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Porsche-Diebstahl in Rickenbach: Zwei Russen und ein Franzose gefasst

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Mitten in der Nacht auf Samstag (28. März, nach 01:30 Uhr) schlugen dreiste Luxusauto-Diebe im MB Carcenter am Wetzwilerweg in Rickenbach (Kanton Luzern) zu! Die Täter schlugen eine Glastür ein, rangierten mehrere Fahrzeuge beiseite – und stahlen einen Porsche 718 Spyder RS! Doch ein geparkter Tesla filmte alles mit – und lieferte der Polizei entscheidende Hinweise! Die Flucht endete spektakulär auf einer Wiese im Kanton Aargau, wo die drei Männer bei Dintikon geschnappt wurden. Die Festgenommenen: zwei Russen und ein Franzose, alle zwischen 18 und 21 Jahre alt. Die Staatsanwaltschaft Sursee hat eine Untersuchung eingeleitet.

Bern fahndet mit Klartextfotos: 31 Randalierer gesucht

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Die Kantonspolizei Bern macht jetzt Ernst! Nach der wilden Krawallnacht an der unbewilligten Demo vom 11. Oktober 2025 veröffentlicht die Polizei ab sofort unverdeckte Fotos von 31 mutmasslichen Täterinnen und Tätern – die Masken fallen! Trotz wochenlanger Fahndung blieben die Randalierer unerkannt. Jetzt zieht die Staatsanwaltschaft Bern-Mittelland die Daumenschrauben an: Volle Gesichter auf dem Präsentierteller! Seit dem Start der Öffentlichkeitsfahndung vor zwei Wochen konnte immerhin bereits eine Person identifiziert werden – doch 31 Gesuchte sind noch immer auf freiem Fuss! Wer kennt diese Personen? Hinweise nimmt die Kantonspolizei Bern unter **+41 31 303 25 31** entgegen. Die Bilder bleiben so lange online, bis die Gesuchten gefasst sind! Die Fotos sind auf www.police.be.ch abrufbar.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: Rappi e FriborgoGottéron alla “bella”

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Servirà un settimo incontro, ed a questo punto un pronostico risulta materialmente impossibile, per stabilire chi tra FriborgoGottéron e RapperswilJona Lakers accederà alle semifinali di “play-off” per il titolo nell’hockey di National league: sconfitti l’altr’ieri a domicilio per 2-1 e trovatisi pertanto a 60 minuti dall’eliminazione, i burgundi sono andati infatti ad imporsi stasera per 3-1 in trasferta, rinviando pertanto ogni decisione all’ultimo confronto in calendario per mercoledì 1.o aprile. In cronaca, padroni di casa contratti all’avvio e messi sotto pressione dal FriborgoGottéron in assetto battagliero e con pattinaggio vigoroso; alla prima pausa parziale sullo 0-2 per le reti di Michael Kapla (11.15) e di Henrik Borgström (17.15); da uno “shorthanded” dell’onnipresente Sandro Zangger (10.o goal stagionale), al 27.13, il provvisorio riavvicinamento dei sangallesi, trafitti tuttavia da Jacob De la Rose prima della seconda pausa (38.31), di fatto con uno dei due soli tiri del FriborgoGottéron nel corso del periodo centrale. Ultima frazione parimenti dominata dai RapperswilJona Lakers, 13-2 il parziale dei tiri dopo il 15-2 della frazione precedente; ospiti privi di Patrik Nemeth dal 54.07 per penalità di partita ed in doppia inferiorità numerica dal 54.35, difesa disperata davanti alla gabbia di un Reto Berra ispiratissimo; inutile anche il richiamo del portiere Melvin Nyffeler. Ciclo con quattro successi esterni su sei incontri; fra 48 ore il verdetto.

Losone, rogo in via Locarno: fiamme domate, varie abitazioni al buio

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Le fiamme, d’accordo: rogo divampato, Pompieri Locarno sollecitati, situazione circoscritta e risolta, danni tecnici da valutarsi. Peggio, le conseguenze collaterali: ancora in tarda serata, essendo l’allarme scattato poco prima delle ore 20.45, assenza di elettricità in varie abitazioni. Problemi odierni in quel di Losone, zona di via Locarno, causa incendio di un quadro elettrico per cause al momento non note. Tecnici all’opera, disagi dal non scarso conto.

Muralto, tragedia in zona stazione: 92enne travolto e ucciso da un camion

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Tragedia alle ore 14.35 circa di oggi a Muralto, davanti alla stazione Ffs e sulla via omonima: qui un 92enne, durante l’attraversamento della strada, è stato investito ed ucciso da un camion che in effetti si era fermato davanti alle strisce pedonali, con ripartenza nell’esatto momento in cui l’anziano è entrato sul campo stradale in provenienza dal marciapiede. Illeso ma sotto “choc” il 63enne, cittadino svizzero con domicilio nel Cantone Appenzello esterno, che si trovava alla guida del veicolo in movimento verso Locarno. Per il 92enne, risultato essere cittadino svizzero con domicilio in ValleMaggia, nulla hanno potuto fare i soccorritori del “Salva” Locarno; sul posto anche agenti di Polcom Locarno e Polcantonale. Stanti le esigenze di rilevamento dell’accaduto, il tratto stradale è rimasto chiuso al transito per lungo tempo.

Malnate (Varese), banda fa il colpo. E in un “amen” finisce al gabbio

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C’erano due peruviane, un peruviano ed un cubano e non stavano discorrendo dei rapporti ideologici tra i “Tupac Amaru” e la dittatura dell’Avana, ma più semplicemente si stavano dedicando a ruberie in territorio comunale di Malnate (Varese), puntando singoli bersagli e contando di filarsela all’ultrarapida; modalità di azione, un pattugliamento della zona di “interesse”, stile simile a quello che ogni tanto si vede nei film con le “gang” nella periferia di qualche città degli States o del Messico e cioè quattro tizi in un’auto che procede lentamente lungo la strada principale, se avete presente sceneggiature ed inquadrature. Beh, Malnate in provincia di Varese ha i suoi problemi ma non è ancora Detroit o Tijuana, e soprattutto gente così dà nell’occhio senza che sussista il bisogno di una profilazione: morale, beccati tutti e quattro per furto sotto varia formulazione del reato, 40 secondi al netto dopo il colpo che due di loro avevano messo a segno prelevando indebitamente la borsa della cliente di un bar. La corresponsabilità dell’intero gruppo è data dall’essere rimasto un soggetto alla guida del mezzo, dopo posteggio improvviso con il muso della vettura, mentre un uomo e una donna erano entrati nel citato esercizio pubblico per il colpo ed il complice faceva da palo nella tabaccheria antistante il bar, salvo risalire tutti nella vettura dove sono stati bloccati dagli agenti della Polizia di Stato che non casualmente li avevano messi nel mirino, come dire meglio che li stavano aspettando. Anche qui, non ci fosse di mezzo qualcosa che va in urto al Codice penale, tutto molto molto filmico.

Evidenza numero uno: nella borsa rubata c’erano carte di credito, documenti personali e denaro. Evidenza numero due: ogni elemento della banda è stato trovato in possesso di auricolari e di strumenti informatici grazie ai quali tenersi in contatto con gli altri soggetti. Evidenza numero tre: ad aggravio, tre dei quattro tizi sono stati riconosciuti come clandestini (di fissa dimora manco a parlarsi) e dunque fatti destinatari di adeguati provvedimenti; le due donne alla sezione femminile della casa circondariale di Como, i due uomini ai “Miogni” di Varese; contestuale il decreto di espulsione a carico di questi ultimi, di cui è stato disposto l’accompagnamento ai “Centri permanenza per il rimpatrio” di Milano in un caso e di Palazzo San Gervasio (Potenza) nell’altro.

Casnate con Bernate (Como), latitante scovato nei boschi e arrestato

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Sulla testa aveva una condanna al carcere per 24 mesi, giudizio concluso, per furto continuato in concorso, storie di due anni addietro precisi precisi; fosse finito dietro alle sbarre a quel tempo, ora si troverebbe in libertà, ed invece ha solo iniziato a scontare la pena. Un 27enne di passaporto italiano è stato tratto in arresto nella serata di ieri, domenica 29 marzo, in zona boschiva pertinente al Comune di Casnate con Bernate (Como), su intervento di effettivi dell’Arma dei Carabinieri dalla comprovinciale stazione di Fino Mornasco e con l’appoggio di colleghi dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria”; l’uomo è stato associato alla casa circondariale “Bassone” di Como.

