreite sich selbst, alarmierte die Rettung und suchte seinen Begleiter.

Der zweite, ein 42-jähriger Franzose, wurde schwer verletzt geborgen (Pistenretter Télé-Thyon + KWRO), per Heli ins Spital Sitten geflogen – und verstarb dort am 15. Januar an den Folgen.

Der andere Skifahrer blieb unverletzt. Staatsanwaltschaft untersucht.

Trauriges Unglück im Wallis – Vorsicht ausserhalb der Pisten! Condolences an die Familie.

Bern: Bewaffneter Raub auf Brockenhaus: Dunkelhäutiger mit Pistole gesucht

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Bern Bümplizstrasse: Kurz vor 8.00 Uhr bedroht ein unbekannter Mann eine Verkäuferin beim Öffnen des Brockenhauses mit einer Pistole, zwingt sie, Bargeld herauszurücken und packt es in eine weisse Einkaufstasche. Die Angestellte bleibt unverletzt, der Täter flüchtet – trotz Sofortfahndung bisher nicht gefasst.

Täterbeschreibung:zirka 170 bis 175 Zentimeter gross, dunkelhäutig, dicke dunkle Winterjacke mit weissem Kragen, schwarze Trainerhose, schwarze Handschuhe, Maske, spricht Englisch.

Kantonspolizei Bern sucht dringend Zeugen! Meldung unter +41 31 303 25 31.

Wieder ein bewaffneter Überfall in Bern – wann endet diese Unsicherheit?

Jugendliche schlagen auf Ladenbesitzer ein: Kosovare und Afghane festgenommen, bravo Polizei!

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Basel Hammerstrasse, Zwei jugendliche Ausländer (15-jähriger Kosovar + 16-jähriger Afghane) stürmen in einen Laden, prügeln brutal auf den 69-jährigen Besitzer ein, rauben Geld und Zeug und flüchten. Der Verletzte muss selbst zum Arzt.

Am nächsten Tag schnappt die Polizei die Täter – Respekt an die Einsatzkräfte!

Wieder mal brutale Gewalt gegen einen harmlosen Schweizer Ladenbesitzer durch jugendliche Migranten… Wann reicht’s endlich?

Diensthund spürt Tatverdächtigen nach Einbruch auf, bravo Maloney: Marokkaner und Algerier festgenommen

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Diensthund 03Maloney hat super Arbeit geleistet und den dritten jugendlichen Tatverdächtigen beim Bahnhof Zofingen aufgespürt – nach dem nächtlichen Einbruch in die Drogerie Müller (Alarmanlage kurz vor 4.00 Uhr, gewaltsam aufgebrochene Seitentür mit Baustellenarmierung, Diebesgut im Wert mehrerer hundert Franken).

Drei Jugendliche festgenommen: ein 16-jähriger Marokkaner sowie zwei Algerier (15 und 16 Jahre). Alle in vorläufigem Gewahrsam, Jugendanwaltschaft übernimmt die Untersuchung.

Respekt an Maloney und die Einsatzkräfte von Kantonspolizei Aargau, Regionalpolizei Zofingen und Stadtpolizei Aarau! #bravohund,

Blenio, vettura sbatte sul “guard-rail” alla Töira: soli danni materiali

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Violento l’impatto, danni di sola natura materiale le evidenze dell’incidente occorso poco prima delle ore 3.00 di oggi a Blenio frazione Campo Blenio, sull’uscita dalla galleria Töira: presumibilmente dopo slittamento sull’asfalto, un’auto ha sbatttuto contro una sezione del “guard-rail” ed è rimbalzata nel mezzo del sedime stradale, illesa la persona che si trovava al volante, parecchio il lavoro per il carrozziere. La situazione è stata constatata da agenti della Polcantonale; veicolo poi preso in consegna dagli addetti al servizio di soccorso stradale e di rimozione.

Riviera, schianto fuori dalla dorsale di Iragna: automobilista quasi illeso

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Solo qualche contusione per il conducente di una vettura in transito la notte scorsa sulla dorsale di via Della Pietra in Comune di Riviera, tra le frazioni Iragna e Lodrino, e slittata fuori strada sino a ribaltarsi e ad arrestarsi in una macchia boschiva. L’episodio attorno alle ore 2.10; nessun altro mezzo coinvolto; sul posto effettivi dei Pompieri Biasca ed agenti della Polcantonale; significativi i danni all’auto.

Questa è proprio bella, per un’altra settimana resta l’“Irina” a Dirinella

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Talun dirà che si è affezionata al posto; talun altro, con richiamo paretimologico in calco del varroniano “Lucus a non lucendo”, sosterrà che si è trovata a casa, giacché è una “Irina” che per vezzeggiativo fa “Irinella” e pertanto da lì la sua dinastia si sarebbe originata, al che troverebbe spiegazione il toponimo “Dirinella”. Sciocchezze e scemenze che il mondo dei vetturali che stanno stare al mondo s’inventa alla bisogna, ovviando con la fantasia al crudo vero e reale d’uno dei catafalchi ospitanti incombenti strumenti elettronici di constatazione degli eccessi di velocità; in altre parole, anche per la prossima settimana – periodo: da lunedì 19 a domenica 25 gennaio – un “radar” semistazionario resterà stanziato in luogo discutibilmente significativo per numero di possibili infrazioni (vedasi al proposito xxx) e, per di più, circondato da una salva di cupole per la raccolta differenziata. Parimenti in alloggio su strade ticinesi, a Solduno ed a Breganzona, altre due consorelle della “Irina” gambarognese. Circa i controlli mobili, questo invece l’elenco per aree e località (tra parentesi, il corpo di polizia competente): nel Distretto di Leventina, Giornico e Faido (Polcantonale); nel Distretto di Bellinzona, Gnosca, Sementina, Giubiasco, Bellinzona-città e Gudo (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Locarno, Ascona, Cugnasco, Riazzino, Locarno-città, Arcegno e Losone (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Lugano, Ponte Tresa, Sessa e Brusino Arsizio (Polcantonale) e Cantonetto, Morcote, Paradiso, Mezzovico, Taverne, Camignolo, Cernesio, Besso, Viganello, Bioggio, Agno, Canobbio, Cassarate, Molino Nuovo, Massagno e Loreto (Polcom e Polintrercom); nel Distretto di Mendrisio, Balerna e Ligornetto (Polcantonale) e Morbio Inferiore, Vacallo, Coldrerio e di nuovo Balerna (Polcom e Polintercom).

Hockey Nl / Berna spianato, il Lugano fa (anche) un favoruccio all’Ambrì

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In serata discatoria dalle non poche sorprese (cinque incontri in calendario per la National league, quattro vittorie fuori casa compresa quella dell’Ajoie lanterna rossa in casa dello Zugo al settimo “kappaò” consecutivo), Lugano a chiudere un ciclo di quattro trasferte con il terzo successo – computo complessivo: 10 punti – in operazione tutta sostanza sul ghiaccio del Berna: 20 conclusioni in tutto (contro 33) ma ad alto coefficiente qualitativo, lavoro ben distribuito tra i blocchi (dai 13 ai 17 minuti per ciascun attaccante eccezion fatta per Aleksi Peltonen 13.o in schiera e per Einar Emanuelsson uscito malconcio per infortunio durante il secondo periodo), timone sempre e saldamente tra le mani, non sempre il miglior gioco ma si consideri anche il fatto che in pista scendono anche gli avversari. A bersaglio Luca Fazzini (13.03), Connor Carrick (15.41), Dario Simion (24.26) e Jiri Sekac (45.26); assist sparsi, due quelli di Zach Sanford; sul conto degli “Orsi” il tardivo timbro di Victor Ejdsell (55.31) in superiorità numerica. Benefici: consolidata la quarta piazza, messi nel mirino sia il FriborgoGottéron (che era fermo) sia il ServetteGinevra (all’asciutto nel viaggio a Langnau im Emmental); fatto indirettamente un favore all’AmbrìPiotta, la cui distanza dall’accoppiata Berna-BielBienne – cioè da un potenziale ancorché non probabilissimo 10.o posto – resta pari a cinque lunghezze. Non che i bianconeri possano rilassarsi: dalle loro parti, cioè sul lato sinistro della graduatoria, cinque squadre sono compresse ora nello spazio di cinque punti; vero è anche che dietro c’è un bel vuoto…

I risultati – Berna-Lugano 1-4; Kloten-Losanna 2-3 (al supplementare); Scl Tigers-ServetteGinevra 3-0; RapperswilJona Lakers-Zsc Lions Zurigo 1-3; Zugo-Ajoie 2-4.

La classifica – Davos 84 punti; FriborgoGottéron 74; ServetteGinevra 73; Lugano 72; Losanna 70; Zsc Lions Zurigo 69; RapperswilJona Lakers 62; Zugo, Scl Tigers 58; Berna, BielBienne 51; Kloten 47; AmbrìPiotta 46; Ajoie 34 (ServetteGinevra, Losanna 42 partite disputate; Scl Tigers, Ajoie 41; Davos, FriborgoGottéron, Lugano, Zsc Lions, RapperswilJona Lakers, Zugo, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta 40).

Hockey Sl / Tanti tiri ma poco frutto, BelliSnakes alla sconfitta numero 31

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Se tiri per 37 volte e buchi la gabbia altrui in una sola circostanza, forse il valore intrinseco della tua produzione offensiva non è quel che vorresti e che dovresti offrirti o forse hai trovato sulla tua via un portiere in edizione extralusso. Facciamo 50 e 50 per dare mezza spiegazione della sconfitta – la 31.a nella stagione corrente della cadetteria hockeystica – subita stasera dai GdT1 BellinzonaSnakes a Küsnacht ovvero sul ghiaccio dei GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht alla ricerca di conferme per qualificarsi al “play-off”, tema quest’ultimo realmente mai stato oggetto di speranze per i sopracenerini sempre penultimi in graduatoria. 1-5 il risultato, padroni di casa via in progressione sino alla “manita” (6.13, Lauro Peter; 8.54, Noah Greuter; 38.55, Jarno Kärki a cinque-contro-quattro; 43.00, Andrin Rüedi; 58.06, Alessandro Segafredo); a due secondi dall’ultima sirena, in superiorità numerica, il dispiacere dato da Mattheo Reinhard a Lorin Grüter portiere che ormai stava pregustando lo “shut-out”. Penalità di partita a Niccolò Mansueto – breve ma intenso duello rusticano con Noah Greuter – durante la fase discendente del periodo centrale.

I risultati – Turgovia-Olten 0-3; Visp-Winterthur 4-2; Coira-LaChauxdeFonds 7-1; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht-GdT1 BellinzonaSnakes 5-1.

La classifica – Sierre 82 punti; Turgovia, LaChauxdeFonds 74; Visp 71; Coira 66; Olten 64; Basilea 62; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 53; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 26; Arosa 24 (Sierre, LaChauxdeFonds, Visp, Coira, Olten, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes, Arosa 39 partite disputate; Basilea 38; Turgovia 37).

Hockey donne / Coppa nazionale, una questione tra Zugo e DavosLadies

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Zugo e DavosLadies, in entrambi i casi secondo logica, le squadre qualificatesi per la finale della Coppa nazionale di hockey, fronte femminile, con atto conclusivo domani ed in partita secca: nelle “Final four” di Losanna, oggi affermazioni rispettivamente per 7-1 sulle Zsc Lionesses Zurigo (doppietta di Lara Stalder) e per 5-1 sul Langenthal (quaterna di Lucia Haluskova, che nel campionato di massima serie è andata invero a segno sole 10 volte in 26 incontri…; un assist per la ticinese Elisa Dalessi). Domani anche la piccola finale per il terzo posto, di fronte ovviamente Langenthal e Zsc Lionesses Zurigo.

Colpo di stiletto / Controlli della velocità, l’“Irina” a Dirinella quale senso ha?

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Rilevata e fotografata oggi la notoria “Irina” alloggiata per qualche giorno nel territorio del Comune di Gambarogno, la cui dorsale viaria – anche soltanto facendosi conto dalla rotatoria di Quartino alla frontiera, senza cioè che si impegni il pezzo di Cantonale sino a Contone – costituisce forse un primato ticinese per numero e frequenza di variazioni dei limiti di velocità e di ostacoli e di sabotaggi artificiali (dossi, strettoie, fermate dell’“Autopostale” in piena corsia di marcia e persino in coincidenza con un salvagente pedonale, ed altro). Poco, anzi nulla da eccepirsi circa l’esistenza di tale deterrente multatorio – o multatore con accessoria funzionalità deterrente – per gli eccessi di quale vetturale dal piede pesante: l’occhio elettronico del “radar” è da decenni un compagno della quotidianità su nastro d’asfalto. Ci si domanda tuttavia quale senso abbia la collocazione dell’apparecchiatura semistazionaria a ridosso del punto di confine in località Dirinella: fatta eccezione per un rapinatore in fuga verso l’Italia o per un pazzo che stia scappando in Ticino dalla “Comunità psichiatrica residenziale” di Luino, in ragione della presenza di due punti doganali di controllo effettivamente contigui tutti viaggiano rallentati in uscita e nessuno accelera di colpo in entrata…

Carico non sdoganato, ma 546 litri di olio danno nell’occhio: scatta il multone

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Con fallo ma senza fallo, da un forse secondario ed impresenziato valico di frontiera, erano riusciti a transitare recando seco il carico; in fallo quando pensavano d’averla sfangata furono invece colti, la settimana scorsa, e perlomeno bene fecero a non complicarsi la vita con balle cinesi in funzione autogiustificatoria. Due cittadini italiani, 22 e 47 anni rispettivamente, si sono trovati a dover pagare una multa di varie migliaia di franchi – oltre a versare i tributi d’obbligo e dei quali si erano “dimenticati” – essendo incappati in un controllo a Lugano quartiere Pazzallo, all’opera specialisti dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; a bordo del loro furgone immatricolato in Svizzera, e diretto oltre il San Gottardo, c’erano generi alimentari in quantità, per così dire, non propriamente compatibili con il concetto di spesa settimanale per la famiglia, e cioè un po’ troppa carne, un po’ troppo vino, un po’ troppo olio. Discrepanza tra consentito e portato: più del doppio nel caso del vino (22.5 litri netti, diciamo dunque buoni 30 chilogrammi a tara merce contro i 10 litri lordi permessi), cinque volte circa il limite nel caso della carne (nove chilogrammi contro due, lasciamo perdere qui gli imballaggi) e 60 volte circa il limite nel caso dell’olio d’oliva (546 litri netti in bidoncini, litro e chilogrammo sono equiparati al netto della questione del peso specifico di 0.92 chilogrammi ogni litro, ogni latta per il volume di cinque litri pesa fra i 350 ed i 400 grammi, unico scomputo accettabile la franchigia dei cinque litri lordi “pro capite”). Degli altri pacchi non è fatta menzione, presumibilmente giacché non rilevantissimi sul totale. In immagine, parte del carico.

Raub in Basel: 15-jähriger Kosovare und 16-jähriger Afghane festgenommen

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Am 14. Januar 2026 überfielen zwei Jugendliche an der Hammerstrasse in Basel einen 69-jährigen Ladenbesitzer, verletzten ihn und raubten Geld sowie Gegenstände. Der Geschädigte suchte selbst einen Arzt auf.

Am 15. Januar nahm die Polizei die Täter fest: einen 15-jährigen kosovarischen Staatsbürger und einen 16-jährigen afghanischen Staatsbürger.

Ermittlungen führt die Jugendanwaltschaft Basel-Stadt. Hinweise bitte an Tel. 061 267 71 11.

“Interroll”: nuovo direttore tecnico, ai (rapidi) saluti due figure apicali

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Due partenze – anche piuttosto sorprendenti, stanti le brevi durate dei rapporti di lavoro: 16 mesi in un caso, otto nell’altro – ed un arrivo nella stanza dei bottoni della “Interroll holding Ag” con sede a Sant’Antonino e specialista in soluzioni per il trasferimento di merci (attività in essere dal 1959, rete strutturata in 36 nazioni, quotazione in Borsa a Zurigo dal 1997, fatturato 2024 in cifra di 527.1 milioni di franchi, fatturato 2025 in rampa di lancio con presumibile prima informativa a fine gennaio). Ai saluti Alp Ayhan Demirel, direttore operativo, che si era insediato nel settembre 2024 in provenienza da esperienze tra realtà d’impresa quali “Festo” (l’ultimo lustro prima dell’approdo al gruppo ticinese), “Schaeffler technologies”, “Leoni”, “Siemens” ed “Aeg-Electrolux”; egualmente uscente Johannes van Der Beek, direttore tecnico, annunciato a metà ottobre 2024 per l’ingresso in azienda dall’aprile 2025. Per quanto riguarda Alp Ayhan Demirel, il sostituto sarà scelto ed indicato entro breve ed il ruolo è assunto in modalità interinale da Markus Asch, amministratore delegato; quale nuovo direttore tecnico è stato già chiamato Ulrich Engenhardt, 53 anni, germanico di Mengen nel Baden-Württemberg, laurea all’Uni Esslingen di Esslingen am Neckar, indi “master” in amministrazione finanziaria alla University of Missouri a Columbia (Stati Uniti); nel “curriculum” una lunga attività alle dipendenze della “Alfred Kärcher Se & Co. Kg” (periodo 2008-2023, nche con posizione apicale, da vicepresidente, a partire dal 2016) e nell’ultimo biennio alla “Rittal”. Nella foto, da sinistra a destra e dall’alto verso il basso: Alp Ayhan Demirel, Johannes van der Beek, Markus Asch ed Ulrich Engenhardt.

Borse europee, venerdì di assestamento. New York in marcia sul posto

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 20.52) Canonico venerdì da riposizionamento con varie prese di beneficio e da riflessione dopo lungo “rally” invero condiviso con larga parte dell’Europa borsistica, per quanto riguarda il listino primario a Zurigo, e saldo dello “Swiss market index” a quota 13’413.59 punti (meno 0.47 per cento; minimo della seduta a 13’373.86 punti alle ore 15.59, massimo a 13’467.70 punti alle ore 9.14). Ad appesantire il passo soprattutto “Compagnie financière Richemont Sa” (meno 5.39 per cento) e “Sika group Ag” (meno 2.59, qui con significativo aggravio delle perdite – ora nella misura del 7.63 per cento – dall’inizio del 2026); a difendersi in verde “Novartis Ag” (più 0.98 per cento), “Roche holding Ag” (più 0.93) e “Partners group holding Ag” (più 0.55 per cento). Sussulti nell’allargato: di slancio “DocMorris Ag” (più 9.05), mal accolte le notizie – vedasi in altra parte del “Giornale del Ticino” – sugli avvicendamenti ai vertici del gruppo “Interroll holding Ag” (meno 8.42). Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.21 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.10; Ftse-100 a Londra, meno 0.03; Cac-40 a Parigi, meno 0.65; Ibex-35 a Madrid, più 0.39. Movimenti laterali a New York: Nasdaq, più 0.11 per cento; “Dow Jones”, più 0.03; S&P-500, più 0.09. Cambi: 93.16 centesimi di franco per un euro; 80.34 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in stabilizzazione attorno al controvalore teorico di 76’267 franchi circa per unità.

Hockey Sl / Basilea capottato dal Sierre, vallesani qualificati al “play-off”

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Un primo nome in via ufficiale – non che vi fossero indicazioni di segno contrario; serviva tuttavia l’aritmetica – al “play-off” della cadetteria hockeystica elvetica edizione 2025-2026: a tagliare il traguardo è stato stasera un Sierre in forma eccellente, 6-0 in trasferta sul Basilea, margine di vantaggio portato ad otto punti sull’accoppiata Turgovia-LaChauxdeFonds pur dovendosi considerare che le più immediate inseguitrici hanno disputato rispettivamente tre ed una partita in meno. Alle statistiche, tre goal – uno su rigore, in situazione peraltro di inferiorità numerica – ed un assist sul conto di Samuel Asselin; primo impegno del Sierre senza Lukas Lhotak, ex-AmbrìPiotta che ha lasciato la Svizzera per accasarsi al Dukla Jihlava nella seconda serie della Repubblica ceca. La classifica: Sierre 82 punti; Turgovia, LaChauxdeFonds 74; Visp 68; Coira 63; Basilea 62; Olten 61; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 26; Arosa 24 (Sierre, Arosa 39 partite disputate; LaChauxdeFonds, Visp, Coira, Basilea, Olten, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes 38; Turgovia 36).

Hockey Nl / Due “ex” e un supplementare mandano al tappeto l’Ambrì

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Punto rimediato a Bienne – ma ne sarebbero serviti almeno due – contro il BielBienne, stasera, per l’Ambrì hockeystico nell’unico incontro in calendario per la National league. Leventinesi all’altezza degli avversari (35 tiri contro 33), ma trafitti nel supplementare sulla scia di un’ingenua penalità minore causata da Jesse Zgraggen a 25 secondi dallo scadere dei 60 minuti; in goal Linus Hullström difensore dal buon tiro ma solo al terzo goal in 35 presenze quest’anno con i bernesi, 67 i secondi trascorsi nel prolungamento. In precedenza, due volte avanti i padroni di casa con due ex-biancoblù (6.01, Johnny “B. Goode” Kneubuehler; 32.44, Petr Cajka) e per due volte raggiunti da realizzatori improbabili, Christopher “Chris” Tierney al 26.39 ed Isacco Dotti al 44.47 (prima rete negli ultimi due campionati e mezzo per il difensore; goal convalidato dopo analisi al video). Due assist per Miles Müller; Gilles Senn portiere titolare con Nassim Jaafri-Hayani quale vice, causa malanni di stagione toccati a Philip Wüthrich; sconfitta numero 25 su 40 incontri disputati, raggiunto il Kloten al 12.o posto se si vuol far finta di ignorare che gli zurighesi hanno disputato una partita in meno; la distanza dalla linea utile, cioè quella che permetterebbe di agganciarsi al treno del “play-in”, sale a cinque lunghezze e lì il presidio è dato da Berna e BielBienne a braccetto.

La classifica – Davos 84 punti; FriborgoGottéron 74; ServetteGinevra 73; Lugano 69; Losanna 68; Zsc Lions Zurigo 66; RapperswilJona Lakers 62; Zugo 58; Scl Tigers 55; Berna, BielBienne 51; BielBienne 49; Kloten, AmbrìPiotta 46; Ajoie 31 (ServetteGInevra, Losanna 41 partite disputate; Davos, FriborgoGottéron, Scl Tigers, BielBienne, AmbrìPiotta, Ajoie 40; Lugano, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Zugo, Berna, Kloten 39).

Filo di nota / In Leventina finisce un’epoca. Al partente almeno un «Grazie»

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Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, ha portato soldi propri, soldi di “sponsor” e “partner” da lui trovati ed una conduzione societaria oltre le contingenze ed oltre le pretese altrui. Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, è riuscito a garantire la permanenza in massima serie nazionale, e sempre. Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, ha portato un palaghiaccio (non una pistarella, non un progetto e basta: un complesso edilizio con i contenuti). Ai detrattori, ed a quanti hanno memoria corta, si può serenamente opporre il “What if”: non si dispone della riprova, ma senza un Filippo Lombardi alla presidenza la prima squadra navigherebbe ora in cadetteria o in terza serie o sarebbe affatto scomparsa, e senza un Filippo Lombardi non vi sarebbe stato l’impianto della “NuoValascia” (per noi questo è il nome, in memoria dell’antica “Valascia” demolita perché lì non poteva più stare; lasciate le “arene” agli americani, ai tori ed ai gladiatori). Chiunque arrivi o sia già arrivato – suvvia: Lars Weibel futuro direttore sportivo in biancoblù o ha ricevuto garanzie grosse (e da terzi; in altri termini, da costoro egli è stato scelto) o è un pazzo scatenato votato all’“harakiri” sulla pubblica piazza – sappia che l’eredità morale è pesante e che, per prima cosa, sono da conquistarsi due salvezze: una in pista, con la prima squadra; una nelle sedi deputate, con banche e terzi creditori. Tra questi, Filippo Lombardi himself, perché si suppone che non poche azioni egli abbia nella valigetta… Nel frattempo, al di là di simpatie ed antipatie personali, fa opera misera chi non ringrazi il presidente uscente; peggio ancora fa, tuttavia, chi al prossimo gruppo dirigente – diciamo che vedremo assai minor impronta ticinese? Diciamolo – stia dando già carta bianca, come se tutto si risolva con un tratto di penna e con una firma in calce al passaggio di consegne.

Sargans (Kanton Sankt Gallen): Vier Franzosen auf frischer Tat ertappt, Einbruch in Garagenbetrieb

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Nachts um 2.40 Uhr brechen vier Franzosen (22–25 Jahre, darunter eine Frau) ein Fenster ein und versuchen, Fahrzeugschlüssel zu klauen.
Wieder mal Franzosenbande aus dem Ausland, die in der Schweiz Autoschlüssel abgreifen will. Dank Zeuge und schneller Polizei (Patrouillen, Drohne, Diensthund, Zoll) werden alle vier kurz darauf geschnappt: zwei in der Nähe, zwei am Bahnhof Sargans (einer sogar im Zug!).
Typisch: Französische Einbrecher kommen rüber, plündern Schweizer Betriebe, werden aber erwischt. Wie oft noch?

Rorschach (Kanton Sankt Gallen): Wieder Serien-Einbrüche durch Ausländer

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Ein 49-jähriger Moldawier nach über 30 Einbrüchen in der Schweiz wurde verhaftet. Die Beute beträgt über eine Million Franken.

Der Moldawier reiste mehrmals ein, brach in Häuser ein und hortete Diebesgut im Millionenwert. In Rorschach in einer Wohnung geschnappt, zusammen mit einem 30-Jährigen (Rolle unklar). Bei der Festnahme auch ein 30-jähriger Rumäne anwesend – Beteiligung wird geprüft.

Typisch: Osteuropäische Banden plündern die Schweiz aus, Millionen Beute, während Schweizer Steuerzahler bluten.

Serbischer Drogenkurier verhaftet: Kokain, Bargeld und Waffen sichergestellt

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Die Kantonspolizei Zürich hat am Mittwoch (14.01.2026) in Birmenstorf (Kanton Aargau) einen serbischen Drogenkurier sowie einen mutmasslichen Schweizer Abnehmer verhaftet. Ebenso konnten Kokain, Bargeld und Waffen sichergestellt werden.

Im Rahmen eines laufenden Verfahrens identifizierten und lokalisierten Fahnder der Kantonspolizei Zürich einen Drogenkurier. Der 43-jährige Serbe konnte am Mittwochmorgen in Birmenstorf AG festgenommen werden. Bei der Durchsuchung des von ihm gelenkten Personenwagens stellten die Polizisten rund neun Kilogramm Kokain sicher.

Gleichzeitig konnte ein mutmasslicher Abnehmer der Betäubungsmittel festgenommen werden. Bei der Hausdurchsuchung am Wohnort des 38-jährigen Schweizers im Bezirk Dietikon konnten über 10’000 Franken sowie zwei Schusswaffen sichergestellt werden. In einem weiteren Fahrzeug konnten zudem noch rund 500 Gramm Kokain sichergestellt werden.

Die beiden Männer wurden nach der polizeilichen Befragung der Staatsanwaltschaft zugeführt.

Hockey Nl / Filippo Lombardi “chiude” con l’Ambrì. Après ça, le déluge?

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Resterà tifoso, sicuro; di quel che egli ha in mano come quote della società, inoltre, nessuno gli chieda conto almeno sino all’assemblea generale straordinaria di cui la residua dirigenza comunica oggi la “conferma” (perché, tale data e tale evento erano mai stati in discussione? Questionable question) a domenica 8 febbraio, inizio ore 10.00, ambienti del “Caseificio” ad Airolo. Chiude tuttavia un’epoca, Filippo Lombardi, 70 anni da compiersi a fine maggio: dopo l’“autocongelamento” dalle funzioni avendo egli messo a disposizione il mandato al termine dell’ormai celebre conferenza-stampa di mercoledì 8 ottobre, e cioè in coincidenza con l’emarginazione di Paolo Duca direttore sportivo e di Luca Cereda allenatore della prima squadra, il plurime volte consigliere agli Stati ed odierno municipale di Lugano non sarà più presidente del “club” dopo 17 anni effettivi. Questo pomeriggio l’annuncio, ancor più chiaro in termini di disimpegno con l’uscita dal Consiglio direttivo/amministrativo: “(…) onde permettere un rinnovamento di cui la società ed i suoi principali azionisti sentono il bisogno”, secondo la nota-stampa pubblicata sul sito InterNet, restando tuttavia l’invito ad un inserimento – e su tale proposta Filippo Lombardi sarà chiamato ad esprimersi: si fosse in lui e se cioè si dovesse rappresentare il suo interesse, “no” immediato e senza ripensamenti – quale “presidente onorario con compiti speciali per il gruppo Hcap”. Come? Esatto: un “presidente onorario” cui sarebbero in carico compiti propri di un presidente operativo, o quasi: nell’ordine, “rappresentanza, partecipazione in Consigli di amministrazione di società controllate, ricerca di nuovi azionisti e di (nuovi) “partner”, gestione e riduzione del debito delle società del gruppo, ricerca di finanziamenti per nuovi progetti”. Mancano solo la verifica dei biglietti all’ingresso della “NuoValascia” ed il ruolo di secondo conducente del bus nelle trasferte, a questa stregua; ad ogni modo, vedremo ed ascolteremo le decisioni.

Detto questo, a che cosa servirà (o dovrebbe servire) l’assemblea di domenica 8 febbraio? A completare il Consiglio di amministrazione, per ragioni che non si sta qui a riepilogare consistente al momento in quattro soli membri cioè – leggasi dalle fonti ufficiali, valendo quanto conseguenza dell’assemblea generale ordinaria di domenica 5 ottobre 2025 – lo stesso Filippo Lombardi, Massimo Frigerio vicepresidente, Reto Sormani membro e Patrick Albisetti membro (quest’ultimo aggregatosi proprio tre mesi addietro); almeno due, quindi, i nomi necessari per il rientro ad organico minimo secondo statuti, ma nulla vieta che la struttura sia ampliata sino a nove componenti. Si tratta poi, ed anzi soprattutto perché le persone dicono ma a parlare sono i denari, si deliberare un nuovo, ennesimo aumento di capitale, “nella forma giuridica del margine di variazione del capitale” ossia da “meno 50” a “più 50” per cento del capitale odierno; il progetto avrebbe respiro sull’arco di cinque anni, subentrando e giungendo investitori pronti ad immettere soldi freschi, ed in parte già da sùbito, si direbbe o almeno così suggeriscono dall’interno della società lanciando ai tifosi un amo sulla scorta di asserite “(…) diverse trattative ancora in corso con potenziali nuovi azionisti”.

Lo stato dell’arte fu certificato invero proprio ieri con atto notarile: per effetto del precedente aumento, al netto dell’aggio (pesantissimo: 200 per cento sul nominale, ma non conta agli effetti della sostanza), il capitale azionario è passato da 5’172’018.75 a 5’602’675.00 franchi considerandosi sia le ordinarie sia le privilegiate (due tipologie). Doppio l’amo fatto oscillare sotto il naso di coloro che prenderanno parte all’assemblea: sappiano essi – così il messaggio – che questo è un “effettivo nuovo inizio dell’avventura Hcap” e che è richiesta una partecipazione “con spirito aperto, con il solo scopo di rafforzare la società e (di) consolidarne il futuro”. Considerandosi l’esistenza (certa) di una consistente massa debitoria – diciamo sei milioni di franchi, diciamo otto con tendenza a nove? Non accettansi smentite o tentativi di minimizzazione: amendue sarebbero fuori luogo – e l’obbligo (non immediato, ma a scadenze nemmeno lontane) di restituzione dei cosiddetti “crediti Covid-19” e dovendosi contemperare questo con la pretesa difesa delle specificità dell’Hockey club Ambrì-Piotta, forse non è fuori strada chi nella mente avverta il suono delle sirene di allarme. In immagine, Filippo Lombardi.

Chiasso frontiera: 100’000 franchi in titoli nella valigia, italiano nei guai

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I contanti erano a posto, cioè nella norma: circa 3’000 euro quelli dichiarati, circa 3’000 euro quelli riscontrati da effettivi della Guardia di finanza che all’uomo si erano rivolti durante l’ordinario controllo in frontiera alla stazione ferroviaria di Chiasso, sul transito di un treno dal Ticino all’Italia. Un po’ meno digeribile, ai sensi delle norme valutarie peninsulari, l’evidenza di 100’000 franchi – a valore nominale, ossia dichiarato in forma cartacea – rispondenti ad un certificato azionario e che si trovava in un bagaglio del viaggiatore: per via del calcolo delle eccedenze e delle sanzioni collegate, si profila una multa fra il 70 ed il 100 per cento di 97’146.68 euro, secondo il cambio ufficiale acquisito come riferimento, stante la mancata dichiarazione sui trasferimenti transfrontalieri di valori. Il certificato in possesso dell’uomo, cittadino italiano con domicilio in Svizzera secondo l’informativa ufficiale e che al “Giornale del Ticino” risulta essere abitante in Ticino (meglio ancora, a Comano), risulta essere stato in carico ad una società con sede in Lugano e rilasciato nel dicembre di qualche anno fa; impossibili, a rigore delle notizie disponibili, l’identificazione della realtà emittente, ergo sulla sua esistenza, ed il riscontro sull’autenticità e sulla reale commerciabilità del titolo medesimo, che è indicato come certificato azionario al portatore (il che suona quantomeno strano, stanti i noti vincoli normativi elvetici). Per ora, sequestro amministrativo ed un bel punto interrogativo…

Hockey Sl / Fine di un lungo amore, Lukas Lhotak lascia la Svizzera

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Concepito cecoslovacco ma nato ceco (a Praga), essendosi la nazione separata in due unità 100 giorni prima della sua venuta al mondo, e svizzero per naturalizzazione, dopo 16 anni da agonista in Svizzera tornerà a giocare in Repubblica ceca e probabilmente concluderà lì la carriera. Ai saluti nelle scorse ore l’hockeysta Lukas Lhotak, profondamente incisosi nella storia discatoria del Ticino avend’egli vissuto qui per metà della sua esistenza e militato nelle giovanili di AmbrìPiotta e Chiasso, in Seconda lega con il ValleVerzasca, nell’Ambrì in massima serie e nei BiascaTicino Rockets della cadetteria, periodo tra la stagione 2009-2010 e la stagione 2017-2018 (nell’ultimo giro di Walzer anche qualche apparizione con il Mountfield alla “Coppa Spengler”); nel “curriculum”, a seguire, un triennio con il FriborgoGottéron ed un’annata ai RapperswilJona Lakers, due campionati con l’Olten e due e mezzo con il Sierre da cui il giocatore si è separato, in accordo con la dirigenza, per seguire la nuova pista verso una nuova pista: militerà infatti nel Dukla Jihlava, seconda serie. Statistiche principali da mettersi nel libro dei ricordi: 395 incontri di massima serie con 61 goal e 35 assist, 251 incontri in cadetteria con 89 goal e 55 assist, otto incontri con nove goal e cinque assist in Seconda lega. Buon viaggio, buona fortuna. In immagine, il saluto tributato a Lukas Lhotak sulla “homepage” del sito InterNet del Sierre.

Hockey Sl / Calendario da… asfissia: 11 partite tra oggi a domenica

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Un solo incontro stasera, ma 11 in totale da qui a domenica, nella cadetteria hockeystica che impone ritmi sconcertanti a squadre in cui non tutti sono professionisti al 100 per cento (anzi…) e con rimbalzi a trasferte anche impegnative per chilometraggio. Il via oggi con Basilea-Sierre; i renani, per dire, scenderanno di nuovo in pista sia sabato sia domenica ad Arosa per un inconsueto “Doppelspiel”. Per quanto riguarda i GdT1 BellinzonaSnakes, unici rappresentanti il Ticino nella categoria, domani viaggio sino a Küsnacht per il confronto con i GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht e domenica la partita in casa con il Coira. La classifica: Sierre 79 punti; Turgovia, LaChauxdeFonds 74; Visp 68; Coira 63; Basilea 62; Olten 61; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 26; Arosa 24 (Arosa 39 partite disputate; Sierre, LaChauxdeFonds, Visp, Coira, Olten, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes 38; Basilea 37; Turgovia 36).

“Swiss market index”, altri primati storici poi la quiete. Rimbalzo a New York

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.36) Nel segno del “rally” effettivamente in corso da 50 giorni a questa parte, registrandosi un progresso superiore ai 1’600 punti da giovedì 25 novembre (11’875.80 punti), i cinque massimi storici fatti registrati in serie dal listino primario della Borsa di Zurigo secondo lo “Swiss market index”, picco alle ore 14.52 su quota 13’528.67 punti, indi calo anche sotto la parità ed uscita a 13’476.32 punti (più 0.09 per cento). Elementi rilevanti: balzo di “Partners group holding Ag” (capolista, più 7.65 per cento); flessione di “Compagnie financière Richemont Sa” (meno 2.43) e “Geberit Ag” (meno 4.14), pur in presenza di notizie eccellenti nel primo caso (e qui trattasi di prese di beneficio: il titolo ha guadagnato più del 30 per cento da agosto, i numeri odierni giungono solo a confermare impressioni acquisite in corso d’opera) e buone nel secondo (volume e fatturato in incremento, restano sullo sfondo le accresciute difficoltà sui mercati asiatici). Nell’allargato, altro strappo di “Vat group Ag”, il cui “più 15.83” per cento porta al raddoppio il guadagno da fine agosto. Sulle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.26 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.44; Ftse-100 a Londra, più 0.53; Cac-40 a Parigi, meno 0.21; Ibex-35 a Madrid, meno 0.30. In recupero New York: “Dow Jones”, più 0.70 per cento; S&P-500, più 0.64; Nasdaq, più 0.85. Cambi: 93.20 centesimi di franco per un euro, 80.28 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin stabile al controvalore teorico di 77’832 franchi circa per unità.

Hockey Prima lega / Gruppo est: GdT2 al “Masterround”, fuori il Reinach

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Felice ancorché sofferto approdo al “Masterround”, iersera ovvero nell’ultimo appuntamento della fase regolare nell’hockey di Prima lega (gruppo est), da parte dei GdT2 Bellinzona cui, per la certezza di ritrovarsi nel salotto buono – ossia il torneo intermedio tra le migliori – della classifica, servivano punti “in proprio” ma anche una o due concomitanze. E tutto è andato secondo il migliore tra gli scenari ipotizzabili: vittoria per 2-1 sul Wallisellen (reti di Alessio Vezzoli al 6.40 in superiorità numerica e di Samuele Guidotti al 15.40; nel mezzo il provvisorio pareggio di Nils Berni a cinque-contro-quattro, 14.04; eccellente prova di Nathan Baggio-Biotelli a difesa della gabbia), ed in contemporanea le sconfitte degli ArgoviaStars (1-2 sul ghiaccio del Rheintal già sicuro della qualificazione) e soprattutto del Reinach (2-7 a Burgdorf, compartecipe del successo il 20enne difensore ticinese Nicola Bernasconi di filiera Lugano, indi GdT2 Bellinzona e poi Koppigen, un assist nel giorno dell’esordio in questa categoria). Conseguenze: GdT2 Bellinzona da settimi a quinti (31 punti prima, 34 poi); ArgoviaStars e Reinach inchiodati a quota 32 cioè sulla linea, a passare gli ArgoviaStars (doppia vittoria – 6-4 e 3-0 – nei confronti diretti con il Reinach; favorevole anche la differenza-reti, “più 19” contro “meno 17”). Esito: gruppo del “Masterround” completato dai sopracenerini e dagli ArgoviaStars aggiuntisi a Wil, Rheintal, PrettigoviaHerrschaft e Burgdorf; al gruppo-salvezza Reinach (cui non è bastata dunque una media-punti pari ad 1.600 su 3.000…) Wallisellen, Herisau, KüssnachtAmRigi1 e Lucerna, quest’ultimo invero nell’impossibilità di agganciare uno dei primi due posti anche nell’ipotesi surreale di quattro successi pieni nelle quattro partite della serie intermedia per quanto rigiuarda il girone “inferiore”. In entrambi i raggruppamenti le squadre ripartono da zero vinte, zero pareggiate e zero perse per la graduatoria “interna”, ma portandosi dietro i punti cumulati nella prima fase ed anche le statistiche per goal realizzati e goal subiti.

I risultati (ultimo turno) – PrettigoviaHerrschaft-Lucerna 6-1; Burgdorf-Reinach 7-2; GdT2 Bellinzona-Wallisellen 2-1; Herisau-KüssnachtAmRigi1 1-2; Rheintal-ArgoviaStars 2-1.

La classifica finale (fase regolare) – Wil 53 punti; Rheintal, PrettigoviaHerrschaft 38; Burgdorf 37; GdT2 Bellinzona 34; ArgoviaStars, Reinach 32; Wallisellen 24; Herisau 23; KüssnachtAmRigi1 15; Lucerna 4.

Hockey / Lo Zugo non ci capisce nulla, il Lugano va e si prende tre punti

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Disciplinato, organizzato, spietato il Lugano che stasera, trovandosi nell’opportunità di riprendersi il quarto posto in solitaria nella graduatoria dell’hockey di National league, non ha esitato nel rullare a domicilio lo Zugo in evidente affanno, con troppi nervi scoperti (spedito negli spogliatoi al 38.29 il ceco David Sklenicka, carica con bastone, ed è un segno chiaro), incerto nell’uscita dal terzo e frammentario nella costruzione di tiri dalla almeno ragionevole pericolosità; morale, 3-2 che era un 3-1 ancora a 23 secondi dall’ultima sirena: del 59.38, cioè a giochi fatti, il secondo goal personale (prima rete al 37.37) di Gregory Hofmann andato a bersaglio a sei giocatori di movimento contro cinque per avvenuto richiamo del portiere Tim Wolf. Tutto qui il prodotto della pattuglia mal organizzata da Michael Liniger, che fu indubbiamente agonista meritorio nelle quasi 850 partite di massima serie e nelle quasi 150 partite in cadetteria ma che il polso dalla transenna degli zugani, da allenatore in prima quale è da meno di un anno, sembra ancora non avere. A rovescio il discorso applicabile a Tomas Mitell, partito con la lentissima nella costruzione del “suo” modello discatorio in bianconero e che ora raccoglie persino laddove non abbia seminato: in quest’occasione gli hanno risposto a meraviglia, là davanti, soprattutto quelli del secondo blocco, leggansi Luca Fazzini (18.18, 1-0), Zach Sanford (32.08, 2-0; sulla coda, scaramuccia con due penalità minori equamente suddivise tra padroni di casa ed ospiti) e Lorenzo Canonica (36.30); per i tre attaccanti trattasi del 14.o, del 13.o e del 12.o goal rispettivamente, ed ancora Luca Fazzini e Zach Sanford si equivalgono anche per numero di assist (23, uno a testa oggi).

Missione dunque compiuta, sul piede di 41 conclusioni contro 15; 22-17 il “record”, in potenza la quarta piazza conta come il gradino più basso del podio (distanza dal ServetteGinevra: quattro lunghezze, avendo tuttavia i romandi disputato due incontri in più). Difficile il pretendere di più, così stanti le cose.

I risultati – Ajoie-Scl Tigers 2-1 (ai rigori); Losanna-ServetteGinevra 0-3; Zugo-Lugano 2-3.

La classifica – Davos 84 punti; FriborgoGottéron 74; ServetteGinevra 73; Lugano 69; Losanna 68; Zsc Lions Zurigo 66; RapperswilJona Lakers 62; Zugo 58; Scl Tigers 55; Berna 51; BielBienne 49; Kloten 46; AmbrìPiotta 45; Ajoie 31 (ServetteGInevra, Losanna 41 partite disputate; Davos, FriborgoGottéron, Scl Tigers, Ajoie 40; Lugano, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Zugo, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta 39).

Hockey Ml / Colpo a Seewen, il FranchesMontagnes s’aggancia in vetta

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Tutto da rifarsi, tutto da ridefinirsi nella lotta per il primato al termine della stagione regolare nell’hockey di Ml ovvero Mhl (terza serie nazionale, a girone unico): corsaro il FranchesMontagnes sul ghiaccio del Seewen (4-2), esito primario l’aggancio al vertice; grazie ad un agevole 4-0 sul Dübendorf (confronto tuttavia diventato “caldo” nel terzo periodo, tre penalità di partita in un colpo solo ed un mazzetto di panche-puniti sul conto degli ospiti), Huttwil in scia ed ora a distanza di una sola lunghezza dalla vetta. Gli altri risultati: Langenthal-Bülach 8-1; Pikes Oberturgovia-Thun 2-8; Wetzikon-Lyss 3-2. La classifica: Seewen, FranchesMontagnes 56 punti; Huttwil 55; Dübendorf 46; Thun 43; Langenthal 37; Frauenfeld 36; Wetzikon 29; Lyss 26; Bülach 24; Pikes Oberturgovia 12 (FranchesMontagnes, Huttwil, Dübendorf, Lyss, Pikes Oberturgovia 26 partite disputate; Seewen, Thun, Langenthal, Frauenfeld, Wetzikon, Bülach 25).

Tragischer Stromschlag-Unfall in Langenthal (Kanton Bern): 14-jähriger stirbt auf Güterzug

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In der Nacht auf den 13. Januar 2026, kurz nach 2:20 Uhr, ereignete sich ein schrecklicher Unfall am Güterbahnhof in Langenthal (Kanton Bern): Zwei Jugendliche kletterten auf einen abgestellten Güterzug. Einer der beiden – ein 14-jähriger eritreischer Staatsbürger aus dem Kanton Bern – wurde von Lichtbögen (Stromüberschlag) erfasst, erlitt schwerste Verletzungen und konnte nur noch tot geborgen werden.

Der zweite Jugendliche zog sich leichte Verletzungen zu und wurde per Ambulanz ins Spital gebracht.

Die Kantonspolizei Bern, Staatsanwaltschaft Emmental-Oberaargau, SBB, Feuerwehr Langenthal, Rettungskräfte und das Care Team waren im Großeinsatz. Die genauen Umstände werden weiter untersucht.

Ein herzzerreißender Vorfall, der zeigt, wie lebensgefährlich das Klettern auf Züge und in Bahnanlagen ist – Hochspannung tötet blitzschnell und ohne Vorwarnung. Unsere Gedanken sind bei der Familie und den Freunden des Verstorbenen.

Bleibt weg von Gleisen und Zügen – das ist kein Abenteuer, das ist Todesgefahr!