Hockey Nl / “Play-out”, colpo di coda all’Ajoie: silurato il tecnico Greg Ireland

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Una variabile improvvisa, tipologia sparo nel buio o scheggia impazzita, irrompe nel tesissimo “play-out” dell’hockey di National league: i vertici dell’Ajoie, al momento soccombente per 0-3 contro l’AmbrìPiotta nella serie al meglio delle sette partite (3-5, 3-6, 2-3 i risultati) ed a sole 36 ore dal quarto confronto (domani sera, pista di Porrentruy), si sono sbarazzati senza mezzi termini dell’allenatore Greg Ireland, che esattamtente 17 mesi or sono era stato chiamato alla transenna in subentro a Julien Vauclair. Non propriamente comprensibili, al di là del tentativo di dare una scossa all’ambiente, le ragioni del siluramento del tecnico canadese, lunga esperienza tra Ahl ed Ohl più Europa a varie tappe (Lugano per due volte, Adler Mannheim, Bolzano ed infine Ajoie; nel mezzo anche una stagione alla transenna degli allora Kunlun Redstar della Khl); il tecnico era tra l’altro titolare di un contratto sino a giugno 2027. Fatto singolare: la panchina passa a Julien Vauclair, “enfant du pays” (è giurassiano di Bure, che dista sette chilometri da Porrentruy), giovanili nell’Ajoie stesso ma poi bandiera del Lugano per 20 stagioni sino al campionato 2019-2020 con 945 timbri in National league (49 le presenze in cadetteria) dopo le tre stagioni tra Ahl (Grand Rapids Griffins e Binghamton Senators) e Nhl (Ottawa Senators); lo stesso Julien Vauclair, da direttore sportivo dell’Ajoie, si era già trovato per tre volte a prendere le redini della prima squadra, nel febbraio 2022 al posto di Gary Sheehan, nel dicembre 2022 al posto di Gary Pesan e nell’ottobre 2024 al posto di Christian Wohlwend.

Türke fährt mit 270 Kilo Baklava durch Zoll, und zahlt die Rechnung

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Am Autobahnzoll Kreuzlingen (Kanton Thurgau) haben Mitarbeitende des Bundesamts für Zoll und Grenzsicherheit (BAZG) in einem Fahrzeug mehrere Kartonkisten mit sage und schreibe 270 Kilogramm unverzollten türkischen Backwaren entdeckt. Der Großteil der süßen Fracht: Baklava. Der 44-jährige Türke erklärte, die Waren seien für einen Anlass in der Schweiz bestimmt. Der Gesamtwert belief sich auf 2’540 Euro – umgerechnet rund 2’336 Franken.Teuer wurde es trotzdem: Für die fehlenden Mehrwertsteuer- und Zollabgaben sowie eine Busse musste der Mann mehrere hundert Franken hinblättern. Danach durfte er mit seinem süßen Gepäck weiterfahren.

Borse tra dubbi globali e speranze locali: bene Zurigo, ondivaga New York

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.55) Partenza incerta in Borsa a Zurigo, poi progressivi messaggi in cifra verde sul listino primario ed ascesa al saldo nella misura dello 0.78 per cento come da “Swiss market index” a 12’668.67 punti circa. Forchetta a rebbi via via dilatatisi: “Kühne+Nagel international Sa” sul lato sinistro (più 2.95 per cento), “Abb limited” sul lato destro (meno 1.52). Vari gli spunti dall’allargato: interessante (più 8.32) il rilancio di “Idorsia limited” su notizie positive circa l’efficacia clinica di un trattamento. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 1.17 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.02; Ftse-100 a Londra, più 1.61; Cac-40 a Parigi, più 0.92; Ibex-35 a Madrid, più 0.99. Divaricazioni di tendenza a New York: “Dow Jones”, più 0.11; S&P-500, meno 0.39; Nasdaq, meno 0.73. Cambi: 91.65 centesimi di franco per un euro, 79.94 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in risalita al controvalore teorico di 53’418 franchi circa per unità

Drei Franzosen verhaftet: Autodiebstähle im Wert von 1.5 Millionen Franken

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In der Nacht von Freitag auf Samstag trieb eine Diebesbande ihr Unwesen im Thurgau und St. Gallen: Luxusautos gestohlen in Engwilen, Kennzeichen und Schlüssel entwendet in Matzingen, Wäldi und Hagenwil – und zwei Fahrzeuge im Wert von je über 200’000 Franken aus einem Autohaus in Muolen (Kanton Sankt Gallen).

Um 6.30 Uhr stoppte eine Patrouille in Frauenfeld mehrere Personen in verdächtigen Fahrzeugen mit gestohlenen Kennzeichen. Ergebnis: Eine 31-jährige Frau sowie zwei Männer im Alter von 24 und 43 Jahren – alle mit französischem Pass 🇫🇷 – wurden verhaftet und in Untersuchungshaft genommen.

Die sichergestellten Fahrzeuge stammen aus den Diebstählen in Muolen und Engwilen. Die Staatsanwaltschaft hat ein Strafverfahren eingeleitet.

💸 Gesamtschaden: über 1,5 Millionen Franken.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: anche il Losanna al “match-point”

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Possibile chiusura di entrambe le residue serie nei quarti di finale del “play-off”, tra domani e martedì, in contesto discatorio di National league: analogamente a quanto fatto ieri dai RapperswilJona Lakers, andati ad imporsi sul ghiaccio di Friborgo (2-1) per portarsi sul 3-2 nel ciclo al meglio dei sette incontri, a bersaglio stasera – e parimenti in trasferta – il Losanna che analogo colpo aveva piazzato mercoledì ossia al terzo turno, pagando tuttavia dazio due giorni dopo a domicilio. 3-2 il risultato alla sirena, con rimonta e sorpasso fra il 35.05 (pareggio firmato da Ken Jäger) ed il 43.51 (“power-play” convertito da Jason Fuchs, già autore dell’assist per il 2-2). Già in semifinale il Davos (4-1 sullo Zugo) e gli Zsc Lions Zurigo (4-0 sul Lugano).

Zwei Algerier auf frischer Tat ertappt: Polizeihund Enox macht kurzen Prozess

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Ein Anwohner in Brittnau (Kanton Aargau) meldet der Notrufzentrale zwei verdächtige Männer, die durchs Quartier schleichen. Mehrere Patrouillen der Regionalpolizei Zofingen und der Kantonspolizei Aargau rücken sofort aus – und mit dabei: Diensthund Enox. Der vierbeinige Spezialist nimmt die Fährte auf, folgt ihr zielstrebig… und findet einen der Männer unter einer Tanne versteckt. Den zweiten schnappt sich kurz darauf eine Patrouille im Quartier.Bei den Festgenommenen handelt es sich um zwei algerische Staatsangehörige, 40 und 42 Jahre alt. Der Verdacht: Sie sollen mehrere parkierte Autos durchsucht haben. Die Kantonspolizei Aargau hat die Ermittlungen aufgenommen. Gut gemacht, Enox!

Hockey Sl / “Play-off”, serie per il titolo: la prima battaglia dice Sierre

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Sierre avanti sulla ChauxdeFonds nella serie finale dell’hockey cadetto, questo pomeriggio l’apertura delle ostilità in pista vallesana, ciclo al meglio delle sette partite: 6-3 il risultato, ma ospiti vivacissimi (53 tiri contro 39) al netto dell’essere reduci dall’aver eliminato il Visp al supplementare della “bella”, meno di 48 ore prima. Il passaggio decisivo a cavallo tra seconda e terza frazione, ossia con le reti di Jayden Halbgewachs (38.33, a cinque-contro-quattro) per il 4-2 e di Samuel Asselin (42.07) per il 5-2. Martedì secondo confronto.

Carate Urio (Como): scontro tra auto sulla “Regina”, sei persone ferite

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Tre persone trattate al “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia (Como) e sotto regime di codice giallo, altre tre sottoposte a trattamento sanitario su prima valutazione di minor gravità ed indirizzate al “Moriggia Pelascini” della comprovinciale Gravedona ed Uniti sulle conseguenze della violenta collisione tra due auto, poco dopo le ore 16.15 di oggi ovvero domenica 29 marzo, sulla Strada statale numero 340 “Regina” in territorio comunale di Carate Urio (Como). Per estrarre due delle persone coinvolte dall’abitacolo di un’auto si è reso necessario l’intervento di effettivi dei Vigili del fuoco con le pinze idrauliche. In corso di accertamento la dinamica dell’incidente.

Cadorago (Como), tragedia in giardino: uomo trovato morto nel pozzetto

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Un 71enne di Cadorago (Como) frazione Bulgorello, all’anagrafe Rocco Masso, è stato trovato senza vita nel pomeriggio di ieri, sabato 28 marzo, nel giardino della sua abitazione in prossimità della via Provinciale. Standosi alla più logica ricostruzione, l’uomo è stato colpito da malore dopo essersi piegato all’interno di un pozzetto; nella peggiore tra le ipotesi, invece, a causare il decesso è stata l’impossibilità di liberarsi dal pozzetto stesso. A lanciare l’allarme, poco dopo le ore 16.00, un congiunto del 71enne; tempestivo ma senza esito l’intervento dei sanitari e di tre squadre – dal capoluogo e dalle comprovinciali Lomazzo e Cantù – dei Vigili del fuoco. Rocco Masso lascia moglie e tre figli; le esequie saranno celebrate martedì mattina nella chiesa di Bulgorello.

Vedeggio, Capriasca, Alto Malcantone: roghi sparsi, Pompieri in azione

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.19) Domenica altamente impegnativa, causa incendi sparsi per varie squadre di distinti Corpi pompieri, non esclusa quello delle Ferrovie federali svizzere di cui, nell’area della Piana del Vedeggio, sono operativi effettivi con il treno di spegnimento a protezione principale della rotaia e del sedime attiguo. Fronti solo parzialmente sotto controllo in Capriasca, a monte del nucleo del Bigorio, e nell’Alto Malcantone, in territorio pertinente ad Arosio. Principale obiettivo delle operazioni è il rogo divampato a monte dell’abitato di Taverne, in Comune di Torricella-Taverne, e rilevato poco prima delle ore 16.00; sul campo elementi dei Pompieri Lugano, supporto anche dall’equipaggio di un elicottero.