Bravo Polizeihunde: Gino und Bailey schlagen wieder zu

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Am Weihnachtstag (25. Dezember 2025) haben die beiden Top-Drogenspürhunde Gino und Bailey am Flughafen Zürich (Kloten ZH) bewiesen, warum sie die besten «Auskundschafter» des Zolls sind! Begleitet von ihren Hundeführerinnen Céline und Susanne spürten sie:

  • Einen Koffer mit 22,5 Kilogramm Marihuana im Reiseverkehr
  • Zwei Pakete mit weiteren 10,94 Kilogramm Marihuana im Postzentrum

Insgesamt über 33 Kilogramm – ein fetter Schlag gegen den Drogenhandel!

Diese vierbeinigen Helden arbeiten präzise, zuverlässig und ohne Pause. Respekt und Dank an Gino, Bailey, Céline und Susanne – ihr seid die wahren Stars der Grenzsicherung!

Weiter so, Jungs! Die Schmuggler haben keine Chance gegen eure Nasen. 🇨🇭🐕‍🦺💪

20-jähriger Algerier bei Autoeinbruch in Domat/Ems gefasst: Komplizen auf der Flucht

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In Domat/Ems (Kanton Graubünden) hat die Kantonspolizei Graubünden am 6. Januar 2026 einen 20-jährigen Algerier festgenommen, der in Frankreich wohnt. Gegen 22:15 Uhr schlug ein Einbrecher die Scheibe eines Fahrzeughandels in der Gewerbezone Paleu Sura ein und drang ein, um hochwertige Autos zu stehlen und nach Frankreich zu bringen. Ein Zeuge alarmierte die Polizei, worauf Patrouillen der Kantonspolizei und Stadtpolizei Chur ausrückten und den Täter im Gebäude schnappten.

Die Staatsanwaltschaft beantragte Untersuchungshaft. Weitere Täter sind flüchtig. Seit Weihnachten 2025 häufen sich in der Region Domleschg und Bündner Rheintal ähnliche nächtliche Fahrzeugdiebstähle – oft durch junge Männer aus Nordafrika, die in Frankreich ansässig sind.

Filo di nota / Rogo di Crans-Montana, se il falso è cibo per gli indignati

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Congratulazioni a quella larghissima fetta della stampa internazionale che, nel ricostruire i momenti successivi allo scoppio dell’incendio al “”Le Constellation” di Crans-Montana (prime ore di Capodanno), ha pubblicato, ripubblicato e reiterato – in molti casi dando il fatto come certo certissimo indiscutibile – la notizia secondo cui Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, direttrice del locale e contitolare della società di gestione, si era messa in salvo portando con sé la cassa. Congratulazioni soprattutto a coloro che avevano avvalorato tale racconto sostenendo esservi un filmato, o un frammento di esso, in cui la donna era stata ripresa durante tale fuga precipitosa e, appunto, mentre metteva al sicuro il denaro: su ciò anche una miriade di speculazioni, di commenti, di indignati appelli all’indignazione ed alla pubblica esecrazione. Si apprende oggi, ed invece, che le immagini sono materiale di archivio di un’agenzia e che esse nulla hanno a che vedere con la vicenda. Quante e quali colpe – che ci sono – abbia la 40enne moglie di Jacques Moretti ed al suo pari indagata sapremo in ragione di inchieste, processi e verdetti; quante e quali colpe abbiano i venditori di fumo che inquinano la categoria, per contro, sappiamo già adesso.

Calcio Dna / Da Lugano ad Aquisgrana, altro viaggio per Fotios Pseftis

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Si chiama Fotios e, come il suo illustre omonimo costantinopolitano che nella Chiesa ortodossa è venerato come santo, molto ha già viaggiato nei suoi non ancora 23 anni (li compirà fra cinque giorni, auguri sin da ora). Da oggi il suo transitare transumando si rafforza in una nuova tappa: via da Lugano, in prestito all’Alemannia Aquisgrana, il portiere Fotios Pseftis, sfortunatissimo nel cognome di cui non daremo traduzione – non sua è di ciò la colpa – ma apprezzato in bianconero quale elemento a disposizione della prima squadra in massima serie pedatoria oltre che più volte tra i pali in Lega promozione; per l’appunto da una terza serie elvetica ad una terza serie germanica passa “pro tempore” il giocatore, con la formula del prestito sino a fine giugno e clausola sottoscritta per il diritto di riscatto da parte della dirigenza carlomagnesca. Prospettive di rientro, 50 e 50; per il giovanotto ateniese si tratta del quinto trasferimento nell’arco di sei anni e mezzo (le maglie: Pas Giannina ed Asteras Tripoli in Grecia, Milan giovanili in Italia, Lugano e per l’appunto Alemannia Aquisgrana).

“Swiss market index”, primati storici a catena. New York in frenata

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.15) Sufficienti un improvviso apprezzamento da parte degli analisti di casa “Goldman Sachs” – doppio salto, ora con raccomandazione all’acquisto – sul titolo “Kühne+Nagel international Sa” (più 4.30 per cento) ed un minirimbalzo di “Sika group Ag” (più 1.25 all’indomani del cedimento secco a fattore sei contro uno) per spingere oggi lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo ad una serie di nuovi massimi storici sino a quota 13’489.51 punti, picco raggiunto alle ore 15.41 e sostanzialmente difeso nel prosieguo, come indica la chiusura a 13’464.84 punti ovvero in guadagno nella misura dello 0.75 per cento). In retrovia “Alcon incorporated” (meno 0.56 per cento) e “Swiss life holding Ag” (meno 0.90). Due spunti dall’allargato: il netto incremento di stima per “Ems-Chemie holding Ag” (più 7.34 per cento, ritorno sui prezzi di metà agosto 2025) e la perdita a doppia cifra di “Autoneum holding Ag”. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.41 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.26; Ftse-100 a Londra, più 0.46; Cac-40 a Parigi, meno 0.19; Ibex-35 a Madrid, più 0.05. Rallenta New York, su effetto prevalente delle ultime tensioni internazionali (nuovo fronte: Iran) oltre che di dati macroeconomici interni (significativo incremento del volume delle vendite a minuto, minor aumento rispetto al previsto per quanto riguarda i prezzi alla produzione): “Dow Jones”, meno 0.63 per cento; S&P-500, meno 1.04; Nasdaq, meno 1.63. Cambi: 93.10 centesimi di franco per un euro; 79.88 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in tumultuosa risalita sino al controvalore di 77’974 franchi circa per unità.

Hockey Seconda lega / Gruppo 2-est: “derby” tirato, s’impongono i Rivers

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Solo al supplementare (61.15, Andres Pinana su assist di Mauro Juri) l’odierno successo degli Ascona Rivers nel “derby” ticinese dell’hockey di Seconda lega, gruppo 2-est, risultato che permette ai verbanesi di agganciare il Küsnacht sulla piazza d’onore stante la sconfitta (3-4 in casa, anche qui nel supplementare) subita contemporaneamente dagli zurighesi ad opera del DielsdorfNiederhasli battistrada. Chiasso1 tutt’altro che remissivo, ad onta della deficitaria posizione in graduatoria, e capace di ribattere colpo su colpo (18.35, Marco Leonardo Lepori Mendez per l’1-1; 28.25, Mattia D’Agostino per il 2-2; 57.58, ancora Marco Leonardo Lepori Mendez per il 3-3) alla prova d’autore di Egon Albisetti, tripletta (7.10 in “shorthanded”, 28.06 e 56.44) per arrivare a quota 14 reti personali in altrettante partite, dunque ad una lunghezza dall’eguagliare il “record” personale nella categoria (stagione 2024-2025, 15 reti in stagione regolare sullo sviluppo di 18 partite). Complicato resta il calendario degli Ascona Rivers in funzione dell’accesso al “play-off”: sabato 17 gennaio in casa contro i DürntenVikings, sabato 24 gennaio in trasferta a Dielsdorf contro il DielsdorfNiederhasli; al Chiasso1 toccheranno contestualmente prima lo stesso DielsdorfNiederhasli in casa e poi l’IllnauEffretikon, ad Effretikon. In immagine, Egon Albisetti.

La classifica – DielsdorfNiederhasli 32 punti; Küsnacht, Ascona Rivers 29; DürntenVikings 27; Zugo2 20; Bassersdorf 19; IllnauEffretikon 15; Urdorf 12; Chiasso1 6 (Zugo2 15 partite disputate; DielsdorfNiederhasli, Küsnacht, Ascona Rivers, DürntenVikings, Bassersdorf, Urdorf, Chiasso1 14; IllnauEffretikon 13).

Hockey Sl / Minimo scarto, massimo danno: BelliSnakes battuti a domicilio

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La sola rete di Jakob Stukel, quarto assoluto nella cadetteria hockeystica elvetica per numero di punti ed ora in vetta alla graduatoria per numero di goal segnati (25), a fissare la sconfitta dei GdT1 BellinzonaSnakes, stasera, avversario il Basilea. Confronto non esaltante e fin troppo corretto, con due sole penalità di cui la seconda, al 58.02, per cambio scorretto nelle file dei padroni di casa, dal che un pregiudizio al possibile sei-contro-cinque. Al 29.44 l’unica tacca, assist di Gianluca Barbei e di Lucas Bachofner. Gli altri risultati: Arosa-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 4-3; LaChauxdeFonds-Visp 3-2 (ai rigori). La classifica: Sierre 79 punti; Turgovia, LaChauxdeFonds 74; Visp 68; Coira 63; Basilea 62; Olten 61; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 26; Arosa 24 (Arosa 39 partite disputate; Sierre, LaChauxdeFonds, Visp, Coira, Olten, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes 38; Basilea 37; Turgovia 36).

L’editoriale / Svizzera criminalizzata. Qualcuno si decida a replicare a tono

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Quando si sia interpellati per un’intervista e non si è quel tipo di personaggio che necessariamente debba rispondere per ruolo istituzionale o perché interessato in prima persona all’argomento, si ha diritto di dire “sì” o di dire “no”; allo stesso modo, se si è invitati a partecipare ad un programma in radio o in tv, alle condizioni esposte sussiste la libertà di accettare o di declinare. Logica vuole che, in quanto ospiti (e, come tali, compartecipi al fornire una voce e/o un volto, un’interpretazione, un’esperienza, una testimonianza, un contributo alla verità o – in determinati àmbiti, non essendo la vita soltanto cronaca e storia – al chiacchiericcio) e dandosi per scontate la conoscenza e la competenza sul “focus”, ci si debba informare sul contesto ovvero sulla tipologia del contenitore, su eventuali altre presenze, sullo stile del conduttore. Soprattutto, all’eventuale confronto ed all’eventuale dibattito s’ha da essere sé stessi anziché rappresentanti di qualcosa o di qualcuno che non ha chiesto di essere rappresentato benché si possa “ab ovo” immaginare che taluno tenterà di imporre tale raffigurazione, nel senso dell’“Io sono qui ed attacco te, avendo individuato in te il male, perché questa è l’etichetta che voglio appiccicare sul tuo petto, che tu sia coinvolto o no”. In altre parole, trattasi di evitare i trappoloni e, per contro, trattasi di essere così scaltri, abili e preparati per compensare eventuali svantaggi competitivi, ad esempio il trovarsi in collegamento da remoto mentre gli interlocutori pronti a metterti sulla graticola si trovano nello studio a loro volta come ospiti o, in qualche caso, sono essi stessi conduttori del programma.

A troppi fra coloro che dal Vallese o dal Ticino in particolare – ma non soltanto – hanno parlato con la stampa peninsulare dopo il tragico rogo di Crans-Montana, in ispecie apparendo in tv, le cose non sono andate benissimo; in qualche caso, male male, come se esistesse un “gap” tra l’espressione nel giardino di casa e l’espressione su campo diverso. Strano, perché si suppone che una conoscenza delle altrui cifre mentali e di linguaggio – oltre che dei toni che alcuni editorialisti o opinionisti o scaldadivanisti utilizzano nei 30-40-50 secondi concessi per ciascun intervento, non di rado al fine di celebrare sé medesimi (solitamente terribili sono le comparsate cui è sottostante la presentazione del libro appena sfornato e mandato alle stampe) – sia nel bagaglio dell’adulto medio e senziente, senza bisogno che trattisi di un giornalista o di un avvocato; peggio, vero, se a queste categorie appartengono gli interpellati. Sarebbe stato necessario, e lo sarà da parte di quanti avranno occasione e modo di intervenire, l’imporre condizioni chiare, e controfirmate a monte, nero su bianco, precisandosi a chi di dovere – conduttore, produttore, responsabile del programma – che in caso di violazione degli accordi si dice sùbito che così non va, ergo si saluta e ci si alza. Per zittire certi Soloni da salotto, compresi vari direttori responsabili di quotidiani italiani dalla ancora discreta tiratura ma che si manifestano con sesquipedale ignoranza come dimostrano le sconcezze normative, giuridiche e pratiche da loro prodotte occorreranno poi franchezza e durezza, all’occorrenza. A costo di rimbeccare Tizio e Caia, con cui nulla si ha a che spartire; con parole semplici, mirate, crude, dicendosi cioè che il sunnominato Tizio e la sullodata Caia è un cretino che dà aria alla bocca e che dovrebbe soltanto vergognarsi per l’infamia della sua caccia al facile consenso mediante la diffusione di notizie false e vergognosamente offensive. Ed a coloro che strepitano insultando la magistratura inquirente per i tempi della sua azione e che urlano frasi come “Vogliamo la verità”, “Stanno nascondendo le cose” e “Sono tutti collusi”, s’ha da rispondere che, pur con tutti i limiti propri delle singole persone perché in ogni dove nel mondo si potrebbe trovare poliziotti stupidi e procuratori pubblici inadatti alla funzione, qui le cose sono fatte con metodo e con procedure secondo logica, non che si finisca per buttare e per lasciare in carcere per quasi 33 anni un tizio innocente. Nemmeno servirebbe il far menzione di stragi rimaste senza responsabili o per le quali sono state emesse condanne blande, e magari senza risarcimento alle famiglie delle vittime; ma i fatti ci sono, e restano lì, cristallizzati nella cronaca e nella storia; se del caso, riepilogarli a raffica, bastano i nomi e si apre la voragine. Ad ogni modo, da farsi notare la contraddizione culturale subsidente: si pretendono certezze definitive dopo 13 giorni, qui, non avendosi offerto risposte complete dopo magari 40 o 50 anni, là.

Ci vorrebbe, ecco, anche qualcuno che denunci le ondate di livore funzionali a criminalizzare la Svizzera e l’identità svizzera in quella che, nella lettura dell’esito delle indagini allo stato odierno, è una strage originatasi per responsabilità individuali (gravissime, ma individuali) ed avvenuta nel locale di cui erano contitolari due cittadini francesi ospiti della Confederazione elvetica e causata dall’accensione di candele-fontane scintillanti di produzione italiana – a Napoli, pare – ma vietate sul territorio rossocrociato; e che stiano tranquilli, gli alfieri dell’antielvetismo che si rinfocola per stereotipi soprattutto (“Lì contano solo i soldi, sono attaccati ai soldi, i soldi comandano”: virgolettato di sintesi dalle labbra di una sacerdotessa della migrazione continua tra testata e testata e dal naso alto dinanzi a chicchessia), circa l’essere già chiarissima e già inquadrata la questione dei mancati controlli da parte dell’autorità costituita, e ciò già cinque giorni dopo il dramma. Ci vorrebbe, ecco, qualcuno che richiami agli interlocutori-accusatori i fondamentali del diritto da una parte ed anche i reali risultati già conseguiti in sede di indagine, ricordando anche che nessun magistrato inquirente degno di questo nome scopre le carte rivelando ogni particolare nel momento stesso in cui l’abbia appreso. Ci vorrebbe, ecco, anche un atto di coraggio da parte di qualche politico che vada ai microfoni e parli in modo chiaro, drastico ed inconfutabile. I deputati ticinesi in quel di Berna, per ragioni linguistiche, potrebbero farsi avanti. Lo facciano: il rifiutare inviti alle trasmissioni, come ci risulta che uno o più d’uno abbia invece fatto, è intrinsecamente un segno di debolezza e dall’esterno sarà sempre percepito come prova provata di ignavia.

Italienische Justiz im Fall Schettino: 32 Tote, erst nach über 5 Jahren ins Gefängnis

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Am 13. Januar 2012 steuerte Kapitän Francesco Schettino die „Costa Concordia“ viel zu nah an die Insel Giglio heran – angeblich für eine Show-Fahrt. Das Luxusschiff mit über 4200 Menschen an Bord rammte einen Felsen, bekam ein riesiges Leck und kenterte dramatisch. 32 Menschen starben, darunter 12 Deutsche; Dutzende wurden verletzt, Tausende erlebten Todesangst in panischer Evakuierung.

Schettino verließ als einer der Ersten das sinkende Schiff – obwohl noch Hunderte Passagiere und Crew an Bord waren. Er behauptete später, er sei „versehentlich“ in ein Rettungsboot gefallen. Die Medien tauften ihn „Kapitän Feigling“.

Nach langem Prozess (2013–2017) verurteilte ihn das Gericht in allen Instanzen wegen mehrfacher fahrlässiger Tötung, Verursachung des Schiffbruchs und verfrühten Verlassens des Schiffs zu 16 Jahren Haft (10 Jahre Tötung, 5 Jahre Havarie, 1 Jahr Verlassen hilfloser Personen). Die Staatsanwaltschaft hatte 26–27 Jahre gefordert – viele Opferfamilien fanden die Strafe zu milde.

Andere Crewmitglieder und Reederei-Manager bekamen durch Deals nur 18–34 Monate (meist auf Bewährung). Die Reederei Costa Crociere zahlte eine Millionenstrafe und Entschädigungen.

Stand 2026 sitzt Schettino (65) weiter im römischen Gefängnis Rebibbia – als Musterhäftling studiert er Jura und Journalismus und hat bereits Freigang beantragt. Italienisches Recht erlaubt nach halber oder guter Führung Erleichterungen.

Frage an die italienische Justiz: Bei 32 Toten durch grobe Fahrlässigkeit und Feigheit – ist 16 Jahre wirklich angemessen? Oder zeigt das System wieder einmal Milde gegenüber prominenten Tätern, während die Hinterbliebenen ein Leben lang mit dem Trauma leben müssen?

Frauenfeld: Guineischer Insasse legt absichtlich Matratzenbrand, Zelle verqualmt

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In der Nacht vom 12. auf den 13. Januar 2026 hat ein 35-jähriger Guineer im Kantonalgefängnis Frauenfeld absichtlich Feuer gelegt. Gegen 0.30 Uhr steckte der Mann seine Matratze in Brand, was zu einer massiven Rauchentwicklung führte und die Zelle stark verqualmt hat.

Die Feuerwehr Frauenfeld war rasch vor Ort und lüftete das Gebäude. Glücklicherweise wurde niemand verletzt. Der entstandene Sachschaden liegt bei mehreren hundert Franken.

Der aus Guinea stammende 35-Jährige war erst am Montagabend wegen renitenten Verhaltens in polizeilichen Gewahrsam genommen worden.

Solche vorsätzlichen Brandlegungen in Haft sorgen nicht nur für Gefahr und unnötigen Aufwand beim Personal, sondern verursachen auch Kosten für die Steuerzahler – Feuerwehreinsatz, Reinigung, Reparaturen und eventuelle bauliche Nachbesserungen gehen wieder einmal zulasten der Allgemeinheit.

L’editoriale-bonsai / Prima insultano i morti, ora si vestono da vittime

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A “Charlie hebdo”, dove credono di saper fare satira ed invece rimestano soltanto nella miseria della loro inconsistenza mentale, si sono guardati bene dallo scusarsi dopo le legittime reazioni all’ormai nota vignetta sulle vittime della tragedia di Crans-Montana; anzi, in nome della libertà di espressione – secondo canoni autoreferenziali, ed è il meno di quanto si possa dire – essi hanno replicato, e di nuovo per la firma di Éric Salch autore già del primo disegno, raffigurando sé stessi all’interno della redazione e trafitti dalle frecce di balestrieri svizzeri. Rappresentazione ed evocazione: noi fummo presi di mira dai terroristi islamici nel gennaio di 11 anni or sono, noi pagammo con il sangue, noi siamo le vittime e noi siamo ora di nuovo nel centro del mirino, non più degli alqaedisti ma degli svizzeri. Simbolico anche il numero scelto: due i balestrieri rossocrociati, due erano stati gli attentatori nell’assalto alla sede del periodico: eguale l’entità, eguale la caratterizzazione, assassini gli uni e conseguentemente assassini gli altri. Al tempo, gran parte del mondo libero scelse di riconoscersi nell’espressione “Je suis Charlie”, il che era giusto in nome delle vittime; constatate l’imbecillità e la vergognosa assenza di rispetto e di sensibilità da parte di costoro, chi dirà “Je suis Charlie” ora che i morti ed i feriti e gli ustionati altrui sono irrisi, derisi, trattati come merce per il piacere onanistico di un consumatore di ossigeno a danno del resto dell’umanità e degli altri esseri viventi? In immagine, le due vignette di “Charlie hebdo”.

Renato Cinquegranella gehört zu den meistgesuchten Personen Europas

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Der italienische Mafioso Renato Cinquegranella, einer der langjährigsten Flüchtigen der organisierten Kriminalität in Italien, steht seit über 20 Jahren auf der Fahndungsliste – und gehört zu den meistgesuchten Personen Europas.

Der heute 76-jährige Neapolitaner (geboren am 15. Mai 1949, zirka 165 Zentimeter groß) war Mitglied der “Nuova Famiglia”, einem mächtigen Bündnis mehrerer Camorra-Clans in Neapel und Umgebung. Diese Allianz kämpfte in den blutigen 1980er-Jahren erbittert gegen die Nuova Camorra Organizzata (NCO) des berüchtigten Raffaele Cutolo um die Vorherrschaft im kriminellen Untergrund Kampaniens.

Cinquegranella wird unter anderem vorgeworfen:

  • Mitgliedschaft in einer kriminellen Vereinigung mit Mordabsicht
  • Illegale Waffenbesitz
  • Erpressung
  • Beteiligung an mehreren Morden

Besonders schwer wiegen die Vorwürfe im Zusammenhang mit zwei prominenten Tötungsdelikten:

  • Der grausame Mord an Giacomo Frattini (genannt “Bambulella”), einem NCO-Mitglied. Frattini wurde entführt, schwer misshandelt und schließlich getötet. Seine verstümmelte Leiche (Kopf, Hände und Herz separat in Plastiksäcken) wurde in einem Kofferraum eines Autos gefunden – eingewickelt in ein Laken.
  • Logistische Unterstützung bei der Ermordung des Polizeibeamten Antonio Ammaturo, Leiter der Mordkommission in Neapel, und seines Fahrers Pasquale Paola. Die beiden wurden am 15. Juli 1982 in einem Hinterhalt erschossen. Offiziell wurden die Roten Brigaden beschuldigt, doch Ermittler sehen in Cinquegranella einen wichtigen Unterstützer der Camorra bei diesem Anschlag.

Seit 2002 ist Cinquegranella spurlos verschwunden. 2018 wurde die Fahndung auf europäischer Ebene intensiviert – er steht auf der Europol-Liste “Europe’s Most Wanted”. Trotz internationaler Suche und Aufrufen an die Bevölkerung gibt es bis heute (Stand Januar 2026) keine konkrete Spur von ihm.

Die italienische Justiz und Europol hoffen weiterhin auf entscheidende Hinweise aus der Bevölkerung. Jeder, der glaubt, Informationen zum Aufenthaltsort des flüchtigen Camorra-Mitglieds zu haben, kann sich anonym an die Polizei wenden.

Ein klassischer Fall, der zeigt, wie tief verwurzelt und langlebig die Strukturen der neapolitanischen Camorra sind – einer der gewalttätigsten Ableger der italienischen Mafia.

Rogo di Crans-Montana, la gerente del “Constel” resta libera ma sorvegliata

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.19) È e sarà un “come se”, da oggi in poi e sino a nuova indicazione, la quotidianità di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, gerente-direttrice del “Le Constellation” di rue Centrale 35 a Crans-Montana, locale andato a fuoco nelle prime ore di Capodanno e nei cui ambienti persero la vita 40 persone, in gran parte giovani e giovanissimi, ed altre 116 rimasero ferite e/o ustionate: alla donna, moglie di Jacques Moretti comproprietario della società di gestione e da venerdì in carcere a Sion con addebiti per omicidio, lesioni ed incendio tutti nella forma colposa, è stata infatti intimata oggi una modifica delle condizioni già definite per la sua permanenza in libertà, dal che l’evidenza di un aggravio della sua posizione nel contesto dell’inchiesta penale. Un “come se”, per l’appunto: non ristretta in una cella, ma “come se”; non limitata formalmente nelle relazioni, ma “come se”; chiariscono infatti, dal “Tribunale dei provvedimenti coercitivi”, che nella permanenza fuori dal sistema carcerario è da leggersi solo una formula sostitutiva dell’incarcerazione, formula adottata primariamente nell’interesse dei figli della 40enne (il più piccolo ha 10 mesi e necessita di accudimento puntuale). In ragione del rischio di fuga, o per meglio dire del non potersi escludere tale eventualità ai sensi dei codici, i termini sono così stati riparametrati: divieto di lasciare il territorio svizzero, consegna dei documenti di identità, consegna dei documenti afferenti al soggiorno ed obbligo di presentazione ad un posto di polizia (ora, con cadenza quotidiana, fatte salve condizioni di salute tali da non consentire spostamenti in sicurezza); di fatto, un inscatolamento nell’area di Crans-Montana. A ciò farà séguito il versamento di una cauzione, la cui entità non è ancora stata determinata ma che si presume sarà particolarmente alta.

Passo dopo passo – Benché non poco bersagliati da critiche soprattutto fuori dai confini nazionali, gli inquirenti del “pool” guidato dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud sono sembrati anche oggi non avvertire pressione: dalla loro, nel volgere di 13 giorni, hanno del resto il quadro complessivo per ciò che concerne vittime e feriti, una persona arrestata (Jacques Moretti) con restrizione della libertà già convalidata in sede di “Tribunale dei provvedimenti coercitivi”, una seconda persona in stato di limitato movimento (Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti), nessun terzo sfuggito, faldoni di documenti acquisiti circa il locale “Le Constellation”, faldoni di documenti acquisiti circa le relazioni tra Comune e Cantone da una parte e responsabili del “Constel” medesimo dall’altra, ed inoltre è chiara l’intenzione di definire accertamenti su ipotesi di reato per quanto riguarda una o più tra le autorità comunali ed uno o più tra i funzionari pubblici a Crans-Montana. Nessuna preoccupazione consta nemmeno circa l’istanza – a presentarla l’avvocata di una delle famiglie coinvolte – finalizzata all’inserimento di un procuratore speciale esterno, cioè da fuori Canton Vallese, in ruolo apicale dell’inchiesta (SEGUONO AGGIORNAMENTI).

Clima incerto: “Sika group Ag” delude, “Swiss market index” sotto misura

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.36) A Zurigo ii peggior riscontro nella giornata borsistica europea, limitatamente alle piazze di consueto riferimento (Germania, Italia, Regno Unito, Francia e Spagna) ed al listino primario, secondo l’attestazione dello “Swiss market index” in calo pari allo 0.46 per cento su quota 13’364.73 punti, di fatto, soprattutto a causa di vendite consistenti su “Sika group Ag” (meno 9.50 per cento; non particolarmente gradite le notizie circa il calo del fatturato 2025 ad 11.2 miliardi di franchi, ovvero nella misura del 4.8 per cento rispetto all’anno precedente, concorrendo invero – ed in modo significativo – gli scarti da cambio tra divise locali e franco svizzero); largamente sotto misura anche “Amrize Ag” (meno 2.61 per cento; ieri era stato registrato un progresso superiore ai due interi) e “Partners group holding Ag” (meno 2.31). Interessante apprezzamento (più 2.77) di “Julius Bär Gruppe Ag” nell’allargato. Così sulle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.06 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.45; Ftse-100 a Londra, meno 0.03; Cac-40 a Parigi, meno 0.14; ibex-35 a Madrid, più 0.07. A New York: “Dow Jones”, meno 0.63 per cento; S&P-500, meno 0.23; Nasdaq, meno 0.04. Cambi: 93.27 centesimi di franco per un euro, 80.10 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in rialzo attorno al controvalore teorico di 74’745 franchi per unità.

Locarno, abitazione a fuoco: due intossicati, sgombero in piena notte

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 11.09) Fuori pericolo, come da evidenze in sede nosocomiale alla “Carità” di Locarno, entrambe le persone rimaste intossicate la notte scorsa causa incendio in una palazzina di via ValleMaggia a Locarno, focolaio rilevato nel soggiorno di un appartamento al secondo piano dello stabile. Allarme pervenuto agli enti di soccorso alle ore 3.18; sul posto effettivi dei Pompieri Locarno, della Polcantonale e della Polcom Locarno oltre a personale del “Salva” Locarno-valli; cause non ancora definite in via ordinaria ma da presumersi accidentali. L’immobile è stato fatto sgomberare in gran parte per esigenze legate all’intervento di spegnimento delle fiamme ed all’assistenza sanitaria; un tratto di via ValleMaggia è stato temporaneamente interdetto al traffico.

Como, pakistano tira pietre ai passanti poi colpisce i poliziotti: arrestato

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In manette nella mattinata di domenica 11 gennaio, su intervento di agenti della Polizia di Stato, un 29enne pakistano resosi responsabile del lancio di pietre contro due passanti in piazza Vittoria a Como e, poco dopo ovvero dopo ricerche condotte sino a viale Varese, di aggressione alle forze dell’ordine con calci, pugni e sputi. Illese ma comprensibilmente spaventate le persone – una 56enne ed un 54enne – fatte bersaglio della sassaiola. L’uomo, risultato essere residente a Lomazzo (Como) e con precedenti di polizia per violenza e per resistenza a pubblico ufficiale, oltre che già destinatario di due ordini di allontanamento e colpito anche da sanzioni amministrative in materia di stupefacenti, è stato chiamato a rispondere per residenza a pubblico ufficiale oltre che sottoposto a denuncia per minaccia aggravata.

Verbania (Vco): controlli tra strade e bar, due uomini nei guai per la coca

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Salvi dai rigori della legge per via delle quantità trovate loro addosso, ma ora iscritti nelle carte della Prefettura di Verbania (Vco) quali assuntori di droga, due soggetti finiti sotto la lente di effettivi dell’Arma dei Carabinieri durante una serie di controlli condotti sulle principali vie di transito ed in vari bar della città. Evidenze: cocaina per 2.2 grammi nel primo caso e per 1.2 grammi nel secondo caso. Significativo il fatto che i possessori della droga, entrambi residenti nel territorio provinciale, siano in età largamente adulta (anno di nascita 1977 l’uno, anno di nascita 1982 l’altro).

Strage di Capodanno, sul Comune di Crans-Montana fari da indagine penale

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.55) Probabilmente non nell’immediato, e forse nemmeno prima della prossima settimana, ma ci saranno: nelle forme proprie delle ipotesi di reato, addebiti in sede penale si stanno addensando sulla testa di sindaco e municipali di Crans-Montana per il contesto colposamente omissivo che si è delineato e rafforzato nelle ultime ore circa la ripetuta, prolungata ed inspiegabile assenza di controlli sul “Le Constellation”, locale andato a fuoco nelle prime ore di Capodanno con il tragico ed ormai noto esito (40 vittime, 116 feriti; di questi ultimi, a rigore di riscontro effettuato ieri, ancora 80 sono ricoverati in varie strutture nosocomiali tra Svizzera ed altri Paesi europei). Si direbbe anzi che una traccia di conferma sia indirettamente giunta dalle stesse autorità locali, stante l’odierno ed improvviso ritiro della richiesta di costituzione quale parte civile in rappresentanza del Comune medesimo: l’atto sarebbe conseguente ad indicazioni giunte dalla Procura generale vallesana, profilandosi un responso negativo all’istanza; in altre parole, la posizione della municipalità è nel pieno dell’obiettivo dei magistrati inquirenti operanti in “pool” e che stanno dedicando enorme attenzione alla ricerca di altri elementi di comprova.

Carcere confermato – Anche alla luce anche di quanto emerso durante il primo interrogatorio del loro assistito, ardua è e resta l’opera dei legali di Jacques Moretti, contitolare del “Costel” con la moglie Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti e sino ad ora unica persona ristretta dietro alle sbarre; improbabile era oggi una remissione in libertà, dovendosi esprimere i magistrati del “Tribunal des mesures de contrainte” ovvero il “Tribunale per i provvedimenti coercitivi” circa la convalida dell’arresto disposto venerdì scorso, al termine della prima udienza in cui il 49enne francese e la consorte erano entrati da persone informate sui fatti. La convalida è arrivata, valendo la detenzione preventiva per 90 giorni: considerate valide le preoccupazioni circa il pericolo di fuga dell’uomo, sul quale gravano addebiti per omicidio, lesioni ed incendio, per ora tutti nella modalità colposa; dalla terna dei legali, al secolo Yaël Hayat e Nicola Meier consoci nello studio “Hayat & Meier” di Losanna e Patrick Michod dello studio “10 décembre” In Losanna, è stata già avanzata una richiesta di scarcerazione su cauzione. Il che, di principio, non è escluso, rimanendo tuttavia il subordine a numerose condizioni e, in ogni caso, al momento prevalendo “la privazione della libertà” in ragione delle esigenze di indagine, come da breve nota-stampa diffusa. Circa la posizione di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, detenzione preventiva non vi è – ma alcuni obblighi sono stati posti, compreso il braccialetto elettronico – stante il ruolo di madre deputata all’accudimento di due figli in tenera età; su questo fronte, nessuna novità.

Fatti rilevanti e note collaterali – Nel complesso delle informazioni ultime circolanti, un peso significativo ha soltanto quanto riportato da alcune fonti di stampa, in ispecie su suolo italiano, circa la qui menzionata installazione dei pannelli di schiuma antirumore sul soffitto del bar-discoteca di rue Centrale 35 a Crans-Montana, ossia il materiale che si è incendiato dopo essere stato raggiunto (tale la causa sino ad ora più accreditata) dalle scintille di alcune candele-fontana: la posa risalirebbe al 2015, ovvero al tempo in cui Jacques Moretti e la moglie avevano dato inizio al progetto di riattazione del locale dal precedente stato di abbandono o di scarso e frammentario utilizzo. Non si ha notizia di interventi successivi, nemmeno per parziali sostituzioni o rinforzi; se di tale dato fosse data conferma da fonte terza, considerata anche la modalità di realizzazione cioè l’essere stato tale lavoro svolto “in proprio” da Jacques Moretti (e senza apporti da tecnici e specialisti; persino il materiale era stato acquistato direttamente dal contitolare dell’attività), discutibile diventerebbe l’operato dei funzionari comunali addetti al controllo e che avrebbero certificato la piena idoneità del “Constel” tanto nel 2016 quanto nel 2018 quanto ancora nel 2019, nessuna contestazione muovendo (o, almeno, nessuna contestazione risultando nelle carte; quelle poche che ci sono, perlomeno). Irrilevanti sono invece, ai fini dell’inchiesta in essere, sia gli elementi acquisiti circa il passato di Jacques Moretti tra Corsica ed Alta Savoia (una condanna scontata: caso del 2008, riconosciuta l’induzione alla prostituzione) e su suolo svizzero (utilizzo di prestiti “Covid-19” anche per l’acquisto di una vettura dal significativo valore: “dossier” archiviato con un decreto di abbandono; intervento degli ispettori del lavoro dopo denunzie di dipendenti o ex-dipendenti – tutti stranieri, a quanto consta – circa orari di impiego “estremi” e mancato versamento di indennità per il lavoro notturno: vicenda del 2022, procedura fors’anche conclusa, al più con una multa).

L’editoriale / Arrivano i nuovi bravacci. E la proiezione non s’ha da fare

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A proporla erano state persone che si riconoscono nelle linee degli “Amici della Costituzione” e del movimento politico “HelvEthica Ticino”: al netto delle simpatie o delle antipatie politiche, gente agli antipodi dal fomentare discordia e guerre intestine (anzi: nel caso di “HelvEthica Ticino”, un “novum” politico inseritosi di diritto nel contesto territoriale con ingresso diretto in Gran Consiglio, il massimo della polemica sino ad oggi è stato dato dall’abbandono di uno degli esponenti; cose che succedono anche in partiti dalla tradizione consolidata, figurarsi). Eppure la proiezione del documentario “Maidan: la strada verso la guerra”, per scelta compiuta oggi dalle autorità municipali di Muralto, non avrà luogo: revocata l’autorizzazione all’utilizzo – in precedenza concesso e senza obiezione alcuna – della sala congressi, “dopo attenta analisi” e “al fine di prevenire possibili tensioni o turbative dell’ordine pubblico”. E perché? Perché alcuni soggetti di nazionalità ucraina, e non più temporaneamente ospiti del Canton Ticino, hanno trovato tempo modo e strumenti per affermare che l’incontro pubblico non s’aveva da fare, essendo tutto ciò antitetico a quel che essi pensano e, in sostanza, ai loro interessi.

Senza mezzi termini, trattasi di una clamorosa resa alla pretesa della “voce unica” per rappresentare il conflitto tra Russia ed Ucraina, essendo il documentario – per carità: di parte, a tesi, strutturato come racconto che pone in connessione quanto tuttora e tragicamente in corso con le rivolte scoppiate nel novembre 2013 in Ucraina e che condussero alla cacciata del presidente Viktor Janukovyc – non propaganda ma atto testimoniale e dunque, come gli organizzatori della serata avevano chiaramente indicato, un’occasione per dibattere e per porsi di fronte a realtà storiche importanti ma poco conosciute (“grosso modo”, come nel caso delle vicende della “Primavera araba” di cui pochi ricordano la genesi mentre nemmeno ora si arriva a conoscere e nemmeno a prevedere tutti gli effetti). Presto, forse, per parlare di censure; mai abbastanza presto per dire, pur nel totale rispetto di coloro che effettivamente sono fuggiti dall’Ucraina temendo per la propria vita (ma sul discorso potrebbe innestarsi anche l’equa irritazione di quanti, nell’attribuzione e nella reiterazione dei permessi “S”, riconoscono situazioni paradossali e palesi abusi). Se per determinare l’annullamento di una manifestazione (pubblica, si ripete; l’ingresso era gratuito, semmai con offerta volontaria; sullo schermo sarebbe andata una pellicola da 53 minuti) basta uno stormo di “e-mail” e/o di telefonate, e se tale annullamento è motivato “ex post” con il timore di dispiacere a taluno, il Ticino è messo male, anzi, peggio. Almeno, nei tempi del don Abbondio manzoniano, ad incutere paura ed a far cancellare le nozze tra Lucia e Renzo erano gli sgherri di un signorotto; ora par sufficiente il vento dell’opinione, invero né richiesta né utile.

Per inciso: “Maidan”, in ucraino, vuol dire “piazza”; la “Maidan nezalezhnosti” è “piazza dell’Indipendenza”, luogo-simbolo di Kiev. “Piazza”: per noi, non da oggi, il luogo in cui due o più soggetti possono parlare, discutere, confrontarsi ed in ultimo trovare un punto di intesa o magari non trovarlo, ma alla luce del sole. Ma a taluni piace il pensare che la piazza sia importante, eccome, solo se le folle sono disposte a lasciarsi orientare ed a portare il cervello all’ammasso.

Ausländerkriminalität: Zwei Kosovaren festgenommen

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In der Nacht auf Samstag, den 10. Januar 2026, kurz nach 0.45 Uhr meldeten Zeugen, dass mehrere Personen versucht hätten, in ein Gebäude einzubrechen. Im Rahmen der sofort eingeleiteten Fahndung konnten zwei tatverdächtige Männer angehalten und festgenommen werden.

Bei den Festgenommenen handelt es sich um zwei kosovarische Staatsangehörige im Alter von 37 und 44 Jahren. Die Ermittlungen laufen, die Staatsanwaltschaft Emmen führt die Untersuchung.

Wieder einmal Ausländerkriminalität – diesmal Kosovaren.

Rumänen-Trio bei Einbruch in Känerkinden geschnappt

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Die Polizei in Känerkinden (Kanton Basel Landschaft) hat ein Trio bei einem versuchten Einbruch auf frischer Tat ertappt und festgenommen. Die drei Männer, zwei 59- und 38-Jährige sowie ein weiterer Komplize, hatten versucht, ein Eingangstor zu einem Firmengelände in der Philipp-Reis-Straße zu öffnen. Ein aufmerksamer Zeuge hatte die Polizei alarmiert, die schnell vor Ort war und die Täter festnahm.

Die Polizei stellte bei den Beschuldigten Werkzeug und Handschuhe sicher und fand Hinweise auf einen weiteren Komplizen. Mit Unterstützung eines Fährtenhundes und einer sofort eingeleiteten Fahndung wurde der dritte Komplize ebenfalls in der Nähe des Tatortes festgenommen.

Die drei Beschuldigten wurden vorläufig festgenommen und müssen sich nun in einem Strafverfahren wegen des Verdachts des versuchten Einbruchs verantworten.

Es ist nicht das erste Mal, dass die Polizei in der Schweiz ein Trio bei einem Einbruch festnimmt. In anderen Fällen wurden auch Verbindungen zu ausländischen Banden festgestellt, die in der Schweiz aktiv sind

Como, “brucia” il posto di blocco e fugge: 21enne inseguito e fermato

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Vero: aveva soltanto il “foglio rosa”, e dall’assenza di un accompagnatore sarebbero conseguiti multa e fermo del veicolo. Vero: aveva a bordo un tirapugni in metallo, non esattamente quel tipo di oggetto con il quale sia lecito l’accompagnarsi. Ma assai di più ha fatto rischiare al prossimo – di lui, sia detto senza mezzi termini, poco o nulla cale – il 21enne già pluriindagato e che intorno alle ore 14.00 di ieri, anziché fermare la vettura ad un punto di controllo della Polizia di Stato in via Cristoforo Colombo a Como e cercare magari comprensione da parte degli agenti, ha optato per una fuga a velocità sostenuta e tenendo una condotta di guida particolarmente pericolosa per vari chilometri; l’inseguimento da parte di pattuglie delle forze dell’ordine si è esaurito solo in territorio comunale di Montano Lucino (Como), dove il soggetto è stato fermato avendo nel frattempo causando anche danni a due auto incrociate durante il patetico tentativo di esfiltrazione. Ad accertamenti esperiti, il 21enne è risultato essere cittadino italiano, nessuna indicazione circa le origini, residenza a Lurate Caccivio (Como), precedenti di polizia per violenza privata e tentata rapina; a ciò si è aggiunta ora una denuncia per porto abusivo di armi e di oggetti atti ad offendere oltre che per resistenza a pubblico ufficiale. Fatto salvo, s’intenda, tutto ciò che è pertinente alle infrazioni commesse, agli incidenti ed alle condotte tenute; e sarà un lungo elenco, sicuro.

Hockey Nl / Amore mai nato, contratto deviato: Mike Sgarbossa via da Lugano

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 13.21) Il volto è di Tomas Mitell, ma par che sia l’immagine e la replica di John Slettvoll: sono qui per allenare e per dirigere, ergo non guardo in faccia a nessuno se devo prendere una decisione secondo i miei criteri – che sono e restano insindacabili – oltre che in nome e per conto del bene della squadra. Ed il bene della squadra, che si chiama Lugano e non incidentalmente naviga attorno al quarto posto nell’hockey di National league dopo avvio di stagione che sulla schiena di più d’uno aveva fatto correre brividi e sudore gelato, sta anche nel cambiare le cose in corsa non risparmiandosi i cardini del gruppo, o perlomeno quelli che come cardini erano stati individuati al tempo del primo mercato: con effetto immediato, dunque, svuota l’armadietto negli spogliatoi della “Resega” il 33enne canadese Michael “Mike” Sgarbossa, centro di 183 centimetri per 84 chilogrammi, titolare sì di un biennale con la dirigenza bianconera ma che nel Sottoceneri rivedremo solo come avversario, da ora in poi: trasferimento al Berna, in prestito, per tutta la seconda parte della stagione 2025-2026, a condizioni economiche non indicate ma che si suppone implichino un carico contrattuale poco meno che equipollente al residuo, nel senso che dalle casse degli “Orsi” dovrebbe uscire un 70-75 per cento almeno quale quota-parte. Non è noto se, tra clausole chiose pandette riserve dell’accordo intervenuto, sia prevista anche l’esclusione del giocatore dai futuri confronti diretti, vedasi l’incontro di venerdì in casa degli “Orsi” e vedansi eventuali sfide in sede di “play-off”, territorio cui i bianconeri sono oggettivamente certi di accedere mentre per il Berna trattasi tuttora di “questionable question”. I numeri dell’esperienza di Mike Sgarbossa a Lugano: 27 presenze (con mancato utilizzo negli ultimi turni, ed in ragione di ciò erano stati ipotizzati o un malanno o un’uscita drastica ed irrevocabile dalle rotazioni), nove goal, nove assist, “plus-minus” negativo per sei tacche.

Senza bisogno di retropensieri, la partenza di Mike Sgarbossa – persona peraltro piacevole e disponibile: ogni miglior augurio a lui per carriera e famiglia, e si è anche certi del fatto che egli saprà meglio metabolizzare il salto culturale tra hockey nordamericano ed hockey europeo – è funzionale a tre esigenze: a) risolvere una “ics” sull’utilizzo di questo specifico straniero in attacco, tanto di più ora che della pattuglia elvetica nel complesso – dicansi Calvin Th?rkauf, Luca Fazzini e Lorenzo Canonica senza che ad altri siano tolti meriti e riconoscimenti – si sta alzando il tasso di produttività; b) sgravare di qualcosa il bilancio, con facoltà di ridestinazione delle risorse sul breve o sul medio periodo; c) generare lo spazio per un ingresso o per un reingresso, nella prima ipotesi con altro ingaggio, nella seconda con la prospettiva di un effettivo recupero del quasi 26enne finlandese Rasmus Kupari, una sola (e parziale) apparizione in campionato, di lungo periodo l’infortunio, lenti i progressi in convalescenza ma rivistosi sul ghiaccio, in allenamento e con sola maglia rossa, qualche giorno addietro. Allo stato delle cose, diciamo 60 contro 40 nella sfera delle probabililtà: rari sono i ritorni tumultuosi alle competizioni dopo una sosta forzata. In breve: Mike Sgarbossa era stata una scelta tecnicamente non congrua, tanto da piacere solo a qualcuno della stampa “allineata” (copincollisti da comunicati-stampa) e tra i “blogger”; dall’evidenza è emerso che il giocatore non è mai riuscito ad essere incisivo e decisivo o, nell’alternativa dell“’oltremodo forse”, non ha mai potuto operare in contesto idoneo; sul domani si proietta il cono di luce di un meglio possibile. That’s all, folks.

Borsa di Zurigo, altro doppio “record” e tenue verde. New York sul posto

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.11) All’ingresso oggi nel mondo reale, dopo la prima settimana caratterizzata sì da notizie ma soprattutto da colpi di aggiustamento sugli “asset”, la Borsa svizzera del cui listino primario consta l’assestamento attorno a quota 13’400 punti secondo lo “Swiss market index”; ultimo riscontro a 13’426.98 punti, più 0.04 per cento; doppio massimo storico nel corso della seduta, il primo a 13’423.79 punti (ore 10.58), il secondo a 13’433.19 punti (ore 15.29), minimo a 13’371.19 punti (ore 9.02). “Lonza group Ag” ed “Amrize Ag” i trainanti, con progressi peri al 2.20 ed al 2.61 per cento rispettivamente; in retrovia “Holcim limited” (meno 0.68 da perdita precedente oltre le due figure intere) e “Swiss Re Ag” (meno 0.86). Nell’allargato, balzo di “Curatis holding Ag” che stampa un progresso nella misura del 22.43 per cento con ritorno dell’azione su prezzi non più visti dall’inizio aprile 2024, quando ancora il riferimento era dato dalla sola “Kinarus therapeutics holding Ag” poco dopo integrata in fusione inversa. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.53 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.02; Ftse-100 a Londra, più 0.15; Cac-40 a Parigi, meno 0.04; Ibex-35 a Madrid, più 0.14. “Dow Jones”, meno 0.15 per cento; S&P-500, più 0.09; Nasdaq, più 0.34. In marcia sul posto gli indici di consueto riferimento a New York: Cambi: 93.02 centesimi di franco per un euro, 79.65 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in recupero al controvalore teorico di 73’433 franchi circa per unità.

Hockey Terza lega / Gruppo 1-est, Cramo e ValleMaggia per il posto “buono”

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Gerarchie formalmente definite per tre quarti della classifica, nell’hockey di Terza lega gruppo 1-est, dopo il turno “gonfio” andato in scena tra giovedì e ieri, cinque gli incontri in calendario con doppio impegno per ValleMaggia Rivers e PregassonaCeresio Redfox. Luganesi a bersaglio pieno in entrambe le circostanze, 7-5 sugli stessi ValleMaggia Rivers (ma il tabellone recitava un 3-3 ancora all’inizio del terzo periodo) e 4-2 sul Cramosina (anche in questo caso la soluzione solo nel finale, sigillo posto da Gundars Berkis al 59.02 in “shorthanded” ed a gabbia avversaria vuota; confronto non privo di spigolosità, sia detto). Doppietta di Jarno Bionda nel 4-2 del Lodrino sul Nivo; ai ValleVerzasca Rivers il “derby” (5-1, tripletta di Cedric Titocci) con i ValleMaggia Rivers. Stato dell’arte: PregassonaCeresio Redfox, ValleVerzasca Rivers e Lodrino certi di trovarsi in fascia alta al termine della prima fase; Blenio, Nivo e Chiasso2 aritmeticamente in fascia bassa; in disputa ancora il quarto posto, su pari quota Cramosina e ValleMaggia Rivers ma disponendo il Cramosina di un’opportunità in più (mercoledì confronto con i ValleVerzasca Rivers e sabato incontro con il Chiasso2, entrambe le partite su pista amica in quel di Faido) mentre i ValleMaggia Rivers scenderanno sul ghiaccio solo sabato, sempre a Faido, avversario il Lodrino.

La classifica – PregassonaCeresio Redfox 34 punti; ValleVerzasca Rivers 29; Lodrino 27; Cramosina, ValleMaggia Rivers 18; Blenio 14; Nivo 13; Chiasso2 0 (ValleVerzasca Rivers, Cramosina una partita in meno).

Hockey Terza lega / Gruppo 2-est, il Poschiavo vince e torna a mordere

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Al recupero della quinta posizione, con scavalcamento dei “cugini” italofoni di casa Bregaglia (la media-punti è tuttavia ancora a favore degli avversari diretti, che hanno disputato due incontri in meno), il Poschiavo vittorioso sabato (3-1) sul LaPlaiv nel 10.o impegno della stagione hockeystica 2025-2026 di Terza lega, gruppo 2-est. Giorgio Vecellio il mattatore con un assist (0.30, a segno Leonardo Lanfranchi) e due reti (11.02 e 34.56); massimo margine sul 3-0; ospiti in grado solo di limare il disavanzo con Harrison Koch al 43.53. Gli altri risultati: SilvaplaunaSegl-Samedan 0-3. La classifica: ZernezCernezzo 27 punti; Samedan 16; Celerina 14; Albula, Poschiavo 13; Bregaglia 11; LaPlaiv 9; SilvaplaunaSegl 5 (Poschiavo, SilvaplaunaSegl 10 partite disputate; ZernezCernezzo, Samedan, Albula, LaPlaiv nove; Celerina, Bregaglia otto).

Hockey Seconda lega / Gruppo est: Chiasso1 sfortunato, Ascona in chiaroscuro

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Due sconfitte in tre partite, ed entrambe contro il Küsnacht pertanto rientrato a bottino pieno oltre il San Gottardo, per le ticinesi dell’hockey di Seconda lega (gruppo 2-est) nell’ultimo fine-settimana. Consuntivo pari – tre punti su sei – è registrato in casa Ascona Rivers: 4-3 sabato sull’Urdorf, risolutore Mauro Juri in doppia superiorità numerica al 57.11, e 3-6 ieri contro il citato Küsnacht affidatosi soprattutto all’estro realizzativo di Lorenz Bischof (tripletta) e di Simeon Kutil (doppietta); di Mauro Juri ed Egon Albisetti le reti per il recupero dallo 0-2 al 2-2, dal bastone di Elias Bianchi l’ultimo riavvicinamento a distanza minima sul 3-4. Battagliero ma una volta ancora sfortunato il Chiasso1, sostenuto da Luca D’Agostino (primi due timbri) e da Mattia Del-Vita (3-0 al 21.17, 5-6 al 57.23) ma capitolato sabato per 5-7. Gli altri risultati: IllnauEffretikon-DielsdorfNiederhasli 5-6 (sabato); Zugo2-DürntenVikings 2-5 (sabato). La classifica: DielsdorfNiederhasli 30 punti; Küsnacht 28; Ascona Rivers, DürntenVikings 27; Zugo2 20; Bassersdorf 19; IllnauEffretikon 15; Urdorf 12; Chiasso1 5 (DürntenVikings, Bassersdorf, Urdorf una partita in più).

Hockey Nl / “Derby” zurighese: buone nuove per l’Ambrì, non per il Lugano

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Dall’unico incontro in programma oggi nell’hockey di National league, sotto le forme del “derby” tra Zsc Lions Zurigo e Kloten, notizie non eccellenti per il Lugano e buone, per contro, sul fronte AmbrìPiotta: per effetto del successo conseguito dai padroni di casa (1-0, a segno Yannick Weber al 47.59), bianconeri agganciati dagli stessi Zsc Lions Zurigo mentre i già “Aviatori”, autori nella circostanza di prova gagliarda con 39 tiri contro 24 e dominio assoluto del ghiaccio nel periodo centrale (15 conclusioni contro due), rimangono solitari al 12.o posto con margine di una sola lunghezza sui leventinesi, ed ora a parità di incontri disputati. La classifica: Davos 84 punti; FriborgoGottéron 74; ServetteGinevra 70; Losanna 68; Lugano, Zsc Lions Zurigo 66; RapperswilJona Lakers 62; Zugo 58; Scl Tigers 54; Berna 51; BielBienne 49; Kloten 46; AmbrìPiotta 45; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Losanna 40 partite disputate; Zsc Lions Zurigo, Scl Tigers, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta, Ajoie 39; Lugano, Zugo 38).

Hockey Prima lega / Gruppo est, verdetto rinviato per i GdT2 Bellinzona

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Bisognerà aspettare almeno sino alla tarda serata di martedì 14 gennaio per conoscere il destino dei GdT2 Bellinzona nel gruppo est dell’hockey di Prima lega: stanti la sconfitta subita ieri ad Aarau contro gli ArgoviaStars (2-4, reti ospiti per le firme del 42enne Alain Rosselli al 21.42 e di Samuele Guidotti al 32.26, qui con riavvicinamento sino al 2-3) ed alcuni esiti concomitanti, i sopracenerini si ritrovano formalmente sesti e rischiano di scivolare al settimo posto disponendo di un vantaggio modesto (due soli punti) sugli stessi ArgoviaStars; trattasi in realtà di un gioco a tre mani, essendo direttamente coinvolto anche il Reinach – quarto: prevale per una lunghezza sui GdT2 Bellinzona – cui gli ArgoviaStars renderanno visita mentre la pattuglia allenata da Vitalj Lakhmatov sarà costretta a vincere contro il Wallisellen. Da considerarsi inoltre il fatto che, per quanto formalmente non ancora riportato nella graduatoria, l’esito di Lucerna-ArgoviaStars (partita in calendario per la serata di mercoledì 17 dicembre e non disputata per problemi di organico della squadra di casa causa influenza) sarà trascritto come 0-5 a tavolino. Gli altri risultati: Wil-Herisau 5-4; Wallisellen-Burgdorf 1-3; Reinach-PrettigoviaHerrschaft 5-3; KüssnachtAmRigi1-Rheintal 3-4; a riposo il Lucerna. La classifica: Wil 53 punti; Rheintal, PrettigoviaHerrschaft 35; Burgdorf 34; Reinach 32; GdT2 Bellinzona 31; ArgoviaStars 29; Wallisellen 24; Herisau 23; KüssnachtAmRigi1 12; Lucerna 4 (Wil 20 partite disputate; Rheintal, PrettigoviaHerrschaft, Burgdorf, Reinach, GdT2 Bellinzona, Wallisellen, Herisau, KüssnachtAmRigi1 19; ArgoviaStars, Lucerna 18).

Hockey Wl / AmbrìWomen, a Zugo è un calvario: 0-9 e rinvio al “play-in”

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Non ancora per l’aritmetica, ma a rigore di mera ed incontestabile logica, il cammino delle AmbrìWomen nella seconda fase della stagione hockeystica di Women’s league (massima serie elvetica) passerà dal “play-in”: scavalcate ieri dal Berna in ragione della sconfitta interna (0-2) nello scontro diretto, le leventinesi sono andate a schiantarsi oggi sul ghiaccio dello Zugo capolista subendo un increscioso 0-9 su cui incidono di certo la forza intrinseca delle padrone di casa (24 vittorie su 26 incontri, soli sei punti lasciati per strada sino ad ora; tra l’altro, fresca di ingaggio la non ancora 23enne canadese Laura Fuoco, ala di 180 centimetri per 70 chilogrammi, proveniente da un assai produttivo quadriennio in maglia Big Green al Dartmouth college in Ncaa-1), l’indubbia stanchezza del gruppo (ieri fine incontro attorno alle ore 19.00, oggi inizio – fuori casa – alle ore 14.30) e l’assenza della ceca Michaela Pejzlova nelle file biancoblù (ieri la funzione di capitana era stato ereditato da Fanny Rask, oggi a sua volta dichiarata indisponibile; ruolo pertanto passato alla veterana Nicole Bullo, tra l’altro in schieramento come centro della prima linea anziché in difesa).

La successione delle reti: 2.46, Ivana Wey; 9.58, Lara Stalder; 14.50, Ivana Wey; 26.49, Noemi Ryhner; qui cambio a difesa della gabbia ospite, dentro Sofia Decristophoris per l’omonima Sofia Bernardasci, ma nessuna variazione sul tema; ergo 31.00, Elena Gaberell (sì, colpo basso dalla figlia del Ceneri…); 34.42, Nina Harju; 35.18, Lara Stalder; 38.06, Rahel Enzler; 44.45, Lia Egger. A statistiche, in cinque reti il nome di Lara Stalder (tre gli assist). Evidenza: AmbrìWomen teoricamente in grado di sopravanzare il Berna con un successo nell’ultimo loro impegno, fra due settimane, su ghiaccio avverso; la squadra della capitale è tuttavia attesa, sabato 24 gennaio, da un più che agevole confronto con l’AccademiaNeuchâtel ultima della pista, come dire che la piazza d’onore sarà appannaggio delle bernesi stesse con una vittoria (anche al supplementare o ai rigori) in quel turno, indipendentemente dall’esito della partita con le AmbrìWomen; in termini ancor più prosaici, in casa biancoblù è ormai da darsi per scontato il percorso via “play-in”.

La classifica – Zugo 72 punti; Berna 54; AmbrìWomen 52; FriborgoLadies 42; Zsc Lionesses Zurigo 41; DavosLadies 34; Langenthal 12; AccademiaNeuchâtel 8 (AmbrìWomen, FriborgoLadies una partita in più).

Hockey Sl / Clamorosi BelliSnakes, vendicata l’eliminazione in Coppa

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Attese non tradite oggi dai GdT1 BellinzonaSnakes, al di là del risultato “in sé”, nell’unico incontro in calendario per la cadetteria hockeystica, avversaria quella ChauxdeFonds con cui la pattuglia diretta da Nicola Pini alla transenna si era confrontata sullo stesso ghiaccio, appena tre giorni addietro, in una delle due semifinali della Coppa nazionale. Là era stato un 1-5, peraltro essendo rimasto lo scarto limitato ad una lunghezza sin oltre l’inizio dell’ultima frazione e con due goal subiti a gabbia vuota tra il 56.42 ed il 58.32, cioè quand’ormai era stata gettata in pista l’estrema risorsa data dal “rover”; qui i sopracenerini si sono presi un lusso considerevole, imponendosi per 4-2 e facendo un favore sia a sé stessi (rafforzamento al penultimo posto, margine ora pari a cinque lunghezze sull’Arosa lanterna rossa) sia a Sierre e Turgovia sulle cui nuche insiste il fiato dei neocastellani.

In cronaca, padroni di casa a quattro blocchi completi sia davanti sia dietro e con Nassim Jaafri-Hayani titolare in porta ed alla ricerca della prima vittoria personale nella stagione di Swiss league (sino a questo pomeriggio, sette sconfitte su sette apparizioni, media di 5.32 goal subiti per incontro e grado di efficienza all’85.5 per cento). Vantaggio BelliSnakes già al terzo cambio, a bersaglio Lenny Schenk (2.40), indi inferiorità numerica superata senza danni ed ingresso nel periodo centrale con tenue ma apprezzabile vantaggio, pur nel saldo largamente negativo per quanto riguarda i tiri (nove contro 17, saranno 24 contro 47) alla fine. Di Niccolò Mansueto il raddoppio (37.42), 2-0 ancora all’ultima pausa; rientro, passaggio a vuoto complice anche una penalità minore sul conto di Federico Comploj, pareggio raggiunto dagli ospiti con David Lindqvist (42.09 e 43.40, nel secondo caso a cinque-contro-quattro). Ingaggio, 47 secondi e BelliSnakes di nuovo avanti con Niccolò Mansueto; a chiudere i conti una combinazione fra Mattheo Reinhard e Tommaso Madaschi e finalizzata da Gioele Pedrazzini (55.47).

I risultati – Olten-Sierre 1-5 (ieri); Winterthur-Arosa 4-3 (ieri); Visp-Basilea 3-4 (ieri, al supplementare); Coira-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 4-1 (ieri); GdT1 BellinzonaSnakes-LaChauxdeFonds 4-2 (oggi).

La classifica – Sierre 79 punti; Turgovia 74; LaChauxdeFonds 72; Visp 67; Coira 63; Olten 61; Basilea 59; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 26; Arosa 21 (Sierre, LaChauxdeFonds, Coira, Olten, Winterthur, Arosa 38 partite disputate; Visp, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, GdT1 BellinzonaSnakes 37; Turgovia, Basilea 36).

Gesucht: Mann mit ausländischem Akzent nach Raubüberfall in Birsfelden

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Am frühen Sonntagmorgen, 11. Januar 2026, zwischen 6.30 und 6.50 Uhr, wurde eine 41-jährige Frau auf der Kraftwerkbrücke in Birsfelden (Kanton Basel Landschaft) Opfer eines brutalen Raubüberfalls. Der Täter näherte sich von hinten, umklammerte ihren Hals mit beiden Armen und bedrohte sie mit einem Messer. Dabei sprach er Schweizerdeutsch mit deutlichem ausländischem Akzent und drohte ihr verbal mit dem Tod. Anschliessend verlangte er Portemonnaie und Bargeld, stiess die Frau von sich und flüchtete in Richtung Birsfelden.

Die Polizei Basel-Landschaft beschreibt den mutmasslichen Täter als rund 20-jährigen, etwa 180 cm grossen Mitteleuropäer . Zeugen oder Hinweise werden dringend erbeten.

Mutige Seniorin wehrt nordafrikanischen Räuber ab: Polizei sucht Zeugen

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In der Hofstrasse in Birsfelden im Kanton Basel-Landschaft kam es heute zu einem versuchten Raub, bei dem eine 72-jährige Frau mutig zurückschlug – nicht mit Gewalt, sondern mit Entschlossenheit. Der Täter, ein etwa 20-jähriger Nordafrikaner von rund 175 Zentimeter Körpergrösse, hatte die Seniorin verbal bedroht und Geld gefordert, als er ihr von der Sonnenbergstrasse entgegenkam.

Die Frau reagierte sofort: lautstark und entschlossen wehrte sie sich. In diesem Moment näherte sich zufällig eine Velofahrerin, was den Angreifer offenbar verunsicherte. Ohne Beute flüchtete er zurück in Richtung Sonnenbergstrasse.

Der Verdächtige trug einen dunklen Mantel mit Kapuze, Fellbesatz und ein schwarzes Tuch vor dem Gesicht. Er sprach gebrochen Deutsch. Trotz intensiver Fahndung durch mehrere Patrouillen konnte er bislang nicht gefasst werden.

Die Kantonspolizei Basel-Landschaft bittet nun um Mithilfe aus der Bevölkerung: Wer hat am Tatort verdächtige Beobachtungen gemacht oder Hinweise auf den Täter? Zeugenmeldungen sind unter der Telefonnummer 061 553 35 35 bei der Einsatzleitzentrale in Liestal erwünscht.

Dieser Vorfall zeigt: Zivilcourage und laute Gegenwehr können wirken – und möglicherweise Schlimmeres verhindern. Gleichzeitig unterstreicht er die Notwendigkeit wachsamer Nachbarschaft und rascher polizeilicher Aufklärung.

Ascona, auto urta un costone e si ribalta: feriti conducente e passeggero

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Il conducente ed il passeggero di una “Volkswagen” con targhe ticinesi sono rimasti feriti stamane, alle ore 7.25 circa, sulle conseguenze dell’incidente avvenuto lungo il tratto della Cantonale tra Ascona e Brissago, direzione frontiera, e meglio in corrispondenza dell’uscita dalla frazione Moscia. La vettura, standosi a prima e sommaria ricostruzione dell’episodio, si è arrestata ruote all’aria dopo aver urtato contro la parete rocciosa sul lato destro rispetto al senso di marcia; ignote le cause dell’impatto. Nessun altro mezzo è rimasto coinvolto; non preoccupanti le condizioni delle due persone, uscite entrambe dall’abitacolo con le proprie forze. Sul campo sanitari del “Salva” Locarno ed effettivi dei Pompieri Locarno.

Gambarogno: fiamme in uno stabile a Magadino, soli danni materiali

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Nessun ferito e nessun intossicato, stante anche il rapido sgombero dello stabile dopo l’allarme, sulle conseguenze dell’incendio divampato nel tardo pomeriggio di ieri in territorio comunale di Gambarogno, frazione Magadino, lungo via Orgnana. Effettivi dei Pompieri Bellinzona (sede distaccata Gambarogno) all’opera; fiamme rapidamente domate, danni materiali contenuti ad un locale; causa probabile del rogo, la dispersione di gas da una bombola poi bruciata. Accertamenti a cura di agenti della Polcantonale per quanto di competenza.

Hockey Mhl / Cade l’Huttwil, FranchesMontagnes solitario in scia al Seewen

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Ribaltamento delle gerarchie, ieri, tra i più prossimi inseguitori del Seewen capolista nell’hockey di Ml ovvero Mhl (terza serie nazionale, girone unico): FranchesMontagnes ora in piazza d’onore per effetto del successo (3-0) sul Langenthal e della contestuale caduta dell’Huttwil a Bülach (3-4). Comodo il successo (4-0) della capolista sul ghiaccio del Lyss. Gli altri risultati: Frauenfeld-Wetzikon 6-3; Pikes Oberturgovia-Dübendorf 4-3 (al supplementare); a riposo il Thun. La classifica: Seewen 56 punti; FranchesMontagnes 53; Huttwil 52; Dübendorf 46; Thun 40; Frauenfeld 36; Langenthal 34; Wetzikon, Lyss 26; Bülach 24; Pikes Oberturgovia 12 (FranchesMontagnes, Huttwil, Dübendorf, Frauenfeld, Lyss, Pikes Oberturgovia 25 partite disputate; Seewen, Thun, Langenthal, Wetzikon, Bülach 24),

Hockey Sl / Sierre, vittoria ed allungo in vetta. Oggi tocca ai BelliSnakes

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Sierre in rafforzamento al vertice dell’hockey cadetto, iersera, grazie al 5-1 in trasferta (tripletta di Léonardo Fuhrer, un goal a testa per la “Montandon connection” ossia Arnaud e Maxime); vallesani pertanto in allungo al primo posto in graduatoria, stante il turno forzato di riposo che il calendario imponeva al Turgovia. Oggi confronto tra GdT1 BellinzonaSnakes e LaChauxdeFonds, di fatto una replica di quanto avvenuto giovedì nel turno di semifinali della Coppa nazionale; occasione di riscatto, questa, per gli uomini di Nicola Pini, sempre impegnati nella lotta per evitare l’ultimo posto. Gli altri risultati: Winterthur-Arosa 4-3 (ieri; rimonta degli zurighesi dall’1-3 nel corso del terzo periodo, qui un goal ed un assist del ticinese Nicolò Ugazzi); Visp-Basilea 3-4 (ieri, al supplementare); Coira-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 4-1 (ieri). La classifica: Sierre 79 punti; Turgovia 74; LaChauxdeFonds 72; Visp 67; Coira 63; Olten 61; Basilea 59; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 43; GdT1 BellinzonaSnakes 23; Arosa 21 (Sierre, Coira, Olten, Winterthur, Arosa 38 partite disputate; Visp, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 37; Turgovia, LaChauxdeFonds, Basilea, GdT1 BellinzonaSnakes 36).

Hockey Nl / Chris DiDomenico sa ancora fare goal, l’Ambrì trova due punti

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Terza vittoria consecutiva nell’hockey di National league (d’accordo: non piena così come non piena era stata quella d’iersera ai rigori sul ghiaccio di Berna) e l’improvviso sblocco realizzativo di Christopher “Chris” DiDomenico (tre goal in tutto nei precedenti 37 incontri, doppietta stasera) le note positive per l’AmbrìPiotta issatosi oggi a “meno uno” dalla 12.a posizione grazie al 4-3 in rimonta sui RapperswilJona Lakers – decisivo Dominic Zwerger al 62.49, assist del menzionato Chris DiDomenico e del portiere Philip Wüthrich – ed alla concomitante sconfitta interna patita dal Kloten ad opera del ServetteGinevra. La successione delle reti: 11.43, Matthew Kellenberger, 0-1; 15.51, Michael Joly su rigore (fallo commesso da Igor Jelovac, “ex” tutt’altro che accomodante e dalle attitudini spigolose), 1-1; 24.27, Christopher DiDomenico (24.27, pregevole l’assist di Dario Wüthrich), 2-1; 28.52, Viktor Rask, 2-2; 38.31, Mika Henauer, 2-3; 51.43, Christopher DiDomenico, 3-3; poi l’esito descritto. Note doverose: benché non più a gabbia immacolata (zero goal subiti in oltre 139 minuti), Philip Wüthrich da elevarsi agli onori dell’altare alla prima chiesa che si trovi fuori dalla “NuoValascia”; Alex Formenton, unica notizia un fallaccio subito; deprecabile un paio di svarioni sul possesso-disco; “power-play” affatto infruttifero; sette punti in tre partite, cose cui ormai il tifoso biancoblù non è avvezzo.

I risultati – AmbrìPiotta-RapperswilJona Lakers 4-3 (al supplementare); BielBienne-Berna 1-2; Kloten-ServetteGinevra 1-3; Losanna-FriborgoGottéron 0-4 (di Attilio Biasca il primo timbro; tre reti fra il 54.13 ed il 57.40); Scl Tigers-Davos 3-1; Zugo-Zsc Lions Zurigo 2-3.

La classifica – Davos 84 punti; FriborgoGottéron 74; ServetteGinevra 70; Losanna 68; Lugano 66; Zsc Lions Zurigo 63; RapperswilJona Lakers 62; Zugo 58; Scl Tigers 54; Berna 51; BielBienne 49; Kloten 46; AmbrìPiotta 45; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Losanna 40 partite disputate; Scl Tigers, Berna, BielBienne, AmbrìPiotta, Ajoie 39; Lugano, Zsc Lions Zurigo, Zugo, Kloten 38).

Rogo al “Constel” di Crans-Montana, l’enigma dei rivestimenti in schiuma

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.10) Se: “se” il personale di servizio fosse stato adeguatamente formato contro i rischi da allagamento e da incendio e da esplosione; “se” la porta di servizio (si sottolinea: “di servizio”, quella del pianterreno; nulla a che vedere con l’uscita di emergenza del seminterrato circa la quale alcuni hanno scritto e parlato a sproposito) non fosse stata chiusa dall’interno; “se” i materiali dei rivestimenti fossero stati ignifughi; “se” l’allarme fosse stato lanciato tempestivamente; “se” non pochi si fossero attardati a tentare di spegnere le fiamme con i maglioni e con le giacche oltre che a filmare con i cellulari quanto stava accadendo; “se” la scala di accesso fosse stata larga quanto necessario – e quanto riportato nei piani: ma questo è punto ancora dubbio – per consentire un agevole passaggio doppio cioè nei due sensi; “se” nessuno si fosse azzardato ad alzare la torta con le candele tipo fontana luminosa sino al possibile contatto delle scintille con i pannelli di schiuma fonoassorbente. Altri “se”, e persino più gravosi in un contesto nel quale l’assunzione volontaria di responsabilità pare diventata un “optional” (già si è raccontato circa la posizione espressa e ribadita dalle autorità municipali), sarebbero da aggiungersi ora che dell’inchiesta sulla strage di Capodanno – morti: 40; feriti: 116 – a Crans-Montana, fulcro gli ambienti del “Le Constellation” di rue Centrale 35, si cristallizzano significativi elementi. Uno, secco, urticante, è stato fornito direttamente da Jacques Moretti, 49enne contitolare del bar-discoteca, durante l’interrogatorio di ieri: sarebbero stati noti i rischi connessi con il rischio di incendio dei pannelli posti a mo’ di rivestimento del soffitto, o quantomeno della cosa erano al corrente più persone; raccomandazioni in tal senso erano state date ai clienti già al tempo del Capodanno 2020, dunque sei anni addietro ovvero poco dopo l’ultima delle tre ispezioni tecniche (2019; le precedenti avevano avuto luogo nel 2016 e nel 2018) effettivamente svolte, e tutte con esito positivo.

Lavori fatti, ma quando? – Per l’appunto sui rivestimenti, che in quella tragica notte furono attaccati dalle fiammelle delle fontane scintillanti e che andarono a fuoco, si sta appuntando l’attenzione di chi conduce indagini giudiziarie e di chi, da cronista, cerca di unire i puntini sul foglio in parte ancora bianco. La presenza di tali materiali costituisce infatti un aggravio automatico della posizione dell’imprenditore corso e della 40enne moglie Jessica Anne Jeanne Maric, il primo detenuto a Sion – restrizione della libertà personale ancora da convalidarsi, gli avvocati stanno lavorando all’istanza di scarcerazione – e la seconda ai domiciliari con braccialetto elettronico, obbligo periodico di firma e sostanziale divieto di contatti fatta eccezione per i colloqui con la terna dei legali assunti a difesa: a parte l’infiammabilità, risulta infatti – a parlare in tal senso lo stesso Jacques Moretti – che le schiume furono acquistate direttamente dal contitolare in un punto-vendita “Hornbach” e poste in opera e sigillate da lui stesso, anziché da addetti di un’impresa specializzata, a sostituzione di una schiuma fonoassorbente già “in situ” e che si presume si fosse deteriorata ed ammalorata. L’aspetto è secondario, al limite interessante in termini circostanziali, sino al momento in cui sarà stato stabilito e dichiarato il momento dell’esecuzione e della conclusione di tale intervento; in altre parole, prima di una delle ispezioni, foss’anche l’ultima e cioè quella del 2019, o dopo? Dirimenti, in tal senso, saranno eventuali testimonianze di dipendenti o ex-dipendenti che al “Constel” lavoravano o avevano lavorato sul finire del decennio scorso; sconcertante risulterebbe l’apprendere di un “okay” da parte di funzionari deputati ai controlli; inutile invece l’aspettarsi documenti in comprova dal Comune di Crans-Montana, dove l’ultima pagina dello specifico “dossier” edilizio è vuoto da oltre un lustro, fatta astrazione per la recentissima – e non evasa – istanza funzionale all’ampliamento della veranda.

Filo di nota / “Charlie hebdo”, non colleghi ma iene prive di moralità

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Taluni che fanno professione di giornalismo e non pochi opinionisti si sono distinti, nel “mare magnum” delle cose vergognose dette in radio ed in tv e scritte su quotidiani e periodici circa la tragedia di Crans-Montana, per idiozia o per incompetenza o per astio verso la Svizzera e per toni sguaiati nella critica ad istituzioni d’ogni genere, inquirenti “in primis”. La vergogna, mascherata da citazione di una pellicola francese del 1979 ovvero da calco del titolo (che era “Les bronzés font du ski”: al botteghino, tutt’altro che un trionfo, tra l’altro), nella vignetta uscita in queste ore sul periodico “Charlie hebdo”, autore il parigino Éric Salch, 53 anni da compiersi il mese prossimo. Dopo gli sciacalli, le iene. Anzi: merde disumane.

Hockey Wl / AmbrìWomen, “kappaò” interno ed ora tutto si complica

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Era temuto in casa AmbrìWomen, il Berna dell’hockey di Women’s league ospite oggi sulla pista di Biasca: temuto per la qualità intrinseca, temuto soprattutto per lo stato di forma palesato con una rapida risalita in graduatoria, tre successi (10-0 a Neuchâtel, 4-2 in casa sulle DavosLadies e 7-1 in casa sulle FriborgoLadies) tra sabato e giovedì ed oggi, si immaginava, squadra con le ali ai pattini nel quarto impegno in otto giorni, ma con le ali. E quanto preconizzato trovò conferma: leventinesi sconfitte (0-2), ergo scavalcate al secondo posto e distanziate di due lunghezze a parità di incontri disputati, ergo in grave difficoltà dovendo affrontare domani lo Zugo capolista (a Zugo) e fra due settimane di nuovo il Berna (a Berna), dovendosi nel contempo presumere che la concorrente diretta per la piazza d’onore avrà vita facile sabato 24 gennaio contro l’AccademiNeuchâtel ultima in graduatoria. Tutto più complicato, insomma, nel profilo della peraltro e da tempo certa qualificazione al “play-off”: si consideri tra l’altro l’improvvisa assenza della ceca Michaela Pejzlova, 18 goal e 17 assist in 23 presenze oltre che capitana (competenza assegnata oggi a Fanny Rask), nella circostanza surrogata dalla non ancora 19enne connazionale Natalie Musilova, identico il ruolo al centro di un blocco d’attacco per solito militante nel Losanna in cadetteria, sino ad ora cinque reti e sette assist in 10 presenze con le romande.

In cronaca: Berna avanti al 7.49 grazie a Maija Otamo, assist di Lara Christen e di Alizée Aymon; nulla da segnalarsi, nella parte restante del primo periodo, ad eccezione di una penalità minore sul conto di Lorena Nora Wrann in quota biancoblù. Squadre guardinghe anche nella frazione centrale, zero goal e zero panche-puniti; volata finale tutta impeto ed assalto da parte delle ticinesi, superiorità numerica dal 55.45 al 57.45 e di nuovo a partire dal 58.25, fuori in entrambi i casi la francese Clara Rozier; immediato richiamo della portiera Sofia Decristophoris alla transenna, sei-contro-quattro a tutta forza, disco che finisce invece ed ancora sul bastone di Maija Otamo e rete tagliagambe (59.43).

I risultati – Berna-FriborgoLadies 7-1 (giovedì); Zugo-Zsc Lionesses Zurigo 5-0 (giovedì); AmbrìWomen-Berna 0-2 (oggi); Zsc Lionesses Zurigo-AccademiaNeuchâtel 3-2 (oggi); Zugo-AmbrìWomen (domani).

La classifica – Zugo 69 punti; Berna 54; AmbrìWomen 52; FriborgoLadies 42; Zsc Lionesses Zurigo 41; DavosLadies 34; Langenthal 12; AccademiaNeuchâtel 8 (FriborgoLadies 27 partite disputate; Berna, AmbrìWomen, Zsc Lionesses Zurigo, DavosLadies, Langenthal, AccademiaNeuchâtel 26; Zugo 25).

Schock in Cortina: 55-jähriger Wachmann erfriert bei Olympia-Bau

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In der eisigen Nacht vom 8. Januar 2026 starb in Cortina d’Ampezzo ein 55-jähriger italienischer Wachmann (Pietro Zantonini) einen grausamen Kältetod – mitten im Freien, während eines nächtlichen Wachdienstes auf einem Bauplatz für die Olympischen Winterspiele Milano-Cortina 2026.

Der Mann musste stundenlang bei extremen Minustemperaturen draußen ausharren, ohne ausreichenden Schutz, ohne angemessene Pausen und ohne rechtzeitigen Wechsel. Seine Familie berichtet, dass er wiederholt massive Bedenken geäußert hatte: zu lange Nachtschichten, katastrophale Kältebedingungen und völliger Mangel an Schutzausrüstung und Sicherheitsmaßnahmen.

Trotz seiner Warnungen wurde nichts unternommen – und nun ist ein Mensch tot. Die Familie hat sofort Strafanzeige erstattet, die Staatsanwaltschaft hat die Leiche beschlagnahmt und eine Autopsie angeordnet. Es wird wegen fahrlässiger Tötung und Verletzung der Arbeitssicherheit ermittelt.

Während Millionen für Glanz und Glamour der Olympischen Spiele ausgegeben werden, stirbt ein einfacher Arbeiter erbärmlich am Arbeitsplatz – weil Profit und Zeitdruck über Menschenleben gestellt werden.

Herzzerreißender Einsatz in Uster: Polizei rettet schwer verletzten Rotmilan

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Mit viel Einfühlungsvermögen und raschem Handeln haben Polizisten in Uster gestern einen schwer verletzten Rotmilan vor dem sicheren Tod bewahrt.

Das wunderschöne, majestätische Tier lag hilflos am Boden – verletzt, erschöpft, dem Tod näher als dem Leben. Ohne zu zögern nahmen die Beamten den Greifvogel vorsichtig auf, hüllten ihn schützend ein und brachten ihn in Sicherheit.

Eine couragierte Rettungsfahrerin übernahm dann den emotionalen Staffellauf und fuhr den schwachen Rotmilan mit Blaulicht direkt ins Tierspital Zürich – jede Minute zählte!

Jetzt kämpfen die Tierärzte um das Leben dieses beeindruckenden Vogels, der für so viele von uns Sinnbild für Freiheit und unberührte Natur ist.

Manchmal braucht es genau diese Menschlichkeit und diesen unbändigen Willen, um ein Leben zu retten – egal ob Mensch oder Tier.

Wir drücken alle Daumen für unseren tapferen Rotmilan! ❤️🦅

Schlägerei unter Ausländern in Frauenfeld: Afghanen, Kosovare und Italiener verletzt und festgenommen

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Am Freitagabend, 9. Januar 2026, kam es kurz nach 23.00 Uhr in Frauenfeld (Kanton Thurgau) an der Eisenbahnstrasse (in der Nähe der Bahnhofstrasse) zu einer heftigen Auseinandersetzung zwischen vier Männern ausländischer Herkunft.

Gemäss den Erkenntnissen der Kantonspolizei Thurgau wurden dabei zwei 19-jährige Afghanen leicht verletzt. Sie wurden vom Rettungsdienst ins Spital gebracht. Ein 33-jähriger Kosovare sowie ein 30-jähriger Italiener erlitten mittelschwere Verletzungen und begaben sich selbstständig in ärztliche Behandlung.

Nach der medizinischen Versorgung wurden alle vier Beteiligten festgenommen und inhaftiert. Die Staatsanwaltschaft Frauenfeld hat eine Strafuntersuchung eröffnet, um die genauen Hintergründe und den Ablauf der tätlichen Auseinandersetzung abzuklären.

Magliaso, travolta dall’auto che aveva parcheggiato: 70enne gravissima

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Decisamente gravi le condizioni di salute della 70enne cittadina svizzera che attorno alle ore 1.08 di oggi, sabato 10 gennaio, dopo aver posteggiato l’auto lungo il vialetto antistante l’abitazione in via Pomelli a Magliaso, è stata investita dal veicolo ed è rimasta schiacciata sotto le ruote. Alla donna. che ha riportato lesioni e traumi al corpo, hanno prestato soccorso operatori sanitari della “Croce verde” Lugano ed effettivi dei Pompieri Caslano e dei Pompieri Lugano; sul posto anche agenti della Polcantonale e della Polintercom Malcantone-ovest; dopo prima assistenza, ricovero sotto criterio di massima urgenza al “Civico” di Lugano.

La domanda del giorno / Notiziario via radio, oggi o ieri fa forse l’istesso?

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Non che gli ascolti della Retedue Rsi siano da urlo in generale, d’accordo. Essendosi stamane tra i certamente non molti all’ascolto, una strana sensazione si ebbe: possibile che il notiziario delle ore 10.30 fosse talmente… non aggiornato da replicare fedelmente quello di ieri? In altre parole, per caso è andato “tout court” in onda il radiogiornale di venerdì 9 gennaio? Mera domanda a sapersi, s’intenda.

Hockey Nl / Ambrì, o dell’imperativo categorico di dar senso alla rimonta

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Due punti presi ieri a Berna, dopo 0-0 tra regolamentari e supplementare e grazie ad un Philip Wüthrich portiere alla Vladislav Aleksandrovic Tretjak dei tempi d’oro; tre punti da raccogliersi stasera, a domicilio, avversari i RapperswilJona Lakers e, nel frattempo, prestando orecchio all’andamento ed all’esito del concomitante “derby” cantonale tra BielBienne e Berna, che a parità di incontri disputati (38 partite per tutte le squadre) si trovano davanti ai leventinesi con margini rispetttivamente di sei e di cinque lunghezze; attenzione più che necessaria anche agli sviluppi di Kloten-ServetteGinevra, trovandosi gli zurighesi al 12.o posto e dunque nel ruolo di boa di riferimento per i leventinesi in 13.a schiera. Il resto del programma: Scl Tigers-Davos, Losanna-FriborgoGottéron, Zugo-Zsc Lions. La classifica: Davos 84 punti; FriborgoGottéron 71; Losanna 68; ServetteGinevra 67; Lugano 66; Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers 61; Zugo 57; Scl Tigers 51; BielBienne 49; Berna 48; Kloten 46; AmbrìPiotta 43; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, Losanna, ServetteGinevra, Ajoie 39 partite disputate; Lugano, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, BielBienne, Berna, AmbrìPiotta 38; Zsc Lions Zurigo, Zugo, Kloten 37).

Hockey Sl / Turno completo, LaChauxdeFonds di nuovo sulla via dei BelliSnakes

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Sconfitti (1-5) giovedì dalla ChauxdeFonds in una delle due semifinali della Coppa nazionale, GdT1 BellinzonaSnakes discatori di nuovo in pista domani contro la stessa avversaria, ma per il campionato di Swiss league, diversa ovviamente la dimensione dell’impegno. Turno completo, quello del fine-settimana in cadetteria; già oggi gli altri quattro incontri ovvero Olten-Sierre, Winterthur-Arosa, Visp-Basilea e Coira-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht; a riposo il Turgovia. La classifica: La classifica: Sierre 76 punti; Turgovia 74; LaChauxdeFonds 72; Visp 66; Olten 61; Coira 60; Basilea 57; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 40; GdT1 BellinzonaSnakes 23; Arosa 21 (Sierre, Olten, Coira, Winterthur, Arosa 37 partite disputate; Turgovia, LaChauxdeFonds, Visp, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, GdT1 BellinzonaSnakes 36; Basilea 35).

Strage di Crans-Montana: rischio di fuga, in carcere il padrone del “Constel”

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.59) Distanti anni-luce luna dall’altra, benché coincidenti per la causa, le dimensioni dell’umano nel venerdì che sfiorisce sotto il cielo vallesano, tra Crans-Montana e Martigny e Sion. A Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno in conseguenza del rogo negli ambienti del “Le Constellation” di rue Centrale 35, dove il dolore per le 40 vittime e per i 116 feriti è destinato ad aleggiare giorno dopo giorno, per mesi, per anni, testimoniato da una lapide e da una targa che qualcuno si propone già di realizzare (quando, come, e con i nomi di chi, si vedrà). A Martigny, dove oltre mille invitati da oltre 30 nazioni si sono raccolti per testimoniare il cordoglio nel giorno del dichiarato lutto nazionale, ministri presidenti delegati deputati ambasciatori gente che rappresentava un Paese e il suo Governo e gente che non rappresentava nessuno se non il proprio ego. A Sion, dove è maturato quanto molti si aspettavano: al primo interrogatorio da indagato, e non più da persona “informata sui fatti” come nel precedente colloquio con le autorità inquirenti, Jacques Moretti 49enne comproprietario e contitolare del “Costel” è stato tratto in arresto. Non è mutato il quadro indiziario, restando l’ipotesi colposa (nessun aggravio in dolo o dolo eventuale, per ora) sugli addebiti per omicidio, lesioni ed incendio; è stata invece presa in considerazione – o, per dire meglio, è stata adottata quale fulcro per il provvedimento restrittivo della libertà personale – l’eventualità del rischio di fuga, uno dei tre cardini noti insieme con il pericolo di inquinamento delle prove (teoricamente sussistente) e con la possibilità di reiterazione del reato (il che è da escludersi “ipsa re”); sicché Jacques Moretti, entrato in udienza alle ore 8.00 insieme con la 39enne moglie Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti e con i legali Patrick Michod (losannese), Yaël Hayat (ginevrino) e Nicola Meier (ginevrino) che rappresentano la coppia, è uscito attorno alle ore 14.30 solo per salire su un furgone della Polcantonale vallesana che si è rapidamente diretto verso la struttura penitenziaria cittadina. La facoltà di rientro al domicilio, ma con limitazione degli spostamenti (braccialetto elettronico) ed obbligo di presentazione sistematica al posto di Polizia, è stata invece concessa a Jessica Anne Jeanne Maric, in ragione principalmente delle necessità di accudimento dei figlioletti, uno di quattro anni e l’altro di pochi mesi. Lacrime e parole addolorate ha espresso la stessa contitolare del “Costel” fermandosi per qualche istante a dialogare con la stampa.

Orizzonte aperto – Allo stato dell’arte, nessun’altra persona è formalmente accusata benché sempre a ritmi altissimi procedano gli accertamenti (oltre 100 sono i soggetti già ascoltati) e l’acquisizione di materiali. Tre i procuratori in campo durante gli interrogatori a Jacques Moretti ed a Jessica Moretti; l’annuncio dell’arresto dell’uomo è stato dato da Catherine Seppey, che è da considerarsi come incaricata del caso pur operando la Procura vallesana nelle forme del gruppo di lavoro e pur restando Béatrice Pilloud, procuratrice generale, quale riferimento anche nelle relazioni all’esterno. Necessariamente da ricordarsi che le decisioni degli inquirenti vallesani in materia di arresto degli indagati sono vincolate al consenso da parte dei magistrati operanti in seno al “Tribunal des mesure de contrainte” (“Tribunale per i provvedimenti coercitivi”) che entro 48 ore dall’avvenuto arresto di Jacques Moretti si esprimeranno anche alla luce delle motivazioni proposte per cristallizzare il citato “rischio di fuga”: le dichiarazioni, la “situazione (personale, ndr) in Svizzera ed all’estero, il “percorso di vita” (in sostanza, un peso ha avuto anche la “quidditas” dei precedenti – non esclusi quelli penali – dell’imprenditore francese emerso rapidamente nel contesto di Crans-Montana e della limitrofa Lens ma dopo luci ed ombre (soprattutto ombre, raccontano alcune ricostruzioni) sia nella natìa Corsica sia nell’Alta Savoia. Le esistenze di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric sono via via squadernate momento per momento; motivi di interesse sono anche i rapporti finanziari dell’uno e dell’altra e le relazioni precedenti al loro incontro (entrambi, per quanto risulta, sono almeno al secondo matrimonio; il figlio maggiore della donna è indicato tra i dipendenti del “Le Constellation”). Quanto al campo delle verifiche, i fari restano puntati anche su Nicolas Féraud sindaco di Crans-Montana e sui suoi collaboratori: l’assenza di controlli sul bar-discoteca tra il 2020 ed il 2025 – sei anni in tutto, in palese violazione delle norme vigenti e della logica avantutto – è un primo elemento che potrebbe rapidamente trasformare il Comune da parte lesa (come le autorità locali hanno preteso, in ciò e con ciò non trovando particolare riscontro) a parteIn imputata. Per ora, l’unica diversa declinazione dell’atteggiamento di sindaco e consiglieri municipali è data dalle improvvise scuse porte oggi dopo che, nell’ormai nota ed irritante conferenza-stampa di qualche giorno addietro, tale rammarico non era stato espresso; confermato inoltre il “no” a qualsiasi ipotesi di dimissioni.

Il silenzio del cordoglio – In forza dell’incombere di notizie sul fronte penale, diversa da quanto previsto è stata la gerarchia di interesse pubblico, fermo restando il menzionato e rilevante concorso nel cordoglio della Svizzera. Alla cerimonia ufficiale, trasmessa anche su vari canali tv e radio, vari gli interventi e vari i messaggi letti; ampia la partecipazione anche ad eventi in ogni angolo del Paese, compresa la cerimonia liturgica officiata a Lugano da monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi. Caratterizzato da compostezza e partecipazione intensa il corteo sviluppatosi tra la stazione Ffs e piazza Del Governo a Bellinzona. Alle ore 14.00 il minuto di silenzio collettivo in memoria delle vittime, a sostegno morale dei feriti e degli ustionati ed in apprezzamento per l’opera dei soccorritori; come previsto, rintocchi di campane per cinque minuti; in più luoghi della strada ferrata, il rilascio del suono della sirena sui convogli passeggeri e merci.