Collisione “a tre” sulla dorsale di Cadenazzo: quattro feriti, seri disagi

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Quattro persone hanno riportato lesioni e traumi dalla varia entità nella collisione fra tre veicoli, nel primo pomeriggio di oggi, lungo la dorsale di via San Gottardo a Cadenazzo; nessuna conseguenza fisica per altre tre. Coinvolti un’auto con targhe ticinesi e due mezzi immatricolati in Cantoni d’OltresanGottardo. Soccorsi portati da effettivi dei Pompieri Bellinzona e da sanitari di “Servizio ambulanza Moesano” e “Croce verde” Bellinzona. Gravi le ripercussioni sulla viabilità.

Italiano, quo vadis? / Il “must” di Mustunate. Ma allora sono recidivi…

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Con operazione alla “Il buco era meglio della toppa che hanno voluto incollare sopra”, dal Comune di Varese hanno fatto sapere che l’aver indicato un quartiere cittadino come “Bizozzero” anziché “Bizzozero” in regolarissima convocazione pubblica – e stampata come invito: vedasi – è un… “non errore”, perché a lor detta si sarebbe trattato di bozza uscita per una svista. Si sarebbe disposti a concedere il beneficio del dubbio, se non fosse che, da altra comunicazione ufficiale tanto che essa figura persino sul sito InterNet del Comune medesimo (finanziamento da fondi Pnrr che fanno rima con “Brrr”…), si evince che la frazione Mustunate – doppia “u”, da sempre – è stata trasformata in “Mustonate”. Sì, vero: da qualche anno esiste una dizione “Borgo di Mustonate” legata ad un valido progetto di risanamento e di rivalorizzazione di porzioni del territorio; è, per così dirsi, un marchio commerciale per il “resort” con pertinenze su area di circa 60 ettari. Ma la frazione è Mustunate e basta, come risulta da annuari e cartine ed elenchi ed indagini storiche e collezioni toponomastiche e come tutti sanno. Tutti, tranne che nel Comune cui Mustunate appartiene.

Piante e animali “invasivi”, a Bellinzona un incontro per… capire

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Vespa velutina nigrithorax MHNT dos

Mattinata a carattere informativo su piante ed animali “invasivi”, mercoledì 15 aprile, negli ambienti dell’“Istituto cantonale economia-commercio” a Bellinzona (viale Stefano Franscini 32), sotto egida del Dipartimento cantonale territorio ed in collaborazione con i membri del “Gruppo ladovo organismi alloctoni invasivi”. Conferenze e confronti in due parti, con attenzioni specifiche in un caso ai neozoi e nell’altro alle neofite. Nell’intervallo tra i due momenti, sessione-“poster”. Prenotazioni ed iscrizioni entro venerdì 3 aprile; i particolari sul sito InterNet dell’Amministrazione cantonale. In immagine, la vespa velutina, nota anche come calabrone dalle zampe gialle, di cui è temuto l’arrivo in Ticino.

Como, taccheggiatrice “esordiente” e maldestra: scatta la denuncia

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Se è vero che era al primo reato, risultando costei incensurata, è meglio che cambi mestiere: l’hanno individuata e fermata, venerdì mattina, nel giro di due minuti tra indebito prelievo della merce dagli scaffali e transito (senza pagamento) alla barriera delle casse. 20 anni, cittadina italiana di origine non precisata da fonte ufficiale, residente ad Olgiate Comasco in provincia di Como: tale il profilo della donna finita tra le braccia degli addetti alla sicurezza in un supermercato di piazza Giacomo Matteotti, a Como, e sottoposta a perquisizione da agenti della Polizia di Stato. Esito: provento del furto ben evidente dalle tasche del giubbotto, relativamente modesto il valore dei beni trafugati, conseguenti l’identificazione e la denuncia per furto aggravato.

Como, somalo (e clandestino) rapina e pesta un burundese: preso

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Per le sottigliezze giuridiche, tentata rapina è al momento l’addebito principale; sta di fatto che, a rigore di denuncia sporta dalla persona aggredita, l’uomo non solo si è impossessato con atto violento di un “Bancomat” strappandolo dalle mani della citata vittima, ma si è dato alla fuga e, una volta raggiunto, non ha esitato a sferrare uno o più colpi al volto dell’inseguitore, ferendolo al volto con un pezzo di legno. Sotto denuncia a Como, nelle scorse ore, un sedicente cittadino somalo, 30 anni l’età dichiarata, privo di fissa dimora e clandestino su territorio italiano e con precedenti di polizia, responsabile dell’assalto ai danni di un 39enne cittadino del Burundi che era stato affrontato brutalmente in un angolo di piazza San Rocco, nel capoluogo lariano, con le conseguenze descritte. Fatto aggravante: un paio di settimane prima, il 30enne aveva già sottratto una tessera “Bancomat” al 39enne e con tale carta era riuscito ad effettuare alcuni pagamenti. Il cittadino burundese, dopo aver reso prime dichiarazioni testimoniali in Questura dove si era presentato con il viso sanguinante, è stato trasferito in ambulanza al “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia (Como) per i trattamenti sanitari del caso.

Hockey Nl / “Play-out”, di buono c’è solo la vittoria: l’Ambrì va sul 3-0

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Chiudetela. Per l’amôr dal Signôr, chiudetela martedì, a Porrentruy, in qualche modo come l’avete spuntata stasera, ma chiudetela: con voi, ragazzi amati dell’Ambrì, non ci si sente tranquilli – e tantomeno al sicuro – nemmeno su questo 3-0 della serie di “play-out” al meglio delle sette partite, cioè avendo i biancoblù prevalso sull’Ajoie per tre volte su tre. Di buono, nel 3-2 odierno alla “NuoValascia”, tre sole cose: a) il non essere crollati dopo che gli ospiti erano risaliti dallo 0-2 (7.10, Tommaso De Luca; 11.24, Michael Joly) al 2-2 (12.31, Yonas Berthoud, difensore al secondo timbro in questo ciclo dopo che aveva messo a segno due reti in 50 partite precedenti; 45.52, Julius Nättinen); b) l’aver trovato un assist e soprattutto un goal (il 3-2 del 55.57) da Alex Formenton, che al netto della non commendevole fama da cui è accompagnato – benché riconosciuto non colpevole nella nota vicenda giudiziaria – continua ad essere fatto bersaglio di aggressioni proditorie in pista, e si finisce per credere che su di lui siano concessi trattamenti dalla ruvidità penalmente rilevante ma non oggetto di provvedimenti; c) la vittoria in sé, cioè un successo di cui la tifoseria biancoblù aveva iniziato a dubitare assistendo allo spegnersi progressivo della squadra. Di pessimo, per contro: a) l’aver permesso all’Ajoie di riprendersi; b) episodi come quello del pareggio subito, autostrada spalancata davanti ad uno fra i tre uomini più pericolosi in casa giurassiana; c) le dormite di Tim Heed, l’assenza di Inti Pestoni ancora una volta relegato in tribuna, la fragilità dei portieri, la carenza di gioco da categoria (sì, sono quattro lamentele su un solo punto, non pareva il caso di squadernare l’intero alfabeto).

Si considerino le cose per quello che sono: era una partita da “play-out”, le due squadre sono da “play-out”, in una National league da 12 squadre anziché le odierne 14 né l’AmbrìPiotta né l’Ajoie avrebbero diritto di cittadinanza; così ottimisti sulla salvezza dell’una o dell’altra – diciamo “dell’altra”, a questo punto – in un “barrage” con LaChauxdeFonds non saremmo e non siamo. Per quel che le tre sfide hanno offerto, a meritare di rimanere su sono i leventinesi il cui “roster”, già crivellato per la perdita di Jesse Virtanen causa incidente di gioco sul ghiaccio di Porrentruy, rischia di assottigliarsi ancor di più (da valutarsi le condizioni di Nathan Borradori, colpito duro). E occhio: il “bonus”-fortuna dei biancoblù si è esaurito dopo il palo colpito da Matteo Romanenghi al 29.33 e la traversa scheggiata da Kyen Sopa 23 secondi più tardi, perché lì la storia avrebbe potuto prendere tutt’altra piega ed invece, a san Discoforo protettore piacendo, altri 60 minuti basteranno per dare almeno un senso all’annata che senso non ha avuto.

Hockey Nl / “Play-off”: Davos in semifinale, psicodramma a Friborgo

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Dopo gli Zsc Lions Zurigo, liberatisi iersera in “sweep” dell’incomodo noto come Lugano, altro nome già in trascrizione all’albo delle semifinali di “play-off” per l’hockey di National league: avanti il Davos, serie chiusa sul 4-1 contro lo Zugo, 4-1 (in rimonta da provvisorio 0-1, di Sven Senteler l’illusorio vantaggio degli ospiti con un “power-play” convertito al 16.25) anche il punteggio; Matej Stransky in superiorità numerica (21.11), Tino Kessler (38.48) e per due volte Adam Tambellini (47.13 e 58.17) gli autori delle reti. Situazione da paradosso, per contro, tra FriborgoGottéron e RapperswilJona Lakers: risaliti dallo 0-2 al 2-2 nel ciclo al meglio delle sette partite, e tra l’altro infilando un poderoso 6-2 esterno appena giovedì scorso per riprendersi il vantaggio della pista, i burgundi sono andati oggi in un mazzo lasciandosi irretire cioè smarrendo il filo del gioco, dal che l’1-2 finale (per confronto: 10 i goal realizzati nelle precedenti due partite…), decisivo al 44.12 l’austrosvizzero Jonas Taibel che tra l’altro da maggio sarà sotto contratto proprio con il FriborgoGottéron; serie ora sul 3-2 per i sangallesi, che lunedì potrebbero chiudere i conti davanti al proprio pubblico. Domani, stante l’avvenuta qualificazione degli Zsc Lions Zurigo, una sola partita: ServetteGinevra e Losanna ripartiranno dal 2-2.