Hockey Nl / Philip Wüthrich, 48 parate e “shut-out”: l’Ambrì vince ai rigori

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Grazie soprattutto al secondo “shut-out” consecutivo – stavolta con il prodigio di 48 parate (11 nel primo periodo, 10 nel secondo, 17 nel terzo, sei nel supplementare e quattro ai rigori) – di Philip Wüthrich, AmbrìPiotta premiato con due punti stasera nella trasferta a Berna per il 38.o impegno nell’hockey di National league 2025-2026, avversario un diretto concorrente per evitare il “play-out”; missione pertanto in parte riuscita, riducendosi a cinque lunghezze la distanza dagli stessi “Orsi” (in 11.a posizione; i leventinesi restano al 13.o posto) ed a tre il divario dal Kloten (12.o, ma avendo disputato una partita in meno rispetto ad entrambe le concorrenti). Di Tommaso De Luca e Dario Bürgler le firme nella serie contro Adam Reideborn titolare tra i padroni di casa ed invero non granché sollecitato nel corso del confronto (soli 22 tiri in 65 minuti, addirittura nessuno nell’intero prolungamento). In linea generale, buon risultato ma sempre più problematica la rincorsa ad un eventuale “play-in”, cioè all’obiettivo minimo dichiarato e dichiarabile per la stagione corrente: pur di misura (2-1), il BielBienne è passato infatti a Porrentruy sull’Ajoie, portandosi quindi a “più sei” sui sopracenerini. Nella serata anche la larga affermazione (5-1, due assist per il bellinzonese Michael Fora) del Davos sul Losanna.

La classifica – Davos 84 punti; FriborgoGottéron 71; Losanna 68; ServetteGinevra 67; Lugano 66; Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers 61; Zugo 57; Scl Tigers 51; BielBienne 49; Berna 48; Kloten 46; AmbrìPiotta 43; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, Losanna, ServetteGinevra, Ajoie 39 partite disputate; Lugano, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, BielBienne, Berna, AmbrìPiotta 38; Zsc Lions Zurigo, Zugo, Kloten 37).

Alle spalle il tempo dei regali, di nuovo a ciclo completo i “radar” ticinesi

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Copertura dei “radar” sulle strade ticinesi in otto Distretti su otto, e di fatto il ritorno all’ordinario dopo la riduzione nelle settimane da Natale all’Epifania, la prossima settimana ovvero tra lunedì 12 e domenica 18 gennaio. Così i controlli mobili per aree e località (tra parentesi, il corpo di polizia competente): nel Distretto di Blenio, Dongio (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Riviera, Prosito (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Bellinzona, Arbedo, Bellinzona-città, Castione, Claro, Giubiasco e Preonzo (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Leventina, Giornico (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Locarno, Porto Ronco (Polcantonale) e Ascona, Golino, Gordola, Minusio e Riazzino (Polcom e Polintercom); nel Distretto di ValleMaggia, Gordevio (Polcantonale); nel Distretto di Lugano, Bioggio, Cureglia, Manno, Paradiso, Roncaccio, Taverne e Vezia (Polcantonale) e Agno, Gravesano, Manno, Massagno e Savosa (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Mendrisio, Chiasso-città e Stabio (Polcom e Polintercom). Due infine, a Dirinella ed a Grancia, i controllli previsti con apparecchiature semistazionarie.

Augst: Tödlicher Schuss durch Zöllner auf A3, Autodieb getötet

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Am Freitagmorgen, den 9. Januar 2026, kurz vor 6.30 Uhr, meldete das Bundesamt für Zoll und Grenzsicherheit (BAZG) drei gestohlene Personenwagen (mit Bündner Kennzeichen) auf der A3 Richtung Basel im Bereich Bözberg.

Die mutmasslichen Täter flohen mit den Fahrzeugen und verursachten kurz vor der Verzweigung Augst (Kanton Basel Landschaft) mehrere Kollisionen mit unbeteiligten Autos – eine Drittperson wurde dabei leicht verletzt.

Patrouillen von BAZG und Polizei Basel-Landschaft konnten die drei Wagen anhalten. Bei der Anhaltung setzte ein BAZG-Mitarbeiter seine Dienstwaffe ein: Ein mutmasslicher Täter wurde tödlich getroffen, die zwei weiteren Täter festgenommen.

Die A3 zwischen Rheinfelden und Augst war stundenlang vollgesperrt, massiver Stau in der Rushhour durch Umleitungen.

Die Staatsanwaltschaft Basel-Landschaft und die Militärjustiz ermitteln zum genauen Ablauf des Schusswaffeneinsatzes – weitere Details (z. B. Bedrohungslage) sind noch nicht bekannt.

Calcio Dna / Lugano, amichevole con lite… interna: Kevin Behrens s’inguaia

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Una testata, quella di Zinédine Yazid “Zizou” Zidane a Marco Materazzi, segnò e forse determinò l’esito della finale dei Mondiali di calcio 2006 a Berlino, di fronte Francia ed Italia, tempi supplementari, Tricoloria vinse su Marianna ai rigori e l’espulsione del capitano tolse ai “Bleus” un punto di riferimento. Si trattava tuttavia di avversario contro avversario, non di compagno contro compagno come è invece accaduto stamane nell’amichevole pedatoria Lugano-Viktoria Plzen, a Benidorm, dove i sottocenerini hanno svolto un ritiro pre-ripresa del campionato di massima serie, tre tempi e 2-4 il risultato: al minuto 72, per cause non propriamente chiarite ma che sarebbero da attribuirsi a ripetuti errori in copertura da lui commessi (è un’ipotesi, certezze non vi sono), il non ancora 22enne Georgios Koutsias è stato sbattuto a terra ed apostrofato con durezza dal quasi 35enne Kevin Behrens, suo collega di reparto offensivo, già autore di una delle due reti di marca bianconera. Da una parte il greco, consolato da alcuni dei suoi; dall’altra il germanico, che ha immediatamente chiesto il cambio ed è uscito dal campo.

La dirigenza della società, in breve nota a commento di quanto accaduto e che non poteva sfuggire al pubblico ed ai tifosi anche perché la partita era trasmessa in diretta via “YouTube”, ha fatto ricorso ad un giro di parole stigmatizzando l’accaduto e, nell’annunciare provvedimenti a carico di entrambi i giocatori (ergo, qualcosa – e non dallo scarso conto – sarebbe imputabile anche a Georgios Koutsias), si è trincerata dietro alla linea dello spogliatoio, all’interno del quale la questione sarebbe regolata (trasparenza scànsati). Non è dato il sapere che, all’origine dell’episodio, vi siano ruggini o direttamente in campo sia volata qualche parola di troppo da parte dell’aggredito cui Kevin Behrens, dopo lo spintone, si è rivolto con un’espressione sul genere dello “Stai zitto”, con successiva definizione vagamente offensiva; memoria vuole che un altro giocatore greco in forza al Lugano, al secolo Antonios Papadopoulos, venne a sua volta a discussione accesa – fatti dell’aprile 2025 – con Renato Steffen. Come si ricorderà, nel settembre 2024 Kevin Behrens finì sotto il vento delle critiche essendosi rifiutato di firmare una bandiera arcobaleno quand’era tesserato per il Wolfsburg, in Germania.

Wenn du in Italien reist: Immer erst checken, ob heute wieder gestreikt wird

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Heute ist ein schwarzer Tag für alle Reisenden, mehrere Streiks sorgen für massive Ausfälle bei Flugzeugen, Zügen und Nahverkehr, EasyJet streikt 24 Stunden lang, Vueling legt für 8 Stunden von 10.00 bis 18.00 Uhr die Arbeit nieder, Assohandler streikt von 13.00 bis 17.00 Uhr, Swissport Italia an den Flughäfen Mailand Linate und Malpensa steht den ganzen Tag still, dadurch kommt es zu massenhaften Flugstreichungen und Verspätungen, besonders stark betroffen ist Mailand,
bei den Zügen herrscht von heute 21.00 Uhr bis morgen 21.00 Uhr nationaler Streik beim gesamten Gruppo FS, Trenitalia, Italo, Trenord und RFI inklusive Infrastrukturwartung, garantierte Verbindungen gibt es nur in den Morgenstunden von 6 bis 9 Uhr sowie abends von 18 bis 21 Uhr am Samstag, viele Fern- und Regionalzüge fallen komplett aus,
im Nahverkehr steht in Sardinien die Arst den ganzen Tag still, in Termoli und weiteren Regionen sind ebenfalls zahlreiche Busse, Straßenbahnen und U-Bahnen lahmgelegt, das ganze Wochenende wird zum Chaos, Pendler, Touristen und alle, die heute oder morgen reisen wollten, sitzen fest oder müssen improvisieren, zum Glück wurde der Schulstreik auf den 12. bis 13. Januar verschoben.
Wenn du eine Reise nach Italien planst, checke am besten nur eine Sache, streikt heute irgendjemand, wenn die Antwort nein lautet, hast du quasi schon den Jackpot geknackt.

Asylbewerber aus Sudan und Algerien nach Diebstählen aus Fahrzeugen festgenommen

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In der Nacht auf den 8. Januar 2026 kam es in Hergiswil (Kanton Nidwalden) zu mehreren Diebstählen aus unverschlossenen, parkierten Autos.

Um zirka 1.40 Uhr löste die Alarmanlage eines Fahrzeugs aus. Der Besitzer bemerkte zwei flüchtende Personen und alarmierte sofort die Polizei. Dank guter Signalements und einer schnellen Fahndung konnte die Kantonspolizei Nidwalden die beiden Tatverdächtigen kurze Zeit später anhalten.

Sichergestellt wurden u. a. mehrere Schlüssel aus der Region, ein personalisiertes Skiticket, viel Kleingeld, Kleidungsstücke und ein Sackmesser – alles aus verschiedenen Fahrzeugen.

Bei den Festgenommenen handelt es sich um zwei Asylbewerber: einen 20-jährigen Mann aus dem Sudan und einen 29-jährigen Mann aus Algerien. Beide wurden vorläufig festgenommen.

Die Polizei rät weiterhin dringend:

  • Fahrzeug immer abschließen (auch Fenster & Schiebedach prüfen!)
  • Keine Wertsachen/Bargeld sichtbar liegen lassen
  • Bei Verdacht sofort Tel. 117 melden

Gut gemacht, Polizei Nidwalden! 👮‍♂️

Spaccio a domicilio nel “Triangolo lariano”: in manette due clandestini

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Non escursionisti ma veri e propri “pellegrini della droga”, modalità consegne a domicilio, erano i due criminali nordafricani – entrambi sedicenti marocchini, 28 e 32 anni le età – che agenti della Polizia di Stato in Como hanno arrestato nel pomeriggio di ieri, giovedì 8 gennaio, per l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti in ampia area del “Triangolo lariano”. Piena la flagranza di reato, riscontrata nel contesto di un pedinamento da località a località ovvero rilevandosi gli incontri avuti dai due con la clientela tra Canzo (Comune in cui i due si erano provvisoriamente stanziati, in verità essendo entrambi privi di fissa dimora e clandestini su suolo italiano oltre che titolari di precedenti specifici sia penali sia di polizia), Bellagio frazione Civenna, Asso, Barni e Magreglio, come da evidenze; ultima tappa a Ponte Lambro, sempre in provincia di Como, e qui il fermo da parte delle forze dell’ordine. I nordafricani sono stati trovati in possesso di cocaina per un totale di otto dosi residue e della somma di 215 euro, cifra considerata quale provento della cessione di droga. Dopo interrogatori, arresto per spaccio in concorso ed avvio verso il processo per direttissima; già all’opera i funzionari dell’Ufficio immigrazione, da prevedersi provvedimenti amministrativi a carico tanto del 28enne quanto del 32enne.

Bellinzona, vettura si ribalta: ferito il conducente, illeso il passeggero

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Forse lo slittamento sull’asfalto innevato o su una lastra di ghiaccio (nella notte le temperature in zona erano scese sino ad otto gradi sotto lo zero Celsius) all’origine dell’incidente occorso stamane in territorio comunale di Bellinzona, dorsale della Valle Morobbia: qui, nel transito direzione quartiere Giubiasco, un’utilitaria con targhe ticinesi è uscita dalla carreggiata slittando poi lungo il declivio ed arrestandosi ruote all’aria. Ferita la persona al volante (a prima impressione, traumi e lesioni non gravi; primo soccorso prestato da operatori della “Croce verde” Bellinzona, indi trasferimento al “San Giovanni” per i trattamenti del caso); senza conseguenze fisiche il minorenne che si trovava a bordo quale passeggero. Sul posto anche unità della Polcantonale per quanto di competenza.

Borsa di Zurigo, cinque massimi storici in un giorno. Bns, utile con due «Ma»

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.24) Aggiornato sulla campanella a 13’421.82 punti (71 in più rispetto alla chiusura di ieri, guadagno nella misura dello 0.53 per cento), e con il quinto picco consecutivo nel corso della giornata, il massimo storico dello “Swiss market index” alla Borsa di Zurigo, in rappresentazione di un listino primario sospinto da “Amrize Ag” (più 3.13 per cento, azzerate le perdite dall’inizio del 2026) e da “Partners group holding Ag” (più 1.89); in reazione “Logitech international Sa” (più 1.34, rimbalzo a recupero di circa un quarto della flessione accusata ieri); sulla coda gli assicurativi (“Zürich insurance group Ag”, meno 1.97 per cento; “Swiss life holding Ag”, meno 1.72). Spunto in guadagno prossimo alla doppia cifra, per quanto concerne l’allargato, nel caso del titolo “Gurit holding Ag”, di ritorno dunque sui prezzi della prima decade di settembre 2025. Sul fronte interno, significativo l’annuncio dell’utile 2025 da parte dei vertici della “Banca nazionale svizzera”: plusvalenza di esercizio, circa 26 miliardi di franchi; accantonamenti a riserve monetarie, 12.7 miliardi di franchi; riserva per future ripartizioni in ascesa a 22 miliardi di franchi (oggi, 12.9); entità assegnata a Confederazione e Cantoni per la ripartizione, nelle misure rispettivamente di un terzo e di due terzi, quattro miliardi di franchi; fonte primaria – e di fatto unica – del beneficio per le casse Bns, le posizioni sull’oro, con guadagno stimato in 36.3 miliardi di franchi; infelice invece la gestione delle posizioni in franchi svizzeri (meno 0.9 miliardi di franchi), disastrosa la politica sulle posizioni in valute estere (meno nove miliardi di franchi).

Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.53 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.10; Ftse-100 a Londra, più 0.79; Cac-40 a Parigi, più 1.44; Ibex-35 a Madrid, meno 0.03. A New York, dopo i dati sulla disoccupazione Usa in dicembre (calo, ma al di sotto delle aspettative degli analisti: 73’000 i posti di lavoro attesi, 50’000 quelli effettivamente generati): “Dow Jones”, più 0.44 per cento; S&P-500, più 0.61; Nasdaq, più 0.76. Cambi: 93.21 centesimi di franco per un euro, 80.14 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in recupero al controvalore teorico di 73’256 franchi circa per unità.

Varesotto: coltello e droga nelle tasche, arrestato spacciatore itinerante

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Il treno come mezzo per spostarsi, le tasche come ricettacolo per la droga e per un’arma da taglio oltre che per il denaro già presumibile provento di attività di spaccio nel breve. In manette nelle scorse ore, dopo individuazione da parte di agenti della Polfer in servizio a bordo di un convoglio della linea Saronno-Laveno Mombello (provincia di Varese), uno straniero di nazionalità non precisata e che stava viaggiando con ampia riserva di merce (hascisc per circa 110 grammi); dalla perquisizione personale è emersa anche una discreta quantità di denaro (710 euro) di cui il soggetto non ha saputo spiegare in modo convincente la provenienza. Il controllo in prossimità della stazione di Barasso-Comerio; detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio l’ipotesi di reato; contestuale il deferimento per possesso di oggetti atti ad offendere; l’uomo è stato trasferito alla casa circondariale “Miogni” di Varese e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Melide, da lunedì cantiere stradale tra Cantine di Fondo e Cantine di Mezzo

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Impegnativo cantiere per interventi di moderazione del traffico, a partire da lunedì 12 gennaio e sino alla fine di marzo, nel territorio comunale di Melide e meglio nel tratto Cantine di Fondo-Cantine di Mezzo sul lungolago Giuseppe Motta. In forza delle esigenze di lavoro, di movimento veicoli e di sicurezza del personale, da prevedersi disagi nel transito veicolare; gestione dei flussi con impianto semaforico e/o addetti.

Varese, scontro sulla dorsale di Valle Olona: tre feriti, sono fuori pericolo

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Ricovero in codice giallo e trattamento sanitario al “Circolo” di Varese per le tre persone – trattasi di un 46enne, di una 25enne e di una 45enne – rimaste ferite iersera nel frontale occorso in territorio del capoluogo, pertinenze del rione Valle Olona Capitale e meglio lungo la dorsale di via Peschiera, strada che porta verso il bivio per Malnate da una parte e per i valichi (Gaggiolo, Clivio e Saltrio). L’impatto attorno alle ore 20.50; uno dei due veicoli è rimbalzato contro il costone collinare, l’altro si è arrestato incastrandosi sul “guard-rail” che divide la strada da un insediamento già industriale. Soccorsi portati da operatori con ambulanze e da effettivi dei Vigili del fuoco dal Comando provinciale in Varese; accertamenti esperiti da uomini dell’Arma dei Carabinieri; tratto bloccato per circa due ore.

Tragödie am Gleis: Mann riskiert alles für seinen Hund

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Ein 40-jähriger Mann opferte sich in einem Akt der bedingungslosen Liebe für seinen treuen Vierbeiner – doch der herandonnernde Eurocity riss beide in die Tiefe. In Oberwil bei Zug ereignete sich am 7. Januar 2026 eine Szene, die das Herz zerreißt: Der Hund geriet auf die Schienen, sein Herrchen folgte instinktiv, um ihn zu retten. Herzzerreißender Moment. Kurz vor 20:15 Uhr lief der Hund auf die Gleise, der Mann sprang hinterher, getrieben von purer Sorge. Der mächtige Eurocity aus Zug donnerte heran – ein ohrenbetäubender Aufprall, der den 40-Jährigen durch die Luft schleuderte und den Hund leblos zurückließ. Heldenmut und Hilflosigkeit. Schwer verletzt wurde der Mann von Feuerwehr, Rettungsdienst und Zuger Polizei versorgt und ins ausserkantonale Spital gebracht, wo er um sein Leben kämpft. Der Bahnverkehr stockte, Fahrgäste saßen fassungslos da – ein Mahnmal für die tödliche Gefahr der Gleise und die unzerbrechliche Mensch-Tier-Bindung.

Hockey Nl / Supplementare nemico, al Lugano restano solo le briciole

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Non con il miglior bottino possibile, vero, ma almeno limitando i danni (un punto al supplementare) esce il Lugano discatorio dalla trasferta a Ginevra sul ghiaccio del ServetteGinevra, che ora sopravanza d’una lunghezza i bianconeri in graduatoria – quarto posto contro quinto – ma a peggior media-partita per via del numero di incontri disputati nella corrente stagione di National league. Di Jan Rutta al 64.44 il 2-1 su assist di Sakari Manninen e di Markus Granlund; in precedenza, vantaggio dei sottocenerini – presentatisi con soli cinque stranieri, fermo a casa Mike Sgarbossa – grazie ad Einar Emanuelsson (in prima battuta la rete era stata accreditata a Santeri Alatalo, 20.29) e pareggio di Dave “Sutter” Ntamack (52.53); poche ed ininfluenti le situazioni da panca-puniti, sei minuti contro i padroni di casa e quattro contro gli ospiti, non volendosi considerare la penalità di partita inflitta a Villi Saarijärvi, difensore finlandese dei romandi, a vittoria sancita. Domani il resto del turno con tre sfide da incroci pericolosi.

I risultati – FriborgoGottéron-Zugo 3-2 (oggi, ai rigori); ServetteGinevra-Lugano 2-1 (oggi, al supplementare); RapperswilJona Lakers-Scl Tigers 2-1 (oggi); Ajoie-BielBienne (domani); Berna-AmbrìPiotta (domani); Davos-Losanna (domani).

La classifica – Davos 81 punti; FriborgoGottéron 71; Losanna 68; ServetteGinevra 67; Lugano 66; Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers 61; Zugo 57; Scl Tigers 51; Berna 47; BielBienne, Kloten 46; AmbrìPiotta 41; Ajoie 29 (FriborgoGottéron, ServetteGinevra 39 partite disputate; Davos, Losanna, Lugano, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, Ajoie 38; Zsc Lions Zurigo, Zugo, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta 37).

Hockey / Coppa nazionale, si ferma sul più bello la corsa dei BelliSnakes

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Sullo sviluppo di un campionato, no, non ci sarebbe stata corsa e le gerarchie della stagione corrente nell’hockey di Swiss league dicono effettivamente che una squadra è penultima mentre l’altra sta sul gradino più basso del podio essendo potenzialmente in piazza d’onore; a termini circoscritti nei 60 minuti della partita secca, al contrario, il “chissà” era perlomeno galleggiante nell’aria, anche sulla scorta dell’esperienza vissuta nei quarti di finale. Ed invece i GdT1 BellinzonaSnakes dovranno rinunciare al sogno di disputare l’atto conclusivo della Coppa nazionale edizione 2025-2026: stasera in casa, davanti a 145 spettatori, sconfitta dalle proporzioni ingenerose (1-5) ad opera della ChauxdeFonds che pertanto andrà a contendere il titolo al Sierre, passato a rullo (6-1, tripletta di Jayden Halbgewachs e tre assist di Léonardo Fuhrer) sul Turgovia. Onore agli uomini di Nicola Pini, costretti ad inseguire sin da sùbito (2.24, Evgenij Chiraev; 18.30, Matthew Boucher) ma capaci di rimettere il fiato sul collo degli avversari dalla fase ascendente della frazione centrale (24.04, 1-2 di Nathan Favre con la collaborazione di Robin Dey) e sino a poco più di tre minuti dall’ultima sirena, trovandosi sull’1-3 (41.39, Thibault Frossard) prima di subire a porta sguarnita la doppietta di Toms Andersons (56.42 e 58.32), in entrambi i casi su assist di Oliver Achermann. Prima di stasera, i sopracenerini avevano superato tre turni: ai 16.i di finale il 6-0 sul Langenthal, agli ottavi di finale il 9-0 sul Burgdorf ed ai quarti di finale il 3-2 sull’Olten.

Asylbewerber tot aus Zugersee geborgen

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Kurz vor 13.00 Uhr meldete ein Passant eine leblose Person im Wasser beim Casino in Zug. Die Seepolizei barg die Leiche eines 38-jährigen Asylbewerbers aus dem Zugersee.

Albstadt: Drei Tote nach Gasexplosion in Wohnhaus, junge Familie stirbt

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Am frühen Donnerstagmorgen, kurz nach 5.00 Uhr, ereignete sich in der Josefstraße im Albstädter Stadtteil Tailfingen (Deutschland) eine schwere Gasexplosion in einem Wohnhaus. Das Gebäude stürzte vollständig ein, mehrere benachbarte Häuser wurden teilweise schwer beschädigt. Anwohner berichteten von einer heftigen Detonation, die wie ein Erdbeben oder eine Bombenexplosion wirkte: Gebäude wackelten, Fensterscheiben zerbarsten und Gegenstände fielen aus Regalen.

Über 200 Einsatzkräfte von Feuerwehr, Rettungsdienst und Polizei waren im Großeinsatz, darunter auch Suchhunde. Die Gaszufuhr in der gesamten Straße wurde vorsorglich unterbrochen. Nach Angaben der Stadt bestand keine Gefahr weiterer Explosionen. Nachbarn wurden evakuiert und betreut; sie blieben unverletzt, standen jedoch unter Schock.

Tragischerweise kamen die drei Bewohner des Hauses ums Leben. Es handelt sich um eine junge Familie: einen 33-jährigen Mann, eine 30-jährige Frau und ihr sechsjähriges Kind. Die Opfer wurden nach stundenlangen Bergungsarbeiten nur noch tot aus den Trümmern geborgen.

Die genaue Ursache der Gasexplosion wird derzeit von der Polizei ermittelt. Die Stadt Albstadt und die Einsatzkräfte äußerten tiefe Betroffenheit über den Verlust der Familie.

Raubüberfall am Centralbahnplatz: 30-jähriger sudanesischer Staatsangehöriger festgenommen

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Am Mittwoch, 7. Januar 2026, kurz nach 21.45 Uhr, kam es am Centralbahnplatz in Basel zu einem Raubüberfall. Ein 30-jähriger sudanesischer Staatsangehöriger entriss einem 34-jährigen Mann unvermittelt den Rucksack. Als das Opfer dem Täter folgte und seinen Rucksack zurückforderte, bedrohte dieser ihn mit einem gefährlichen Gegenstand. Dabei verletzte sich der Täter selbst.

Die Kantonspolizei Basel-Stadt brachte den Verletzten zur Behandlung ins Spital, wo er festgenommen wurde. Die Kriminalpolizei der Staatsanwaltschaft Basel-Stadt führt die Ermittlungen und sucht Zeugen. Sachdienliche Hinweise nimmt die Kriminalpolizei unter Tel. 061 267 71 11 entgegen.

Calcio Dna / Lugano tra partenze ed arrivi. Domani altra amichevole

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 16.11) A nove giorni dalla ripresa dell’attività ufficiale in massima serie elvetica (sabato 17 gennaio la trasferta a Lucerna; altre squadre saranno in campo già mercoledì 14 gennaio per recuperi della 18,a e della 19.a giornata), Lugano pedatorio da porte girevoli per quanto riguarda il mercato: dall’ormai tradizionale ritiro a Benidorm (Spagna) e dalla stampa francese d’Oltremare, ed in ultimo ma solo in ultimo anche da un portavoce della società, giungono notizie circa la partenza del 22enne Alexandre Nicolas Duville-Parsemain, ruolo attaccante, storia personale assai interessante (qui il racconto: https://ilgiornaledelticino.ch/calcio-dna-dalla-martinica-una-gazzella-per-il-lugano-che-si-ridisegna), 12 frammenti presenze in bianconero considerandosi nove apparizioni in campionato (117 minuti complessivi), una in Coppa Svizzera (22 minuti), una in EuropaLeague (55 minuti) ed una in ConferenceLeague (14), rarissimi i messaggi lasciati sul campo; destinazione il nord della Francia, allo Stade Malherbe Caen Calvados Basse-Normandie cioè il Caen “tout simplement”, il che sarebbe stato altamente onorifico sino a qualche stagione fa mentre ora la squadra naviga sul lato destro della classifica in terza serie nazionale. Si tratta, a quanto consta, di un prestito sino a fine stagione e senza diritto di riscatto.

Gli altri movimenti registrati sino ad ora: il 21enne difensore Ayman El Wafi partito definitivamente direzione Marocco, al Wydad Athletic club; il 27enne difensore Hannes Delcroix in arrivo dal Burnley (Regno Unito) con contratto sino a giugno 2028, salvi i consueti incerti del mestiere. Da non escludersi altre transazioni a breve; nel frattempo, un’amichevole disputata lunedì (sconfitta per 1-2) con il Colonia ed un’amichevole da disputarsi domani, venerdì 9 gennaio, con il Viktoria Plzen. Del gruppo agli ordini di Mattia Croci-Torti allenatore fanno parte, quali aggregati, Ahmadou Ndiaye (portiere), Jason Parente (centrocampista), Niccolò Puddu (attaccante) ed Ilija Maslarov (centrocampista), tutti provenienti dalla “Under 21”.

Rogo di Crans-Montana, tempo di lutto. In Procura i gerenti del “Costel”

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 20.00) Le ore della tragedia che ti esplode tra le mani, le ore dell’emergenza, le ore della sofferenza, le ore delle prime certezze, le ore della rassegnazione, le ore del cordoglio, ed infine le ore del silenzio e della commemorazione. In silenzio, tra i rintocchi delle campane, starà domani per qualche istante l’intiera Svizzera, rispondendo al lutto nazionale proclamato in ricordo delle vittime del rogo di Capodanno al “Le Constellation” di Crans-Montana, Canton Vallese. La cerimonia ufficiale, solo ad inviti e la cosa non può non spiacere pur riconoscendosi alcune esigenze di ordine pubblico, avrà luogo a Martigny; per i cittadini “comuni”, punto di ritrovo – ma i posti disponibili, su iscrizione obbligatoria, sono stati rapidamente esauriti – al “Centro congressi Le Regent” di Crans-Montana, con piano di accesso specifico a doppia entrata ed essendo previsti massicci controlli di sicurezza; in corso l’installazione di due maxischermi in place Du Scandia, con accesso libero e senza prenotazione; sconsigliato l’utilizzo dei mezzi privati di trasporto, stante il numero limitato di posteggi e considerate anche le previsioni meteo. La cerimonia, il cui inizio è fissato alle ore 14.00, sarà trasmessa da varie emittenti tra cui “TeleTicino” (collegamento dalle ore 13.30) e tre canali della Ssr-Srg (collegamento Rsi a partire dalle ore 12.55).

Dignitari e dignità – A Martigny l’afflusso delle autorità – un migliaio le presenze certe – di vari Paesi coinvolti; per la Francia, Emmanuel Macron presidente; per l’Italia, Sergio Mattarella suo omologo; per il Lussemburgo, il già granduca Henri Albert Gabriel Félix Marie Guillaume di Lussemburgo; per la Romania, Radu-Dinel Miruta, ministro della Difesa; per il Belgio, Bart Albert Liliane De Wever, primo ministro; per la Svizzera tre consiglieri federali tra cui Guy Parmelin presidente, delegazioni dagli Esecutivi dei singoli Cantoni, i presenti di Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati; 32 in tutto le nazioni (25 quelle europee) considerandosi la partecipazione di numerosi ambasciatori; ospiti anche esponenti di istituzioni non rilevanti e/o non significative in tale contesto. Momenti di raccoglimento specifici sono previsti anche in Ticino: a Bellinzona, ore 18.00, “sosta pubblica” ad attraversamento della città dalla stazione Ffs a piazza Del Governo; a Lugano, ore 18.00, veglia “di preghiera e di speranza” alla Cattedrale titolata a san Lorenzo, sotto conduzione di monsignor Alain de Raemy amministratore apostolico. Nel Moesano, rinviati e riprogrammati gli appuntamenti della giornata al Carnevale di Soazza.

Indagini serrate – Almeno tre i Paesi esteri (dopo la Francia, anche Italia e Belgio) le cui magistrature hanno deciso nelle scorse ore di aprire inchieste sulla tragedia di Crans-Montana. Non più come “informati sui fatti” ma in quanto “sospettati”, e dunque non più in forma di colloquio funzionale all’acquisizione di notizie ma nelle modalità proprie dell’interrogatorio, proprio domani, in sede di ministero pubblico a Sion saranno ascoltati Jacques Moretti e la moglie Jessica Anne Jeanne Maric; l’incontro dei due indagati con la procuratrice generale Béatrice Pilloud, o con cui la coadiuverà o eventualmente la sostituirà nella circostanza, è previsto per le ore 8.00. Alle evidenze sono interessati i magistrati titolari dei “dossier” all’estero, stante la richiesta cooperazione giudiziaria internazionale.

Drei portugiesische Staatsangehörige in internationalen Schmuggel geschützter Vögel beteiligt

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Ende 2024 hat das Bundesamt für Zoll und Grenzsicherheit (BAZG) einen international organisierten Schmuggel mit geschützten Vogelarten aufgedeckt. Über 50 Vögel wurden illegal in die Schweiz eingeführt – ohne erforderliche Zertifikate, mit gefälschten Kaufnachweisen und inklusive Material zur Vogelhaltung.
Ausgangspunkt der Ermittlungen war eine Kontrolle im November 2024 am Grenzübergang im Grossen Sankt Bernhard-Tunnel, bei der zwei portugiesische Männer (54 und 46 Jahre alt, wohnhaft in der Westschweiz) rund zehn geschützte Vögel nicht deklariert hatten. Ein dritter portugiesischer Staatsangehöriger war in den Handel zwischen der Schweiz, Italien, den Niederlanden, Belgien, Luxemburg und Portugal involviert.
Bei weiteren Kontrollaktionen 2025 in der Westschweiz und im Tessin wurden rund 30 CITES-geschützte Vögel beschlagnahmt und in eine spezialisierte Auffangstelle gebracht. Die betroffenen Personen wurden wegen Verstössen gegen Zoll-, Mehrwertsteuer-, Artenschutz- und Tierschutzgesetze angezeigt. Der Wert der illegalen Einfuhren beläuft sich auf fast 100’000 Franken.
Die Ermittlungen dauern an.
Quelle: BAZG

Berg (Kanton Thurgau): 24-jähriger marokkanischer Mann nach Fällelei in Haft

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Am Mittwochabend, dem 7. Januar 2026, nahm die Kantonspolizei Thurgau in Berg einen 24-jährigen Marokkaner fest. Er hatte kurz vor 22.00 Uhr an der Alpsteintrasse ein Fahrzeug durchsucht und Gegenstände daraus entwendet.

Nach einer Meldung an die Notrufzentrale konnte eine Patrouille den Tatverdächtigen kurz darauf stellen. Der Mann ließ das Diebesgut während der Flucht zurück. Er wurde inhaftiert und wird der Staatsanwaltschaft zur Anzeige gebracht.

Borse: prudenza ed attendismo, ma Zurigo spunta un tenue verde

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.09) Rilevato anche in rilancio sino a 13’362.57 franchi – ovvero a meno di 32 punti dal massimo storico stampato nel corso della seduta precedente – dopo mezz’ora dall’apertura lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo, indi ripiegato ben sotto la parità (minimo di seduta a 13’274.91 punti, ore 14.16) e di nuovo al saldo in verde (più 0.20 per cento a quota 13’350.82 punti) in conferma sia della prudenza seguita al discreto inizio del 2026 sia dell’attesa di notizie dirimenti dagli Stati Uniti soprattutto; dallo scarso impatto sul fronte interno, fors’anche perché via via metabolizzato in forza di aggiornamenti periodici, il dato afferente all’inflazione nel 2025 (0.2 per cento). Sul listino primario, poco brillanti (meno 2.86 e meno 3.11 per cento rispettivamente) i titoli “Partners group holding Ag” ed “Abb limited”; in vetta “Compagnie financière Richemont Sa” (più 3.66); greve e trainante al ribasso la posizione di “Logitech international Sa” (meno 5.05 per cento al prezzo di 76.32 franchi per azione, lanterna rossa), causa principale il declassamento – da “outperform” a “neutrale”, nuovo prezzo-obiettivo a 106 dollari dalla precedente valutazione a 128 – giunto dagli analisti della “Bnp Paribas Exane” circa possibili evoluzioni su ipotizzati aumenti di prezzo delle memorie dei “computer”; pari al 6.40 per cento la perdita nel’arco di una settimana. In riverbero tale problema anche sull’allargato, come testimonia il “meno 6.23” per cento di “Ams-Osram Ag” (da ora in poi qui riportato come “Ams Ag”); di rimbalzo “Santhera pharmaceuticals holding Ag” (più 10.95).

Così sulle altre piazze europee: Dax-40 a Francoforte, più 0.01 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.24; Ftse-100 a Londra, meno 0.03; Cac-40 a Parigi, più 0.12; Ibex-35 a Madrid, più 0.33. Spinte nei due sensi a New York: “Dow Jones”, più 0.59 per cento; S&P-500, più 0.02; Nasdaq, meno 0.53. Cambi: 93.16 centesimi di franco per un euro; 79.92 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in flessione al controvalore teorico di 72’795 franchi circa per unità.

Hockey Nl / Sbancata Losanna, il Lugano torna a ridosso del podio

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Bella impronta dei ticinesi (Dario Simion, un goal e due assist; Luca Fazzini, due assist) nell’“exploit” del Lugano che stasera, nell’unico incontro in calendario per l’hockey di National league, è andato a prendersi tre punti secchi sul ghiaccio di Losanna ovvero contro una tra le squadre che fungono da boe di riferimento nella scalata al podio e, pertanto, ad un piazzamento di qualità in funzione “play-off”. Trovata che sia la pecca di entrambe le compagini nell’occasione, vale a dire fin troppa libertà concessa da avversari ad avversari (testimonianza quasi diretta: 42 tiri per i padroni di casa, 43 per gli ospiti), lodevole l’approccio spregiudicato dei bianconeri che, dopo primo periodo a gabbie bianche e trovatisi sotto in avvio di frazione centrale (24.28, Sami Niku), con Santeri Alatalo (26.18) e Zach Sanford in superiorità numerica (37.44) si sono costruiti rimonta, sorpasso e galleria per la fuga concretizzata da Dario Simion (46.12). Losanna in ultimo avvicinamento con Austrin Czernak al 52.00, anche qui in situazione di cinque-contro-quattro; discorso chiuso (57.12) da Calvin Thürkauf neoriarruolato per la Nazionale; di Ramon Tanner a gabbia altrui sguarnigta (57.57) il sigillo del 5-2. Visti sul ghiaccio anche Nick Meile (settimo difensore, in richiamo dal prestito al Visp: due minuti e 46 secondi) e, dopo infortunio, Brendan Perlini (schierato quale 13.o attaccante, sette minuti e 34 secondi in tutto, “plus-minus” positivo per una tacca).

La classifica – Davos 81 punti; FriborgoGottéron 69; Losanna 68; ServetteGinevra, Lugano 65; Zsc Lions Zurigo 61; RapperswiilJona Lakers 58; Zugo 56; Scl Tigers 51; Berna 47; BielBienne, Kloten 46; AmbrìPiotta 41; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, Losanna, ServetteGinevra, Ajoie 38 partite disputate; Lugano, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta 37; Zugo 36).

Strage di Crans-Montana, un cono di luce per l’«Addio» a Sofia Prosperi

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Non pubblicheremo qui foto, e di quelli che c’erano – autorità comprese – non faremo menzione: nel corso delle odierne esequie di Sofia Prosperi, 15enne italiana cresciuta nel Luganese e sino a fine 2025 abitante a Castel San Pietro frazione Corteglia, ad avere diritto all’attenzione erano solo la ragazza, una delle 40 vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana, ed i congiunti. Persone provate, e che durante la liturgia eucaristica nella Cattedrale titolata a san Lorenzo in Lugano hanno parlato a due voci, padre e madre, al loro fianco una sorella della scomparsa: ammirevoli per compostezza, per fermezza, per l’incredibile capacità di proiettare un cono di luce dove altri troverebbero soltanto ombre. La madre: “Ad ogni giovane auguro di saper trasmettere i sentimenti così come Sofia li comunicava”. Il padre: “Salutiamo una ragazza meravigliosa, preghiamo per quanti stanno ancora lottando per la vita. La vita che vogliamo qui celebrare ed onorare”.

Non da tutti, il saper vedere la vita dove in questo momento c’è buio, c’è sconcerto, c’è timore. Fosse concordato o no, e si propende per il “no”, il “sì” alla vita è stato al centro anche della prolusione di monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, a tre livelli coinvolto nella tragedia perché sacerdote chiamato ad officiare (e ad essere di conforto), perché responsabile del Dicastero pastorale giovanile in seno alla “Conferenza dei vescovi svizzeri” (e quindi portatore di una sensibilità particolare nel dramma in cui tra l’adolescenza e la prima età adulta si situa la maggioranza dei morti e dei feriti) e perché vallesano in linea materna: al cristiano è chiesto di credere anche e soprattutto nel momento in cui le domande sembrano prive di risposta, al cristiano è chiesto di aver fede nella “vita piena e divina” che ora è data a Sofia. Questo – ed è stato il tema riverberatosi durante l’omelia – nulla toglie al dolore, allo strazio ed al diritto di piangere, “lo fece anche Gesù davanti al sepolcro in cui si trovava Lazzaro”, e poi venne la resurrezione.

Nel tempo della cerimonia, sin dall’inizio, banchi punteggiati da rose bianche; sul finire, anche un batter di mani: timido, lontanissimo dagli applausi sguaiati e dalle ostentazioni di affetto. Non perché la sofferenza sia minore, no: ma si vorrebbe che stasera, sulle guance, i genitori ed i fratelli di Sofia sentissero correre la carezza di tutto il Ticino.

Kleinkriminalität nimmt zu: Serienmäßige Taschen- und Wohnungseinbrüche durch Nordafrikaner

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Am 2. Januar 2026 wurde die Zentrale der Waadtländer Polizei darüber informiert, dass eine Person in eine Wohnung in Romainmôtier eingebrochen und eine Handtasche gestohlen hatte, bevor sie flüchtete. Gendarmeriestreifen leiteten umgehend eine Suchaktion ein, die zur Festnahme des Verdächtigen führte. Er steht im Verdacht, am selben Abend zwei weitere Einbrüche begangen zu haben. Die Staatsanwaltschaft ermittelt in dem Fall.

Am Freitag, dem 2. Januar, kurz vor Mitternacht, wurde die Polizeizentrale des Kantons Waadt darüber informiert, dass eine Person in eine Wohnung in Romainmôtier eingebrochen und eine Handtasche gestohlen hatte, bevor sie flüchtete. Polizeistreifen trafen umgehend am Tatort ein und leiteten eine Suchaktion ein. Auch die Hundestaffel wurde eingesetzt.

Vor Ort wurde die Polizei darüber informiert, dass in derselben Gegend zwei weitere Einbrüche stattgefunden hatten. Der Hundeführer setzte daraufhin seinen Deutschen Schäferhund ein. Kurz darauf entdeckte der Hund einen Tatgegenstand und nahm eine Fährte auf. Er folgte dieser Spur etwa zehn Kilometer, bis er in einem Waldstück bei Moiry auf eine Person stieß, die der Beschreibung entsprach und sich dort im Gebüsch versteckt hielt. Der Mann versuchte zu fliehen, wurde aber vom Hund am Bein gepackt und festgenommen. Der 27-jährige Algerier wurde zur Behandlung ins Krankenhaus gebracht und anschließend der Staatsanwaltschaft vorgeführt.

Die Ermittlungen werden von der Gendarmerie des Kantons Waadt unter der Leitung der Staatsanwaltschaft durchgeführt, die ein Strafverfahren eingeleitet hat. Für diesen Einsatz waren mehrere Patrouillen der Waadtländer Gendarmerie und der Hundestaffel erforderlich.
Die Kantonspolizei Waadt erinnert die Öffentlichkeit hier an Präventionstipps zur Bekämpfung von Einbrüchen:Lassen Sie Ihre Wertsachen nicht in Reichweite liegen.Simuliere eine PräsenzTüren und Fenster immer abschließenVerstecken Sie Ihre Schlüssel niemals draußen.Informieren Sie Ihre Nachbarn über Ihre Abwesenheit.Leeren Sie Ihren Briefkasten.Kündigen Sie Ihre Abwesenheit nicht in den sozialen Medien an.Bei Einbruch oder Verdacht rufen Sie die 117 an.

68-jähriger Deutscher stirbt nach Sturz: Zeugenaufruf der Polizei

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Am Dienstagmorgen, den 6. Januar 2026, ereignete sich im Skigebiet Samnaun ein schwerer Unfall mit tödlichem Ausgang: Ein 68-jähriger deutscher Skifahrer verstarb trotz sofortiger und intensiver medizinischer Hilfe noch am Unfallort.

Der Mann war gegen 10.30 Uhr auf der blauen Piste Nr. 69 vom Alptrider Sattel in Richtung Alp Trida unterwegs, als es – laut vorläufigen Erkenntnissen – zu einer Annäherung mit einem Kind, das in Begleitung eines erwachsenen Mannes dieselbe Piste befahren hatte, kam. In der Folge verlor der 68-Jährige die Kontrolle, stürzte schwer und zog sich lebensbedrohliche Verletzungen zu.

Mehrere Ersthelfer, darunter eine Ärztin und zwei Ärzte, leisteten sofort Lebensrettende Maßnahmen. Der SOS-Rettungsdienst und kurz darauf ein österreichischer Notarzthelikopter (Christophorus) unterstützten die Reanimationsversuche am Ort des Geschehens. Trotz aller Bemühungen konnte der Mann nicht gerettet werden.

Die Alpinpolizei der Kantonspolizei Graubünden hat zusammen mit der Staatsanwaltschaft die Ermittlungen aufgenommen, um den genauen Unfallhergang zu rekonstruieren. Aktuell wird insbesondere die Identität des Kindes und seiner erwachsenen Begleitperson gesucht, die sich nach dem Vorfall von der Unfallstelle entfernten.

📌 Hinweis der Polizei:
Personen, die den Vorfall beobachtet haben oder Angaben zur betreffenden Gruppe machen können, werden dringend gebeten, sich beim Polizeistützpunkt Engiadina Bassa in Samnaun unter +41 81 257 63 70 zu melden – auch anonym.

In Zeiten, in denen der Wintersport Freude, Freiheit und Gemeinschaft bedeutet, erinnert dieser Vorfall schmerzhaft daran, wie wichtig gegenseitige Rücksichtnahme, Aufmerksamkeit und Verantwortung auf der Piste sind – besonders im Umgang mit jungen, noch unsicheren Skifahrerinnen und Skifahrern.

Gesundheit und Sicherheit bleiben oberste Priorität – auch im Genuss der Berge.

Vorsorglicher Rückruf bei Nestlé Suisse: Bestimmte Chargen von Säuglingsmilch betroffen

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Nestlé Suisse S.A. hat heute einen freiwilligen, vorsorglichen Rückruf bestimmter Chargen von Säuglingsmilch eingeleitet. Grund dafür ist der Verdacht auf mögliche Kontamination mit Céréulid, einem hitzestabilen Toxin, das bei Säuglingen zu unerwünschten gesundheitlichen Reaktionen führen kann — unter anderem Übelkeit, Erbrechen oder Magen-Darm-Beschwerden.

Die betroffenen Produkte stammen aus spezifischen Warenlosen (siehe offizielle Liste auf www.nestle.ch/de/info) und dürfen nicht zur Zubereitung von Fläschchen verwendet werden. Nestlé betont ausdrücklich: Die Sicherheit und Gesundheit von Säuglingen steht an erster Stelle — daher wurde der Schritt bereits bei Verdacht, noch vor endgültigen Labornachweisen, ergriffen.

Alle anderen Produkte sowie nicht aufgeführte Chargen sind uneingeschränkt sicher und weiterhin im Handel erhältlich. Verbraucherinnen und Verbraucher können die betroffenen Artikel ohne Vorlage des Kassenbons an der Verkaufsstelle zurückgeben und erhalten den Kaufpreis vollständig erstattet. Für weitere Auskünfte steht der Nestlé-Konsumentenservice rund um die Uhr zur Verfügung.

Ein solcher Rückruf ist selten, aber konsequent: Er unterstreicht, dass bei Lebensmitteln für die Allerkleinsten kein Kompromiss bei der Prävention akzeptabel ist.

📌 Eltern werden gebeten, Chargennummern zu prüfen — nicht aus Panik, sondern aus Verantwortung.

Gran Consiglio, 15 anni bastano: in uscita il leghista Daniele Caverzasio

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Dice di non voler rimanere “a mezzo” tra l’impegno in Municipio a Mendrisio (qui la conduzione del Dicastero socialità-pari opportunità) e Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, dove opera ininterrottamente dal giugno 2011 quando fu subentrante al dimissionario Rodolfo Pantani; da ciò le odierne dimissioni dal Legislativo cantonale, dimissioni cui non sembrano essere estranee esigenze professionali (ramo assicurativo-finanziario) ed il bisogno di ritagliare tempo per la vita privata, nulla nel frattempo potendosi intendere circa la piena congruità al “nuovo corso” dei montebogliani. In uscita Daniele Caverzasio, 51 anni da compiersi a fine marzo, quota Lega dei Ticinesi, già capogruppo, già presidente del Gran Consiglio stesso dal maggio 2020 al maggio 2021 oltre che secondo vice due anni prima e primo vice l’anno precedente, secondo ordinaria rotazione. Fra gli incarichi commissionali: Sanitaria, Sanità-sicurezza sociale, Procedura elezione magistrati, Legislazione, Gestione-finanze, Energia, Mandato pubblico della BancaStato, Aet-Ses. Non ancora comunicato il nome del o della subentrante: primo in surroga secondo gerarchie date dal responso alle urne è Massimiliano Robbiani, tra l’altro anch’egli “momò” e già granconsigliere, ma per quanto risulta al “Giornale del Ticino” l’avente diritto declinerà, riservandosi semmai la facoltà di correre alle Cantonali 2027.

Como: danneggia auto, poi fugge in Ticino. Preso e denunciato

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Si profila l’espulsione coattiva con accompagnamento ad una frontiera, stante il fatto che era rimasta priva di effetto quella intimatagli in dicembre, per un 23enne tunisino che nella serata di sabato 3 gennaio si è reso responsabile di danneggiamenti alle auto in sosta – modalità: ripetuto lancio di sassi – nel tratto finale di via Bellinzona a Como, quartiere Ponte Chiasso, con successiva fuga oltre la linea di frontiera al valico di Chiasso-strada o, per meglio dire, per quei pochi metri che al soggetto sono stati concessi da agenti della Polcantonale ed operatori dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini che lì erano di servizio. Il soggetto, a tutti gli effetti irregolare su suolo italiano e senza fissa dimora ma con svariati precedenti (ricettazione, violenza a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali, danneggiamenti seguiti da incendi per starsi all’essenziale), era entrato in azione attorno alle ore 20.30, causando allarme tra i residenti e tra i passanti anche a causa dell’evidente stato di grave alterazione da alcoolici. Lunedì la formalizzazione della denuncia.

Da Crans-Montana al Ticino, il giorno di dolore che tutti hanno

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 11.33) Sulla Cattedrale titolata a san Lorenzo in Lugano, oggi, gli sguardi: di quelli che potranno partecipare di persona, di quelli che sul lavoro o a scuola o in casa si fermeranno per un attimo, di quelli che saranno in viaggio. Alle ore 14.30 il primo segno della liturgia eucaristica con cui sarà dato l’estremo saluto a Sofia Prosperi, 15enne abitante a Castel San Pietro frazione Corteglia, studentessa alla “international school” di Fino Mornasco (Como), una tra le 40 vittime della strage di Crans-Montana nel giorno di Capodanno. Sofia Prosperi, la ragazza di cui l’intero Ticino s’appresta ad adottare la memoria: nata e cresciuta qui, nel Luganese, e qui pronta a costruirsi una vita da adulta, solo che ciò le fosse stato concesso. Da prevedersi un significativo e composto concorso pubblico, nel rispetto delle volontà di riservatezza espresse dai familiari della giovane.

Silenzio e cordoglio – Giorno di lutto nazionale, venerdì 9 gennaio, come da indicazioni giunte da Palazzo federale: alle ore 14.00, campane a risuonare per cinque minuti “quale segno di raccoglimento e di solidarietà nazionale”. Una veglia di preghiera è in programma per venerdì 9 gennaio, in coincidenza con il giorno di lutto nazionale, alla Cattedrale di Lugano, inizio ore 18.00; a presiedere l’incontro sarà monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, compresenti vari delegati di altre confessioni partecipi della “Comunità di lavoro Chiese cristiane nel Ticino”; destinatari delle intenzioni saranno vittime, feriti ed ustionati, sopravvissuti “in genere”, familiari e soccorritori soprattutto. Contestuale, per iniziativa dei responsabili di alcuni movimenti giovanili, il momento di silenzio e di raccoglimento a Bellinzona, nel tratto compreso fra la stazione Ffs e piazza Del Governo (davanti a Palazzo delle Orsoline). (SEGUONO AGGIORNAMENTI)

Nuovi primati e poi ripiegamento, lo “Swiss market index” chiude sul pari

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.36) Primati in serie continua ad inanellare lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo nell’avvio del 2026: stamane nuovo picco stampato a quota 13’389.65 punti (ore 9.13) e secondo massimo storico dato agli archivi a quota 13’394.30 punti (ore 11.54), indi ripiegamento e chiusura sul piede del saldo precedente ovvero a 13’324.03 punti (più 0.01 per cento). Di “Geberit Ag” ed “Logitech international Sa” gli spunti migliori (più 2.65 e più 2.55 per cento) sul listino primario; insieme con un paio di assicurativi, sul fondo “Compagnie financière Richemont Sa” (meno 2.81 per cento, in realtà quale unico titolo fuori squadra). Lusso in difficoltà anche nell’allargato (“The Swatch group Ag”, meno 1.77). Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.92 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.42; Ftse-100 a Londra, meno 0.73; Cac-40 a Parigi, meno 0.04; Ibex-35 a Madrid, meno 0.29. Bidirezionale New York: “Dow Jones”, meno 0.19 per cento; Nasdaq, più 0.74; S&P-500, più 0.25. Cambi: 93.12 centesimi di franco per un euro, 79.68 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in rallentamento al controvalore teorico di 72’969 franchi circa per unità.

Hockey Nl / Zugo friabile, Ambrì abile: in Leventina si spezza la serie-“no”

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L’AmbrìPiotta dell’hockey di National league non sta benissimo, non sta bene e non sta nemmeno benino; ma stasera, complice uno Zugo amabilmente impresentabile (fossimo in Michel Liniger allenatore non saremmo così fiduciosi sulla permanenza alla transenna: una vinta su cinque è roba da licenziamento, alle sue latitudini), i leventinesi sono tornati al successo avendo sprecato tutto quanto era sprecabile (i due contro uno buttati al vento, i dischi governabili ed invece spediti negli angoli senza applicazione della dottrina del terzo entrante, et similia) eppure rifilando un 4-0 alla squadra da cui erano stati battuti per due volte su due (punteggi analoghi: 0-4, 2-4) nella corrente stagione. Uomo del giorno – e rieccolo – il portiere Philip Wüthrich, 28 parate su altrettanti tiri e sicurezza infusa alla pattuglia dei difensori da cui per sovrannumero era stato estromesso Michal Cajkovsky; Michael Joly su rigore (33.50, nella circostanza Alex Formenton era stato steso durante una proiezione solitaria in attacco), Dominic Zwerger (47.06), Éric Manix Landry (49.24) ed Alex Formenton (59.54, goal automatico su brutale falciata) gli elementi a tabellino.Dalle concomitanze, purtroppo, pochi elementi in beneficio: si deve temere meno alle spalle, essendo l’Ajoie caduto in casa; la distanza dal terz’ultimo posto è scesa da sei a cinque lunghezze, effetto questo di scavalcamenti interni alla terna Berna-BielBienne-Kloten che al momento si sta disputando l’ultima piazza utile per l’accesso al “play-in”; servirebbero, ecco, un paio di colpi sul ghiaccio e qualche congiunzione astrale. Nel frattempo, per le statistiche individuali, Christopher “Chris” DiDomenico si è portato in 25.a posizione assoluta tra i marcatori: merito dei 24 assist, non dei goal realizzati, che tre erano e tre rimangono; 13 più 11, invece, nel bollettino personale di Dominic Zwerger, preannunciatosi partente a fine campionato, vada come vada.

Nota a margine, la presenza di Christian Costantin avvistato nella “vip lounge” nuovalasciana. Magari il presidente del Sion pedatorio porta soltanto buono e non quel paio di milioni di franchi che metterebbero almeno una toppa al bilancio della società (a proposito: l’appuntamento con l’assemblea è a distanza di un mese soltanto); magari Christian Constantin era da queste parti solo per il buon rapporto instaurato con Filippo Lombardi municipale di Lugano e stante il progetto per un superalbergo alla Forca di San Martino; magari tutto quel che volete, sta di fatto che fra i tifosi dei leventinesi si è scatenata una ridda di ipotesi circa possibili, probabili novelli finanziatori in arrivo, ora che un tassello è stato messo con l’ingaggio (a scoppio ritardato) di Lars Weibel quale futuro direttore sportivo quasi plenipotenziario. Occhio agli abbagli: alcuni si erano illusi circa altra e potenzlale operazione di soccorso economico nel vedere una vettura in livrea “Red Bull” all’esterno della pista, qualche tempo addietro, ed invece si trattava soltanto di una delle ordinarie attività promozionali del noto produttore di bibite.

I risultati – Ajoie-Zsc Lions Zurigo 3-5 (oggi); AmbrìPiotta-Zugo 4-0 (oggi); BielBienne-Davos 4-3 (oggi, ai rigori); FriborgoGottéron-Scl Tigers 4-3 (oggi, ai rigori); ServetteGinevra-RapperswilJona Lakers 3-1 (oggi); Kloten-Berna 2-3 (oggi); Losanna-Lugano (domani).

La classifica – Davos 81 punti; FriborgoGottéron 69; Losanna 68; ServetteGinevra 65; Lugano 62; Zsc Lions Zurigo 61; RapperswiilJona Lakers 58; Zugo 56; Scl Tigers 51; Berna 47; BielBienne, Kloten 46; AmbrìPiotta 41; Ajoie 29 (Davos, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Ajoie 38 partite disputate; Losanna, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, Berna, BielBienne, Kloten, AmbrìPiotta 37; Lugano, Zugo 36).

Hockey Sl / Cade il Turgovia, Sierre di nuovo capolista in solitaria

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Turno incompleto ma denso di notizie, stasera, nella cadetteria hockeystica maschile elvetica. Del Sierre, per quanto con il minimo scarto, l’operazione più fruttifera nelle forme di tre punti che garantiscono il ritorno al primato in solitaria: decisivo Léonardo Fuhrer con il secondo goal personale della serata. In coincidenza con l’esordio di Simone Terraneo difensore fresco di arrivo in licenza “B” dall’AmbrìPiotta (prestazione: ghiaccio per 19 minuti e 26 secondi, zero tiri, “plus-minus” negativo per una tacca), LaChauxdeFonds al rientro in quota per un potenziale aggancio alla piazza d’onore già dal prossimo turno. In retrovia, Arosa sconfitto e sempre ultimo. I risultati: Arosa-Olten 1-4; LaChauxdeFonds-Turgovia 3-2 (al supplementare); GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht-Visp 4-1; Sierre-Winterthur 4-3. La classifica: Sierre 76 punti; Turgovia 74; LaChauxdeFonds 72; Visp 66; Olten 61; Coira 60; Basilea 57; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 50; Winterthur 40; GdT1 BellinzonaSnakes 23; Arosa 21 (Sierre, Olten, Coira, Winterthur, Arosa 37 partite disputate; Turgovia, LaChauxdeFonds, Visp, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, GdT1 BellinzonaSnakes 36; Basilea 35).

L’editoriale / Il Dunning-Kruger di chi agire doveva, e non sa perché non agì

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Non controllavano: quando si domanda loro perché non abbiano controllato, glissano e, direttamente o indirettamente, riconoscono semplicemente di non averlo fatto ma ben si guardano dall’articolare un concetto fondato sul reale (“Non sappiamo spiegare queste mancanze”), giungendo a trincerarsi dietro all’“Eh, ma i preposti a queste attività sono oberati dal lavoro”, categoria “Non si riesce ad arrivare dappertutto”. Non per un giorno: per anni, per oltre un lustro nel caso di specie, al “Constel” bruciato nel giorno di Capodanno con le conseguenze che ci furono sin dal primo istante note, ché già a mezzodì di 40 vittime si parlava e di feriti attorno al centinaio si sapeva, valendo i carichi in afflusso nelle strutture nosocomiali. Fallimentari nei termini propri della comunicazione, prima ancora fallimentari secondo i parametri ordinari di gestione dell’esistente, gli amministratori pubblici di Crans-Montana che stamane, davanti agli interrogativi – in gran parte meri quesiti a sapere, nulla di intrinsecamente polemico – giunti dalla stampa da loro stessi convocata, una sola cosa hanno dato per certa: non se ne vanno, non hanno intenzione alcuna di andarsene, l’ipotesi stessa delle loro dimissioni è fuori da ogni discussione. Correggiamo noi il tiro altrui: sarebbe fuori da ogni discussione; così montante la bufera, vedremo a giorni se tale linea sarà difesa ad oltranza.

Nicolas Féraud, sindaco della cittadina vallesana, è uscito dalla sala dell’incontro con i “media” scegliendo o accettando di farsi scortare dalle forze dell’ordine: non che sia stato minacciato fisicamente (perlomeno, ciò non risulta, mentre consta il fatto che alcuni cronisti hanno subito intimidazioni ed anche un trattamento rude da soggetti di cui sarebbe gradita l’identificazione), ma ci sono persone che riescono ad attirarsi sulla testa il discredito con un semplice atto; e qui diventano sentenza l’aporia, il conflitto verbale, la contraddizione di fondo tra l’aver detto prima (frase dell’altr’ieri) che non vi era stato lassismo nelle verifiche sul locale di rue Centrale 35 e l’aver ammesso poi (frase di oggi) che l’ultima occhiata dentro a quegli ambienti risaliva al 2019. Il nulla cosmico per sei anni e magari qualche mese: non un municipale che, nello schedario o su un foglio “Excel” comodamente accessibile dalla scrivania alla casa comunale o dal suo telefonino, abbia riscontrato l’assenza del segno di spunta sulle attività di ispezione qui, là e più in là; non un dipendente del Comune – che pure vanta un sito InterNet ben strutturato e tale da rendere l’idea di un elveticissimo rigore; valga per tutte la pagina sui servizi del controllo abitanti (già: controllo), un esempio di essenzialità e di funzionalità – che abbia creduto opportuno il sollecitare l’autorità ad una revisione circa lo stato dell’arte, comprensibile magari uno iato di tre o di sei mesi rispetto alle scadenze prescritte secondo leggi ed ordinanze mentre incomprensibile – e di quell’incomprensibilità che si sposa con l’inammissibilità – è l’assenza di qualsivoglia resoconto per il “Le Constellation”, che è il caso in essere perché esploso a cagione di un’esplosione dagli esiti letali, ed in forza di banali deduzioni si teme che da analoghe inosservanze siano viziati altri luoghi. Facile il dire che una cosa è la legge ed un’altra è la sua applicazione: ci può andare bene se si tratta di procrastinare la ritinteggiatura esterna di una casa secondo quanto prescrive un regolamento comunale, non se di mezzo c’è il rischio per la pelle delle persone.

Peggio che mai sarebbe lo scoprire (è una speculazione, nessun indizio di specie) che in un momento qualsiasi tra l’inizio del 2020 e dicembre 2025, ed anche essendo mutato in parte il quadro normativo nel 2024, il funzionario “Ics” aveva steso una relazioncina a mo’ di sintesi delle attività annuali, esprimendo un elementare richiamo all’opportunità di procedere alla revisione dei “dossier” sui singoli esercizi pubblici del territorio, partendosi dai faldoni non più toccati da gran tempo e via via procedendosi sino a smaltire il pregresso; non sarebbe servito un documento “ad hoc”, magari le osservazioni sarebbero state celate in paragrafetto all’interno di più corposo rapporto e senza eccessivi particolari. Allarghiamo anzi lo spettro di indagine: mai e mai che, nello spostare faldoni per far spazio in un armadietto dell’archivio, una carpetta sia cascata sul pavimento e, nel riordinare i fogli, un addetto qualsiasi si sia soffermato a leggere? Mai e mai che l’addetto, nel leggere, si sia sorpreso rilevando una discrasia così significativa tra legge e prassi seguita? Mai e poi mai che, almeno a voce, ad uno o a più dei sette membri del “Conseil communal” – non si caschi nell’equivoco: da quelle parti “conseiller” sta per “municipale” – sia giunto un refolo di osservazione circa lo stato dell’arte? E sì che Nicolas Féraud è sindaco di lungo corso, avendo preso in mano le redini della comunità dal tempo dell’aggregazione tra Chermignon, Montana, Randogne e Mollens, a gennaio 2017 l’istituzione ufficiale; di certo non gli è mancato il tempo per conoscere il territorio e per definire diritti e doveri di ciascun residente e di ciascun operatore dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato al commercio, non importa la dimensione e non importa se discosto o – come nel caso del “Costel” – sotto gli occhi di tutti e tra gli emblemi della Crans-Montana pubblicizzata a tinte calde dai promotori dell’ente turistico-congressuale.

Eppure: di fronte ad una serie di elementi che gettano luci sinistre sull’operato degli amministratori pubblici, e mentre il senso della tragedia s’aggrava dovendosi ancora sperare nella salvezza di quanti stanno lottando in un letto di ospedale, dall’autorità municipale arrivano solo due affermazioni che spiazzano. La prima: “Eh, ma alla Polizia del fuoco (che è funzione cantonale, ndr) non sono mai arrivate informazioni” tali da suscitare un’esigenza di intervento. La seconda, e si riprende dall’“incipit”: “Noi restiamo qui”, cioè nel pieno dell’esercizio delle funzioni amministrative e di governo e di indirizzo, con l’aggrappamento al “Non si abbandona la nave nel bel mezzo della tempesta”. La nave, dunque, sarebbe un Comune in cui nessuno ha svolto – nemmeno per sbaglio – un lavoro che al Comune spettava, eventualmente con delega a figure terze perché nulla vieta di ricorrere all’ausilio di altri enti o di un privato su incarico. Strano che non capiscano, Nicolas Féraud ed i suoi, che la nave è già affondata; strano che non comprendano, Nicolas Féraud ed i suoi, che a parlare così si dà solo l’impressione di un Dunning-Kruger in corso, a scapito dei cittadini e del luogo.

Hockey Nl / Ambrì porte girevoli: Simone Terraneo spedito in cadetteria

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Sì, d’accordo: tre giorni addietro, nell’ultima sua apparizione con l’AmbrìPiotta nell’hockey di National league, Simone Terraneo andò in pista a Davos per 34 secondi complessivi e, come qui rilevammo all’impronta, totalizzando un “meno due” nella statistica personale cioè concausando un goal al passivo e trovandosi sul ghiaccio in occasione di un’altra rete dei grigionesi, peraltro maramaldeggianti sull’intero gruppo e non sul singolo e cioè nel contesto di una serataccia dell’intera squadra ospite. Sorprende tuttavia la notizia fresca fresca di giornata, dalle sponde leventinesi dove l’organico piange e la qualità espressa è negli ultimi tempi assai scarsa: il 21enne di Biasca, 181 centimetri per 86 chilogrammi, ruolo difensore e con contratto in scadenza a fine aprile 2028 su accordo sottoscritto ad inizio agosto 2024, in questa stagione 26 presenze con un goal e tre assist, passa con effetto immediato alla ChauxdeFonds in cadetteria, formula prestito con licenza “B” e “sino a nuovo avviso” ovvero riservandosi la dirigenza biancoblù di richiamare il giocatore in qualsiasi momento, ma soltanto qualora di ciò fosse ravvisata la necessità. Le disponibilità della difesa dell’AmbrìPiotta sono dunque date ora dai due Dotti (Isacco e Zaccheo), da Dario Wüthrich, da Jesse Virtanen, da Jesse Zgraggen, da Tim Heed e da Luc Bachmann, tutti in lista di partita per il confronto odierno con lo Zugo, oltre che da Michal Cajkovsky. Qualche motivo per essere preoccupati, a questa stregua, i tifosi dell’Ambrì non possono non avere.

Ein tödlicher Basejump-Unfall erschüttert Gimmelwald

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Ein tödlicher Basejump-Unfall erschüttert Gimmelwald: Am Sonntag, den 4. Januar 2026, verunglückte ein 28-jähriger deutscher Staatsbürger tödlich bei einem Sprung von der Nepalbrücke im Berner Oberland.

Kurz nach 12.15 Uhr erhielt die Kantonspolizei Bern die Meldung, dass ein Basejumper vermisst werde. Im Zuge der rasch eingeleiteten Suchaktion wurde der Mann unterhalb der Absprungstelle aufgefunden – leblos. Trotz sofortiger Rettungs- und Bergungsmaßnahmen war jede Hilfe zu spät.

Der junge Mann war gemeinsam mit einem Kollegen zur Brücke gekommen und hatte sich zeitlich versetzt nach ihm in die Tiefe gestürzt. Warum es zu dem Unglück kam, bleibt vorerst unklar. Offenbar geriet er in Schwierigkeiten, verlor die Kontrolle und kollidierte mit dem felsigen Gelände.

Im Einsatz standen neben der Kantonspolizei Bern auch Helikopter der Rega und Air-Glaciers sowie Spezialkräfte der Alpinen Rettung Schweiz. Die Ermittlungen laufen unter der Federführung der Bundesanwaltschaft.

Ein junger Mensch – mit Leidenschaft für das Risiko, mit Träumen, die nun abrupt endeten.
Keine Warnung. Keine zweite Chance. Nur eine Familie, die einen Sohn verliert – weit weg von zu Hause.

Schweizer Autofahrer nach tragischem Alleinunfall tödlich verunglückt

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Ein schwerer Verkehrsunfall in Wil (Kanton Sankt Gallen) hat am Dienstagabend ein menschliches Leben gefordert – ein Schweizer Lenker verstarb noch vor Ort. Der Mann verlor aus bisher ungeklärter Ursache die Kontrolle über sein Fahrzeug, das von der Fahrbahn abkam und kollidierte. Trotz sofortigem Eintreffen der Rettungskräfte und intensiver Reanimationsversuche konnte sein Leben nicht mehr gerettet werden.

Die Polizei hat Ermittlungen zur Unfallursache aufgenommen. Zeugen werden gebeten, sich mit Hinweisen an die zuständigen Behörden zu wenden. Die Angehörigen bitten um Respekt vor ihrer Trauer – in diesen schweren Stunden bleibt nur Stille, wo sonst Leben war.

Ein Mensch, der heute nicht mehr nach Hause kommt.
Ein Schicksalsschlag – ohne Vorwarnung, ohne zweite Chance.

Tragödie auf der Piste: 57-jähriger stirbt bei tödlichem Skiunfall im Val d’Anniviers

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Am Dienstagnachmittag ereignete sich im Skigebiet zwischen Grimentz und Zinal im Kanton Wallis ein tödlicher Unfall. Ein 57-jähriger Skifahrer verlor aus noch ungeklärter Ursache die Kontrolle über seine Skier, stürzte schwer und prallte gegen einen Baum. Trotz sofort eingeleiteter Rettungsmaßnahmen und rascher medizinischer Versorgung durch die Rega sowie vor Ort eintreffende Einsatzkräfte verstarb der Mann noch an der Unfallstelle.

Die alarmierte Kantonspolizei Wallis leitete umgehend Ermittlungen zur genauen Unfallursache ein. Ob technisches Versagen, menschliches Fehlverhalten oder äußere Einflüsse wie Wetter- oder Pistenverhältnisse eine Rolle spielten, wird derzeit geprüft. Das Skigebiet blieb nach dem Vorfall teilweise gesperrt; die übrigen Pisten konnten jedoch weiterhin sicher befahren werden.

Die Identität des Verstorbenen wurde aus Gründen des Persönlichkeitsschutzes nicht veröffentlicht. Die Behörden sprechen den Angehörigen ihr tief empfundenes Beileid aus.

Unfälle wie dieser erinnern eindringlich daran, wie schnell selbst routinierte Wintersportler in lebensbedrohliche Situationen geraten können — auch auf scheinbar vertrauten Hängen. Respekt vor der Natur, realistische Selbsteinschätzung und strikte Beachtung der Sicherheitsvorgaben bleiben essenziell, um solche Tragödien zu verhindern.

Crans-Montana, niente controlli sul “Constel” dal 2020. Denunciato il Comune

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.46) Cordoglio per i morti (domani, a Lugano, le esequie della 15enne Sofia Prosperi); cure ai sopravvissuti, oltre 80 quelli ancora distribuiti tra vari ospedali con maggiore o minor grado di gravità per quanto riguarda ferite ed ustioni, ma tanti altri – anche tra chi non è stato direttamente colpito dalle fiamme, anche tra chi non ha riportato traumi fisici durante la fuga – ad aver bisogno di conforto, di assistenza psicologica, di luoghi in cui iniziare ad elaborare il dramma e di persone con cui condividere tale situazione; tutto ciò è materia dell’oggi e del domani, negli sviluppi che via via si cristallizzano a cinque giorni compiuti dalla strage di rue Centrale 35 a Crans-Montana. Strage per la quale le autorità municipali sono ora chiamate in causa anche nella sostanza: non direttamente da Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese (o da una sua sottoposta, cui sarebbe in carico l’accorpamento dei materiali utili e necessari alla formazione del “dossier” di inchiesta), ma da un avvocato che al Comune contesta gravi corresponsabilità; nella visione e nella percezione del legale, e per quanto è dato il sapere, il sindaco ed i suoi collaboratori con competenza sulla materia (in tal senso vedasi quanto posto in essere nell’editoriale, steso e pubblicato prima della notizia) hanno operato quantomeno con negligenza. Dalla sua, l’autore ed estensore della denuncia avrebbe anche alcune certezze dirette: agli ambienti del “Le Constellation” egli aveva fatto visita, nell’estate scorsa, da ciò forse traendo qualche motivo di perplessità ora emergente. Il concetto di fondo: signori, in questa vicenda voi cercate di accreditarvi come parte lesa, ed invece voi siete compartecipi del disastro.

Contraddizioni che uccidono – Mentito non aveva davanti ai microfoni, su una cosa almeno e su null’altro si spera, Jacques Moretti quando parlava dei controlli effettuati al suo bar-discoteca andato a fuoco nelle prime ore di Capodanno causandosi lì la morte di 40 persone ed il ferimento di altre 116: effettivamente tre erano state le ispezioni accolte in quegli ambienti nell’arco di un decennio, che è poi l’arco temporale di vita del locale stesso. Tre in tutto e non una ogni anno, come si direbbe sia prescritto dalle norme vigenti compreso uno specifico articolo di una specifica ordinanza cantonale; una smentita indiretta a quanto Nicolas Féraud, sindaco del Comune vallesano quale esponente del Plr ed al terzo mandato, aveva dichiarato giorni addietro circa la regolarità e la ricorrenza puntuale dei controlli (“Per quanto riguarda gli esercizi pubblici, non siamo mai stati permissivi, non abbiamo mai adottato un approccio permissivo”). Ad ammetterlo, nello sconcerto degli astanti, è stato oggi lo stesso Nicolas Féraud durante la conferenza-stampa indetta peraltro dalle autorità locali: già vi erano state tensioni alla vigilia dell’appuntamento (per tramite dell’avvocato e consigliere nazionale Jean-Luc Addor, i familiari di una delle vittime avevano presentato istanza affinché tale incontro non avesse luogo, almeno in questo momento, temendosi un tentativo di condizionamento dei rappresentanti dei “media”); ovvio il fatto che, sulla scorta di tale riconoscimento dell’assenza di recenti verifiche, si scatenassero interrogativi da una parte e l’irritazione di non pochi tra i cittadini e tra gli ospiti, non esclusi i parenti di vittime e feriti o ustionati. Dall’assoluta gravità il problema che peraltro, anche se fosse stato sottaciuto in questa circostanza, molti avrebbero appreso entro breve da fonti inquirenti, stante l’avvenuta acquisizione a fini di indagine di ogni materiale utile afferente alle attività delle persone deputate ai controlli per conto del Comune di Crans-Montana, leggansi circa 60 documenti che riguardano il solo “Constel”, il tutto dal Comune alla Procura pubblica vallesana. L’evidenza: un’ispezione nel 2016 (in linea: locale aperto un anno prima dopo recupero dallo stato di abbandono e riattazione), un’ispezione nel 2018, un’ispezione nel 2019. Poi più nulla, si ripete, più nulla: anno 2020, casella vuota; anno 2021, casella vuota; anno 2022, casella vuota; anno 2023, casella vuota; anno 2024, casella vuota; anno 2025, casella vuota. Unico e significativo contatto nel 2025, come qui riferito ieri: venerdì 19 dicembre, timbro di ricevimento dell’istanza con cui Jacques Moretti e la moglie Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, in quanto legali rappresentanti della “Le Constellation Sàrl” iscritta a Registro di commercio martedì 3 novembre 2015 e con sede a Crans-Montana, chiedevano di poter procedere all’ampliamento della veranda del locale e ad altri interventi conseguenti tra cui la chiusura di un ingresso laterale.

Chi resta, e chi non va – Nicolas Féraud, a conferenza-stampa conclusa, ha lasciato la sala accompagnato dagli agenti: per la sua sicurezza, si direbbe, ed anche per evitare contestazioni verbali da parte di chi pubblicamente ha chiesto le sue dimissioni, e di sicuro non sarà stato confortato dall’irritante serie di non-risposte fornite (per inciso: non avranno trovato tempo per svolgere l’attività di sorveglianza, in Comune, ma hanno impiegato meno di un “amen” per affidarsi ad un’agenzia di pubbliche relazioni). In altro luogo di Crans-Montana, i gestori del “Constel” – entrambi indagati, nessuno dei due sotto restrizione della libertà – hanno dichiarato di essere “devastati” e di non aver intenzione “in alcun modo” di sottrarsi all’inchiesta, scegliendo in tal senso di non parlare più, “se non in sede giudiziaria”. C’è chi, in tale affermazione, potrebbe rilevare una strategia di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti a stornare da sé la pressione mediatica; che tuttavia rimarrà tale, crescendo di ora in ora – anziché risolvendosi – gli interrogativi. Uno tra gli ultimi: è vero che, per entrare nel locale riuscendo tra l’altro ad eludere i buttafuori, non pochi ricorrevano ad un accesso secondario, sufficiente la conoscenza del “pin” per aprire una porta?

“Swiss market index”: primato, poi frenata, poi nuovo “record”

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 20.08) Giorni di assestamento, i primi di ogni nuovo anno, nel contesto borsistico; ed in clima di assestamento, sia ieri sia oggi, visse il listino primario della piazza di Zurigo pur con nuovo doppio massimo storico sullo “Swiss market index”, il primo alle ore 9.06 su quota 13’289.96 punti, il secondo alle ore 16.44 su quota 13’357.76 punti quale prodromo al saldo di giornata su quota 13’322.15 punti per un progresso pari allo 0.56 per cento. “Novartis Ag” (più 2.78 per cento) capofila; in retroguardia “Ubs group Ag” (meno 1.55). Vari spunti dall’allargato: di slancio “DocMorris Ag”, più 10.10 per cento ed al miglior prezzo dalla metà di ottobre ad oggi; premiato il titolo “Smg-Swiss marketplace holding Ag”, che con un balzo nella misura del 18.07 per cento a 43.45 franchi per azione dimezza d’un colpo le perdite dal tempo della prima quotazione (prezzo a 49.00 franchi, venerdì 19 settembre 2025), tra l’altro con il sostegno di un consistente volume negoziato (a metà seduta, circa il triplo dell’ordinaria media quotidiana; a fine giornata, cinque volte e mezzo). Così sulle altre piazze, il cui andamento – ad eccezione di Londra, sempre ascendente ed ora sul “più 1.18” per cento – è stato antitetico a quello di Zurigo: Dax-40 a Francoforte, più 0.09 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.20; Cac-40 a Parigi, più 0.32; Ibex-35 a Madrid, più 0.19. Il passo a New York: “Dow Jones”, più 1.05 per cento; S&P-500, più 0.64; Nasdaq, più 0.61. Cambi: 93.00 centesimi di franco per un euro, 79.57 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin al controvalore teorico di 73’270 franchi circa per unità.

Hockey amatori / PalaOrsoline sui pattini, ma vincono i “peones” vallerani

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Alla Selezione vallerana (consiglieri comunali ed altre persone impegnate in politica nell’area leventinese) il successo sulla Rappresentativa rinforzata del Gran Consiglio nell’amichevole hockeystica con appuntamento da tempo fissato per venerdì 2 gennaio, e svoltasi pertanto senza l’entusiasmo che caratterizza di solito simili sfide (troppo fresca e troppo “presente” la tragedia di Crans-Montana, alle cui vittime ed ai cui feriti è stato dedicato un momento di raccoglimento) ma con giusta dose di agonismo, sulla pista di Faido: 8-4 il risultato finale, ospiti diretti in panchina da Fabio Schnellmann e con Claudio Isabella (tuttora in attività con il Cramosina in Terza lega ed alla media di 1.6 punti per incontro, in “curriculum” 214 partite nelle prime tre serie nazionali ed un titolo italiano conquistato con la maglia dell’Asiago) nel ruolo di capitano; per la pattuglia di Palazzo delle Orsoline a segno lo stesso Claudio Isabella, Alessandro Corti, Alessio Ghisla e Norman Gobbi (ex-giovanili Ambrì ed ex-LavorgoTraversa in Quarta lega, restandosi ai soli campionati federali). Padroni di casa con la maglia “Faido”, identità ripristinata per un giorno (nella storica società, che fu attiva dal 1978 al 2001 e di cui dunque si celebra quest’anno il quarto di secolo dalla cessazione dell’attività, militarono i vari Cesare Zamberlani, Brenno Celio, Filippo Celio, Fabrizio Ticozzi, Gabriele Fransioli ed altri). Nella foto, le due squadre.

Avegno-Gordevio, Epifania con la tradizionale processione dei re Magi

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Stanti le ottime condizioni atmosferiche (freddo, sì, ma nessun rischio di pioggia), confermata per questo pomeriggio, ad Avegno-Gordevio frazione Gordevio, la tradizionale processione con accoglienza ed accompagnamento dei figuranti che rappresenteranno la Sacra Famiglia ed i re Magi. Ritrovo alle ore 17.20 davanti all’oratorio titolato a sant’Antonio abate, indi animazione – facoltà di indossare panni da pastore o tunica da angioletto e di portare una lanterna accesa – e transito sino alla chiesa parrocchiale, dove sarà poi officiata la santa Messa. Compartecipi all’evento, oltre ai sacerdoti, le comunità di Avegno, Gordevio, Aurigeno, Moghegno, Maggia, Lodano, Coglio, Giumaglio e Someo.

Maggia, ultimi… passi lungo la “Via dei presepi” in frazione Moghegno

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A conclusione oggi, in coincidenza con l’Epifania e quest’anno anche con l’atto finale del Giubileo (in Roma la chiusura dell’ultima “Porta santa”), l’ormai tradizionale appuntamento con la “Via dei presepi” nel territorio comunale di Maggia, frazione Moghegno. Oltre 30 i manufatti realizzati e proposti a partire da lunedì 8 dicembre, festività dell’Immacolata Concezione, tra edifici religiosi – punto di partenza, la chiesa parrocchiale in titolazione alla Beata Vergine assunta – e cortili e giardini privati, indicatori per riferimento gli gnomi di colore rosso e di colore verde; compartecipi all’evento numerosi residenti sia nel territorio comunale sia nel resto della ValleMaggia. Nella foto GdT, una delle opere artigianali esposte (autori Laura e Teseo Born di Avegno-Gordevio frazione Avegno, presepe costruito con carta riciclata e blocco in materiale con stampante “3d”).

Wohnungsbrand am Neujahrstag in Kriens: Eine Person stirbt

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Am 1. Januar 2026 wurde die Feuerwehr Kriens kurz vor Mittag zu einem Wohnungsbrand alarmiert. Trotz raschem Eingreifen und rauchfreiem Vorgehen im Treppenhaus wurde im Schlafzimmer eine verstorbene Person gefunden – jede Hilfe kam zu spät. Zuvor gab es bereits zwei kleinere Brände infolge unsachgemäßer Feuerwerksentsorgung. Der tragische Vorfall führte zu einem Großaufgebot von Rettungs- und Polizeikräften – auch psychologische Unterstützung für die Einsatzteams wurde organisiert. Ein schwerer Start ins neue Jahr. Unsere Gedanken sind bei den Angehörigen.

Erst ruhig und eisig, dann stürmisch: Das Tessin steht vor einem markanten Wetterwechsel

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Nach einer langen Phase mit klarem Himmel und strengem Frost – besonders in den Tallagen des Kantons – dreht das Wetter ab Mitte Woche. Eine südwestliche Strömung bringt feuchte Luft, die sich an den Alpen hebt und im Tessin für zunehmende Niederschläge sorgt. Ab Donnerstag steigt die Schneefallgrenze stark an; in den Südtälern muss mit ergiebigem Regen und stürmischen Böen gerechnet werden.

Für Lawinenwarnstufen und Verkehrsinfos: immer aktuell bleiben – gerade im Süden wird es dynamisch.

Basel Stadt: Drei nordafrikanische Tatverdächtige nach gewalttätigem Angriff festgenommen

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Am Sonntag, den 4. Januar 2026, wurde in Basel ein 40-jähriger Mann von mehreren Personen tätlich angegriffen und verletzt. Aufgrund von Hinweisen konnten drei Tatverdächtige festgenommen werden — alle stammen aus Nordafrika. Die Ermittlungen der Basler Kantonspolizei laufen weiter.

Zeugen werden gebeten, sich mit der Kriminalpolizei der Staatsanwaltschaft Basel-Stadt (Tel. 061 267 71 11) oder der nächsten Polizeiwache in Verbindung zu setzen.

Wann hat diese ausländische Gewalt endlich ein Ende?

Borse al riavvio: Zurigo stenta poi recupera, sulla fiducia Europa e Usa

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.38) Aspettative deluse al primo accendersi di motori nel 2026 borsistico a Zurigo, versante listino delle “blue chip”, indi recupero sin quasi alla parità secondo lo “Swiss market index” in chiusura a quota 13’247.32 punti ovvero in limatura per lo 0.15 per cento dopo ripetute selle sui 13’137-13’140 punti circa. Gravanti e grevosi sul resto della compagnia i pesi massimi difensivi (“Nestlé Sa” – meno 2.92 per cento su notizie del ritiro volontario di varie partite di un prodotto per l’alimentazione dei più piccoli – il peggiore oltre che lanterna rossa del listino primario; “Roche holding Ag”, meno 0.82; “Novartis Ag”, meno 1.00); ad influire sul passo negativo anche le incertezze in àmbito internazionale (nuovo capitolo aggiuntivo: i riverberi dal Venezuela dopo la rimozione forzata del dittatore Nicolás Maduro) e qualche dato di rallentamento nel sistema delle piccole e medie imprese elvetiche; a ciò si sommino significativi volumi negoziati, in parte per improvviso allineamento di “asset” ed in parte per ordini cumulatisi durante il periodo delle festività; al vertice “Partners group holding Ag” (più 4.85 per cento); nel terzetto di retrovia anche “Swiss Re Ag” (meno 2.03). Movimenti notevoli, ancorché bisognevoli di conferma, nell’allargato. Netta prevalenza positiva sulle altre piazze principali in Europa: Dax-40 a Francoforte, più 1.34 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.54; Ftse-100 a Londra, più 0.53; Cac-40 a Parigi, più 0.20; Ibex-35 a Madrid, più 0.70. In slancio New York: “Dow Jones”, più 1.56 per cento; S&P-500, più 0.74; Nasdaq, più 0.75. Cambi: 92.87 centesimi di franco per un euro, 79.27 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in risalita al controvalore teorico di 74’653 franchi circa per unità.

Rogo di Crans-Montana, identificati morti e feriti. Per Sofia esequie a Lugano

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.50) Piange la Svizzera, piange il Ticino per le vittime della strage di Capodanno nel Vallese. Al tramonto del quarto giorno, 90 ore dopo la prima fiammata letale al “Constel” in rue Centrale 35 a Crans-Montana, cadono lacrime sulle 40 vittime ora tutte identificate, cadono lacrime ad accompagnare le preghiere per quanti sono sopravvissuti e soprattutto per chi tuttora è sotto terapia intensiva, non trasportabile, curabile solo se la fibra saprà reggere. Esiziale solo che lo si legga, il bollettino finale, che così consta: svizzeri, 22, 10 di sesso maschile (tre 16enni, un 17enne, tre 18enni, un 20enne, un 21enne ed un 31enne) e 12 di sesso femminile (una 14enne, quattro 15enni, una 16enne, una 18enne, una 21enne, due 22enni ed una 24enne titolare anche di passaporto francese); francesi, otto: sei di sesso maschile (un 14enne, un 15enne titolare anche di passaporti del Regno Unito e di Israele, un 17enne, un 20enne, un 23enne ed un 39enne) e due di sesso femminile (una 26enne ed una 33enne); italiani, sei, quattro di sesso maschile (uno di loro titolare anche di passaporto degli Emirati Arabi Uniti) e due di sesso femminile (una 15enne ed una 16enne); rumeni, uno, un 18enne; turchi, uno, un 18enne; belgi, uno, una 17enne; portoghesi, uno, una 22enne, Tra i nomi degli italiani – tutti in conferma: erano noti ormai da 48 ore e per i quali si è rimasti solo in attesa dell’ufficialità – anche quello di Sofia Prosperi, 15enne nata in Ticino, cresciuta a Paradiso e domiciliata a Castel San Pietro frazione Corteglia, studentessa alla “international school” di Fino Mornasco in provincia di Como; al rientro la salma, dalle ore 16.00 di oggi l’omaggio pubblico nel salone parrocchiale (sotto la chiesa), mercoledì 7 gennaio alle ore 14.30 i funerali nella Cattedrale di Lugano, a presiedere le esequie monsignor Alain de Raemy amministratore apostolico che a Crans-Montana si trovava anche ieri mattina per la celebrazione della santa Messa, nella chiesa titolata a san Cristoforo e che non è bastata per contenere i fedeli e quanti, credenti cattolici o di altra confessione o non credenti, abbiano voluto essere testimoni. Nelle ultime ore, da Matteo Prosperi padre di Sofia è giunto un pressante appello ai rappresentanti dei mezzi di comunicazione, italiani e svizzeri, affinché sia rispettato il dolore dei congiunti e dunque le esequie si svolgano “senza clamori ed in forma riservata, nella sola cerchia dei familiari e degli amici”. Le salme degli altri cinque cittadini italiani sono giunte stamane da Sion all’aeroporto di Milano-Linate; ad accogliere alte autorità del Governo italiano e delegati dalle città di provenienza dei giovani.

Lutto nazionale – Venerdì 9 gennaio sarà invece il giorno della cerimonia funebre – presenti una delegazione del Consiglio federale e varie rappresentanze di altri Paesi – a Crans-Montana; alle ore 14.00 l’inizio, ed alle ore 14.00 suoneranno a morto le campane di tutte le chiese della Svizzera, nel segno del lutto nazionale proclamato con imposizione di un minuto di silenzio. Ai feriti ed alle loro famiglie sarà dedicata una preghiera speciale che dovrebbe riecheggiare quella risuonata ieri, domenica, nel lungo corteo dipanatosi sulle strade di Crans-Montana e fermatosi in prossimità del luogo della strage; senza necessità di organizzazione, il muro di folla si è riformato anche oggi e tornerà a manifestarsi domani così come, in forma di cuore, esso è stato generato dagli sciatori su una delle piste degli impianti, rimasti questi ultimi in funzione, sì, ma con un invito alla sobrietà da tradursi in comportamenti rispettosi (nell’intero comprensorio, paesi compresi, annullate nel frattempo le manifestazioni pubbliche; nei locali aperti niente musica dal vivo e niente “deejay”). Un minuto di silenzio sarà fatto osservare mercoledì 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni, anche negli istituti scolastici italiani. Bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici della Città di Lugano da oggi e sino a venerdì 9 gennaio.

Spiragli di luce – Contestualmente all’avvenuta identificazione di ogni persona coinvolta, è sceso definitivamente a 116 (da 119 in via ufficiale e da 121 secondo riscontri condotti ieri) il computo dei feriti e degli ustionati. Lo scarto di effettive tre unità è stato spiegato con l’avvenuto conteggio, nelle ore immediatamente successive alla tragedia, di soggetti presentatisi o portati ad un posto di Pronto soccorso ma che non avevano a che fare con l’incendio di Crans-Montana. Varie decine i rimpatriati, 33 i dimessi, 83 dunque i ricoverati tra Svizzera, Italia, Francia, Germania soprattutto. Risolte anche le incongruenze circa le nazionalità: 69 svizzeri, 48 di sesso maschile (uno titolare anche di passaporto belga) e 21 di sesso femminile; 23 francesi, 13 di sesso maschile (uno titolare anche di passaporto finlandese, uno titolare anche di passaporto italiano) e 10 di sesso femminile; 11 italiani (oltre a quello considerato nell’elenco dei cittadini francesi con doppio passaporto), sette di sesso maschile (uno titolare anche di passaporto filippino) e quattro di sesso femminile; inoltre quattro serbi, due polacche, un belga, una portoghese, un ceco, un australiano, un lussemburghese, un bosniaco e un congolese.