Bellinzona zona Camorino: magazzino a fuoco, sgombero forzato

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.58) Nessun intossicato e nessun ferito, secondo prime ancorché sommarie informazioni, sulle conseguenze dell’incendio divampato attorno alle ore 18.08 di oggi, sabato 28 marzo, in territorio comunale di Bellinzona quartiere Camorino e meglio in un “garage” adibito a magazzino con accesso da via Ala Nuverasca, zona sud-est rispetto al nucleo abitato. Ingenti i danni; a fuoco anche una vettura; stante il rischio di propagazione delle fiamme (sulla zona stava spirando un forte vento), effettivi dei Pompieri Bellinzona hanno provveduto a far sgomberare un edificio residenziale adiacente. Ancora ignote, ma presumibilmente accidentali, le cause dell’incendio che ancora alle ore 19.20 risultava non essere stato domato; le operazioni di spegnimento e di prima bonifica proseguiranno pertanto nel corso della serata. Sul posto anche agenti di Polcantonale e Polcom Bellinzona e, a titolo precauzionale, una squadra della “Croce verde” Bellinzona.

Bastardi inside / A Napoli i magistrati ballano. Ed ora si danno al… Tango

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Contestualmente alle dimissioni di Cesare Parodi, che era alla presidenza dell’“Associazione nazionale magistrati” cioè a quello che a tutti gli effetti è il sindacato di rappresentanza delle toghe in Italia (iscritti: 96 per cento sul totale; ma l’espressione non piace ai diretti interessati), all’annuncio dei “no” al “referendum” confermativo sulla giustizia vi furono varie decine di magistrati che in Tribunale a Napoli, come probabilmente anche in altre sedi, stapparono bottiglie di spumante e si misero a ballare per la contentezza, tra l’altro destando non poche perplessità in almeno parte dell’opinione pubblica. Oggi, al posto di Cesare Parodi, è stato eletto un nuovo presidente della citata Anm: nomen omen, si chiama Giuseppe Tango.

Porto Valtravaglia (Varese): scontro auto-moto, 26enne in codice rosso

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Preoccupanti le condizioni di salute del motociclista 26enne che questo pomeriggio, attorno alle ore 16.23, è stato sbalzato sull’asfalto della Strada provinciale numero 69 “di santa Caterina”, in territorio comunale di Porto Valtravaglia (Varese), dopo collisione del dueruote con una vettura. Intervento di sanitari con ambulanze ed elicottero; riscontrata la gravità dei traumi, ricovero sotto regime di codice rosso. Sostanzialmente illeso il conducente della vettura.

Chur: Vom Gaspedal direkt aufs Trottoir, Der Fünf-Tage-Führerschein-Rekord!

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Kaum hat man das „Brumm Brumm“ unter Kontrolle, scheint bei manchen Neulenkern der Verstand direkt in den Feierabend zu gehen. Ein 18-jähriger Nachwuchs-Schumacher hat in Chur eindrucksvoll bewiesen, dass man für einen kapitalen Totalschaden keine jahrelange Erfahrung braucht – fünf Tage Fahrpraxis reichen völlig aus! Am frühen Samstagmorgen wollte der junge Mann beim Abbiegen von der Kasernenstrasse wohl testen, ob die Gravitation für ihn eigentlich auch gilt.

Das Ergebnis dieses physikalischen Experiments: Ein rammponierter Inselschutzpfosten und ein Auto, das so spektakulär auf das Trottoir kippte, dass es direkt auf der Seite liegen blieb. Während der Wagen nun reif für die Schrottpresse ist, hat der Bruchpilot jetzt erst einmal viel Zeit, die Vorzüge des öffentlichen Verkehrs zu studieren. Wer sein Auto nach nur 120 Stunden so gekonnt „parkt“, sollte vielleicht doch lieber beim Velo bleiben!

Nordafrikaner lieben die Schweiz als Diebesziel: Tecknau und Wenslingen im Visier

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Die Schweiz scheint bei gewissen „Touristen“ aus Nordafrika geradezu hoch im Kurs zu stehen – allerdings nicht wegen der Berge oder der Schokolade. In Tecknau und Wenslingen (Kanton Basel Landschaft) haben drei junge Männer aus Algerien und Marokko eindrucksvoll demonstriert, wie sehr sie unser Land als Selbstbedienungsladen schätzen.

In Tecknau wurden zwei algerische „Stammgäste“ (17 und 18 Jahre) von der Polizei gestoppt, nachdem sie sich an einem Auto zu schaffen gemacht hatten. Kurz darauf das gleiche Spiel in Wenslingen: Hier wurde ein 18-jähriger Marokkaner festgenommen, der ebenfalls eine Vorliebe für fremdes Eigentum in Fahrzeugen zeigte. Ob die Herren die Schweizer Gastfreundschaft nun in einer Zelle geniessen, entscheiden die Behörden. Eines ist sicher: Der nächste „Besuch“ kommt bestimmt!

Achtung, Schlafmützen: Diese Nacht wird uns eine Stunde geklaut!

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Machen Sie sich bereit für den Mini-Jetlag des Jahres! In der Nacht von Samstag auf Sonntag ist es wieder so weit: Die Uhren werden umgestellt und uns wird gnadenlos eine Stunde wertvoller Schlaf geraubt. Um Punkt 02:00 Uhr springen die Zeiger direkt auf 03:00 Uhr vor – die Nacht ist also im Vorbeigehen einfach weg!

Während wir morgens vielleicht etwas zerknittert aus der Wäsche schauen, gibt es einen fetten Trostpreis: Abends bleibt es endlich wieder länger hell! Das bedeutet: Frühlingsgefühle pur, Feierabend-Sonne und das Ende der dunklen Wintertage. Also, Wecker checken nicht vergessen, sonst kommen Sie morgen überall zu spät!


Festnahmen in Siebnen und Freienbach: Algerische Einbrecher gefasst

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In einer erfolgreichen Aktion hat die Kantonspolizei Schwyz mehrere Delikte aufgeklärt. In Siebnen wurden zwei Männer im Alter von 17 und 20 Jahren festgenommen, die kurz zuvor in ein Verkaufsgeschäft eingebrochen waren. Dank eines Zeugenhinweises konnten die Einsatzkräfte die Flucht der Täter stoppen.

Parallel dazu klickten in Freienbach die Handschellen für einen 18-jährigen Mann. Er wurde dabei überrascht, wie er ein unverschlossenes Fahrzeug durchsuchte. Die weiteren Ermittlungen ergaben, dass das Trio – allesamt algerische Staatsangehörige – für eine ganze Serie von Diebstählen aus Fahrzeugen sowie weiteren Einbrüchen in der Region verantwortlich sein dürfte.

Die Staatsanwaltschaft hat entsprechende Verfahren eingeleitet.


Colpo a Val Mara, fuga in Italia. Inseguiti per 20 chilometri, tre in manette

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Tre criminali, una donna cubana e due uomini di nazionalità peruviana, età varie fra i 35 ed i 58 anni, sono stati tratti in arresto nei giorni scorsi – di oggi l’accertamento, ad operazioni tecniche portate a compimento – da effettivi dell’Arma dei Carabinieri in territorio comunale di Rovello Porro (Como) dopo inseguimento auto su auto per una ventina di chilometri dalla zona del valico di Bizzarone (Como) su Novazzano (Canton Ticino), e meglio lungo la dorsale della Strada provinciale numero 23 nota come “Lomazzo-Bizzarone”. Il terzetto, insieme con un complice che è riuscito a far perdere le tracce dileguandosi a piedi, era reduce dall’aver perpetrato un furto con effrazione in Comune di Val Mara, frazione Melano, bersaglio l’abitazione di un 37enne. Del bottino, controvalore stimabile in buoni 70’000 franchi tra gioielli in oro e valuta (franchi svizzeri soprattutto, ma anche divise dell’Est europeo e del Sudamerica), sono stati effettuati il recupero e, sulla scorta delle verifiche esperite e con il “placet” dell’autorità inquirente, la restituzione al proprietario, un 37enne. Contro i tre, risultati tra l’altro essere clandestini su suolo italiano e senza fissa dimora, addebiti per soggiorno illegale, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione; da verificarsi le contestazioni che saranno mosse in Ticino.