Licenza sospesa – Nessun provvedimento restrittivo della libertà (“Non vi sono per ora gli estremi”, tagliano corto dalla Procura pubblica vallesana) è stato adottato a carico di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, marito e moglie contitolari a Crans-Montana sia del “Le Constellation” sia di un altro locale sito in avenue De la Gare e la cui licenza è stata congelata nelle scorse ore per intervento dell’autorità pubblica (il provvedimento è tuttavia soggetto a ricorso). Omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali gli addebiti sommari – trattasi di “dossier” in fase di formazione – mossi alla coppia, la cui posizione potrebbe aggravarsi qualora emergesse ad esempio la mancata comunicazione di interventi eseguiti all’interno del locale andato a fuoco. Oltre a costituirsi parte civile in rappresentanza della comunità, per voce del sindaco Nicolas Féraud le autorità comunali hanno sostenuto che nessun controllo è stato omesso né al “Constel” né in altri locali, con ciò smentendo indirettamente Jacques Moretti che aveva dichiarato l’essere state condotte tre sole ispezioni nell’arco di un decennio; una conferenza-stampa di sindaco e municipali è in programma per le ore 10.00 di domani, martedì 6 gennaio, tuttavia con l’incognita dell’azione interdittiva – vale a dire un’istanza affinché tale incontro pubblico con i “media” non abbia luogo – da parte di Jean-Luc Addor, consigliere nazionale ed avvocato che è stato incaricato di rappresentare legalmente la famiglia di una delle vittime.

Inchiesta serrata – L’attenzione degli inquirenti è rivolta alla praticabilità dell’uscita di sicurezza, alle condizioni dell’impianto antincendio che non è entrato in funzione, alla presenza di materiali infiammabili forse non registrati ossia non collaudati, al rispetto delle misure dichiarate (dubbi sono sorti circa la larghezza della scala principale, ossia l’unica via per passare dal pian terreno al seminterrato in cui è scoppiato l’incendio: forse, ed il “forse” è più che mai d’obbligo, lo spazio tra lato e lato era stato ristretto al di sotto di quanto che i piani e le norme di sicurezza dicevano). Vi è poi l’ultimo dubbio: sarebbero state raccolte dichiarazioni – a parlare alcuni ex-dipendenti di Jacques Moretti – secondo le quali i titolari dell’attività, al fine di economizzare in modo lineare sui costi di gestione, avevano deciso di abbassare gli “standard” per quel che riguarda avantutto gli spazi utili per il movimento e fors’anche l’utilizzo di personale di sicurezza; con ciò si spiegherebbero, almeno in parte, il caos generatosi all’interno del “Costel” ed anche l’assenza di un’azione tempestiva, con estintori ed eventualmente manichette, allo scoppio del rogo, così come la presenza di ragazze e ragazzi minori di 16 anni all’interno del locale dopo le ore 22.00 (il che è vietato ai sensi delle leggi del Canton Vallese, qualora essi non siano accompagnati da un genitore o da un rappresentante legale). Un’indagine pertinente alle sole vittime francesi è stata annunciata dai vertici del “Parquet” di Parigi (equivalente del ministero pubblico). Aspetto accessorio: dai documenti disponibili al Comune di Crans-Montana è emersa infine un’istanza formulata e presentata venerdì 19 dicembre da Jacques Moretti per l’ampliamento del bar e per la demolizione di una porzione di terrazza.

Hockey Terza lega / Gruppo 1-est: Lodrino comodo, ValleMaggia gran colpo

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Dal successo dei ValleMaggia Rivers sul Nivo, tra l’altro in rimonta dallo 0-2 iniziale per chiudere sul 5-2, la notizia del giorno nell’hockey di Terza lega, gruppo 1-est: da un lato, essendosi Jonathan Fornera portiere e compagni portati a “record” positivo ed avendo agganciato il Cramosina al quarto posto, egual numero di partite disputate, differenza-reti tuttavia ancora favorevole agli avversari diretti (“più 26” contro “meno otto”); dall’altro, perché solo l’aritmetica tiene ancora aperta una porticina alle speranze del Nivo di rientrare fra le prime quattro, ipotesi tra l’altro vincolata ad una serie di concomitanze. In cronaca, ospiti avanti con Tommaso Manfré (10.21, in superiorità numerica) ed Aramis Flaim (17.41); due “power-play” sfruttati da Alessandro Zanoli (20.51 e 21.03) per il pareggio, prima dell’ultima pausa l’allungo grazie a Noah Scolari (37.45) e Gabriele Donati (39.17); ancora Gabriele Donati (45.06) a fissare il punteggio. Senza storia invece la sfida Chiasso2-Lodrino: rossoblù alla 12.a sconfitta in 12 incontri, ospiti in rafforzamento al terzo posto con media di due punti esatti per partita; questione statisticamente risolta appena oltre la metà del primo periodo, Demian Indaco per lo 0-1 (0.37), Michael Sartore per lo 0-2 e per lo 0-4 (8.03 e 10.02), Gionata Pedrazzini per lo 0-3 (9.48); massimo vantaggio dei vallerani sullo 0-6 (20.55, Michael Sartore; 26.29, Diego Giovagnoli), conclusione speculare per quanto riguarda i marcatori e cioè di Diego Giovagnoli il 7-1 (37.46) e di Michael Sartore l’8-1 (47.38) per un bottino personale da pokerista; ad onore dei chiassesi l’irriducibilità di Marco Leonardo Lepori Mendez, suo l’unico segno sull’altro lato del tabellino (33.47).

La classifica – PregassonaCeresio Redfox 28 punti; ValleVerzasca Rivers 26; Lodrino 24; Cramosina, ValleMaggia Rivers 18; Nivo 13; Blenio 11; Chiasso2 0 (Lodrino, Nivo, Blenio, Chiasso2 12 partite disputate; PregassonaCeresio Redfox, ValleVerzasca Rivers, Cramosina, ValleMaggia Rivers 11).

Hockey Sl / Ieri leoni, oggi ingenui: i BelliSnakes si autoaffossano

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Domenica discatoria infausta quella vissuita dai GdT1 BellinzonaSnakes che, da reduci dal sorprendente successo di ieri sul ghiaccio del Sierre (7-5, vedasi in altra parte del giornale), contro il Winterthur erano chiamati a confermarsi in recupero di salute pur potendo fare ben poco per allontanarsi dal fondo della cadetteria elvetica; vero è che gli zurighesi erano costretti a tentare il colpo per non perdere contatto – si fa per dire: divario di sette punti prima e divario di sette punti ora – dai GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht ottavi ovvero boa di riferimento sopra la linea. Esiziale un passaggio a vuoto nella fase ascendente del terzo periodo, quando la gabbia difesa da Andrea Feuz è stata bucata da Andre Sutter (43.07), Andreas Döpfner (45.23) e Marc Diethelm (48.13), trasformando in sicura sconfitta una sfida sino a quel momento in sostanziale equilibrio (0-1 all’11.07 da Andre Sutter, 1-1 al 20,38 da Ian Marchetti). Di mero corollario il quinto goal degli ospiti, a gabbia vuota (55.26, Anthony Staiger). Nell’altro confronto odierno, vittoria dei GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht sul Turgovia capolista (4-2).

La classifica – Turgovia, Sierre 73 punti; LaChauxdeFonds 70; Visp 66; Coira 60; Olten 58; Basilea 57; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 47; Winterthur 40; GdT1 BellinzonaSnakes 23; Arosa 21 (Coira 37 partite disputate; Sierre, Olten, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes, Arosa 36; Turgovia, LaChauxdeFonds, Visp, Basilea, GrasshoppersrsLions ZurigoKüsnacht 35).

Hockey Wl / AmbrìWomen piallate al rientro, le certezze si incrinano

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Pessimo approccio e pessimo approdo al 2026 da parte delle AmbrìWomen, stasera, causa greve sconfitta interna sul ghiaccio di Biasca ad opera delle Zsc Lionesses Zurigo; l’1-5 subito va tra l’altro ad intaccare le certezze costruite nelle precedenti 23 giornate della stagione 2025-2026 in Women’s league, trovandosi ora le biancoblù a difendere la piazza d’onore – obiettivo per la fine della fase regolare, a scanso di rischi nell’eventuale ciclo intermedio del torneo – con margine ridottosi a sole quattro lunghezze sul Berna, tre gli incontri da disputarsi per l’una e quattro per l’altra e dovendosi le due squadre incrociare sia sabato 10 gennaio in Ticino sia domenica 25 gennaio (sarà l’ultimo turno dell’ordinaria rotazione) nella capitale. Sùbito in difficoltà le biancoblù: 4.14, 0-1 per firma di Kristi Shashkina; 18.21, 0-2 dal bastone di Chloé Aurard-Bushee, rinforzo di passaporto francese (è nazionale di Marianna, con ciclo universitario completo nelle Northeastern Howlin’ Huskies e già professionista con le New York Sirens) dal fresco ingaggio; terzo goal al passivo in avvio di periodo centrale, a segno Jana Lia Peter (21.57); reazione grazie a Laura Desboeufs su assist di Nicole Bullo e di Fanny Rask (30.40), non sfruttata poi una superiorità numerica, implacabili invece le zurighesi ad approfittare di un cinque-contro-quattro al 52.39 (ancora Chloé Aurard-Bushee) e nel chiudere i conti al 54.53 con Kira Juodikis.

I risultati – FriborgoLadies-AccademiaNeuchâtel 5-3; Berna-DavosLadies 4-2; AmbrìWomen-Zsc Lionesses Zurigo 1-5.

La classifica – Zugo 66 punti; AmbrìWomen 52; Berna 48; FriborgoLadies 42; Zsc Lionesses Zurigo 38; DavosLadies 34; Langenthal 12; AccademiaNeuchâtel 8 (FriborgoLadies, Davos, Langenthal 26 partite disputate; AmbrìWomen, AccademiaNeuchâtel 25; Zugo, Berna, Zsc Lionesses Zurigo 24).

Vermisste Frau aus Zürich wohlbehalten aufgefunden: Happy End nach kurzer Ungewissheit

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Die seit Samstag, den 3. Januar 2026, vermisste Frau wurde am Sonntag, 4. Januar 2026, wohlbehalten angetroffen. Die Stadtpolizei Zürich bestätigt, dass keine Straftat vorliegt und die Frau freiwillig Kontakt zur Polizei aufgenommen hat.

Die Behörden danken der Bevölkerung für die rasche Mithilfe und die zahlreichen Hinweise.

Französisches Einbrecher-Duo in Altendorf (Kanton Schwyz) festgenommen

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In der Nacht auf Sonntag, den 4. Januar 2026, kurz nach 1.00 Uhr, meldete ein Zeuge einen laufenden Einbruch in einen Garagenbetrieb an der Zürcherstrasse in Altendorf SZ. Vor Ort stellten Polizeipatrouillen zwei flüchtende Personen fest. Nach kurzer Verfolgung konnte ein 20-jähriger Franzose festgenommen werden; wenig später wurde sein 21-jähriger Landsmann in einem Fahrzeug gestoppt und ebenfalls festgenommen.

Am Gebäude wurden Einbruchspuren sichergestellt. Die Ermittlungen der Kantonspolizei Schwyz laufen, auch im Hinblick auf mögliche Zusammenhänge mit weiteren Delikten.

Hockey Nl / Ambrì alla svolta (ma quando?): Lars Weibel futuro “diesse”

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L’annuncio sarebbe arrivato, diceva chi vive a contatto con le segrete stanze della “NuoValascia” di Quinto, fra un paio di settimane; si è allora legittimati a pensare che, stante la situazione da tregenda della prima squadra (penultimo posto in massima serie, sei sconfitte consecutive compresa quella con l’Ajoie lanterna rossa del torneo, gioco da pellegrini, inadeguatezza spaventosa del pacchetto degli stranieri), la dirigenza o quel che di essa rimane abbia optato per una forzatura dei tempi, almeno nell’intento di rassicurare tifosi (paganti, e stradelusi) e sostenitori pubblicitari (assai paganti, e fors’anche molto irritati) circa il futuro della società e delle sue espressioni agonistiche. Non Christian Dubé il cui colloquio “segreto” – talmente segreto che la notizia si riseppe prima ancora che fosse stato pagato il conto del ristorante – con Filippo Lombardi presidente fu all’origine delle dimissioni incentivate o non respinte (ciascuno la veda come vuole) di Paolo Duca direttore sportivo e di Luca Cereda allenatore, ma Lars Weibel sarà il nuovo direttore sportivo dell’Hockey club Ambrì-Piotta, “Sarà”, si sottolinea: nel ruolo figura ancora, con incarico interinale, il 49enne Alessandro Benin, proiettato invero in tale funzione senza alcuna esperienza specifica pregressa; e Lars Weibel, secondo l’indicazione che giunge da un insolitamente prolisso comunicato-stampa, sarà operativo “al più tardi” e “formalmente” da lunedì 1.o giugno 2026.

Tutti da interpretarsi i due concetti: “formalmente” potrebbe voler dire che l’uomo è già a disposizione fermi restando gli impegni assunti con i vertici della Federazione, trattandosi pur sempre del “general manager” per tre Rappresentative rossocrociate ovvero Nazionale maggiore, Nazionale “Under 18” e Nazionale “Under 20”, ormai dall’annata sportiva 2019-2020 e sino ad oggi; “formalmente” potrebbe voler dire che il contratto decorre da quella data e che per il resto bisognerebbe mettersi d’accordo; “formalmente” potrebbe voler dire che la dirigenza biancoblù, o ciò che di essa rimane come sopra indicato, non può mettere Alessandro Benin – che è in firma sino a fine maggio 2026 almeno – in condizioni di difficoltà proprio ora che è in corso la definizione di alcuni rinnovi contrattuali, sul piatto c’è stato quello di Daniele Grassi (poco prima di Natale un nuovo patto quadriennale, cioè sino alla tarda primavera 2030, quando l’attaccante e capitano da Verzasca frazione Frasco avrà 37 anni) e pare sia alla stipula un nuovo accordo con Zaccheo Dotti (forse per identica durata; ciò porterebbe il difensore da Faido frazione Mairengo a vestire la maglia sino aila vigilia delle 36 primavere). C’è poi di che scervellarsi sull’espressione “Al più tardi”; se essa valesse per l’effettiva ed unica data fornita, vale a dire quello specifico lunedì 1.o giugno, l’ora 51enne Lars Weibel potrebbe trovarsi a dover pianificare l’attività di una squadra retrocessa in Swiss league, stante l’andazzo; a clausole confirmatorie o liberatorie in tal senso l’informativa giunta alla stampa non fa cenno.

Circa il “curriculum” del neoingaggiato e futuro responsabile sappiamo tutto da quand’egli, ruolo portiere, militava nel Lugano (sette annate a partire dal 1993-1994), un titolo nel campionato 1998-1999, ed ovviamente nel prosieguo di carriera tra Davos (altro titolo, 2001-2002, più due “Coppe Spengler” consecutive) e Zugo, sino alla conclusiva esperienza in Germania (a Colonia, 2009-2010) a saldo di 21 anni complessivi sui livelli del professionismo (esordio in cadetteria, ai RapperswilJona Lakers, nella stagione 1989-1990). Notevole la chiamata in “draft” Nhl nel 1994, qualcosa di buono avevano dunque intuito e visto gli “scout” dei Chicago Blackhawks, forse in sottovalutazione del valore intrinseco dell’agonista (solo un 10.o giro, numero 248 assoluto), L’impegno di Lars Weibel sarebbe strutturato a tutto tondo, e cioè quale responsabile – citiamo – per “prima squadra maschile e prima squadra femminile, sviluppo del talento nel settore giovanile, “scouting”, “performance” e cultura tecnica” come “prospettiva integrata”. Interessante la declamazione, ma boh. A proposito: sulla durata del contratto, nemmeno un refolo.

Strage di Crans-Montana: 24 corpi identificati, venerdì lutto nazionale

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 11.33) A testa bassa, senza frenesia ma a ritmi doppi, l’opera di quanti su più livelli, in parte sul luogo della tragedia ed in parte negli ospedali di più regioni e di più nazioni, stanno ponendo mano alle incombenti evidenze della strage di Capodanno al “Le Constellation” di Crans-Montana, Canton Vallese, centro dell’attenzione del mondo – non vi è Paese in cui la notizia non abbia avuto riverbero e destato cordoglio – anche mentre sconvolgimenti epocali maturano dal Venezuela all’Iran, non volendosi dire di conflitti ormai cronici ma dalle vittime quotidiane. Ed i numeri, una volta ancora, si stampano nell’aria della prima domenica del 2026 e del secondo quarto di secolo e di millennio: restano 40 i decessi accertati, salgono a 121 i feriti, 24 ora – di stamane il bollettino – i corpi identificati grazie all’azione congiunta di effettivi della Polcantonale vallesana e degli specialisti dell’“Istituto medicina legale” e dell’unità “Disaster victim identification-Dvi”. L’elenco ultimo, con età e nazionalità, e qui si riporta: cittadine svizzere, una 18enne, due 15enni, una 14enne; cittadini svizzeri, un 31enne, un 20enne, un 18enne, un 17enne, due 16enni; cittadini italiani, due 16enni cui si aggiunge un coetaneo con doppio passaporto (Italia ed Emirati Arabi Uniti); cittadini rumeni, un 18enne; cittadini francesi, un 39enne; cittadini turchi, un 18enne; 16 in tutto nel solo passaggio a stamane da iersera, a sommarsi dunque agli otto riscontri comunicati in due rapporti precedenti (mattina di sabato 3 gennaio: cittadine svizzere, una 21enne ed una 16enne; cittadini svizzeri, un 18enne ed un 16enne; pomeriggio di sabato 3 gennaio: cittadine svizzere, una 24enne ed una 22enne; cittadini svizzeri, un 21enne ed un 18enne). Tutti i corpi, secondo una nota ufficiale, sono già stati messi a disposizione dei familiari delle vittime.

Un minuto, un’eternità – Guy Parmelin, presidente della Confederazione, ha annunciato il lutto nazionale per venerdì 9 gennaio. In immagine, la scala di accesso dal piano terreno al piano interrato del “Constel” di Crans-Montana.

Hockey Terza lega / Gruppo 1-est, il Redfox strappa in volata: Blenio “kappaò”

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Prime pattinate agonistiche del 2026 nell’hockey di Terza lega, gruppo 1-est, con successo del PregassonaCeresio Redfox iersera a Biasca, avversario il Blenio, 40 circa gli spettatori. 4-1 il risultato in rimonta da provvisorio 0-1 (18.46, Gregory Christen), con transito dei luganesi – presentatisi invero con due soli blocchi sia davanti sia dietro – in lieve vantaggio all’ultimo tè (25.12, Simone Pirovano, 1-1; 26.12, Massimo Piemontesi, 2-1) ed allungo perentorio nel finale (51.51, Daniele Servidio, 3-1; 55.44, Daniel Gelman, 4-1). Oggi i confronti Chiasso2-Lodrino (a Chiasso) e ValleMaggia Rivers-Nivo (ad Ascona). La classifica: PregassonaCeresio Redfox 26 punti; ValleVerzasca Rivers 24; Lodrino 21; Cramosina 18; ValleMaggia Rivers 15; Nivo 13; Blenio 11; Chiasso2 0 (Blenio 12 partite disputate; PregassonaCeresio Redfox, ValleVerzasca Rivers, Lodrino, Cramosina, Nivo, Chiasso2 11; ValleMaggia Rivers 10).

Hockey Seconda lega / Gruppo 2-est, Ascona Rivers avanti senza timore

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La prova maiuscola di Pierre Tomamichel paratutto (di fatto, un solo goal concesso; la seconda marcatura dei padroni di casa è giunta al 59.59, effetti nulli sull’esito del confronto) ed una bella dose di tenacia da parte dell’intero collettivo – non escluso il ricorso alla sfida a muso duro: ne sa qualcosa l’attaccante Joel Morotti, finito anzitempo negli spogliatoi (39.40) per rusticana disfida con l’omonimo Joel Georg parimenti penalizzato – quali elementi determinanti nel successo conseguito ieri dagli Ascona Rivers in trasferta a Kloten contro il Bassersdorf, 11.o impegni dei verbanesi nell’hockey di Seconda lega gruppo 2-est, 3-2 il risultato, avversari diretti ora distanziati nella misura di cinque lunghezze. In cronaca, Joel Morotti (15.40; seconda presenza e primo goal nel corrente campionato per il 26enne gambarognese, ai tempi in filiera AmbrìPiotta e passato anche tra le file dei Northern Colorado Eagles nella Wshl) e l’inossidabile Egon Albisetti (20.41) per il doppio vantaggio; del veterano Marc Hollenstein (è uno dei figli dello storico cecchino Felix Hollenstein, quattro titoli nazionali in bacheca) al 35.23; determinante risulterà il cinque-contro-tre convertito da Mauro Juri al 40.40, sul secondo assist di Luca Schelldorfer nella serata; ancora dal bastone di Marc Hollenstein il goal a filo di sirena.

Nell’altra partita in programma ieri, affermazione del Küsnacht sullo Zugo per 2-1 dopo i rigori.

La classifica – DielsdorfNiederhasli 27 punti; Ascona Rivers, DürntenVikings 24; Küsnacht 22; Zugo2 20; Bassersdorf 19; IllnauEffretikon 15; Urdorf 12; Chiasso2 5 (Zugo2, Bassersdorf 14 partite disputate; DürntenVikings, Urdorf 13; DielsdorfNiederhasli, IllnauEffretikon, Chiasso2 12; Ascona Rivers, Küsnacht 11).

Hockey Prima lega / Gruppo est, GdT2 Bellinzona tempestosi e vincenti

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In brillante ritorno sul ghiaccio iersera, con perentoria affermazione sul KüssnachtAmRigi1, i GdT2 Bellinzona capaci pertanto di rafforzarsi al quarto posto nella gradatoria dell’hockey di Prima lega (gruppo est), invariato il margine di vantaggio sul Reinach più prossimo inseguitore e ridotto ad una sola lunghezza lo scarto rispetto al Rheintal terza forza del torneo. Sfida sul filo dell’equilibrio sino all’inizio del periodo centrale (Samuele Guidotti al 5.06 e Nicolas Pezzali al 13.01 tra le due firme ospiti dal bastone di Tyler-Aron Puur, 1.52 e 24.42), indi progressione dei sopracenerini e cedimento secco degli svittesi nel volgere di 80 secondi (28.48 e 30.08, Nicolas Pezzali; 29.06, Kyle Demuth); cambio di portiere nel KüssnachtAmRigi1 (Nick Imhof per Dominik Ryhner al 31.56) ma benefici assai modesti come rivelano le altre due reti incassate nella stessa frazione di gioco (32.54, Lian Consoli; 36.52, Alexander Negri); a corollario il sigillo di Samuele Guidotti (52.23).

I risultati – Lucerna-Reinach 4-7; PrettigoviaHerrschaft-Wallisellen 5-4; Wil-Rheintal 5-3; GdT2 Bellinzona-KüssnachtAmRigi1 8-2.

La classifica – Wil 47 punti; PrettigoviaHerrschaft 35; Rheintal 32; GdT2 Bellinzona 31; Reinach 29; Burgdorf 28; ArgoviaStars 26; Wallisellen 24; Herisau 23; KüssnachtAmRigi1 12; Lucerna 4 (Wil, PrettigoviaHerrschaft, Rheintal, GdT2 Bellinzona, Reinach, Wallisellen, Herisau, KüssnachtAmRigi1 18 partite disputate; Burgdorf, Lucerna 17; ArgoviaStars 16).

Hockey Terza lega / Gruppo 2-est, Poschiavo e Bregaglia all’asciutto

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A zero punti il sabato delle italofone nel gruppo 2-est dell’hockey di Terza lega. Sconfitto a Celerina (2-7) il Poschiavo reduce dal 2-3 al supplementare, appena 24 ore prima (per i resoconti del turno di venerdì vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/hockey-terza-lega-gruppo-2-est-il-poschiavo-cede-al-supplementare), sul ghiaccio di Silvaplana: pessima l’entrata in materia (0-1 dopo 13 secondi, in goal Gian-Andrea Schild che chiuderà con una tripletta personale), confronto di fatto chiuso già allo scollinamento di metà periodo centrale ovvero sullo 0-4 al 31.19, quando Alex Battilana è subentrato ad Angelo Crameri davanti alla gabbia degli ospiti; sul conto del Poschiavo l’1-4 di Fabio Bontognali al 35.42 (in “shorthanded”) ed il 2-6 di Lars Balzarolo al 48.59. Viaggio a vuoto anche per il Bregaglia, ospite dello ZernezCernezzo giunto pertanto alla nona vittoria piena in nove partite, totale 27 punti ovvero margine pari a 13 punti sull’inseguitore più immediato: ingannevole il risultato, stante il parziale di 1-8 sulla firma di Duosch Bezzola al 47.09 ed avendo cioè trovato gli ospiti un po’ di ghiaccio più “libero” solo negli ultimi 12.33 di gioco (quattro timbri: 47.27, Moreno Petti; 48.31, Matteo Rota in superiorità numerica nell’immediatezza di un ingaggio; 51.14, Jan Schmid; 59,59, Silvio Giacometti); in precedenza, provvisorio 1-3 di Nicola Roganti al 18.43; sul fronte dei bassoengadinesi, doppietta di Fabrice Dias.

I risultati – Celerina-LaPlaiv 7-2 (venerdì); Albula-ZernezCernezzo 0-2 )(venerdì); SilvaplaunaSegl-Poschiavo 3-2 (venerdì, al supplementare); Celerina-Poschiavo 7-2 (ieri); Albula-Sameda 1-6 (ieri); ZernezCernezzo-Bregaglia 8-5 (ieri); SilvaplaunaSegl-LaPlaiv 2-4 (ieri).

La classifica – ZernezCernezzo 27 punti; Celerina 14; Samedan, Albula 13; Bregaglia 11; Poschiavo 10; LaPlaiv 9; SilvaplaunaSegl 5 (ZernezCernezzo, Albula, Poschiavo, SilvaplaunaSegl nove partite disputate; Celerina, Samedan, Bregaglia, LaPlaiv otto).

Hockey Nl / Lugano, tre punti di (e con) misura. Ambrì, tracollo da paura

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Lugano di nuovo proiettato a garantirsi – non è detto, ma il passo torna ad essere quello giusto – un piazzamento fra le prime sei al termine della stagione regolare; AmbrìPiotta orientato all’“harakiri” e con zero prospettive, così stanti le cose, di accedere al “play-in” che era l’obiettivo minimo dell’annata, di cavarsela in una serie di “play-out” e di sopravvivere in un eventuale “barrage”: questo ha raccontato, per quel che riguarda le ticinesi, il sabato hockeystico in National league, sessione dalla quale si esce con i bianconeri al quarto posto – distacco da Losanna secondo e FriborgoGottéron terzo: sei e cinque lunghezze, ma essendo stata disputata una partita in meno – e con i biancoblù fortunosamente ed ancora a soli sei punti dalla coppia Berna-BielBienne, avvicianandosi tuttavia l’Ajoie alle spalle.

Lugano-FriborgoGottéron 3-2 – Magro il gioco, magri i contributi delle forze d’attacco (19 tiri contro 23: 6-4, 7-11, 6-8 nei singoli periodi), ma gli uomini di Tomas Mitell si regalano tre punti con l’apporto dei soliti noti e di un Niklas Schegel portiere in valida prova per attenzione e reattività. La progressione: doppio vantaggio (4.10, Luca Fazzini in “power-play”; 12.00, Zach Sanford su assist di Luca Fazzini e di Brian Zanetti), doppio recupero degli ospiti (13.07, Michael Kapla a cinque-contro-quattro; 35,22, Nathan Marchon), indi soluzione grazie a Calvin Thürkauf (39.03. contributi di Luca Fazzini e David Aebischer). Luca Fazzini, dunque, a tabellino in tutte e tre le marcature, bottino personale complessivo pari a 13 goal e 20 assist; limitato a meno di 12 minuti l’apporto di Connor Carrick in utilizzo come settimo difensore; Lorenzo Canonica con due tacche sopra la linea del “plus-minus” avendo tirato una sola volta.

Davos-AmbrìPiotta 7-3 – Sesta sconfitta consecutiva, recita la statistica. Fosse solo quello: sette proiettili nel cuore (due bersagli regalati da Gilles Senn, schierato titolare benché Philip Wüthrich avesse dimostrato, 24 ore prima, di riuscire a tenere in piedi la squadra con le sue sole forze); gambe molli; movimento assente; stranieri abominevoli, (inserito Michal Cajkovsky nel pacchetto difensivo con sacrificio – si fa per dire – del dannoso Chris Tierney; esito, “meno quattro” in statistica personale pur con utilizzo limitato a 10 minuti ed 11 secondi); spiace il dover puntare un indice contro Simone Terraneo “enfant du pays” e ben si sa quanto qui si tenga ai ticinesi ed ai ticinesizzati che militano in compagini ticinesi, ma è da “record” mondiale il “meno due” nel responso individuali con soli 34 secondi di ghiaccio sotto le lame; da dirsi bene del solo Luc Bachmann per via del primo suo goal in National league con l’unico tiro scagliato (e doppia tacca sopra nel “plus-minus” in soli 6.42 di pista; buon per lui). Poco o nulla di accettabile nell’ennesimo, drammatico tracollo dei biancoblù, messi in crisi da sé stessi e da una certa qual inattitudine a riscontrare lo stato dell’arte, cioè un comportamento da squadra in costruzione durante l’estate, come se si fosse alle prime amichevoli e non al punto nodale della prima fase; ieri i tre punti erano da considerarsi sicuri stanti i problemi di organico (soli quattro stranieri disponibli, mancando tra l’altro nomi come Harri Pesonen ed Hannes Björninen) e venne uno 0-3 alla “NuoValascia”, oggi eravi da sfruttare la stanchezza del Davos al settimo incontro nello spazio di otto giorni per via della “Coppa Spengler” disputata e conquistata, ed ecco che invece i grigionesi viaggiano a velocità doppia dall’inizio alla fine o, dovendosi meglio dire, ecco che invece i leventinesi si muovono alla metà della pattinata altrui. Un appunto agli arbitri circa la valutazione del fallo commesso da Brendan Lemieux, attaccante di casa, al 32.51: un simile colpo diretto alla testa altrui, perlomeno così come lo si è visto e percepito, dovrebbe costare l’immediata via degli spogliatoi e non i risibili due minuti inflitti. La successione delle reti: 4.02, Adam Tambellini, 0-1; 22.25, Miles Müller, 1-1; 27.53, Yannick Frehner, 1-2; 37.49, Adam Tambellini, 1-3; 45.31, Filip Zadina, 1-4; 46.53, Rasmus Asplund, 1-5; 50.04, André Heim, 2-5; 53.22, Brendan Lemieux, 2-6; 56.39, Luc Bachmann, 3-6; 57.43, Rasmus Asplund, 3-7.

I risultati – Berna-ServetteGinevra 0-3; Davos-AmbrìPiotta 7-3; SclAs Tigers Langnau-BielBienne 4-0; Lugano-FriborgoGottéron 3-2; RapperswilJona Lakers-Ajoie 2-1 (al supplementatre); Zugo-Kloten 1-2 (al supplementare); Zsc Lions Zurigo-Losanna 3-2.

La classifica – Davos 80 punti; Losanna 68; FriborgoGottéron 67; Lugano, ServetteGinevra 62; Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers 58; Zugo 56; Scl Tigers 50; Kloten 46; Berna, BielBienne 44; AmbrìPiotta 38; Ajoie 29 (Davos, Losanna, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Ajoie 37 partite disputate; Lugano, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Scl Tigers, Kloten, Berna, BielBienne, AmbrìPiotta 36; Zugo 35).

Hockey Sl / Segna persino il portiere, BelliSnakes valangari a Sierre

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Quattro settimane addietro, il 17enne portiere Xavier Wendt firmò in Western hockey league (gioca per i Tri-City Americans di Kennewick nello Stato di Washington, Usa) un goal su rilancio frontale dalla linea della propria gabbia; per lui, che gode anche di elevata considerazione come potenziale elemento da “draft” Nhl, titoli e fanfare sulla stampa sportiva d’Oltreatlantico. Almeno uno strapuntino in cronaca si conquisterà allora – lo si spera: noi facciamo la nostra parte – il pariruolo Edoardo Berti, 21enne italiano di Aosta con licenza svizzera, nazionale tricolore “Under 20”, scuola Losanna indi ServetteGinevra, nella stagione corrente in condivisione tra GinevraFuture (formazione “Under 21” dei lemanici) e GdT1 Bellinzona Snakes: suo in “shorthanded” al 41.01, per ultima deviazione al disco, il goal del 5-3 nella fortunata trasferta dei sopracenerini a Sierre, stasera, 35.o cartellino timbrato dai sopracenerini nella cadetteria discatoria 2025-2026 e successo finale per 7-5; impresa tanto più significativa – al netto dello stato d’animo dei padroni di casa, per motivi che nemmeno occorre illustrare – trattandosi della capolista che, da solitaria, per effetto di risultati concomitanti si trova ora affiancata dal Turgovia in vetta.

Contro i vallesani dei molti “ex” in varie salse, non esclusa l’esperienza dei prodromici BiascaTicino Rockets, ospiti avanti con rapida doppietta (8.19, Tommaso Madaschi; 9.34, Eliot Bernazzi); al primo intervallo, 14 parate su 14 tiri per Edoardo Berti schierato titolare e che arriva a 26 parate su 26 tiri quando il suo compagno Mattheo Reinhard è già andato a segno per il 3-0 (27.01; a quel punto la sostituzione dell’estremo davanti alla gabbia dei vallesani, dentro il veterano Remo Giovannini al posto di un Thibaut Fatton in cattiva serata). Scossa nelle file di casa: Arnaud Montandon, nelle scorse due stagioni anche in disponibilità del Lugano prima e dell’AmbrìPiotta poi per tesseramento sussidiario, a propiziare il 3-1 di Sacha Berthoud (29.15). Di nuovo Mattheo Reinhard (32.04, secondo assist di Gregory Weber nella serata) per ristabilire le distanze, indi rimonta del Sierre con superiorità numerica sfruttata da Léonardo Fuhrer (33.09) ed ordinaria soluzione (37.08) di Noah Berthoud, fratello e compagno di linea del citato Sacha. Rientro in inferiorità numerica, indi il colpo descritto; sigilli sul successo da Robin Dey (49.27) per il 6-3 e, di nuovo a quattro-contro-cinque, da Gioele Pedrazzini (50.42); insufficiente al Sierre l’estremo sforzo concretizzato solo in modo parziale da Arnaud Montandon (51.54, superiorità numerica) e da Stéphane Patry (56.42); senza frutto l’assalto finale del Sierre con richiamo del portiere e “rover” in pista.

Quasi tutto in segno positivo, dunque, nel consuntivo dei BelliSnakes: sette goal realizzati sono quasi un sogno (prima di stasera, 68 reti realizzate in 34 partite, media 2.0 secco); riconquistata la penultima posizione con scavalcamento dell’Arosa travolto a domicilio dalla ChauxdeFonds; settima affermazione in campionato, quota 20 per cento sul totale degli incontri disputatI; poco apprezzabile la penalità di partita sul conto di Olmo Albis, reo di uno “slew footing” al 50.07. Statistica ultima per quanto riguarda i tiri: BelliSnakes 35, Sierre 59 di cui 24 nella sola frazione conclusiva.

I risultati – Olten-Basilea 5-6 (al supplementare); Winterthur-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 5-1; Sierre-GdT1 BellinzonaSnakes 5-7; Turgovia-Coira 3-0; Arosa-LaChauxdeFonds 4-10; a riposo il Basilea.

La classifica – Turgovia, Sierre 73 punti; LaChauxdeFonds 70; Visp 66; Coira 60: Olten 58; Basilea 57; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 44; Winterthur 37; GdT1 BellinzonaSnakes 23; Arosa 21 (Coira 37 partite disputate; Sierre, Olten, Arosa 36; LaChauxdeFonds, Visp, Basilea, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes 35; Turgovia, GrasshoppersLIons ZurigoKüsnacht 34).

Hockey Wl / Turni frammentati, parla l’aritmetica: allo Zugo la fase regolare

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Seconda certezza dalla stagione corrente nell’hockey di Women’s league (massima serie femminile): determinata già da tempo la coppia di formazioni – vale a dire Langenthal ed AccademiaNeuchâtel – destinata al “play-out”, e peraltro già sapendosi del fatto che a fine campionato il Langenthal scomparirà dalla scena della categoria con scioglimento della squadra, da stasera è aritmetico il successo dello Zugo nella fase regolare: risolutivo il successo per 4-1 (in goal Ivana Wey, Chiara Eggli, Rahel Enzler e Noemi Neubauerova; di Jade Surdez il provvisorio 1-1) sul ghiaccio delle FriborgoLadies, conseguente l’allungo a “più 14” in graduatoria sulle AmbrìWomen seconda forza del torneo; a parità di incontri disputati (24) e di partite da giocarsi (quattro), le leventinesi non possono andare oltre la piazza d’onore che sarebbe tuttavia ottimo trampolino in funzione del “play-off”.

In linea con le previsioni l’esito degli altri confronti: timbri di Kira Juodikis al 54.15 e di Isabel Waidacher – in gabbia sguarnita – al 59.40 nell’affermazione delle Zsc Lionesses Zurigo a Davos; in doppia cifra il Berna sul ghiaccio dell’Accademia Neuchâtel con tripletta di Clara Rozier e doppiette di Cindy Joray e di Estelle Duvin, ed ancora un goal e cinque assist sul conto di Maija Otamo, in sfida caratterizzata da estrema fallosità (panca-puniti per 46 minuti con sole penalità minori).

I risultati – FriborgoLadies-Zugo 1-4 (oggi); DavosLadies-Zsc Lionesses Zurigo 0-2 (oggi); AccademiaNeuchâtel-Berna 0-10 (oggi); FriborgoLadies-AccademiaNeuchâtel (domani); Berna-DavosLadies (domani); AmbrìWomen-Zsc Lionesses Zurigo (domani).

La classifica – Zugo 66 punti; AmbrìWomen 52; Berna 45; FriborgoLadies 39; Zsc Lionesses Zurigo 35; DavosLadies 34; Langenthal 12; AccademiaNeuchâtel 8 (Langenthal 26 partite disputate; FriborgoLadies, DavosLadies 25; Zugo, AmbrìWomen, AccademiaNeuchâtel 24; Zsc Lionesses Zurigo 23).

Hockey Ml / Huttwil a segno, vetta vicina. Pikes, il gusto di sorprendere

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Netta affermazione ai danni del Frauenfeld e balzo a rafforzamento del secondo posto, oltre che ad insidia del primato detenuto dal Seewen oggi fermo, per l’Huttwil ormai certo della qualificazione al “play-off” nell’hockey di Ml ovvero Mhl (terza serie nazionale). Tra le sorprese della serata, impresa dei Pikes Oberturgovia – in ultima piazza e già sicuri di non poter far meglio di così – nella trasferta a Wetzikon. I risultati: Lyss-Bülach 2-5; Dübendorf-Langenthal 4-3; Wetzikon-Pikes Oberturgovia 2-3 (al supplementare); Huttwil-Frauenfeld 8-3. La classifica: Seewen 53 punti; Huttwil 52; FranchesMontagnes 47; Dübendorf 45; Thun 40; Langenthal 34; Frauenfeld 33; Wetzikon, Lyss 26; Bülach 21; Pikes Oberturgovia 10 (Huttwil, Dübendorf, Frauenfeld, Lyss, Pikes Oberturgovia 24 partite disputate; Seewen, FranchesMontagnes, Thun, Langenthal, Wetzikon, Bülach 23).

Unklare tätliche Auseinandersetzung in der Neujahrsnacht: Polizei bittet um Zeugenhinweise

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In der Nacht vom 25. auf den 26. Dezember 2025, gegen Mitternacht, kam es in Emmenbrücke (vermutlich im Bereich Gerliswilstrasse / Emmenweidstrasse, Kanton Luzern) zu einer tätlichen Auseinandersetzung zwischen mehreren Personen. Der genaue Hergang ist bislang unklar.

Die Luzerner Polizei sucht Zeuginnen und Zeugen, die Angaben zum Vorfall oder zu den Beteiligten machen können.

📞 041 248 81 17 (Luzerner Polizei)
Bitte teilen – jede Beobachtung kann helfen.

Alexandra Fellmann vermisst in Zürich: Letzte Spur im Niederdorf

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Seit dem 31. Dezember 2025 fehlt jede Spur von Alexandra Fellmann. Die 50-Jährige wurde zuletzt am Mittwochmorgen um etwa 7.00 Uhr im Zürcher Niederdorf gesehen – danach: Stille. Kein Anruf, keine Nachricht, kein Zeichen. Für ihre Familie bricht eine Welt zusammen. Jede Stunde zählt. Jeder Hinweis könnte entscheidend sein.

Sie ist zirka 170 Zentimeter groß, hat schulterlange hellbraune Haare, trug zuletzt verwaschene Bluejeans, eine lilafarbene Jacke mit pinkfarbenem Pelzkragen und schwarze Schuhe. Vielleicht ist sie jemandem aufgefallen. Vielleicht hat jemand etwas gesehen – auch wenn es noch so unwichtig erschien.

Die Stadtpolizei Zürich bittet dringend um Mithilfe:
📞 044 411 71 17 oder jede andere Polizeidienststelle

Es geht nicht um Schuldzuweisung. Es geht darum, eine Menschenseele zurückzubringen – zu den Menschen, die auf sie warten.

Traffico di rientro post-Natale, al San Gottardo code per 15 chilometri

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.01) Non da primato, ma destinate a stamparsi nella memoria dei vetturali le colonne odierne sulla A2, direzione Uri ed oltre, allo sviluppo sino a 15 chilometri dal portale sud per i rientri post-ferie natalizie. Tempi di transito, da coda a testa dell’imbottigliamento, attorno alle due ore e mezzo. Stanti i significativi flussi in entrata dall’Italia su Chiasso (via A9 soprattutto) oltre che su arterie secondarie, situazione è destinata a risolversi non prima della notte. In immagine, lo stato dell’arte all’uscita di Faido attorno alle ore 18.00.

Rogo mortale al “Costel”, dilaga sul Mendrisiotto l’onda della tragedia

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.34) Aspettano, a Castel San Pietro; aspettano e temono; aspettano e, purtroppo, sanno anche se le parole girano attorno all’evidenza del dramma nazionale che diventa locale. Aspettano ma parlano di “cordoglio”, dal Municipio, nello stringersi attorno ad una famiglia del luogo “ed a tutte le persone colpite dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana”; di una 15enne, italiana nata in Ticino e qui cresciuta, genitori ben noti ed apprezzati nella comunità, vedremo tornare soltanto la bara. Formalmente parlandosi, non c’è ancora – o, meglio, ancora non è stato comunicato – il riconoscimento; cruda tuttavia l’evidenza del decesso, che colpisce al cuore come si fu colpiti al cuore quasi 15 anni addietro, ai tempi della strage di piazza Jamaa el Fna a Marrakech, in Marocco, tre le “nostre” vittime nell’attentato sulla terrazza del “Cafè Argana”. Diversi per matrice i fatti, analogo l’epilogo.

Segni di partecipazione – In tutto il Cantone, ed è una constatazione persino banale ma che serve a richiamo, il pensiero sta andando a ciascuna tra le vittime e tra i feriti e tra gli ustionati. Numerose, oltre alle bandiere a mezz’asta su Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, le testimonianze: proprio a Castel San Pietro è stato deciso, quale atto pubblico di condivisione del dolore, di annullare la tradizionale “Cavalcata dei re Magi” in programma per martedì, giorno dell’Epifania. A Novazzano, disposto lo spegnimento delle luci natalizie poste ad ornare la parete della Casa comunale. Ieri, alle ore 18.00, il suono delle campane secondo l’invito giunto dai vertici della Diocesi di Lugano. Come riferito nell’immediatezza della strage di Crans-Montana, ad Ascona era stato tempestivamente annullato lo spettacolo pirotecnico della sera di Capodanno. Solidarietà è stata espressa anche da oltreconfine: un minuto di silenzio è stato fatto osservare – e con piena partecipazione – in due distinti contesti sportivi a Varese, ovvero sia al “PalAlbani” (prima dell’incontro Varese-Pergine, hockey livello Ihl) sia al “PalaOldrini” (prima dell’incontro Varese-Napoli, basket massima serie). (SEGUONO AGGIORNAMENTI).

Neulenker in Spreitenbach rast mit Polo gegen Lichtmast: Führerausweis entzogen

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Ein 20-jähriger Neulenker aus der Schweiz hat am Freitagabend (2. Januar 2026) in Spreitenbach die Kontrolle über seinen VW Polo verloren und ist gegen einen Lichtmast geprallt. Gemäss Polizeiangaben passte er seine Geschwindigkeit nicht an die nassen Strassenverhältnisse an – das Fahrzeug geriet ins Schleudern und kam erst nach dem Aufprall zum Stehen.

Der junge Fahrer blieb unverletzt, der Sachschaden ist beträchtlich. Da es sich um eine schwere Verkehrsregelverletzung handelt – insbesondere im Zusammenhang mit mangelnder Geschwindigkeitsanpassung durch einen Fahranfänger – zog die Kantonspolizei Aargau den Führerausweis sofort ein.

Rumäne auf der Flucht nach brutaler Ermordung einer 23-jährigen

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Am 8. Juli 2025 wurde eine 23-jährige Frau Opfer eines extrem gewalttätigen Tötungsdelikts. Der 37-jährige rumänische Tatverdächtige Emil Gânj ist seither international flüchtig und gilt als hochgefährlich.

Laut Ermittlungsstand war die junge Frau trotz polizeilichen Schutzmaßnahmen nicht sicher: Nachdem eine Streife den Bereich verlassen hatte, drang Gânj gewaltsam in das Anwesen ein, zerstörte mehrere Türen und Fenster und suchte gezielt nach seinem Opfer. Sie hatte sich im Kleiderschrank versteckt – dort tötete er sie mit einer Axt, zündete die Leiche an und floh.

Die Fahndung, unter Beteiligung von Polizei, Gendarmerie und weiteren Sicherheitskräften, blieb bisher erfolglos. Indizien sprechen für eine langfristige Vorbereitung: Bereits während einer früheren Haftstrafe wegen Mordes soll Gânj Überlebensstrategien studiert, Verstecke vorbereitet und Vorräte angelegt haben.

Hinweise, die zur Festnahme führen, werden mit 5 000 Euro belohnt.