Vetturali di tutto il mondo, unitevi: al San Gottardo c’è un “party” da sballo

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 16.01) Cinque chilometri l’altr’ieri direzione nord (ma con blocco totale, ad un certo punto, causa chiusura sul versante urano per sovrabbondante innevamento; in serata era poi prevista la chiusura programmata per lavori di manutenzione); 10 chilometri ieri direzione sud; 12 chilometri stamane direzione sud. San Gottardo autostradale logicamente “carico”, nelle giornate che fanno da porta alla Settimana santa e dunque alla Pasqua, causa intenso traffico soprattutto verso l’Italia: relativamente contenuti i disagi, dovendosi ad ogni modo far calcolo su tempi nell’ordine delle due ore sul transito al portale nord. Non sono registrati problemi particolari per quanto riguarda incidenti o veicoli in “panne”. Lo stesso discorso, pur con numeri più contenuti, vale per l’asse della A13 in immissione dalla Svizzera interna verso il Grigioni di lingua italiana. In immagine, gli incolonnamenti in corrispondenza dell’abitato di Wassen, solito senso di marcia: ai vetturali un augurio di “Buon viaggio”, ma anche di “Buona permanenza”.

Lavena Ponte Tresa (Varese): rissa nella notte, due stranieri in ospedale

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Un 38enne ed un 37enne, entrambi stranieri dalla nazionalità per ora non nota, sono stati trattati in distinte sedi nosocomiali nel corso della notte sulle conseguenze di una rissa scoppiata alle ore 1.55 circa di oggi a Lavena Ponte Tresa frazione Ponte Tresa (Varese), zona prossima a via Luino, per cause su cui sono in corso accertamenti. Standosi a prima e frammentaria ricostruzione dell’episodio, i due uomini sarebbero intervenuti o per sedare un litigio altrui o per prendere le parti di una delle persone coinvolte. I soccorsi sono stati portati da operatori della “Sos Tre valli” e della “Padana emergenza” rispettivamente dalle comprovinciali Cunardo e Luino; uno dei soggetti, come accertato dai sanitari del “Circolo” di Varese, ha riportato lesioni dalla media gravità; l’altro, accolto al “Luini Confalonieri” di Luino, è stato giudicato guaribile in pochi giorni. Sul posto, per quanto di competenza, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri da Luino.

Hockey Sl / Visp trafitto a domicilio, finale tra Sierre e LaChauxdeFonds

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Non avremo il piacere di seguire tre dei nostri, all’atto conclusivo del “play-off” per l’hockey cadetto 2025-2026; non vedremo all’opera Luca Gianinazzi in tolda di comando, ed Alessandro Lurati attaccante-rivelazione, ed Angel Anthony Lovecchio che dopo essere stato capitano del Lugano in categoria “Under 20-elit” era andato ad annusare l’aria d’Oltreatlantico in Nahl, bel posto per sgrezzarsi e vedere un pattinaggio nervoso. Non capiterà perché il Visp, terzo al termine della stagione regolare e capace di volare oltre i quarti di finale con un 4-2 nella serie con il Basilea, era stasera al cimento della “bella” con LaChauxdeFonds ed in landa vallesana l’hanno spuntata gli ospiti, 3-2 nel supplementare, minuto 76.59, Toms Andersons il marcatore. Quasi incredibile: a meno di sei minuti dalla fine del terzo periodo, il Visp guidava per 2-1 avendo trovato in Daniel Eigemann sia l’uomo-assist per l’1-1 di Yannick Brüschweiler (12.50; i neocastellani erano andati avanti con Stefan Rüegsegger al 6.14) sia il realizzatore per il vantaggio al 44.49, superiorità numerica ben sfrutttata su assist di Jordan Gähler; al 54.19, tuttavia, nuovo pareggio dal bastone di Anthony Huguenin, difensore da oltre 820 partite tra National league e Swiss league e, insomma, uno che non si tira mai indietro quando c’è da infilare la punta del pattino nel ghiaccio. Dell’esito si è detto, del domani s’avrà molto da raccontare, anche in sede di presentazione: si va allo “showdown”, sarà Sierre contro LaChauxdeFonds e la prima di sette potenziali recite è in cartellone per domenica 29 marzo, ore 16.00, a Sierre.

Hockey Nl / “Play-off”, due svarioncini e il Lugano è fuori dai giochi

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Finita, circolare; ragazzo, non rimanermi tra i piedi, non vedi che stai intralciando il passo?; e Lei, signora, non c’è più nulla da vedersi, da qui per l’uscita, prego, occhio ai gradini. Prego, e amen: perché non basta uno sforzino nell’ultimo periodo, diciamo per quegli otto o nove minuti in cui costringi l’avversario a zero tiri e ne piazzi sei almeno riuscendo a mettere pressione su un portiere califfo (e, difatti, non pianti disco in gabbia manco se vien giù la tribuna per inauspicato ed inauspicabile sisma), per gettar sabbia negli ingranaggi del destino; e non basta una partita dignitosamente attenta, fatti salvi due svarioncini – urendi – che ti costano due goal al passivo, per ricondurre ad assetto da linea di galleggiamento il naviglio ormai lardellato a tal punto che le pompe di sentina si mettono ad urlare chiedendo di essere fatte a pezzi e fuse nell’altoforno, piuttosto che essere sottoposte ad un altro strazio come questo. Via il dente, non via il dolore ma almeno il tifoso non dovrà più andare avanti a colpetti di illusioni: il Lugano dell’hockey di National league è fuori da un “play-off” in cui non è in realtà mai entrato, due perse a Zurigo e due perse – con quella di stasera – anche alla “Resega” di Porza, quattro almeno erano state le reti nella precedente sconfitta interna ed invece il prodotto interno lordo si è fermato questa volta ad un goal bellino forte, che diamine, sabongia di Rasmus Kupari per il provvisorio 1-1 al 30.11, miracolo miracolo un “power-play” riuscito, ma il resto è stato noia o disperazione o noia disperante, figurarsi se gli Zsc Lions non sanno prendere le misure, attrezzati come sono davanti e dietro. E difatti: già gli ospiti avevano trovato un comodo vantaggio – comodo, si dice, in quanto frutto di un regalo da altrui malagestione del disco – al 13.31, Rudolfs Balcers il marcatore ma solito merito del solito Denis Malgin in scippo da indegna pesciata di un innominabile; subito il pareggio, due cambi e lo stesso Denis Malgin a timbrare l’1-2 su cui si cristallizzerà il resto del confronto, minuto 33.49. Nel finale, da parte del Lugano, un ordinario tentativo di spendere il “rover” al posto di Joren van Pottelberghe schierato portiere titolare dopo tre esperimenti infelici con Niklas Schlegel, fuori al 58.20 e dentro al 58.34 e di nuovo fuori al 58.41, meno di che, nulla di che.

Meritocrazia al potere – Numeri, signori, numeri: quarti di finale persi con una serie da 0-4, “sweep” completa (ed al passivo) come non è capitato a nessuno quest’anno, attaccanti persi nella nebbia, i 26 tiri da statistica finale sarebbero da raddoppiarsi solo considerandosi le conclusioni sparate sui gambali e sulle protezioni basse degli avversari, e questo è stato un limite dei bianconeri. Poi i meriti degli Zsc Lions: i quali vanno a sacrificarsi – tutti, santa pace: tutti – con i “block-shot”; i quali sopperiscono senza pena all’assenza di Sven Andrighetto per infortunio (partita precedente, collisione fortuita ma dolorosa con il compagno Rudolfs Balcers); i quali si avventano su ogni disco che sia privo di pieno controllo da parte di un “playmaker”; i quali s’ingegnano anche nel titic-e-titoc macinando e triturando tempo sul tabellone e, nel frattempo, isolando le fonti del gioco o sporcando un passaggio di quel tanto che rende inefficace la costruzione. I quali, i quali, i quali: illi dicunt, nos autem dicimus, ma è flatus vocis; quelli scrivono enciclopedie di logica, e si resta invece ai fumetti da questa parte. Ah, gente: alla partita numero 56 sono state di nuovo mescolate le linee; vero è che qualcosa bisognava pur fare per dare una scossa, ma il Tomas Mitell nelle vesti del Mickey Mouse apprendista stregone di Yen Sid è un po’ meno bravo, per dire, del Tomas Mitell che da difensore arrivò sino al livello della Allsvenskan ma nel frattempo aveva fatto la grana con il “poker” come un tizio di cui cantavano gli ormai non più ragazzi dello “Stato sociale”. Il “bluff” da sparigliamento dei blocchi, nella circostanza, avrebbe avuto un senso contro un Ambrì, contro un Kloten, contro un Berna, magari contro una delle romande ancora in lizza per il titolo; se hai davanti questa gente, al netto del potersi provare brividi e del non provarsi emozione alcuna in presenza di nomi come Jesper Frödén e Dean Kukan, corri il rischio di sentirti rispondere “Vedo”, e le tue carte non ti aiutano, per quanto tu possa spostarle dalla mano destra alla mano sinistra.

Il futuro è un “repulisti” – Nudi e crudi quivi parlandosi spartano, in semifinale arriva chi doveva e il Lugano resta invece appiedato, con la pattuglia degli stranieri da ricostruirsi (arriva Jere Innala, sotto contratto ci sono Rasmus Kupari – investimento forse per il futuro, ma rimasto convalescente per quattro quinti dell’annata – e Zach Sanford se recupera in salute, ché dopo una certa botta non lo si vide più in condizioni di brillantezza; agli altri, o un “Grazie, è stato mediamente bello” o un “Le sapremo dire” da prendersi alla lettera, ed infatti le sapremo dire quando può passare a ritirare l’ultimo salario ed il biglietto di ritorno a casina sua). Espresso in termini spassionati: basta con gli esperimenti, basta con i Brendan Perlini e basta con i Mike Sgarbossa e basta con le rivalutazioni dei soliti Jiri Sekac e compagnia cantante, tutte bravissime persone ma quello e non di più. Se la dirigenza bianconera troverà modo di chiudere con Lassi Thomson difensore finlandese che in Nhl non sfonda ed in Ahl (adesso è in quota ai Belleville Senators) fa il suo a mezzo punto per partita come contributo personale, méj amò, non è un “crack” ma peggio di Carl Dahlström – dai, non raccontateci che volete sul serio confermarlo; sì. c’è stato un rinnovo, ma si sa che i contratti sono anche… “diversamente gestibili” – non potrà mai essere, nemmeno con un braccio legato dietro alla schiena.

Per le semifinali, aspettare… – Doveroso complemento: oltre a Davos-Zugo sul 3-1 ed a FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers sul 2-2, rimane apertissima anche la serie tra ServetteGinevra e Losanna, avendo i primi fatto bottino oggi (4-2) e dunque azzerandosi il vantaggio che il Losanna si era costruito 48 ore prima con un chiaro 5-2 a Ginevra.

“Extra moenia” numero quattro per il Governo: a Brissago la seduta

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Centrata la previsione data qui lunedì 2 febbraio (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/sedute-extra-moenia-consiglio-di-stato-mercoledi-in-tappa-ad-isone/) circa la sede della prossima seduta “extra moenia” del Consiglio di Stato: a completamento della croce sud-nord-est-ovest, cioè simbolicamente rappresentandosi i quattro angoli del Canton Ticino – tal fu il pensiero di Norman Gobbi per l’anno presidenziale – e quindi dopo Chiasso, Bedretto ed Isone, luogo scelto per l’appuntamento è Brissago, dove i membri dell’Esecutivo troveranno eccellente accoglienza nello storico Palazzo Branca-Baccalà. Data scelta, mercoledì 1.o aprile. Al termine della seduta, indicativamente attorno alle ore 11.30, momento di incontro con i cittadini. In immagine, Palazzo Branca-Baccalà.

Salvarsi l’anima nella Settimana santa: niente “radar”, niente moccoli…

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In volata verso la Pasqua di Resurrezione, chiamati e vocati a pensieri puri e ad espressioni caste e ad evitare l’invocazione impropria dell’Onnipotente sono i vetturali cattolici ed i vetturali riformati (discorso che vale anche per i vetturali ortodossi, pur slittando costoro alla domenica successiva) che trovinsi sulle strade a sfidare i “radar”, ovvero a non recar danno a sé medesimi per via del piede che somiglia all’alito dopo una trincata di gruppo al grotto; in altre parole, guida sana e prudente e niente moccoli ché poi il don del paesello vi sente. Così i controlli mobili prefigurati, secondo aree e località (tra parentesi, il corpo di polizia competente), nel periodo compreso tra lunedì 30 marzo – e sì, ci siamo giocati già un trimestre – e domenica 5 aprile appunto: nel Distretto di Leventina, Airolo (Polcantonale); nel Distretto di Blenio, Motto (Polcantonale); nel Distretto di Riviera, Iragna (Polcantonale); nel Distretto di Bellinzona, Gudo e Carasso (Polcantonale) e Bellinzona-città, Giubiasco, Gnosca, Claro e Castione (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Locarno, Minusio, Losone, Contone, Locarno-città, Vogorno, Piazzogna, Arcegno, Ascona e Brissago (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Lugano, Rivera, Davesco-Soragno e Gandria (Polcantonale) e Paradiso, Morcote, Gentilino, Cureglia, Cagiallo, Lugaggia, Canobbio, Magliaso, Molinazzo di Monteggio, Massagno, Curio, Mezzovico, Medeglia e Lamone (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Mendrisio, Stabio ed Arzo (Polcantonale) e Coldrerio, Capolago e Chiasso-città (Polcom e Polintercom). Quattro infine – a Castione che dunque offre un “bis”, a Carabietta, a Genestrerio ed a Losone parimenti in raddoppio – i controlli previsti con apparecchiare semistazionarie.

Minusio: attraversamento sfortunato, donna urtata da un’auto

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Non gravi, a prima impressione e solo a prima impressione, le lesioni riportate da una donna che alle ore 16.13 circa di oggi, venerdì 27 marzo, durante l’attraversamento della Cantonale in territorio comunale di Minusio, è stata urtata da una vettura in transito e si è abbattuta sull’asfalto. Assistenza medica garantita da operatori del “Salva” Locarno, sul posto anche agenti della Polcantonale; la donna – età, residenza e nazionalità al momento non note – è stata trasportata al Pronto soccorso della “Carità” e sottoposta a trattamento prioritario.

Stabile in fiamme a Riviera frazione Cresciano, ingenti danni materiali

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Soli ancorché cospicui danni materiali, grazie sia alla rapidità dell’intervento di squadre dei Pompieri Biasca sia all’immediata presa di coscienza da parte delle persone interessate, nel parziale incendio di uno stabile, oggi ovvero venerdì 27 marzo, in territorio comunale di Riviera frazione Cresciano. In fiamme parte della falda del tetto ed alcuni locali all’ultimo piano di una struttura residenziale in via Paradela; l’allarme poco prima delle ore 13.00; la zona è stata interdetta “pro tempore” al transito veicolare e pedonale. Sul posto anche unità della Polcantonale per quanto di competenza.

Calcio / Il Ticino agli Europei 2026. E non è un pesce d’aprile in anticipo

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Se la giocherà, ed anzi: a condizioni ordinarie di organico, è o almeno sarebbe tra i favoriti per il successo finale. Punta secco e deciso al titolo continentale negli Europei di calcio edizione 2026, con propria rappresentativa, il Canton Ticino: calcio vero, quello a 11, quello ufficiale, ed “Euro 2026” (a sintesi di “European football cup”) è la denominazione dell’evento. Pensate che sia uno scherzo da pesce d’aprile stupidamente speso prima della data? Vi sbagliate: la squadra c’è, così come ai nastri di partenza figurano altre cinque Nazionali, ed il campionato – calendario in definizione, tempi già stabiliti – si svilupperà tra lunedì 1.o giugno e domenica 7 giugno sotto egida della Federazione internazionale. Che, ecco, non è propriamente la Fifa ma la Conifa, cioè la “Confederazione delle associazioni indipendenti di calcio”, costituitasi nel 2013, varie decine le realtà aderenti in quanto Paesi “tout court”, o dipendenze, o minoranze etniche, o popoli senza Stato, o regioni, o micronazioni, o Stati senza riconoscimento internazionale in via ufficiale; 10 realtà in Asia, quattro in Africa, cinque in Sudamerica, cinque in Nordamerica, due in Oceania e ben 18 in Europa. Tra queste ultime, il Canton Ticino, già.

“Top secret” le disponibilità di effettivi tra titolari e riserve, al momento, per quanto riguarda la rappresentativa dagli inevitabili colori blu e rossi nello stemma, uno scudo quadripartito con croce bianca al centro e porzioni di simboli da quattro città (la “L” di Lugano, il tradizionale leone rampante d’argento su fondo azzurro che molti scambiano per un leopardo e che rappresenta Locarno, il biscione bianco in campo rosso per Bellinzona et cetera; l’inquartamento, volendosi, sarebbe anche testimone vivido per Mendrisio). Da considerarsi come mere acquisizioni alle cronache del passato, e dunque per nulla indicative circa lo stato odierno dell’arte, le non lievi sconfitte subite nel 2023. Restiamo invece all’oggi che s’invera: fulcro degli incontri per l’“Euro 2026 Insubria” della Conifa sarà lo stadio di Carate Brianza in provincia di Monza-Brianza (Italia), 1’450 posti a sedere (è l’impianto in cui gioca la Folgore Caratese militante in serie D); struttura accessoria, il campo della limitrofa e comprovinciale Verano Brianza, un sintetico con tribune per 300 posti a sedere. Avversari possibili (dipenderà dal girone, prossimi ormai i sorteggi): Groenlandia (nome asceso in tempi recenti alle cronache, è parte della Danimarca ma su di essa sono state manifestate pretesa da parte di Washington), Cipro del Nord (cioè la Repubblica turca insediatasi dopo nota vicenda maturata tra la metà degli Anni ’70 e la metà degli Anni ’80), Rezia (condivisa tra Svizzera ed Austria), Rouet-Provenza (ed è Francia protostorica…) e Padania (nessuna aggiunta necessaria, si suppone). Due i raggruppamenti, sfide di qualificazione da martedì 2 a giovedì 4 giugno, il resto a sviluppo con semifinali e finali. Chissà, a rigore di “derby” un Canton Ticino-Padania o un Canton Ticino-Rezia non dispiacerebbe…

Del Comitato organizzativo fanno parte Alberto Rischio (che è anche presidente della Conifa), Vincenzo Sollitto, Piotr Podlewski, Matteo Melodia (con funzioni specifiche a promozione e sviluppo degli eventi culturali collegati all’evento), Daniele Curcio, Matteo Orizio, Asia Di Palma e Chiara Bazzani. Sullo sfondo, agonismo a parte perché in ogni caso si tratta di portare a casa un trofeo (in immagine), l’obiettivo consiste nel “celebrare il calcio, l’inclusione, l’identità e l’umanità”. Vada come vada, le intenzioni non sembrano né modeste, né malvage.

Les Geneveys-sur-Coffrane: Wer hat Valérie gesehen?