Rogo di Crans-Montana: otto vittime identificate, gerenti sotto inchiesta

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.47) Ci sono nomi; ci sono per intervenuta identificazione, quei corpi. Quattro giovani svizzeri – una 16enne, una 21enne, un 16enne ed un 18enne – in prima battuta, altri quattro giovani svizzeri – una 22enne, una 24enne, un 21enne ed un 18enne, quest’ultimo noto anche in Ticino per la sua partecipazione ad incontri di pugilato a Locarno sin da tenera età – passano dalla lista degli scomparsi a quella delle vittime accertate in conseguenza del rogo di Cans-Montana (Canton Vallese) nella notte di Capodanno; nella tarda mattinata di oggi la constatazione, fredda, ineluttabile nel lutto. Otto morti riconosciuti – e si dovrebbe dire già 10 perché vi è sostanziale contezza circa due cittadini italiani – su un totale di 40, secondo la linea delle comunicazioni da fonte ufficiale (a 45 o 47 decessi fanno tuttora riferimento varie fonti), e non potendosi escludere conseguenze esiziali fra le oltre 100 altre persone sottoposte a trattamenti sanitari in varie sedi nosocomiali; è l’inizio di un altro calvario tra i tanti calvari che ormai si intrecciano. Uno di questi percorsi del dolore e nel dolore sta portando a Castel San Pietro (vedasi in altra parte del giornale): solo in froza dell’ostinazione della mente a non voler accettare l’accaduto si manifesta il bisogno di una conferma, ecco, pur sapendosi ormai che nella lista più tragica è presente una 15enne italiana nata in Ticino e qui cresciuta.

Ricostruzioni e messaggi – Del primo pomeriggio anche lo sviluppo – provvedimento adottato in verità iersera; ora l’informativa – sul fronte giudiziario: dopo aver proceduto all’ascolto delle persone più direttamente coinvolte ed essendo nel frattempo stato affidato agli specialisti dell’“Istituto di scienze forensi” un incarico a tutto tondo per quanto di competenza, le autorità inquirenti hanno rotto ogni indugio e formalizzato un’inchiesta penale – ipotesi di reato: omicidio colposo, lesioni personali colpose, incendio colposo, fatte salve le possibili integrazioni – a carico di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, cittadini francesi originari della Corsica, contitolari del bar-ritrovo-discoteca “Le Constellation” teatro della tragedia; da “informati sui fatti”, cioè soggetti in grado di apportare informazioni utili anche in funzione dell’eventuale apertura di un “dossier” in sede di Procura pubblica, i due erano stati interrogati in prima istanza; il resto è affidato alle indagini di tipo tradizionale ed a quel che i feriti e gli ustionati riferiscono, riferiranno e sapranno o potranno riferire, ogni testimonianza è destinata ad aggiungere un tassello, molto vi sarà poi da trascriversi e da contestualizzarsi e da sfrondarsi. Béatrice Pilloud e Frédéric Gisler, rispettivamente procuratrice generale del Canton Vallese e neocomandante della Polcantonale vallesana, si sono del resto espressi con totale chiarezza: esistono gli strumenti per giungere al pieno riconoscimento delle identità dei feriti (a ieri pomeriggio, ancora sei su 119 non avevano un nome) e dei morti, ci sono gli strumenti per giungere all’accertamento di una verità fattuale, la priorità dell’impegno è stata deputata ai viventi ed ai sopravviventi, ci si lascino modo e tempo di fare quel che dobbiamo fare. Messaggio in traduzione corrente: accettato ed apprezzato ed anzi sollecitato a farsi avanti è chi possa metterci a disposizione un frammento potenzialmente utile; alla larga i latori di opinioni da salotto e quanti pretendano di spiegare il mestiere a chi un mestiere sta già svolgendo.

L’alba del terzo giorno – Lacrime, ancora. Silenzio, greve. Nulla di gioioso reca il sole all’orizzonte di sabato 3 gennaio, 55 ore dopo l’inizio della tragedia che è e rimarrà emergenza per settimane mesi anni e lacerazione per sempre. Crans-Montana, che pur deve vivere del suo come stazione sciistica e realtà turistica, ha un cratere nel cuore fisico – il luogo si chiama rue Centrale non per caso – e nel cuore di quanti, anche se non toccati in modo diretto cioè negli affetti familiari, del “Constel” conoscevano esistenza, attività, proprietari e dipendenti e collaboratori. Circa i dipendenti ed i collaboratori: tra di loro sono da individuarsi alcuni dei “dispersi” ormai da considerarsi nell’elenco delle vittime, l’ha detto lo stesso Jacques Moretti in una delle scarne dichiarazioni rilasciate fuor dall’àmbito giudiziario (l’imprenditore e la sua compagna di vita e di affari, quest’ultima rimasta tra l’altro ustionata in modo non grave, hanno sino ad ora declinato con fermezza ogni invito ad interviste. Ultima ed unica dichiarazione: siamo prostrati, non riusciamo più né a mangiare né a dormire). Circa i proprietari: inevitabile la caccia a notizie sulla loro storia, per gli ultimi 10 anni coincidente con quella del “Constel” da loro rilevato e fatto riattare nel 2015, e nel contempo sviluppatasi con la hamburgeria “Le Senso” in avenue De La Gare 2 a Crans-Montana e con il ristorante “Le Vieux chalet” (definito “auberge corse”, ossia una sorta di isola corsa nel Vallese) in rue Principale 23 nel limitrofo Comune di Lens; dalle pagine del quotidiano “Le Parisien”, nelle scorse ore, uno squarcio sui precedenti giudiziari di Jacques Moretti, consta essere stato indagato a più riprese, fra i 30 ed i 20 anni addietro, per reati dal patrimoniale al personale, àmbiti truffa e sfruttamento della prostituzione soprattutto, nel casellario giudiziale almeno una condanna con pena detentiva poi scontata. All’arrivo nel Canton Vallese, però, pagina nuova nel libro ed a quanto pare mai alcun reato, mai alcuna contestazione, mai alcun richiamo; nemmeno dall’autorità comunale responsabile per i controlli, “Ne abbiamo avuti tre nell’arco di 10 anni e tutto è sempre filato liscio”, così Jacques Moretti. Probabilmente, anzi sicuramente vero, mancando riscontri di segno opposto (ma dagli uffici comunali di Crans-Montana, causa periodo di ferie natalizie, pare impossibile l’ottenere una conferma o una smentita); vero è tuttavia – e la questione si è posta su un richiamo trasversale formulato da Stéphane Ganzer, consigliere di Stato – che le verifiche su agibilità e condizioni di determinate attività, tra cui i luoghi di ritrovo come bar ristoranti discoteche taverne, sono d’obbligo con cadenza annuale; ad imporlo è l’articolo 8 della specifica ordinanza cantonale, testo in cui è indicato anche l’ente responsabile per tali accertamenti.

Sofferenza e partecipazione – Incessanti, tra giovedì e ieri, le ondate di cordoglio riversatesi sulla comunità di Crans-Montana e sulle famiglie di quanti un caro sanno già di aver perso, di quanti ancora sperano nel miracolo, di quanti confidano nella guarigione di un congiunto o di un amico o di un conoscente. Sui canali dei “media” sociali, la reiterazione di qualche appello si somma alla cancellazione di qualche profilo, a volte per avvenuto rintracciamento della persona di cui non si avevano notizie, a volte invece perché in fondo al “tunnel” dell’attesa c’era non la luce ma un muro di drammatica realtà; a breve distanza dal luogo dell’incendio, appena all’esterno dell’area transennata e presidiata dalla tenda bianca che è il primo punto di riferimento per i soccorritori e per gli operatori della sicurezza, continuo il pellegrinaggio di quanti portano un fiore, un biglietto, una preghiera. Fra i segni del dramma, la confessione pubblica di David Vocat, comandante dei Pompieri nel comprensorio dell’Haut-Plateau (tre Comuni: Crans-Montana, Icogne e Lens), stato maggiore formato da sei persone in tutto compresi David Vocat e Frédéric Masseret suo vice: dopo quel che si è visto ed affrontato durante i soccorsi, “Non so se riuscirò a continuare”. In nome del Comune di Crans-Montana, le autorità hanno dichiarato di essere orientate alla costituzione dell’ente quale parte civile.

Cordoglio e preghiere – Oggi, alle ore 18.00, nella chiesa cattolica di route de Monte Sano 1 in zona Montana-stazione, la celebrazione della santa Messa con intenzioni per le vittime della strage (analogo rito ha avuto luogo stamane a Lens) e, a seguire, la recita della coroncina della Divina misericordia; eguali intenzioni nella celebrazione liturgica festiva che monsignor Jean-Marie Lovey, vescovo di Sion, presiederà alle ore 10.00 di domani all’interno della chiesa titolata a san Cristoforo, proprio in rue Centrale, compresenti i massimi rappresentanti della Chiesa riformata; in concelebrazione, quale responsabile del Dicastero pastorale giovanile della “Conferenza dei vescovi svizzeri”, anche monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano.

San Fermo della Battaglia (Como), morto un 81enne sbalzato dal sellino

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Fatale ad un 81enne comasco, nel pomeriggio di ieri ovvero venerdì 2 gennaio, la caduta dalla bici in territorio comunale di San Fermo della Battaglia (Como), frazione Cavallasca, e meglio lungo la dorsale di via Derta che si snoda quasi in parallelo con un tratto della Strada provinciale numero 19 “Garibaldlna”. L’anziano, soccorso poco prima delle ore 15.00 dopo essere stato trovato sull’asfalto (sul posto operatori della “Croce rossa italiana” da Grandate), è stato sottoposto alle procedure di rianimazione ma non si è ripreso ad onta del rapido trasferimento al vicino ospedale “Sant’Anna”. Nessun altro mezzo risulta essere stato coinvolto nell’incidente.

Hockey Terza lega / Gruppo 2-est, il Poschiavo cede al supplementare

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Non è bastato ieri al Poschiavo un bel colpo di coda (52.38, in goal Fabio Bontognali; 55.55, rete di Davide Sala) per mettere le mani sulla vittoria nella trasferta a Silvaplana per l’ottavo impegno nella stagione regolare dell’hockey di Terza lega, gruppo 2-est: Leonardo Lanfranchi e compagni sono usciti sconfitti al supplementare dal Silvaplauna-Segl, 2-3 il punteggio, firma decisiva del difensore 24enne Fernando Matossi al 61.02; in precedenza, doppio vantaggio dei padroni di casa con “shorthanded” di Moreno Hafner (18.56) e timbro di Marc Berweger (29.23). Gli altri risultati: Albula-ZernezCernezzo 0-2 (ottavo successo su otto confronti, ancora a punteggio pieno la pattuglia allenata da Corsin Gantenbein, quasi doppiato il resto della compagnia…); Celerina-LaPlaiv 7-2. La classifica: ZernezCernezzo 24 punti; Albula 13; Bregaglia, Celerina 11; Samedan, Poschiavo 10; LaPlaiv 6; SilvaplaunaSegl 5 (ZernezCernezzo, Albula, Poschiavo, SilvaplaunaSegl otto partite disputate; Bregaglia, Celerina, Samedan, LaPlaiv sette).

Hockey Nl / Ticinesi, doppio “kappaò”. Lugano spuntato, Ambrì orripilante

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Zero punti per le ticinesi dell’hockey di National league nella serata del rientro sulla scena dopo la pausa natalizia. Pur in oggettivo equilibrio per numero di tiri (31 contro 30), infruttifera la trasferta del La tugano a Bienne contro un BielBienne premiato soprattutto da Johnny Kneubuehler autore di una doppietta (7.39 per lo 0-1, 45.49 in superiorità numerica per l’1-3); nel mezzo, provvisorio pareggio firmato da Calvin Thürkauf (14.51, 1-1, assist di Luca Fazzini e di Dario Simion) e rete effettivamente decisiva dal bastone di Marcus Sylvegard (25.50). Demoralizzante al limite della “débâcle” il crollo dell’AmbrìPiotta davanti al sempre più sfiduciato pubblico della “NuoValascia” e contro gli Scl Tigers dall’organico tutt’altro che trascendentale e tra l’altro presentatisi in Leventina con soii quattro stranieri (fuori Hannes Björninen ed Harri Pesonen, il primo per infortunio ed il secondo per malattia): totale assenza di idee tra i biancoblù, imballatissimi nella prima frazione (cinque tiri contro 14; saranno 22 contro 39 alla fine) ed irresoluti, privi di nerbo, traditi una volta ancora dagli stranieri (Chris Tierney, “meno due” in una partita chiusasi sullo 0-3; Chris DiDomenico, addirittura “meno tre”…) e che hanno dato l’impressione di non riuscire più a trovarsi; in goal Joel Salzgeber (10.29), Dario Allenspach (57.36) ed Andre Petersson (58.57, qui a gabbia vuota); prodigioso Philip Wüthrich a difesa della gabbia biancoblù; Inti Pestoni il migliore dei suoi, essendo tuttavia rimasto in pista per soli 199 secondi (con un tiro) prima di dover abbandonare causa infortunio.

Stato finale dell’arte, in ragione anche delle concomitanze: Lugano sempre quarto ma agganciato dal ServetteGinevra (che ha tuttavia disputato un incontro in più); AmbrìPiotta nel precipizio – qualche idea, qualche provvedimento, qualche decisione o nella testa di più d’uno c’è già assuefazione all’idea di retrocedere? – ed ora 13.o, cioè in destinazione spareggi di “play-out” contro l’Ajoie, e staccato di sei lunghezze dal terzetto Kloten-BielBienne-Berna che a questo punto è in lotta con i citati Scl Tigers per due dei quattro posti in area “play-in”.

I risultati – Ajoie-Berna 3-4; ServetteGinevra-Zsc Lions 5-3; Losanna-Zugo 7-0; AmbrìPiotta-Scl Tigers 0-3; BielBienne-Lugano 3-1; Kloten-Davos 4-1.

La classifica – Davos 77 punti; Losanna 68; FriborgoGottéron 67; Lugano, ServetteGinevra 59; RapperswilJona Lakers 56; Zugo, Zsc Lions 55; Scl Tigers 47; Kloten, BielBienne, Berna 44; AmbrìPiotta 38; Ajoie 28 (Davos, Losanna, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Ajoie 36 partite disputate; Lugano, RapperswilJona Lakers, Zsc Lions, Scl Tigers, Kloten, BielBienne, Berna, AmbrìPiotta 35; Zugo 34).

Hockey Sl / Sierre in allungo al vertice. BelliSnakes fermi e… staccati

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Due successi interni ed uno esterno nel mezzo turno odierno per l’hockey di Swiss league. Significativo, in funzione dei GdT1 BellinzonaSnakes, il punto strappato – con ultimo pareggio raggiunto a 27 secondi dalla sirena ultima dei regolamentari – dall’Arosa a Visp: i sopracenerini restano pertanto soli sul fondo della graduatoria; il Sierre, nel frattempo, allunga al comando. I risultati: Visp-Arosa 4-3 (al supplementare); Coira-Olten 6-3; LaChauxdeFonds-Sierre 5-6 (al supplementare). La classifica: Sierre 73 punti; Turgovia 70; LaChauxdeFonds 67; Visp 66; Coira 60; Olten 57; Basilea 55; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 44; Winterthur 34; Arosa 21; GdT1 BellinzonaSnakes 20 (Coira 36 partite disputate; Sierre, Visp, Olten, Arosa 35; LaChauxdeFonds, Basilea, Winterthur, GdT1 BellinzonaSnakes 34; Turgovia, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 33).

Deutscher Mann greift Polizisten in Altdorf an: Beamter schwer verletzt, im Spital behandelt

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In der Nacht auf Freitag, 2. Januar 2026, kam es in Altdorf (Kanton Uri) zu einem schweren Übergriff auf einen Polizeibeamten. Ein 34-jähriger deutscher Staatsangehöriger attackierte gegen 1.45 Uhr einen uniformierten Polizisten mit unverhältnismäßiger Gewalt, nachdem dieser aufgrund einer verdächtigen Person gemeldet worden war.

Der Angreifer ging unvermittelt auf den Beamten los, riss ihn zu Boden und schlug wiederholt mit großer Heftigkeit auf ihn ein. Trotz Einsatz von Abwehrmitteln gelang es erst mit Unterstützung weiterer Einsatzkräfte, den Mann zu überwältigen und festzunehmen. Der verletzte Polizist wurde umgehend ins Kantonsspital Uri gebracht; seine Verletzungen – unter anderem Kopf- und Rippenprellungen sowie eine Gehirnerschütterung – werden als schwer, aber nicht lebensbedrohlich eingestuft.

Der 34-Jährige steht unter dem dringenden Verdacht der schweren Körperverletzung, Widerstands gegen die Staatsgewalt und Tätlichkeiten gegen Beamte. Die Staatsanwaltschaft Uri hat ein Strafverfahren eingeleitet. Der Mann wurde nach medizinischer Versorgung in Polizeigewahrsam genommen. Psychologische Abklärungen wurden angeordnet.

Die Kantonspolizei Uri dankt der Bevölkerung für rasche Meldung und betont: Der Schutz der Einsatzkräfte ist Teil des Schutzes unserer gemeinsamen Rechtsordnung.

Controlli della velocità, in… salvo per una settimana la sola ValleMaggia

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Sette Distretti su otto, la prossima settimana ovvero tra lunedì 5 e domenica 11 gennaio, sotto l’occhio elettronico dei controlli mobili della velocità; fuori dai “radar” la sola ValleMaggia. Così per aree e località (tra parentesi, il corpo di polizia competente): nel Distretto di Blenio, Malvaglia (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Leventina, Faido (Polcantonale) e Pollegio (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Riviera, Cresciano (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Bellinzona, Claro (Polcantonale); nel Distretto di Locarno, Losone, Ascona, Locarno-città, Muralto e Brissago (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Lugano, Piodella e Agno (Polcantonale); nel Distretto di Mendrisio, Mendrisio-città e Gaggiolo (Polcantonale) e Novazzano (Polcom e Polintercom). Due infine, a Progero ed a Grancia, i controlli previsti con apparecchiature semistazionarie.

Dramma di Crans-Montana, tra i “dispersi” una 15enne di Castel San Pietro

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.25) Il sussurro si è fatto notizia, e la notizia reca sconforto: tra i cosiddetti “dispersi” in conseguenza della strage di Capodanno al bar “Le Constellation” di Crans-Montana (Canton Vallese) figura anche una giovane residente in Ticino, per la precisione a Castel San Pietro frazione Corteglia. Della ragazza, cittadina italiana nata in Ticino, 15 anni l’età, studentessa in un istituto a Fino Mornasco (Como), non risultano notizie e comunicazioni dalla tarda serata di mercoledì 31 dicembre. La situazione è seguita dalle autorità locali ticinesi – sindaca Alessia Ponti “in primis” – e dai rappresentanti del ministero Affari esteri in Roma.

Französisches Paar betrieb Bar in Crans-Montana: Verantwortung im Fokus nach tragischem Vorfall

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In den Medienberichten zum Vorfall in Crans-Montana wird wiederholt erwähnt, dass die betroffene Bar von einem französischen Paar, mit italienischen Wurzeln, J. e J. M. geführt wurde. Konkrete Namen, Alter oder biografische Einzelheiten wurden bisher weder von der Waadtländer Kantonspolizei noch durch offizielle Pressemitteilungen veröffentlicht – offenbar im Interesse des laufenden Ermittlungsverfahrens und des Schutzes der Privatsphäre.

Nach geltendem Schweizer Recht sind Betreiber:innen von Gaststätten verantwortlich für die Sicherheit ihrer Gäste innerhalb des bewirtschafteten Raumes sowie für die Einhaltung kantonal geltender Vorschriften – etwa zu Personenkapazitäten, Fluchtwegsicherheit, Alterskontrollen bei Alkoholausschank und Notfallvorsorge. In Fällen, in denen eine Gefährdungslage nicht rechtzeitig erkannt oder geboten reagiert wurde, kann zivil- oder strafrechtliche Haftung relevant werden – besonders, wenn nachweisbar ist, dass Risiken bekannt, aber nicht angemessen adressiert wurden.

Ob im konkreten Fall Handlungs- oder Unterlassungspflichten verletzt wurden, liegt nun in der Verantwortung der Ermittlungsbehörden, die alle Umstände – von der Raumnutzung über technische Sicherheitsvorkehrungen bis hin zur Personaldisposition – prüfen. Das französische Paar steht dabei nicht als Beschuldigte, sondern zunächst als Zeug:innen und Betroffene im Fokus: Sie waren zum Zeitpunkt des Vorfalls vor Ort, kooperieren laut Aussagen der Polizei umfassend mit den Behörden und befinden sich in enger Abstimmung mit psychosozialen Unterstützungsangeboten.

Es bleibt wichtig, in dieser Phase Zurückhaltung zu üben: Weder Schuldzuweisungen noch vorschnelle Bewertungen tragen zur Aufklärung bei. Was zählt, ist eine lückenlose, sachliche und menschlich sensible Untersuchung – im Gedenken an die Opfer, im Respekt vor den Überlebenden und im Interesse einer verantwortungsvollen Prävention.

Schweizer Mann nach Sturz in Bach in Schönried leblos aufgefunden: Unfallermittlungen laufen

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Am Neujahrstag, kurz nach 9.10 Uhr, wurde in Schönried (Gemeinde Saanen, Kanton Bern) ein 68-jähriger Schweizer Mann leblos in einem Bachbett aufgefunden. Nach ersten Erkenntnissen hielt sich der Mann vermutlich in der Nacht von Mittwoch auf Donnerstag an einem Abhang auf, stürzte und kam im Bach zu liegen. Eine Dritt- oder Fremdeinwirkung wird aktuell ausgeschlossen; die Ermittlungen der Kantonspolizei Bern unter Leitung der Staatsanwaltschaft Oberland konzentrieren sich auf ein Unfallgeschehen.

Im Einsatz standen neben der Kantonspolizei Bern auch die Feuerwehr Saanen, ein Team der Rega, eine Notärztin, Spezialisten der Alpinen Rettung Schweiz sowie Expert:innen des Instituts für Rechtsmedizin der Universität Bern.

Strage di Crans-Montana, in ospedale a Milano un 15enne comasco

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 20.09) Era trasportabile, è stato trasportato; questo potrebbe essere indizio di condizioni di salute problematiche ma non drammatiche, o almeno così si spera. C’è un 15enne cittadino italiano residente a Cantù, in provincia di Como, fra i giovani feriti e/o ustionati in séguito al rogo di Capodanno a Crans-Montana e che dalle scorse ore è posto sotto le cure dei medici al “Niguarda” di Milano, dopo elitrasferimento da Ginevra dove ha avuto luogo il primo trattamento sanitario. Al ragazzo sono state riscontrate bruciature al viso ed agli arti superiori; intorno alle ore 17.00 la presa in carico. Necessariamente riservata la prognosi.

L’editoriale / Crans-Montana: di tutti è la tragedia, non di tutti è l’empatia

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Alla tragedia, due risposte: da una parte, quella dei soccorritori, che dalle prime ore della notte di Capodanno si sono prodigati senza sosta – ieri si diedero qui (https://ilgiornaledelticino.ch/apocalisse-a-crans-montana-rogo-in-un-bar-morti-a-decine) le cifre delle forze impegnate sul campo – e che da stamane, ultimati gli interventi di prima emergenza con raccolta delle vittime e dei feriti, sono passati alla “fase due”, parte sul posto e gran parte nelle sedi nosocomiali deputate; dall’altra, quella dei cittadini, dei residenti, della gente comune che si è messa a disposizione, per quanto nelle sue possibilità. “Facebook” ed i mezzi locali di comunicazione gli strumenti che testimoniano una volontà di adesione al reale: insieme con le preghiere e con i pensieri, la mano tesa soprattutto a quanti hanno appreso essere stati ricoverati una figlia, una sorella, un figlio, un fratello, un parente o più parenti. I messaggi, semplici, lineari, diretti e tuttavia densi di umana compartecipazione. Scrive Yolanda Gheza: “Abito a Bex; se avete un familiare ricoverato all’ospedale di Rennaz, volentieri metto a disposizione una camera con due letti come punto di appoggio, parlo anche italiano”; scrive un Anonimo che riserva i contatti in forma privata: “Ho casa a mezz’ora – 20 chilometri di strada – dal Chuv di Losanna, con tutto il cuore aiuto ed ospito i parenti delle persone coinvolte nell’incendio di Crans-Montana”. Due esempi valgano per tutti; valgano, contino così come contano le offerte di sostegno sussidiario da parte di medici, psicologi, sacerdoti. Pesano poi, e transitano in particolare via “instagram”, gli appelli a chi di sé non ha dato notizia e che probabilmente non ha accanto – si spera sempre nel meglio, già da stamane stiamo facendo i conti con la reificazione della tragedia, trasformandosi il “numero” delle vittime in nomi e volti delle vittime – chi possa farne le veci per rassicurare o almeno per informare i parenti di coloro che si trovavano al “Constel” o nella zona: “Stiamo cercando A.B., (riportiamo le sole iniziali, ndr), ha 16 anni, chi l’abbia visto dopo le ore 1.30 ci faccia sapere con estrema urgenza… Con lui c’erano altri tre ragazzi, anche di loro non sappiamo nulla”. Lungo l’elenco, lungo ed in replica, lungo e con i toni di una “Spoon river” anticipata.

“Cercare”, a Crans-Montana, è del resto il verbo che più ricorre: cercare notizie, cercare rassicurazioni, cercare uomini e donne e adolescenti, cercare contatti, cercare testimonianze. Cercare anche chi, nell’immediatezza della tragedia, ha documentato con foto e filmati; cercare, soprattutto, chi in quegli attimi non ha esitato a spendersi in prima persona pur non essendo chiamato a ciò; uno dei cosiddetti “eroi per caso”, se le notizie correnti godranno di conferma, è Paolo Campolo, 55enne analista finanziario italosvizzero che vive nella cittadina dal 2023, abita a qualche decina di metri dal luogo del dramma e si è lanciato a salvamento degli intrappolati, o quantomeno ha collaborato in qualche modo per trascinare all’esterno un numero imprecisabile di persone, forse 10 o forse 20 – ma l’atto sarebbe stato degno di menzione anche nel caso d’un solo soccorso riuscito – e subendo a sua volta un’intossicazione in ragione della quale è stato ricoverato a Sion. “Cercare” è anche l’indirizzo della verità: una traccia di certezza circa l’origine del rogo e circa la sua propagazione è stata ottenuta; da stabilirsi altro, per il contesto, per le dinamiche. Non giova la sparizione improvvisa – e non casuale – delle pagine “Facebook” e di altri “media” sociali su cui era pubblicizzata la vita diurna e notturna del locale, certo; men che mai aiuta l’atteggiamento di chi ha colto l’occasione per scaricare livore e disprezzo sulla Svizzera. In ciò, duole il dirlo, non pochi tra i colleghi italiani che vanno per la maggiore e non pochi tra i loro sguaiatissimi opinionisti un tanto il chilo: “Questi svizzeri con la loro aria di superiorità”, “Questi svizzeri che hanno un sistema peggiore del nostro perché il loro è molto improntato sull’assicurazione/risarcimento e non sulla prevenzione come (succede con) le nostre Aziende sanitarie locali”, “Questi svizzeri sempre perfettini”, “Si pensa sempre alla Svizzera come un luogo sicuro, ed invece le “cose” succedono anche da loro”, “Questi svizzeri che dovranno cambiare gli “standard” della sicurezza”, “Questi svizzeri che anche durante la conferenza-stampa si sono autocelebrati e complimentati a vicenda”, ed ancora gli apodittici “Dove erano gli estintori? Dove erano le vie di fuga? Dove erano le autorizzazioni? Da noi ci sono precisi obblighi di legge”; il tutto visto ed udito in programmi televisivi da reti nazionali italiane, purtroppo nell’assenza di contestuale replica da parte degli interlocutori in collegamento.

E cioè: evitandosi di trascendere in repliche fuori tono, magari con il ricordo di vicende da cui la Penisola è stata funestata e lì con gravissimo concorso delle autorità (Vajoint, Rigopiano, viadotto “Morandi” a Genova, quella discoteca a Corinaldo sopra Ancona, funivia del Mottarone: si va a rapida memoria), sarebbe bastato il dire che le regole, sul territorio della Confederazione elvetica, sono stringenti e sistematicamente adeguate anche – sì, anche – sulla scorta di drammatiche esperienze; sarebbe bastato il richiamo a leggi, ordinanze, dispositivi di applicazione e provvedimenti specifici; sarebbe bastato il ricordare che, in uno Stato di diritto, la responsabilità è individuale e pertanto si aspetta di sapere quali azioni fossero state poste in essere dai due cittadini francesi titolari del “Constel” e quali comportamenti siano eventualmente imputabili vuoi agli organizzatori del “party” vuoi ai partecipanti; sarebbe bastato il dire che, in questo momento, prima ci si occupa dei vivi, sperando che essi continuino a vivere, e dei morti, e delle famiglie degli uni e degli altri. Prima ancora, di fronte a chi straparlava a colpi di stereotipi e di conoscenza personale limitata all’“Oh, io sono stata una volta a…” (sottotitolo: “Dunque sono competente e titolata a pontificare sulla Svizzera e sui suoi sistemi”), sarebbe stato necessario il richiamo all’essere umani ed al non anteporre l’ego – di più, in forma di presunta autorevolezza – al dramma nella sua dimensione e nella sua violenza. Peccato.

Vco, un 19enne di Baveno tra gli ustionati nel rogo di Crans-Montana

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.48) C’è un giovane del Verbano-Cusio-Ossola tra i feriti e/o ustionati nel rogo di Crans-Montana (vedansi gli articoli pubblicati): in condizioni piuttosto serie – si trovava sotto terapia intensiva in sede nosocomiale a Berna – versa il 19enne Gregory Esposito, di Baveno, domiciliato con la famiglia a Milano. Il ragazzo era in vacanza nella stazione sciistica vallesana, ospite di uno zio che risulta essere lì proprietario di una casa di vacanza, ed al “Constel” di rue Centrale 35 a Crans-Montana aveva scelto di trascorrere la notte di san Silvestro. Sino a ieri erano incerte le prospettive di un rientro in Italia; fonti dell’area verbanese indicano che è stata attivata la procedura per il trattamento al “Centro grandi ustionati” di Milano, ospedale “Niguarda”, e che il trasferimento in elicottero ha avuto luogo nelle scorse ore. Alessandro Monti, sindaco di Baveno, è in contatto costante con i familiari del giovane.

Crans-Montana, prime evidenze: 40 le vittime, qualche nome, 119 i feriti

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.44) Crans-Montana, in un oggi irreale. Ha mutato luogo fisico, la speranza, per i familiari che nulla di certo sanno ancora: prima era nel mezzo tra incolumi e morti o feriti o ustionati, ora s’ha da accettare il male grande come male minore, il danno fisico anche grave come unica alternativa al dolore per un decesso. Le informazioni, non primariamente dalle autorità competenti che dopo l’incendio al “Le Constellation” di rue Centrale 35 – “Constel” nel linguaggio comune; nel rogo è rimasta distrutta anche l’attigua sinagoga “Beit Yossef” al civico 33, e forse per questo in prima battuta era stata avanzata anche l’ipotesi di un attentato; al “link” https://ilgiornaledelticino.ch/apocalisse-a-crans-montana-rogo-in-un-bar-morti-a-decine la cronaca della giornata di Capodanno – faticosamente stilano liste incrociando quel che si sa con quel che si vorrebbe sapere (“Abbiamo un documento? Conosciamo la nazionalità, sappiamo a chi dobbiamo trasmettere la notizia? Ha potuto parlare? Chi manca dalle strutture alberghiere? Di chi è stato chiesto?”) per offrire responsi definitivi, nell’uno o nell’altro caso, il “disparu” delle ore 18.00 potrebbe risolversi in un “soigné” ma anche tradursi in un “décédé” in prima serata; le informazioni, dunque, che spesso viaggiano in senso inverso, a chiudere la porta è un riconoscimento, o un annuncio. Come quello, giunto alla stampa per tramite della Federazione italiana golf ma non confermato dai congiunti del ragazzo (“Vogliamo aspettare il responso del Dna”) della morte di Emanuele Galeppini, 17 anni, da Genova in Dubai al séguito della famiglia, agonista già inserito nei “ranking” mondiali della disciplina; prepariamoci, da qui alle settimane che verranno sarà uno stillicidio di sofferenza di urla di lacrime, ed in quelle fiamme si perderà la fiammella ultima della speranza. Speranza che si è invece tramutata in pianto liberatorio per i genitori di due amici di Emanuele Galeppini: erano con lui a festeggiare il Capodanno, ma risultano vivi. Angosciante l’attesa a Lutry, nel Canton Vaud: mancano all’appello quattro ragazzi, età comprese fra i 16 ed i 18 anni, in forza alla squadra “B” della società calcistica locale; un quinto è in ospedale.

Numeri freddi, numeri che uccidono – Al punto-stampa di metà pomeriggio ha parlato soprattutto Frédéric Gisler, che quale comandante della Polcantonale vallesana – in provenienza dai ranghi del ministero pubblico quale procuratore, era nel ruolo da soli 90 minuti quando è scoppiato l’incendio – un ingresso più traumatico nel ruolo non avrebbe potuto avere (di transenna: al predecessore Christian Varone, dimessosi a settembre 2025 con decorrenza dal 31 dicembre e dopo 19 anni in tale funzione, era toccato il coordinamento dei soccorsi in occasione della strage alla galleria di Sierre sulla A9, sera di martedì 13 marzo 2012, schianto di un pullman turistico con targhe del Belgio, a bordo 54 tra scolari ed accompagnatori: morirono in 28 tra cui 22 ragazzini, due restarono illesi, 24 riportarono conseguenze fisiche). Provvisoriamente ridimensionato, ma solo al limite inferiore della forchetta e temendosi un aumento per sopravvenienti decessi, il numero delle vittime: 40. Salito, per contro, il numero dei feriti per traumi e/o ustioni: 119, di cui 113 identificati secondo nome e cognome ma non di tutti è stata acquisita la nazionalità; si sa cioè di 71 svizzeri, 11 italiani, 14 francesi, un portoghese, un bosniaco, un lussemburghese (c’è il nome: Eliot Thelen, 19 anni da compiersi tra 10 giorni, calciatore nella Nazionale “Under 19” del suo Paese ed in forza alle giovanili del Pescara), un polacco ed un belga, rimanendo 14 “non corrispondenze” oltre alle sei dei soggetti privi ancora di un sicuro riconoscimento. Numerosi i voli transnazionali organizzati, svolti o in programma per il rimpatrio di feriti, soprattutto verso Italia e Francia; un cittadino francese, professionista nel mondo del calcio, come qui pubblicato già ieri è stato trasportato in Germania.

Indagini a tutto campo – Fermo l’invito a non cedere alle suggestioni ed a non concedere eccessivo spazio – così Beatrice Pilloud, procuratrice generale – alle ipotesi ed alle voci. Elementi rilevanti: Jacques Moretti e Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, titolari dell’attività, sono stati già ascoltati come persone informate sui fatti (la donna ha tra l’altro riportato alcune ustioni, l’uomo non era presente nel momento della tragedia perché al lavoro in altra struttura); nell’eventualità siano rilevate responsabilità di natura penale, da considerarsi reati quali omicidio colposo, omissione (per negligenza) di soccorso e incendio (per negligenza). Agli esperti dell’“Istituto di scienze forensi” in Zurigo è stato conferito l’incarico di procedere a serrate e meticolose inchieste su vie di fuga, numero di persone presenti, numero di persone autorizzate all’ingresso, sistemi di sicurezza adottati ed attivati, materiali, lavori svolti ed assetto del locale (in questo senso, varie informazioni sono già state acquisite dagli agenti della Polcantonale; Jacques Moretti ha tenuto a sottolineare che la struttura era stata sottoposta a controlli, da parte dell’autorità costituita, non meno di tre volte nell’arco di un decennio; è risultato inoltre che nessuna comunicazione circa eventuali problemi era mai stata formulata all’indirizzo della proprietà). Acclarato un punto su cui erano già corse molte speculazioni: al “Constel”, oltre alla scala di accesso dal piano terreno, un’uscita di servizio era regolarmente presente, funzionante e – pare – da molti se non da tutti conosciuta; a riprova il fatto che proprio in tal modo si sono messi in salvo alcuni tra i giovani clienti. In corso le verifiche sulla regolarità delle licenze e delle documentazioni secondo i diversi livelli di competenza (Cantone, Comune di Crans-Montana, commissioni).

Partecipazione commossa – Bandiere a mezz’asta per cinque giorni su piazza Federale, era stato deciso in Governo a Berna; bandiere a mezz’asta anche a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, e sino al giorno dell’Epifania compreso, hanno decretato le autorità cantonali ticinesi invitando i sindaci dei Comuni a fare altrettanto. Congelata e rinviata “sine die” la cerimonia di conferimento degli “Sports awards” a Zurigo, appuntamento già programmato per la sera di domenica 4 gennaio. Nei fatti la collaborazione da enti ospedalieri elvetici e stranieri, con interscambio di dati sulle condizioni e sull’eventuale trasportabilità dei feriti (in due casi, per quanto concerne il “Niguarda” di Milano, tale autorizzazione non è stata concessa; oltre alla 29enne di Cattolica in provincia di Rimini, al 16enne milanese ed al 16enne romano già elitrasferiti ieri, altri due ragazzi – 15 anni entrambi – giungeranno entro sera da Losanna, e lo stesso avverrà per un 15enne da Berna e per un 15enne da Ginevra). Stante la distruzione della sinagoga sita in prossimità del “Costel”, un gruppo di specialisti del “Maged David Adom” (servizio medico di emergenza e protezione civile: è la “Stella di Davide” nel contesto della “Croce rossa internazionale”) è partito da Israele per contribuire all’identificazione dei corpi carbonizzati. Sul posto autorità di varie nazioni: per l’Italia, in rispettosa visita Antonio Tajani vicepresidente del Consiglio, accompagnato da Mathias Reynard presidente del Governo cantonale. Impegno a tutto campo da parte dei sacerdoti del territorio: sostegno è stato garantito a nome del clero vallesano (“Le nostre chiese possono essere luogo di conforto”) da monsignor Charles Morerod, presidente della “Conferenza dei vescovi svizzeri”; vari i momenti di preghiera e varie le celebrazioni liturgiche in suffragio. Una cerimonia collettiva e pubblica avrà luogo tra una settimana, ovvero venerdì 9 gennaio.

Filo di nota / Consiglio federale 2026, uomini seduti e donne in piedi

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Senza troppi fronzoli, a parte l’inserimento delle figure di due ragazzi e di una ragazza sullo sfondo (e questo sarebbe, di massima, un messaggio-invito alle nuove generazioni affinché partecipino e si impegnino, et cetera et cetera), la foto ufficiale 2026 del Consiglio federale: da sinistra verso destra, Viktor Rossi cancelliere della Confederazione, Beat Jans, Albert Rösti, Ignazio Cassis (questa volta, a differenza di quanto avvenne per l’immagine del 2023, citato con nome e cognome nella didascalia di Palazzo federale…), Guy Parmelin, Karin Keller-Sutter, Elisabeth Baume-Schneider e Martin Pfister. Fors’anche nel segno delle esigenze di risparmio, sensibilmente ridotta la tiratura a stampa (35’000 copie; erano state 45’000 l’anno scorso e 50’000 nel 2022…) e niente incarico ad un fotografo professionista ma chiamata per gli allievi della Scuola professionale di Vevey (Canton Vaud): all’opera pertanto Nathan Bugniet, Eileen Fraefel, Samantha Keller e Léo Margueron, iscritti al corso di fotografia, con il supporto dei docenti. Bene così, giusto lo spazio alle nuove leve, ma un quesito si pone: con tre poltrone messe al centro della scena, nemmeno un consigliere federale uomo che abbia pensato di lasciare il posto ad una consigliera federale donna? Un po’ di cortesia, un po’ di galanteria, che diamine.

Junger Schweizer stirbt nach brutalem Ski-Sturz: Trotz Helm keine Chance

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Am Montagmittag stürzte ein 35-jähriger Schweizer auf der roten Piste Nummer Zehn in Laax (Kanton Graubünden) in einer Kurve über die Pistengrenze hinaus. Er fiel in weichen Schnee und prallte heftig gegen einen Felsvorsprung. Trotz Helm erlitt er lebensgefährliche Verletzungen.

Zeugen leisteten sofort Erste Hilfe, die Pistenrettung und ein Helikopter-Team versorgten ihn vor Ort und flogen ihn ins Kantonsspital Chur. Doch am Silvesterabend erlag er dort seinen schweren Verletzungen.

Eine junge Leben viel zu früh ausgelöscht – unsere Gedanken sind bei der Familie und den Freunden. Bleibt vorsichtig auf den Pisten! ❄️🙏

Drei Marokkaner brechen in Laden ein und “feiern” mit Diebesgut: Festnahmen in Immensee

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Am Mittwochabend kam es in Immensee zu einem Einbruch in ein Verkaufsgeschäft beim Bahnhof. Die Täterschaft konnte zunächst mit Bargeld flüchten, wurde jedoch kurz darauf nach einer Fahndung von der Kantonspolizei Schwyz festgenommen.

Am Mittwochabend, den 31. Dezember 2025, ging bei der Kantonspolizei Schwyz gegen 20.45 Uhr die Meldung ein, dass beim Bahnhof in Immensee in ein Verkaufsgeschäft eingebrochen werde.

Die Täterschaft hatte beim Eintreffen der ausgerückten Polizeipatrouillen das Gebäude mit entwendetem Bargeld in der Höhe von mehreren hundert Franken bereits verlassen.

Kurze Zeit später konnten nach einer Fahndung in der nahen Umgebung drei Personen festgenommen werden.

Die drei marokkanischen Staatsbürger im Alter von 25, 26 und 27 Jahren müssen sich vor der Staatsanwaltschaft des Kantons Schwyz verantworten.

Pura direzione Caslano: auto finisce ruote all’aria, conducente contusa

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Solo contusioni ed escoriazioni per la conducente di una vettura che alle ore 6.35 circa di oggi, in territorio comunale di pura e meglio lungo il tratto che conduce verso Caslano, si è ribaltata dopo collisione con un manufatto in fregio alla carreggiata. Soccorsi a cura di operatori della “Croce verde” Lugano e con il concorso di effettivi dei Pompieri Caslano e dei Pompieri Lugano, questi ultimi giunti a supporto con la pinza idraulica tipo “Libervit”; la donna, uscita con le proprie forze dall’abitacolo dell’auto, è stata trasferita al “Civico” di Lugano per i trattamenti sanitari del caso.

Giornico frazione Bodio, fiamme in un appartamento: nessun ferito

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Né feriti né ustionati nell’incendio divampato poco prima delle ore 3.00 di oggi, giovedì 1.o dicembre, in un appartamento a Giornico frazione Bodio. Cause accidentali; focolaio nella cucina dell’abitazione; fiamme domate da effettivi dei Pompieri Biasca; a titolo prudenziale, fatta intervenire anche un’ambulanza del “Salva” Locarno; accertamenti esperiti da agenti della Polcantonale.

A Sorengo il primo vagito del 2026: un «Benvenuta» alla… superbimba

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Non è “speciale” – non più di quanto sia “speciale” ciaschedun singolo venire alla luce, almeno – il primo nato di ogni nuovo anno; ma a tale fatto, non senza ragione, annettiamo un valore particolare perché Capodanno è effettivamente cesura, Capodanno è effettivamente un tempo “giusto” per voltar pagina, et cetera. Ergo, auguri di cuore ed un “Benvenuta” alla bimba che per prima ha offerto al mondo un vagito dal Canton Ticino: il nome, Annaelle; il luogo, Sorengo clinica “Sant’Anna”; il tempo, ore 4.35; la felicità, generale e soprattutto in una famiglia composta da babbo, mamma, fratello e due sorelle. Dimenticavamo: la piccola propriamente piccola non è, essendosi proposta al peso di chilogrammi quattro e grammi 730; buon esordio, eccellenti premesse, grandiose promesse…

Zwei Messerangriffe in der Silvesternacht in der Stadt Zürich: Afghanische Tatverdächtige gesucht

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In der Silvesternacht kam es in der Stadt Zürich zu zwei voneinander unabhängigen Messerangriffen, bei denen zwei Männer verletzt wurden. Die Polizei Zürich hat Ermittlungen aufgenommen und bittet um Zeugenhinweise.

Laut aktuellen Erkenntnissen wurden die Opfer (27 und 31 Jahre alt) im Langstrassenquartier gegen 2.15 Uhr respektive 3.40 Uhr von mehreren männlichen Personen attackiert. Beide erlitten Stichverletzungen und wurden ins Spital gebracht; ihr Zustand ist stabil.

Die Polizei geht aufgrund von Videoanalysen und ersten Zeugenaussagen davon aus, dass die Tatverdächtigen afghanischer Herkunft sind. Eine konkrete Identität liegt zum jetzigen Zeitpunkt nicht vor; die Ermittlungen laufen auf Hochtouren. Die Verdächtigen flüchteten zu Fuss.

Die Vorfälle rücken die Frage nach der Sicherheit in urbanen Räumen erneut in den Fokus – besonders in Nächten mit hoher Publikumsdichte und eingeschränkter Wachsamkeit. Die Stadt Zürich prüft, ob an künftigen Grossanlässen zusätzliche präventive Massnahmen sinnvoll sind.

Apocalisse a Crans-Montana: rogo in un bar, almeno 40 morti, 112 feriti

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.59) Decine le vittime (una quarantina, a rigore di fonti della Polcantonale vallesana; 45 o 47, standosi ad ultime valutazioni) e circa 115 – a 112, di cui 107 identificate ad un computo dell’ultim’ora – le persone ferite e/o ustionate sulle conseguenze del rogo divampato attorno alle ore 1.30 della notte di Capodanno negli ambienti al piano interrato del bar “Le Constellation” di rue Centrale 35 a Crans-Montana, nel Distretto di Sierre. All’origine dell’accaduto, secondo prime e frammentarie informazioni, il comportamento incauto di una o più persone che avrebbe o avrebbero portato le fiammelle di alcune candele – più specificamente, fontane a scintille collocate sui colli di bottiglie di vino – a contatto con il soffitto; da qui la rapida e letale propagazione dell’incendio, presumibilmente per “flashover” ovvero a causa del calore radiante; in un primo tempo era stato ipotizzato il lancio di un oggetto pirotecnico (tesi affermata, ma – si suppone – sulla base dei sussurri circolati nelle prime ore, anche da Gian Lorenzo Corrado, ambasciatore italiano in Svizzera, che ha parlato di “esplosione causata da un petardo sparato sul controsoffitto” del bar). Molti tra i morti e tra i feriti sono giovani e giovanissimi datisi appuntamento al “Le Constellation” per un “party”; il numero preciso dei deceduti e dei ricoverati non è ancora stato reso noto; non è da escludersi che tra i morti figurino cittadini stranieri. Al momento non risultano vittime ticinesi. Ancora imprecisabile il numero delle persone che si trovavano all’interno del seminterrato; dai filmati del cellulare di uno tra i giovani coinvolti si evincono sia un significativo affollamento sia il fatto che proprio alcuni avventori, una volta avvedutisi della situazione, hanno tentato di domare l’incendio con asciugamani ed altro materiale a sua volta infiammabile. La situazione di pericolo non pare essere stata percepita immediatamente da vari tra i partecipanti alla festa; la fuga lungo l’unica scala di accesso al livello “meno uno” avrebbe avuto inizio solo dopo un’esplosione.