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Seit Dienstag, 24. März 2026, fehlt jede Spur von Valérie B. – die 54-jährige Frau aus Les Geneveys-sur-Coffrane im Kanton Neuenburg verliess um 7:30 Uhr ihr Zuhause und meldete sich seitdem nicht mehr.

Sie ist 165 Zentimeter gross, schlank, trägt eine Brille und hat lange braune glatte Haare. Bekleidet könnte sie mit einer zweifarbigen grünen Daunenjacke sein. Die Frau ist psychisch labil und könnte desorientiert umherirren – die bisherigen Suchaktionen blieben ohne Ergebnis.

Die Neuenburger Polizei bittet dringend um Hinweise! Wer Valérie gesehen hat, soll sich sofort unter 📞 032 889 90 00 melden. Bitte teilen – jede Information kann entscheidend sein!

Achtung: Ab 1. April gilt im Kanton Luzern Leinenpflicht, und wer sich nicht daran hält, zahlt!

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Vom 1. April bis 31. Juli müssen Hunde im Wald und in einem Umkreis von 50 Metern zum Waldrand an der Leine geführt werden. 🌲 Der Grund: Brut- und Setzzeit – Wildtiere und ihre Jungen brauchen jetzt Ruhe und Schutz.

Die Regel ist seit 2014 in der kantonalen Jagdverordnung verankert. Wer seinen Hund frei laufen lässt, riskiert eine Ordnungsbusse von 100 Franken. In Schutzgebieten – wie dem Wauwilermoos oder dem Jagdbanngebiet Tannhorn – gilt die Leinenpflicht sogar ganzjährig, und dort drohen bei Verstoss sogar 150 Franken.

Auch alle anderen Waldbesucher sind gebeten, sich in dieser sensiblen Zeit auf den offiziellen Wegen zu bewegen.

Also: Leine dran und Rücksicht nehmen!

Rumäne, Brasilianer und Nordmazedonier bei Baustellenkontrollen im Thurgau festgenommen

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Grosseinsatz auf den Baustellen des Kantons Thurgau! Am Donnerstag, 26. März, kontrollierten Einsatzkräfte der Kantonspolizei gemeinsam mit dem Bundesamt für Zoll und Grenzsicherheit sowie Fachleuten des Amts für Wirtschaft und Arbeit gleich mehrere Baustellen – in Berg, Bürglen, Sulgen, Kradolf und Frasnacht. 122 Personen wurden überprüft. Das Ergebnis: mehrere Verstösse und zwei Festnahmen.

In Bürglen schnappten die Beamten einen 42-jährigen Rumänen, der zur Verhaftung ausgeschrieben war. Kein Entkommen!

In Kradolf traf die Polizei einen 33-jährigen Brasilianer an – ohne gültige Aufenthaltsbewilligung. Er wird bei der Staatsanwaltschaft Bischofszell angezeigt.

Und das war noch nicht alles: Bereits am Dienstag hatten Beamte in Sulgen einen 50-jährigen Nordmazedonier erwischt. Er arbeitete ohne jegliche Bewilligung auf einer Baustelle – auch er muss sich vor der Staatsanwaltschaft verantworten.

Die Behörden machen klar: Auf den Schweizer Baustellen wird genau hingeschaut!

Hockey Sl / Spareggio Visp-LaChauxdeFonds. E il Sierre è lì in attesa…

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Serata discatoria densa di tensione anche in cadetteria: sul lato destro del tabellone, allo stadio delle semifinali, lo spareggio tra Visp e LaChauxdeFonds effettivamente giunti alla settima partita di questa serie e dunque sul 3-3 (primi due incontri con successi incrociati in trasferta, poi sole vittorie domestiche). Appuntamento impronosticabile; chi vince va ad affrontare il Sierre, nel frattempo liberatosi (ciclo chiuso sul 4-1) dell’Olten. In ballo anche il diritto di sfidare la soccombente del “play-out” di National league nel “barrage”.

Hockey Wl / Titolo fresco in bacheca, Elena Gaberell da Zugo a Davos

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Maglia nuova in arrivo per Elena Gaberell, fresca reduce dall’aver conquistato il titolo svizzero nell’hockey femminile con lo Zugo ed unica ticinese, pertanto, ad aver messo le mani su campionato e Coppa nazionale nella stagione 2025-2026: la non ancora 21enne (genetliaco ad inizio maggio) da Monteceneri quartiere Rivera, sarà da settembre in quota alle DavosLadies, altra compagine emergente (la dirigenza aveva rilevato nel 2023 i diritti delle Turgovia Ladies già Turgovia IndienLadies) e quest’anno eliminata nel pre-“play-off” ad opera delle AmbrìWomen. Per la giocatrice, indifferentemente schierabile in difesa ed in attacco e notoriamente nei ranghi della Nazionale rossocrociata, si tratta della sesta diversa squadra nell’arco di un decennio: giovanili tra Bellinzona (con gli “Under 15”) e Lugano (con gli “Under 15” e con gli “Under 17”), e nel mezzo un transito in serie C femminile con le allora AmbrìPiottaGirls1 da lei ritrovate in cadetteria nel torneo 2021-2022, al tempo in condizione con il LadiesTeam Lugano di massima serie; poi Zugo, per l’appunto, ed ora DavosLadies. In bacheca, due titoli svizzeri (il primo con il LadiesTeam Lugano, annata 2020-2021) e tre Coppe nazionali (2021-2022 sotto insegne delle LuganoLadies, 2024-2025 e 2025-2026 con lo Zugo).

L’editoriale / Se dev’essere addio, che almeno sia una resa con garbo

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Circolano musi lunghi in atmosfera condizionata da rassegnazione e pessimismo e fastidio, fra i tifosi dell’Hockey club Lugano: stasera, al quarto venerdì del mese, il quarto impegno dei quarti di finale ed in situazione di 0-3 contro gli Zsc Lions Zurigo cui dunque manca un solo successo – tre i “match-point” consecutivi – per chiudere la serie. Di rassegnazione e di scontentezza, rilevandosi da un lato la differenza di qualità tra i due gruppi a confronto e dall’altro il fatto che una squadra è entrata sin da sùbito nella modalità propria del “play-off” mentre l’altra non è ancora riuscita ad accendere la luce, a nulla essendo bastato il succedaneo del fiammifero ad illuminare un frammento della seconda partita, cioè quando i bianconeri sono persino riusciti a segnare (nelle due trasferte a Zurigo, invece, asciutto e doppio asciutto): come se per oggi il verdetto sia già stato scritto, come se alla “Resega” di Porza stia per andare in scena non una partita, ma un funerale di terza classe con il commiato dal caro estinto, Il che può essere, per carità: sussiste anche una differenza di qualità intrinseca – si pensi, per dire, al pacchetto degli stranieri – e non manca la perplessità sull’apporto di alcuni indigeni che sembrano aver finito la benzina.

Realtà vuole che il Lugano è forse un po’ più debole di come hanno provato a raccontarci Tomas Mitell allenatore e quelli del suo cerchio magico; realtà vuole che, nel periodo a risalirsi dall’altr’ieri alla ripresa dopo la pausa per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina d’Ampezzo (ma l’interludio c’è stato per tutti e non è pertanto da addursi a scusante per il calo di tensione), Luca Fazzini e compagni sono scesi in pista per nove volte rimediando sette sconfitte e dovendo annoverare a proprio computo positivo soltanto i successi a Porrentruy sull’Ajoie (striminzito 1-0 contro compagine già a quel punto in direzione “play-out”) ed un 4-1 sullo Zugo all’ultima della stagione regolare, cioè lunedì 9 marzo; sempre sulla stessa falsariga i confronti con gli Zsc Lions Zurigo, ché ai noti 0-3 4-5 0-4 nel “play-off” è da aggregarsi anche l’1-4 interno di giovedì 5 marzo, non un episodio, dunque. Lo scarto sta sempre lì: almeno tre reti, sul 2-5 era del resto il punteggio all’ultima pausa di lunedì ultimo scorso, quando gli ospiti avevano iniziato a tirare un po’ i remi in barca e trovandosi infine a correre qualche (relativo) rischio. Eppure i numeri vorrebbero indicare che nelle ultime quattro sfide dirette il Lugano è stato prevalente, se non soverchiante, sugli stessi Zsc Lions Zurigo, considerandosi il numero di conclusioni generate (27 contro 25, 24 contro 21, addirittura 43 contro 23 nel confronto conclusosi sul 4-5, 24 contro 24 due giorni addietro); escludendosi il dato più “rotondo”, abbiamo dunque 75 tiri per il beneficio di… un goal (uno). Nel complesso dei confronti con gli odierni avversari, il “record” recita una vinta (in ottobre…) e sei perse. Okay, allora non è un caso.

Almeno due cosucce nell’eventualità d’una nuova ed ultima sconfitta si vorrebbero e si gradirebbero, da ticinesi e volutamente si trascura la rivalità – per taluni, e purtroppo, ancora manesca – tra Lugano ed AmbrìPiotta, ben consci come si è del dovere i leventinesi ancora navigare tra procelle da “play-out”, rotta buona ma porto lontano. La prima: se non una vittoria, oggi, almeno un congedo che sia degno di questo nome e della dignità del pubblico sempre pagante, dovendo avere tutti – giocatore, allenatore, dirigenza – l’equa contezza del non esservi un domani. La seconda: in caso di sconfitta e dunque di eliminazione precoce dal “play-off”, sia evitata alla stampa ed ai tifosi la manfrina del “Siamo migliorati, abbiamo compiuto passi in avanti, siamo tornati nell’“élite” dell’hockey svizzero, l’accesso al “play-off” corrisponde ai nostri obiettivi, et similia: non ci sarebbe davvero nulla da celebrarsi, mentre su molto – “in primis”, sugli errori di mercato e di strategia – vi sarà da interrogarsi.