Contro le fiamme, contro il tempo – Sull’allarme dato da alcuni passanti che avevano visto alcune volute di fumo uscire dall’edificio, rapida e massiccia l’attivazione dei dispositivi di soccorso – 150 tra medici e paramedici, 70 pompieri, 42 equipaggi con ambulanze, una novantina tra agenti ed ispettori, 13 elicotteri tra cui quello in appoggio dalla Valle d’Aosta (Italia); i trasporti via aria sono stati assicurati da “Rega”, “Air-Glaciers” ed “Air Zermatt” – sotto coordinamento di un’unità di crisi della Polcantonale vallesana; tutti i feriti sono stati assistiti o all’esterno o all’interno della struttura e trattati ambulatorialmente o indirizzati verso vari nosocomi (Zurigo, Ginevra, Losanna, Sion i principali, ed inoltre Martigny, Visp, Rennaz, Friborgo e Berna); in preallarme ma sino ad ora non sollecitate anche le unità sotto egida dell’“Ente ospedaliero cantonale” in Ticino; collaborazione è stata assicurata dai responsabili di strutture estere come il “Niguarda” di Milano, dove ha sede il “Centro grandi ustionati” e dove sono già stati trasferiti due 16enni ed una donna di 26-28 anni standosi a prime informazioni) secondo i differenti livelli di gravità di traumi (alcuni da impatto, altri da schiacciamento), lesioni ed ustioni che i sanitari hanno riscontrato; standosi ad una sintesi fornita dalle autorità cantonali, più della metà dei feriti – un’ottantina, standosi ad una fonte locale – ha riportato conseguenze gravi. A partire dalle ore 9.00, le autorità cantonali hanno decretato uno stato di emergenza; attivata una linea verde (numero 0848.112117) che è ad esclusiva disposizione dei familiari delle persone coinvolte; offerte consulenza ed assistenza psicologica in zona riservata dell’“Hôpital du Valais” di Sion. Per parte sua, Guy Parmelin presidente della Confederazione ha rinviato il tradizionale discorso televisivo di inizio anno ed è giunto sul posto attorno alle ore 15.30 insieme con Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato del Canton Vallese. Disposto sino alle ore 7.00 di domani, venerdì 2 gennaio, il divieto di sorvolo dei droni nella zona colpita ovvero per un raggio di 500 metri da rue Centrale 35 (coordinate: 602’305/128’453). Gli eventi musicali in calendario per oggi e per domani a Crans-Montana sono stati annullati; chiuse in segno di lutto le discoteche; rimasti invece in attività gli impianti di risalita nel complesso sciistico. Centinaia le persone radunatesi in serata per una commemorazione silenziosa; deposti mazzi di fiori, accese candele, recitate preghiere.

Prime, drammatiche certezze – Per quanto logica, l’assenza di un registro degli ingressi al “Le Constellation” ha costituito e tuttora costituisce ostacolo all’identificazione dei morti e di parte dei feriti. Da un lato, Crans-Montana è in questi giorni nel pieno della stagione turistica per gli ospiti di lunga durata e per quanti hanno qui un appartamento o una casa di vacanza; a loro, nei giorni precedenti San Silvestro, si erano aggiunte centinaia di giovani giunti da ogni angolo del mondo (Italia, Israele, Francia, Canada in particolare) per celebrare il Capodanno. A ciò si aggiunga il caos scoppiato quando gli ambienti del bar si sono trasformati in una prigione di fuoco: alcuni tra i giovani – persino uno o più ustionati – sono riusciti a raggiungere l’esterno del locale e dunque a mettersi in salvo solo grazie al senso pratico, cioè liberandosi di giacche e strappandosi di dosso altri capi di abbigliamento che erano stati attaccati dalle fiamme. Ai primi nomi – una lista con la sola nazionalità delle vittime sarà diramata domani, forse già nel corso della mattinata; per un elenco completo serviranno giorni – le autorità sono pertanto giunte sulla scorta di testimonianze di terzi così come delle dichiarazioni dei feriti in grado di parlare e/o con documenti di riconoscimento; essenziale anche il riscontro incrociato tra dati acquisiti e richieste di assistenza da parte dei familiari di persone che non avevano dato notizie di sé o che risultavano non raggiungibili. Tra i soggetti in condizioni preoccupanti – la notizia è arrivata dalla dirigenza del Football club Metz, società calcistica militante nella Ligue1 francese – figura il giocatore Tahirys Dos Santos, 19 anni, nel frattempo già preso in carico e trasferito in una struttura ospedaliera tedesca.

Eco mondiale – Cordoglio e solidarietà sono stati espressi da membri del Consiglio federale, dei Governi cantonali (in questo senso anche una nota da Bellinzona: vicinanza “alla popolazione e alla comunità colpite da questa tragedia”, con un ringraziamento agli operatori delle organizzazioni di primo soccorso e con l’offerta di “pieno supporto anche per quanto riguarda un eventuale impiego di enti ticinesi”), di numerose realtà locali e degli Esecutivi di varie nazioni (“in primis” l’Italia, dove la vicenda è seguita con particolare apprensione: a sostanziale conferma dei numeri forniti in prima battuta da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri, tra i 12 ed i 15 suoi connazionali sono stati ricoverati – ad ultima verifica constano effettivamente 13 persone – ed altri sei soggetti, da un totale di circa 15 ancora nel primo pomeriggio, risultano essere non ancora contattati o contattabili; per quanto riguarda la Francia, sei i feriti ed otto coloro che non sono rintracciabili, figurando dunque sulla lista dei cosiddetti “dispersi”, termine che con il trascorrere delle ore sempre più si avvicina a coincidere con “deceduti”). Con profonda commozione espressa in un messaggio, compartecipe anche monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, “in uno” con monsignor Pier Giacomo Grampa e con monsignor Valerio Lazzeri vescovi emeriti. Una celebrazione liturgica di rito cattolico è stata celebrata nel tardo pomeriggio da monsignor Jean-Marie Lovey, vescovo di Sion. Bandiera a mezz’asta per cinque giorni sulla piazza Federale a Berna; ad Ascona, in segno di solidarietà e di compartecipazione al lutto, è stato annullato lo spettacolo pirotecnico previsto per le ore 18.30.

Domande in sospeso – Nell’attesa di primo ed attendibile bollettino su numero e nomi di vittime e feriti, e risultando già raccolti i primi elementi per le indagini sull’accaduto, numerosi ed enormi sono gli interrogativi circa il contesto in cui il dramma si è consumato, in ispecie circa il rispetto delle norme sulla capienza e sulla sicurezza. Il ritrovo “Le Constellation”, nelle forme dell’omonima società a garanzia limitata con capitale di 20’000 franchi, risulta essere proprietà di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, marito e moglie, entrambi cittadini francesi, entrambi originari della Corsica, l’uno con precedenti attività nell’area savoiarda e vallesana e l’altra cresciuta a Cannes sulla Costa Azzurra, titolari anche di altri due esercizi ossia “Le Senso”, una hamburgeria in avenue De La Gare 2 a Crans-Montana, e “Le Vieux chalet”, sito in rue Principale 23 nel limitrofo Comune di Lens; 10 anni or sono, dopo notevoli interventi di riattazione stante il precedente stato di semiabbandono del complesso, l’avvio dell’attività al “Constel”.

Vallese terra di sventure – Le cifre, per quanto provvisorie, collocano quanto avvenuto la notte scorsa a Crans-Montana fra le più grandi tragedie civili – non si considerano in questo contesto gli incidenti aerei – nella storia recente della Svizzera, preceduta da un’altra sciagura proprio su suolo vallesano: lunedì 30 agosto 1965, alle ore 17.15 circa, il cantiere della diga di Mattmark, nella Saastal, fu spazzato via da una valanga; 88 furono le vittime accertate, 10 i feriti gravi.

Explosion in Crans-Montana: Helpline für betroffene Familien

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Weitere Informationen werden veröffentlicht, sobald neue und bestätigte Angaben vorliegen.

Bei einer Explosion in einem Bar im Zentrum von Crans-Montana in der Nacht zum 1. Januar 2026 gab es mehrere Tote und Verletzte. Für betroffene Familien wurde eine Helpline der Polizei eingerichtet: 0848 112 117.

Sant’Antonino, rapinatore colpisce alla “Migrol”: fuga, poi l’arresto

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, GIOVEDÍ 1.o GENNAIO 2026, ORE 11.25) Un uomo, 44 anni l’età, passaporto svizzero, origini non precisate e domiciliio nel Bellinzonese, è stato individuato, fermato e tratto in arresto nella tarda serata di ieri quale autore della rapina perpetrata poco prima delle ore 19.00 alla stazione di servizio “Migrol” (negozio “Migrolino”) di via Serrai a Sant’Antonino. In solitaria l’azione del malvivente, entrato a volto coperto nei locali della struttura annessa alle pompe di carburante e, in presenza di una addetta e di un cliente, sùbito passato alle intimidazioni verbali ed alle minacce con un corpo contundente; una volta predato il registrato di casa, il criminale si era dileguato. La commessa e l’altra persona presente nel punto-vendita, per quanto è dato il sapere, non hanno riportato conseguenze fisiche. L’accesso agli impianti è stato interdetto; su attivazione immediata del dispositivo di ricerca – sul campo pattuglie della Polcantonale, in appoggio agenti della Polcom Bellinzona; allarme sùbito diramato anche agli altri corpi – il fermo del 44enne, a carico del quale sono state formulate ipotesi di reato quali rapina, danneggiamento, lesioni semplici e minaccia. “Dossier” di inchiesta nelle mani del procuratore pubblico Luca Losa.

Ciao ciao 2025, a Bosco-Gurin riecco la magìa dello “Sternsingen”

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È tradizione, è passione, è richiamo ancestrale, è segno di comunità. Anche quest’anno, a Bosco-Gurin, ragazzi e giovani hanno voluto esprimere in note il congedo dall’anno – e, in questo caso, anche dal primo quarto di secolo – che si chiude con l’esecuzione dello “Schtaarnsinga” ovvero “Sternsingen” ossia il “Canto delle stelle”, doverosamente in Gurijnärtitsch. Un segno della memoria, sì; dalla comunità alla comunità, e per la comunità, anche un auspicio a tempi ogni volta migliori. In immagine, un momento dell’odierno “Sternsingen”; il filmato sulla nostra pagina “Facebook”.

Tragischer Vorfall in Willadingen: 65-jähriger tot vor Wohnhaus aufgefunden

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Am frühen Morgen des 30. Dezember 2025 wurde in Willadingen (Kanton Bern) ein 65-jähriger Schweizer Mann leblos vor einem Mehrfamilienhaus an der Dorfstrasse 7–9 entdeckt. Die herbeigerufenen Einsatzkräfte konnten trotz sofortiger Hilfeleistung seinen Tod nicht mehr verhindern.

Die Staatsanwaltschaft Emmental-Oberaargau hat die Ermittlungen aufgenommen. Die Kantonspolizei Bern bittet die Öffentlichkeit um Mithilfe: Wer hat in der Nacht zum 30. Dezember oder am frühen Morgen Auffälliges im besagten Bereich beobachtet? Hinweise nimmt die Kantonspolizei unter +41 31 303 26 31 entgegen.

Wie der Schriftsteller Friedrich Dürrenmatt einmal schrieb:
„Der Zufall ist nur der Pseudonym Gottes, wenn er nicht unterschreiben will.“
In solchen Momenten bleibt oft mehr Fragen als Antworten – und die Suche nach Klarheit beginnt gerade dort, wo das Schweigen am lautesten ist.

Feuerwehreinsatz in Uster (Kanton Zürich) wegen Biberfraß: Baum muss vorsorglich gefällt werden

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Ein Baumstamm wurde von einem Biber angenagt, sodass der Stamm mit einem Drahtgeflecht geschützt werden musste.

Am Mittwoch, dem 31. Dezember 2025, rückte die Feuerwehr Uster (Kanton Zürich) zu einem ungewöhnlichen Einsatz aus: Ein Baum entlang des Uferbereichs eines Gewässers war durch intensiven Fraß eines Bibers so stark geschädigt, dass er nicht mehr standsicher war. Die Stadt Uster lies den Baum nach fachlicher Begutachtung vorsorglich fällen, um Gefahren für Spaziergänger:innen und Radfahrende auszuschließen.

Biber gelten in der Schweiz als geschützte Art und spielen eine wichtige Rolle für die Biodiversität. Dennoch kann ihr natürlicher Triebs, Bäume zu nagen, in dicht besiedelten Gebieten gelegentlich zu Konflikten führen. Die zuständigen Behörden betonten, dass der Eingriff ausschließlich der Sicherheit galt – der Biber selbst wurde nicht verletzt oder vertrieben.

Die Stadt prüft nun mögliche Schutzmaßnahmen für angrenzende Bäume, etwa durch metallische Umhüllungen des Stamms, um künftig solche Eingriffe zu vermeiden – ein klassisches Beispiel dafür, wie Mensch und Wildtier im Siedlungsraum gemeinsam Lösungen finden müssen.

„Die Natur verlangt Respekt – und manchmal auch Kompromisse.“
— frei nach Max Frisch

Villa Guardia (Como): pistola l’arma e pistola lui, 20enne in manette

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Passaporto italiano, origini straniere, 20 anni per quel che dicono i documenti e zero per quel che s’ha da pensare circa il suo cervello, alla luce di un “curriculum” costellato da condanne e denunzie (furti e rapine nella minore e nella maggiore età, impressionante poi la colllezione di provedimenti amministrativi a suo carico); ed ora in carcere, ennesimo reato commesso nelle forme del possesso di un’arma da fuoco. Arrestato nelle scorse ore, con addebiti per detenzione e porto illegale di armi oltre che per ricettazione, un soggetto che gli agenti della Polizia di Stato in Como stavano tenendo d’occhio nel quadro delle attività di controllo dei pregiudicati potenzialmente recidivi: nel corso della visita al domicilio del 20enne, che vive in un appartamento a Villa Guardia (Como), trovate una pistola calibro 6.35 – fabbricazione nella Repubblica ceca – e varie munizioni; l’arma era stata nascosta in un recesso dell’abitazione. Da determinarsi la provenienza e l’eventuale utilizzo in contesti vari: negli scorsi anni, il giovane – ora associato alla casa circondariale “Bassone” – era risultato prossimo o organico ad alcune delle cosiddette “baby gang”.

Schweizer Landwirt bei Stallarbeit schwer von Stier verletzt

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Am Dienstagnachmittag wurde ein 61-jähriger Schweizer Landwirt in Pusserein (Kanton Graubünden) beim Instandhalten von Liegeplätzen im Freilaufstall von einem rund 1000 Kilogramm schweren Stier gegen eine Metallabtrennung gedrückt. Ein Kollege leistete sofort Erste Hilfe, drängte den Stier zurück und alarmierte die Rettungskräfte. Der Verletzte wurde nach notfallmedizinischer Versorgung mit der Rega ins Kantonsspital Chur geflogen.

Hockey / Davos, quattro minuti di brillantezza e la “Spengler” è sua

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Il titolo nazionale verrà, forse; la “Coppa Spengler” che è prodotto della casa, per la 17.a volta (e per la seconda da quando Josh Holden è in panca), è già arrivata. Con finale arrembante (55.21, Filip Zadina; 56.48, Enzo Corvi; 57.49, Matej Stransky a gabbia avversaria vuota) per il 6-3 finale sulla Us Collegiate Selects cioè un manipolo multinazionale (68 per cento Usa, 24 per cento Canada, il resto equamente suddiviso tra Slovacchia e Lettonia), è del Davos il successo nell’edizione 2025 del più antico fra i tornei hockeystici ad invito, o perlomeno tra quelli sopravvissuti alle mode, al tempo, al mutar di intendimenti e, in fondo, alla patina del tempo. La quale è e resta usurante, purtroppo, percependosi un’effettiva stanchezza concettuale: ballano soldi importanti – e che aiutano a far quadrare il bilancio – per i grigionesi, e d’accordo; agli ospiti sono garantiti rimborsi ed ospitalità, d’accordo anche su questo; il consenso in àmbito territoriale non manca, va bene; resta tuttavia legittimo il domandarsi quale senso abbia oggi, fuor dalla mera tradizione, un appuntamento in cui vero agonismo ed autentico “pàthos” sono stati rilevati forse solo oggi, nell’incontro finale di un evento ormai impiccato nel mezzo della stagione sicché chi ad esso prende parte sembra avere principalmente la preoccupazione di non farsi male; financo nel confronto tra Davos e FriborgoGottéron, in palio il biglietto di accesso all’atto conclusivo, il basso punteggio (3-1, con terza rete gialloblù a 10 secondi dalla sirena) è esito non di prestazioni sovrane dei difensori e degli interdittori ma di un comportamento quasi disinteressato da parte di molti.

Finale degna, il resto boh – Al Davos i complimenti non per solo dovere di ufficio: contento il pubblico, contenti gli “sponsor”, contenta la dirigenza; contento Adam Tambellini autore di una doppietta (14.49 per il 2-1, 31.03 per il 3-2) anche se le statistiche si rivelano premianti soprattutto per Enzo Corvi, un goal e due assist compreso quello per il primo vantaggio (11.15, a bersaglio Rasmus Asplund); dal momento tuttavia che il Davos entra in cronaca due o tre volte la settimana da settembre ad aprile, due parole in più sono da spendersi per gli sconfitti, I Selects, già: hanno fatto assai più di quanto ci si sarebbe aspettati, sono rimasti in partita sino all’ultimo, per tre volte si sono trovati sul rimorchio e per tre volte (13.25, Ryan Walsh; 23.56, Aiden Fink; 33.42, Jack Musa) hanno avuto la forza di rientrare in quota; nulla anzi avrebbe rubato vincendo il torneo, questa pattuglia formata con 26 chiamate – 25 di base, più l’attaccante Chris Pelosi chiamato a sostituire Owen Beckner infortunato – da 17 diverse realtà della Ncaa-1 e cioè tra gente che, se per caso nell’hockey professionistico non troverà spazio, potrà sfruttare il titolo accademico aggiungendo al “curriculum” una significativa esperienza; restandosi in àmbito di “Coppa Spengler”, ottime carriere fuori dal ghiaccio ebbero del resto vari soggetti visti con i Minnesota Golden Gophers della University of Minnesota (presente nel 1981) e con i North Dakota Fighting Sioux della University of North Dakota (in visita nel 1982). Apprezzabile per armonia e per intesa il blocco proveniente dai Nittany Lions squadra della Penn State University e che alla causa ha fornito cinque giocatori compreso MacDonald Gadowsky, che per inciso è anche figlio del selezionatore Guy Gadowsky il quale appunto allena a Penn State; qualche bella individualità; non pochi i figli d’arte (il 21enne Zam Plante, ruolo centro, è figlio di quel Derek Plante che dopo lodevolissima carriera – circa 500 partite, compresa una “Stanley cup” – in Nhl fece assai bene a queste latitudini con gli Zsc Lions in massima serie nel 2002-2002 ed infine con il Langenthal in cadetteria nel 2007-2008). E tuttavia…

Ma la Ncaa-1 è ben… di più – E tuttavia. A rigore di “ranking” Ncaa-1, un solo elemento dalla squadra che sta al primo posto (i Michigan Wolverines della University of Michigan), uno solo dai Wisconsin Badgers della University of Wisconsin-Madison che è seconda, e così via dicendosi; quelli di Penn State navigano attorno all’ottava-nona posizione, il portiere Josh Kotai viene dagli Augustana Vikings della Augustana University, arrivata in Ncaa-1 dalla Ncaa-2 appena due anni addietro e che, per quanto riguarda la classifica nazionale, è un’emergente ma nemmeno entra fra le prime 20; sullo stesso livello stanno i New Hampshire Wildcats da cui era stato chiamato l’attaccante Martins Lavins; questo per dire che gli Us Collegiate Selects visti all’opera sono discreti, in alcuni casi anche buoni, ma che anche altro – e, in parte, di meglio – avrebbe offerto la Ncaa-1. Oh, vero, una quindicina di questi giocatori ha già trovato spazio nelle varie “draft” della Nhl; pochi, però, con posizioni da sparo; ad esempio, lo stratalentuoso 21enne Aiden Fink miglior marcatore dei suoi al torneo davosiano è finito al numero 218 nel settimo giro del 2023, in nome dei Nashville Predators (suggerimento: fisico non da sballo, ma per Svizzera e Germania e Francia il giocatore andrebbe benissimo); diciamo che, in generale, parecchi hanno trovato qui una vetrina e che a tutti – a Jack Musa dei Massachusetts Minutemen ed a Terry-Jonathan alias “T.J.” Hughes – uomo da 150 punti in 71 partite nell’ultima stagione di Ajhl e da 150 punti in 136 partite di Ncaa-1 – dei Michigan Wolverines soprattutto: nessuno li ha cercati nelle “draft”, ma scommetteremmo cinque franchi alla pari su entrambi – sono da formularsi auguri per un brillante prosieguo di carriera.

Saluti, baci e… speriamo – Circa FriborgoGottéron, Sparta Praga, TeamCanada (sensazione: raffazzonatino, neh) ed Hifk Helsinki, un “grazie” per la partecipazione e speriamo che per l’anno prossimo, a Davos, provino a trovare una quadra diversa: per i nomi, è un auspicio; per la formula, è un imperativo.

Hockey Sl / BelliSnakes, pessime nuove: sconfitta e riaggancio subito

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Ripiombano all’ultimo posto nella cadetteria hockeystica maschile, per effetto di una sconfitta che significa anche riaggancio da parte dell’Arosa, i GdT1 BellinzonaSnakes in caduta per l’appunto sul ghiaccio grigionese, stasera, a minimo ma greve scarto. Contro il senso del confronto l’affermazione dei padroni di casa, sottoposti a significativa pressione soprattutto nei primi due periodi (14 tiri contro 25; si tratterebbe semmai, in sede di analisi, di valutare quanta qualità abbiano generalmente le conclusioni dei sopracenerini, sesti nella graduatoria generale per numero di colpi sparati ma ultimi per beneficio ottenuto, media 6.47 per cento ossia un disco a bersaglio ogni 16) ma già sul 3-0 allo scollinamento (5.43, Andrea Zanolari in “shorthanded”; 17.46, Maxime Mariethoz in “shorthanded”; 28.05, Gregory Bedolla, tu quoque, ticinesissimo qual sei…). In ritardo di due lughezze all’ultima pausa (32.36, Mattheo Reinhard), ospiti di nuovo staccati al 44.09 (Lukas Robin); nuove speranze grazie al “power-play” convertito (46.15) da Enea Togni, prima rete nel mondo dei professionisti per il giovane difensore che in tal modo ha festeggiato con anticipo di poche ore il 21.o compleanno; poi scaramucce, nel finale il richiamo del portiere Alessio Beglieri per la consueta operazione-“rover”, Ian Marchetti a bersaglio (59.40) ed ecco che il 4-2 si trasforma in 4-3, ma è ormai troppo tardi.

I risultati – Arosa-GdT1 BellinzonaSnakes 4-3; Olten-LaChauxdeFonds 3-7; Turgovia-Visp 1-3; Sierre-GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 5-1; Winterthur-Basilea 2-5; a riposo il Coira.

La classifica – Sierre 71 punti; Turgovia 70; LaChauxdeFonds 66; Visp 64; Olten, Coira 57; Basilea 55; GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 44; Winterthur 34; Arosa, GdT1 BellinzonaSnakes 20 (Coira 35 partite disputate; Sierre, Visp, Olten, Basilea, Winterthur, Arosa, GdT1 BellinzonaSnakes 34; Turgovia, LaChauxdeFonds, GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht 33).

Hockey Wl / Mezzo turno pro-Ambrì, in frenata Berna e FriborgoLadies

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AmbrìWomen a riposo ma indirettamente favorite dall’esito dei due soli incontri – di fatto, un mezzo turno estemporaneo – disputatisi oggi nell’hockey di Women’s league: per effetto delle sconfitte subite ad opera dello Zugo (2-8 in casa) e DavosLadies (2-3 in landa grigionese), Berna e FriborgoLadies rimangono appiedati e pertanto si riduce la pressione sul collo delle leventinesi, a questo punto quasi certe di poter concludere la stagione regolare in piazza d’onore. In Berna-Zugo, padrone di casa per due volte avanti nel primo periodo (Clara Rozier al 3,39 per l’1-0, Sinja Leemann al 15.45 per il 2-1) ma raggiunte sul 2-2 già al 23.28 e, da quel momento, in grave difficoltà sino a subire un parziale di 0-6 nella sola frazione centrale; un goal e tre assist per Ivana Wey, un goal e due assist per Lara Stalder, doppietta più in assist per Noemi Neubauerova. Più avvincente la sfida in pista grigionese: avanti le ospiti all’8.20 con Jades Surdez, situazione ribaltata nel periodo di mezzo sino al 3-1 (un assist per Rebecca Roccella, già in quote ticinesi), parziale rientro delle burgunde ma senza esito il finale arrembante a portiera richiamata.

La classifica – Zugo 63 punti; AmbrìWomen 52; Berna 42; FriborgoLadies 39; DavosLadies 34; Zsc Lionesses Zurigo 32; Langenthal 12; AccademiaNeuchâtel 8 (Langenthal 26 partite disputate; AmbrìWomen, FriborgoLadies, DavosLadies 24; Zugo, AccademiaNeuchâtel 23; Berna, Zsc Lionesses Zurigo 22).

Schianto tragico in Calabria, morto 33enne frontaliere del Varesotto

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Un 33enne originario di Mesoraca (Crotone) e residente a Lavena-Ponte Tresa (Varese), all’anagrafe Pietro “Pierù” Fontana, ha perso la vita ieri nell’incidente stradale avvenuto sulla Strada statale numero 106 “Jonica”, in prossimità dell’abitato di Belcastro (Catanzaro). Il giovane, che lavorava come frontaliere in Ticino – ramo edilizia, alle dipendenze di una ditta del Luganese – ed era rientrato in Calabria per le festività, viaggiava a bordo di una “Toyota Yaris” venuta a collisione con altri due veicoli ossia una “Jeep Compass” ed un furgone; sul colpo il decesso; il corpo del giovane è stato estratto dalle lamiere dell’auto. Ferite altre tre persone; accertamenti condotti da uomini dell’Arma dei Carabinieri, ancora da delinearsi la dinamica dell’episodio; soccorsi portati da operatori dei servizi di ambulanza e da effettivi dei Vigili del fuoco dal Distaccamento di Sella Marina (Catanzaro). In segno di partecipazione al lutto da parte della comunità locale, disposto l’annullamento dei programmi odierni per l’evento pubblico “Mesoraca in festival”; vasto il cordoglio anche nella realtà di Lavena-Ponte Tresa. In immagine, l’auto distrutta e, nel riquadro, Pietro Fontana.

Addio a Fabio Camponovo: fu docente, formatore e teorico della scuola

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Del 2024, nel tempo di un pensionamento da tempo raggiunto ma non tale da fargli considerare conclusa la vicinanza al mondo dell’istruzione, la pubblicazione del libro “Il mestiere dell’insegnante. Scritti sulla scuola”, per i tipi di Casagrande editore in Bellinzona; quasi contestuale, la realizzazione di un “podcast” nel cinquantenario dei tumulti al Liceo cantonale in Lugano, vicenda in cui egli aveva avuto parte attiva; ancora recenti i suoi impegni in conferenze e tavole rotonde. Sulle battaglie di Fabio Camponovo da Chiasso frazione Pedrinate, docente e formatore di cui è stato annunciato oggi il decesso all’età di 70 anni e senza altri particolari, molto è stato scritto e molti testimonieranno: 30 anni nell’insegnamento della lingua italiana, parte in Ticino e parte nella Svizzera francese, con impegno espresso anche nella costituzione (anno 2004, cofondatori Franco Mombelli, Arno Gropengiesser e Fabio Pusterla) del “Movimento della scuola”; innumerevoli i suoi contributi all’allora “Istituto di formazione” (prodromo dell’odierna Supsi) ed all’Uni Friborgo, lunga la presenza nei gruppi di lavoro del Dipartimento cantonale educazione-cultura-sport. L’estremo congedo avrà luogo venerdì 2 gennaio, alle ore 14.00, a Chiasso. In immagine, Fabio Camponovo.

Messerangriff auf Polizei in Bern (Kanton Bern): Destabilisierungsgerät eingesetzt

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Am Montag, den 29. Dezember 2025, gegen 13.55 Uhr, weigerte sich ein Mann am Guisanplatz in Bern, einer polizeilichen Kontrolle Folge zu leisten. Nachdem er zunächst Gegenstände beschädigt hatte, ergriff er bei Polizeikontakt die Flucht, zog ein Messer und bedrohte die Einsatzkräfte.

Nach wiederholter Weigerung, sich friedlich zu ergeben, wurde das Destabilisierungsgerät eingesetzt – zunächst zur Androhung, dann zur finalen Überwältigung, nachdem der Mann versuchte, ein Polizeimittel an sich zu reißen. Er wurde nach Erstversorgung ins Spital gebracht, blieb laut Polizei unverletzt.

Ermittlungen laufen.

Franzose und Kroate in Zug festgenommen: Drohne und Bürgermeldung stoppen Einbruchsflucht

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Am Freitagabend, den 26. Dezember 2025, gegen 21.00 Uhr, meldete ein aufmerksamer Bürger einen mutmaßlichen Wohnungseinbruch an der Weidstrasse in der Stadt Zug. Sofort rückten mehrere Polizeipatrouillen zum Einsatzort aus.

Beim Eintreffen am Mehrfamilienhaus bemerkten die Beamten einen Mann, der bei Sichtkontakt unverzüglich zu Fuß floh. Er erreichte die Weinberghöhe, stieg in ein Fahrzeug mit deutschen Kontrollschildern und fuhr über die Ägeri- und Artherstrasse in Richtung Oberwil davon. Mehrere Streifenwagen nahmen die Verfolgung mit Blaulicht und Sondersignal auf und konnten das Fahrzeug schließlich beim Alten Kantonsspital stoppen. Der Fahrer – ein 29-jähriger Franzose – wurde festgenommen.

Parallel dazu suchte die Polizei nach weiteren Tatverdächtigen. Mithilfe einer Drohne wurde kurz darauf eine Person entdeckt, die sich unterhalb einer Böschung nahe dem Tatort versteckte. Eine weitere Patrouille nahm die Person fest – es handelt sich um einen 34-jährigen kroatischen Staatsangehörigen.

Die Staatsanwaltschaft des Kantons Zug hat eine Strafuntersuchung eingeleitet und beim Zwangsmassnahmengericht Antrag auf Untersuchungshaft für beide Männer gestellt.

Macugnaga (Vco), tragedia sfiorata sulla funivia del Moro: sei feriti

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 17.12) Almeno sei persone ferite quattro contuse, un centinaio quelle rimaste bloccate per ore (il trasferimento a valle è stato nel frattempo portato a compimento) in séguito al doppio incidente avvenuto attorno alle ore 11.00 di oggi sulla funivia Macugnaga-Bill-Passo Moro – nel linguaggio comune, “funivia del Moro” – in territorio comunale di Macugnaga (Verbano-Cusio-Ossola): qui una cabina con circa 15 persone a bordo più l’operatore di servizio è entrata – per quanto risulta dalle prime rilevazioni, a velocità sostenuta ed in ogni caso eccessiva – sulla piattaforma della stazione a monte, collidendo con le barriere di protezione della struttura; nello stesso momento, un contraccolpo risulta aver subito la cabina corrispondente ed ormai in prossimità della stazione a valle in località Alpe Bill (l’impianto si sviluppa su due percorsi, primo troncone da Macugnaga frazione Staffa all’Alpe Bill con sviluppo su 740 metri lineari e dislivello pari a 381 metri, secondo troncone dall’Alpe Bill al punto apicale sotto il Passo Moro con sviluppo su 2’700 metri lineari e dislivello pari a 1’103 metri). Escluse conseguenze esiziali; tra i feriti, per i quali è stato disposto il trattamento sanitario in unica struttura nosocomiale – ovvero al “San Biagio” di Domodossola (Vco) – previo trasporto in eliambulanza, la peggio è toccata ad un 59enne che si trovava nella cabina a monte; conseguenze fisiche ha subito anche il manovratore della cabina a valle.

Il trasbordo delle persone che si trovavano già in quota, destinazione un punto di raccolta al campo sportivo di Macugnaga frazione Isella, è stato invece assicurato da operatori dei Vigili del fuoco con gli elicotteri “Drago 166” e *Drago 61” fatti decollare dalle basi di Milano e di Malpensa (provincia di Varese). Alle operazioni di assistenza e di soccorso hanno cooperato effettivi dell’Arma dei Carabinieri, del “Soccorso alpino” civile. L’impianto, in esercizio sotto gestione della cooperativa “Mts-Macugnaga trasporti e servizi”, è stato bloccato in attesa degli accertamenti da parte dell’autorità inquirente.

Locarno, in arresto l’aggressore di Solduno. Fuori pericolo l’anziana ferita

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(ULTIMO AGGIORNMENTO, ORE 17.24) In stato di arresto ed accusato di tentato omicidio l’uomo; sempre in ospedale ma dichiarata fuori pericolo la donna. Due notizie in una, nelle conferme da fonti di ministero pubblico e Polcantonale, circa l’episodio di violenza occorso poco prima delle ore 15.00 di ieri a Locarno quartiere Solduno ed i cui punti essenziali erano già stati qui riferiti in sede di cronaca (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/locarno-quartiere-solduno-donna-malmenata-e-grave-uomo-in-stato-di-fermo/). Contesto non precisato, sebbene i fatti siano avvenuti all’interno di un appartamento – zona di via Alle Vigne, stabile prossimo all’incrocio con via Pietro Magistra – e si debba pertanto presumere una significativa contiguità fra le persone coinvolte; fonti consultate dal “Giornale del Ticino” riferiscono trattarsi anzi di relazione familiare verticale ossia figlio-madre e di episodio maturato mentre nell’abitazione si trovava anche il marito della donna; il responsabile dell’aggressione è un 48enne, indicato come titolare di passaporto svizzero – origini non precisate – e con domicilio nel Locarnese; a subire i suoi colpi (vari, essendosi riscontrate “ferite di una certa gravità”; non si sa se a mani nude o con l’ausilio di oggetti atti ad offendere) una 76enne, parimenti citata come cittadina svizzera e con domicilio nel Locarnese.

L’uomo, dopo il fermo effettuato da agenti della Polcantonale con il supporto di colleghi della Polcom Locarno, nel contesto di un primo esame medico è stato valutato come non interrogabile e non carcerabile – dal che l’ovvia deduzione d’uno stato di grave alterazione psichica – ed è pertanto stato trasferito in una struttura sanitaria protetta per i trattamenti giudicati necessari ed indifferibili; tentato omicidio (in subordine, lesioni gravi; in sub-subordine,lesioni semplici) l’ipotesi di reato che figura nel “dossier” di inchiesta del quale è titolare il procuratore pubblico Luca Losa.

Borse europee, congedo in verde. E Zurigo sfiora un altro “record”

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 20.15) In spinta sino a 3.34 punti dal massimo storico d’or è una settimana precisa ovvero con rilevazione di picco a 13’285.32 punti (ore 17.16), salvo riscontro finale su quota 13’267.48 punti), lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo il cui progresso pari allo 0.20 per cento suona a buon congedo dall’anno 2025, ciclo in chiusura con guadagno nella misura del 14.37 per cento nel riferimento al solo listino primario. Dalla modesta entità gli scambi, contenuto anche il campo tra migliori e peggiori (“Ubs group Ag”, più 0.90 per cento; “Alcon incorporated”, meno 0.35). Nell’allargato, al “record” delle 52 settimane il titolo “Barry Callebaut Ag”, oggi al guadagno dell’1.71 per cento (prezzo a 1’306.00 franchi, minimo in maggio a 707.50 franchi, dividendo in pagamento prima della metà di gennaio a 29 franchi per azione). Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.57 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.14; Ftse-100 a Londra, più 0.75; Cac-40 a Parigi, più 0.69; Ibex-35 a Madrid, più 0.93. Limature fra lo 0.01 e lo 0.13 per cento sugli indici di consueto riferimento a New York. Cambi: 92.99 centesimi di franco per un euro, 79.14 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin stabile al controvalore teorico di 69’762 franchi circa per unità.

Hockey amatori / Lega Lugano, Ciapétt a giri pieni ma il Rainbow è in fuga

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Rainbow capolista ma Ciapétt con il miglior “record” (sette vinte su sette) è quanto racconta, alla pausa della stagione regolare e cioè quando mancano tre turni alla conclusione della prima fase, l’hockey di casa Lhal (Lega amatori Lugano). Sei, al momento, le formazioni con “record” sopra il 50 per cento di successi, pur ravvisandosi apparenti contraddizioni statistiche come nel caso del SavosaCompany, soli sette incontri disputati (in potenza, trattasi di squadra da terzo o anche da secondo posto) ma con differenza-reti sul “meno 11” (21 goal realizzati, 32 subiti) e cioè più o meno sul passo del VikingsHockeyTeam il cui ruolino di marcia è largamente sotto misura (due vinte, cinque perse, 20 reti segnate, 34 subite, dunque “meno 14”). Situazione ad ogni modo assai fluida, proprio alla luce del calendario tra domenica 11 e domenica 25 gennaio: contro Predators, BlackRunners e JonnyLugano il Ciapétt, contro il solo JonnyLugano il Rainbow. Due aspetti meritevoli di sottolineatura: nessuna compagine è rimasta a quota zero, nessun incontro è andato ai rigori.

La classifica – Rainbow 24 punti; Ciapétt 21; Mammut 18; Predators, BlackRunner 15; SavosaCompany 12; Fuegotec 9; VikingsHockeyTeam, Yellowstone 6; JonnyLugano, VikingsChiasso 3 (Rainbow, Mammut, BlackRunners, Yellowstone nove partite disputate; Fuegotec, JonnyLugano, VikingsChiasso otto; Ciapétt, Predators, SavosaCompany, VikingsHockeyteam sette).

Lugano, a “Jazz in Bess” una “jam session” con contorno di… auguri

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“Jam session” di fine anno, oggi ovvero martedì 30 dicembre, al “Jazz in Bess” di Lugano quartiere Besso (via Besso 42a). Prologo con Mirko Roccato (sassofoni), Andrea “Andi” Appignani (organo “Hammond”) e Rocco Lombardi (batteria) come trio-base a partire dalle ore 20.30; a seguire, e con inizio alle ore 21.00, palco libero con libertà di partecipazione e di… autointegrazione. Nel corso della serata, scambio degli auguri, Ingresso con la tessera del giorno (prezzo popolare), entrata libera per i soci dell’associazione “Jazzy jams” e per i musicisti.

Vezia, incidente auto-bici in via San Gottardo: donna in ospedale

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Forse una manovra improvvisa, forse la ridotta visibilità, forse un’errata valutazione delle distanze all’origine dell’incidente in cui una donna in bicicletta, questo pomeriggio a Vezia, ha riportato lesioni tali da far raccomandare il trasferimento in sede nosocomiale. L’episodio attorno alle ore 17.50 lungo via San Gottardo, in prossimità di un impianto semaforico; a collisione il dueruote ed un’auto; soccorsi prestati da operatori della “Croce verde” Lugano. Non ancora note le condizioni della persona ferita.

Solothurn: Ukrainer und Armenier nach Einbruchsversuch in Flagranti gefasst

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In der Nacht auf Sonntag, 28. Dezember 2025, scheiterte ein Einbruchsversuch in ein Verkaufsgeschäft in Solothurn: Um 23:50 Uhr meldete ein aufmerksamer Zeuge zwei verdächtige Personen. Polizeipatrouillen konnten kurz darauf einen 47-jährigen ukrainischen und einen 42-jährigen armenischen Mann in unmittelbarer Nähe des Tatorts stellen. Beide wurden vorläufig festgenommen; die Ermittlungen laufen. Die Polizei dankt der Bevölkerung für die rasche Meldung – ein weiterer Beleg dafür, wie wichtig wachsames Handeln für die Sicherheit aller ist.


Locarno quartiere Solduno: donna malmenata, è grave. Uomo in stato di fermo

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.14) Una donna, età e nazionalità non ancora note, è stata assistita da personale sanitario e trasportata d’urgenza in sede nosocomiale – dapprima su un’ambulanza alla “Carità” di Locarno, indi in elicottero della “Rega” dalla “Carità” di Locarno al “Civico” di Lugano – avendo riportato traumi e lesioni dalla particolare gravità, questo pomeriggio, in un appartamento di via Alle Vigne in Locarno quartiere Solduno, zona prossima all’incrocio con via Pietro Magistra. I soccorsi sono stati attivati da agenti della Polcantonale, giunti sul posto attorno alle ore 14.50; a prima evidenza, trattasi di un’aggressione presumibilmente in contesto familiare, forse sugli sviluppi di un diverbio; un uomo è stato individuato e fermato per accertamenti quale responsabile del ferimento. Sul posto agenti di Polcantonale e Polcom Locarno oltre ad operatori sanitari del “Salva” Locarno.

Colpo di stiletto / Scritte minacciose contro di lui. Che non è più lì…

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Chi sporca i muri insultando il prossimo, se identificato e preso, è da condannarsi in sede penale e deve procedere al risarcimento di tasca propria: prenda coscienza di ciò l’autore delle scritte ingiuriose – solita vernice rossa, solita rivendicazione da antifascisti d’accatto – rivelatesi stamane su una porzione dei muri esterni dell’ “Università della Svizzera italiana” in Lugano. Alla censura di tale comportamento si aggiunge qui una risata a seppellimento dell’imbrattatore trinariciuto: talmente stupido, costui, da non sapere nemmeno che il destinatario dell’aggressione verbale – nessun problema nell’indicare nome e cognome: Andrea Ballarati, 24 anni, comasco, fondatore di un’associazione che si chiama “Azione, cultura, tradizione” – non è più iscritto all’Usi da un mese e mezzo a questa parte, essendo egli già diplomato con regolare “bachelor” in scienze economiche. In altre parole, a prendersi gli insulti da un imbecille qualsiasi e senza né arte né parte è uno che qualcosa ha studiato. Tanto basta, no? (Post scriptum numero uno: già avviato l’intervento per la cancellazione delle scritte minacciose, già sporta la denuncia. Post scriptum numero due: no, noi non pubblichiamo la foto con le scritte; fa ribrezzo – anche se dà esattamente la misura del vuoto nella testa del verniciatore – il semplice leggere cose come “Infame”, et similia).

Varese, scontro davanti alla caserma dei Carabinieri: ferito un 19enne

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In ospedale al “Circolo” di Varese, constatati traumi e lesioni dalla media gravità, il 19enne che ha avuto la peggio nello scontro tra un’auto ed una moto, alle ore 14.26 circa di oggi, zona di via Aurelio Saffi a Varese e meglio dirimpetto alla caserma dell’Arma dei Carabinieri. In codice rosso, con successivo declassamento, l’intervento dei soccorritori; sul posto anche unità della Polizia locale per quanto di competenza.

Varese: addio a Luigi Paragone, voce da palco ed autorevole giornalista

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Degna di palcoscenici mondiali, la voce, d’impronta non dissimile da quella d’un Albano Carrisi e con specifico repertorio nella canzone partenopea. Costante e qualificato, l’impegno nel giornalismo e nelle pubbliche relazioni, mai una parola fuori posto pur nella teatralità con cui – per il gusto di stupire, e di indurre il prossimo al sorriso – a volte si presentava, mai un segno di acredine, mai uno sgarbo; tutte qualità che rendono ancora più difficile l’estremo congedo da Luigi Paragone, deceduto nelle scorse ore all’età di 83 anni. Varesino per trasferimento (anno 1969) dalla natìa San Giorgio la Molara, in provincia di Benevento, già direttore del “Cinegiornale Ciak” e del mensile “Mondo sociale”, Luigi Paragone – padre del collega Gianluigi Paragone, già senatore della Repubblica italiana e già direttore del quotidiano “La Padania”, vicedirettore di Rai1 e di Rai2 e conduttore tv alla “7” tra i vari ruoli – fu figura di riferimento sia in àmbito editoriale (collaborò a lungo con il quotidiano “La Prealpina” di Varese) sia in contesto politico (oggi si direbbe “spin doctor”, al tempo non esisteva una definizione precisa ma molti – se non tutti – sapevano a chi rivolgersi. Celebre la sua collaborazione con il deputato Giovanni Cuojati, esponente del fu Partito socialdemocratico italiano). Proprio in politica, per mero spirito di servizio, anche una candidatura a sindaco (2011, e con successo, in legislatura quinquennale) nel Comune di origine. Le esequie di Luigi Paragone – per gli amici “Louis Aragon”, in menzione del noto scrittore e poeta parigino – avranno luogo domani, martedì 30 dicembre, a Varese quartiere Lissago (chiesa titolata a san Carlo Borromeo, ore 15.30).

È morto Milo Keller, da Lugano al mondo con l’anima in una foto

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All’età di 46 anni, soccombendo a male incurabile, è deceduto nelle scorse ore il fotografo Milo Keller, luganese per nascita, docente alla “Scuola cantonale d’arte” (Écal) in Losanna dove aveva operato per circa due decenni essendosi lì formato (“bachelor” e diploma di specializzazione nello stesso istituto) e poi dirigendo il Dipartimento fotografia (2012) con successiva ideazione del “master” (2016). Fra le attività, collaborazioni con testate di primaria grandezza (“Vogue”) e “set” per case di moda ed aziende (“Balenciaga”, “Vitra”, “Moncler”). Memorabile il lavoro di documentazione – in chiave artistica – dei lavori alla galleria “AlpTransit”. Numerosi i riconoscimenti ricevuti da Milo Keller sin dagli esordi: tra questi, uno “Swiss design award” già nel 2006. Sul sito InterNet della “Scuola cantonale d’arte” di Losanna un ampio necrologio con la sintesi di testimonianze di affetto all’artista e docente. In immagine, Milo Keller.

Gambarogno, tamponamento multiplo in zona Quartino: un ferito

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Collisione a catena fra tre auto almeno, poco prima delle ore 11.00, in territorio comunale di Gambarogno frazione Quartino e meglio poco prima della rotatoria “Grünenfelder-Centro Luserte-Aldi”; ferita una delle sei persone coinvolte. I mezzi erano in transito nella direzione da Bellinzona verso Locarno; soccorsi portati da operatori del “Salva” Locarno; dopo primo controllo, rilevata la necessità del trasferimento in sede nosocomiale. Inevitabili i disagi, protrattisi per circa tre quarti d’ora.