Telecamere in luogo pubblico, da luglio una lacrima su… “LviSo”

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Sistemi invasivi, cioè con controllo a schermo in tempo reale, vietati; sistemi dissuasivi, cioè con ordinaria copertura a fini di eventuale accertamento di atti illeciti, consentiti. Sistemi da “approccio situazionale a breve termine”, che è circonlocuzione per rappresentare un’esigenza di intervento nell’immediato, sempre e solo in afferenza alle forze dell’ordine e sotto i vincoli della Legge sulla polizia; sistemi ordinari, invece, con “un certo grado di flessibilità e adattabilità in funzione dell’evoluzione delle contingenze di sicurezza e di ordine pubblico”, e cioè nelle modalità proprie dell’“approccio territoriale a lungo termine”. Su tali parametri e con tali criteri di base la definizione della nuova Legge cantonale sulla videosorveglianza pubblica, in sigla “LviSo” e da ciò di sicuro scaturiranno infiniti “meme” sulle pagine sociali (ne anticipiamo uno: “Fatti riconoscere, mostrami LviSo”), di cui l’autorità pubblica cantonale annuncia stamane l’introduzione con decorrenza dal secondo semestre 2026 ovvero da mercoledì 1.o luglio; le norme, a rigore di quanto era stato approvato in Gran consiglio a metà circa del giugno dello scorso anno, sono funzionali alla copertura sul demanio pubblico e sui beni amministrativi per esigenze sia di sicurezza, sia di ordine pubblico, sia di gestione della logistica. A disposizione delle parti interessate, ossia dei soggetti cui la nuova legge si applica (ad esempio Cantone, Comuni, Patriziati e corporazioni di diritto pubblico delle Chiese riconosciute, ma anche enti ed istituzioni parastatali di Comuni e Cantone e privati investiti di compiti pertinenti al diritto pubblico) è propposto un modello di normativa – per riferimento valga il sito InterNet dell’Amministrazione cantonale – sotto egida dell’incaricato cantonale per la protezione dei dati.

Calcio / Da quattro Continenti su Bellinzona per il “Torneo di Pasqua”

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Motori caldi a Bellinzona per l’81.a edizione del “Torneo internazionale di calcio giovanile”, per molti meglio noto come “Torneo di Pasqua, al ritorno dopo la sosta nel 2024 e nel 2025. Da giovedì 2 aprile in lizza squadre di sette nazioni a rappresentanza effettiva di quattro Continenti ovvero Basilea (Svizzera), Bellinzona (Svizzera), Selezione liceale All Japan (Giappone), Olympique Thiessois (Senegal), Fluminense (Brasile), Gent (Belgio), Metz (Francia) e Midtjylland (Danimarca). Partite sui campi della capitale e con qualche appuntamento – nella sola giornata di sabato 4 aprile – distribuito sui terreni di gioco di Biasca e di Riviera frazione Lodrino. Inizio giovedì 2 aprile, semifinali domenica 5 aprile, finali lunedì 6 aprile; confronti sui 60 minuti (due tempi da 30 minuti) per qualificazioni e semifinali, sugli 80 minuti (due tempi da 40 minuti) per le finali. Ingresso a pagamento dai 16 anni compiuti in su; accesso gratuito, invece, ai minori di 16 anni ed ai sostenitori della campagna di sponsorizzazione “Amici del torneo”. Ad arbitrare semifinali e finali saranno chiamati arbitri ed assistenti operanti in àmbito internazionale; già certa la presenza di Andrea Colombo, Silvia Gasperotti e Maria Sole Ferrieri Caputi.

Borse europee depresse dalle incertezze. E New York fa anche peggio

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.34) Non profilandosi al momento una reale ipotesi di conclusione del conflitto o almeno di tregua in area mediorientale “extended play”, ché – come s’usava dire ad un tempo – la parte più difficile di una guerra annunciata in soluzione nelle prime due-tre settimane è data dai primi… due anni, Borse europee di nuovo sotto pressione stamane e con prospettiva di chiusura sotto la parità anche per quanto riguarda Zurigo, il cui listino primario volse al ribasso con attestazione ultima sui 12’570.26 punti ovvero in perdita pari allo 0.57 per cento secondo lo “Swiss market index”; primato a “Swiss Re Ag” (più 0.67 per cento), in resistenza “Givaudan Sa” e “Nestlé Sa” (più 0.26 e più 0.22 per cento), sul fondo “Swisscom Ag” il cui “meno 3.88” per cento è in realtà rispondente e corrispondente al dividendo staccato per l’appunto oggi, Nell’allargato, in flessione secca (meno 2.82 per cento) il titolo “Barry Callebaut Ag” che risente delle significative fluttuazioni sul prezzo del cacao e dei trasporti. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 1.38 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.73; Ftse-100 a Londra, meno 0.04; Cac-40 a Parigi, meno 0.87; Ibex-35 a Madrid, meno 0.95. Male New York, con perdite fra l’1.54 e l’1.89 per cento sugli indici di consueto riferimento. Cambi: 91.93 centesimi di franco per un euro; 79.83 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin sul controvalore teorico di 52’563 franchi circa per unità.

Italiano, quo vadis? / Comune di Varese, bizze in bozza su Bizzozero

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Da Bizzozero, che fino a meno d’un secolo fa era Comune autonomo e poi fu aggregato alla Varese in funzione di novello capoluogo di provincia, è passata la Storia con la “S” maiuscola, Celti e Romani tra i primi a dotare il luogo d’una natura urbana. Ben nota l’identità del borgo e delle pertinenze; ben nota ma non a tutti nota, si direbbe: secondo l’annuncio dato nelle scorse ore dall’autorità politico-amministrativa centrale (cioè Palazzo estense, in quanto sede del Comune di Varese), e con apposita locandina funzionale alla firma di un importante atto pubblico, il quartiere Bizzozero è diventato “Bizozzero”. “Gnòthi seautón”, “Conosci te stesso”, predicava quel tale…

Varese, auto va a sbattere contro un ostacolo: 61enne in ospedale

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Sotto codice giallo l’assistenza medica ed il ricovero di un 61enne, questa mattina, causa incidente stradale avvenuto alle ore 6.55 circa sul punto di incrocio tra via Magenta – dorsale in uscita dall’accesso all’autostrada italiana A8 – e via Piave, in centro a Varese. Il 61enne, standosi alle evidenze riscontrate da agenti della Polizia locale, non è riuscito a controllare il veicolo che stava guidando e che è andato a collidere con un manufatto. Sul posto sanitari della “Croce rossa italiana”; immediato il trasferimento del 61enne al Pronto soccorso del “Circolo”, dove sono state constatate lesioni dalla media gravità.

Lavoro “sommerso” nel Varesotto, 46 casi scovati in pochi mesi

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Dai fruttivendoli ai gestori di sale da ballo, dal trasporto merci su gomma alla ristorazione, dagli autolavaggi al commercio ambulante alla gestione di parcheggi e di autorimesse: quasi d’ogni genere, insomma, le attività poste sotto osservazione ed oggetto di sanzioni (entità complessiva: oltre 177’000 euro) nell’articolato ciclo di controlli che effettivi della Guardia di finanza hanno effettuato dall’inizio dell’anno in varie realtà territoriali del Varesotto, segnatamente nei Comuni di Gazzada Schianno, Buguggiate, Tradate, Saronno, Busto Arsizio, Vizzola Ticino, Gallarate, Vergiate, Sesto Calende e Cassano Magnago e, per quanto riguarda l’immediata fascia di confine, Luino, Malnate e Cantello. Impressionante il riscontro in materia di lavoro “sommerso”: 32 i lavoratori in nero, 14 quelli irregolari; tra questi, anche tre soggetti in condizione di clandestinità su suolo italiano. 15 i provvedimenti adottati per la sospensione delle attività d’impresa in cui erano state evidenziate violazioni dall’entità oltre la soglia del tollerato (ad esempio, laddove la quota di “dipendenti” irregolari risulta superiore al 10 per cento della forza-lavoro); trasmessi alla magistratura gli atti pertinenti a tre datori di lavoro che avevano per l’appunto utilizzato manodopera senza rispetto delle normative sull’immigrazione.

Hockey Ml / “Play-off”, finale per il titolo: “break” inatteso dell’Huttwil

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Ribaltamento di gerarchie, ed è davvero un colpo a sorpresa, quello cui circa 1’000 spettatori hanno assistito stasera alla “Zingel” di Svitto frazione Seewen, terzo atto della serie finale di “play-off” nell’hockey di Ml ovvero Mhl: una rete di Jan Andreas Weber dopo 8.27 del supplementare ha spinto l’Huttwil sul 2-1 nel ciclo al meglio delle cinque partite, con grave scorno di panchina e pubblico di fede Seewen che, dopo una stagione regolare da 23 vinte contro sette perse e due turni precedenti in modalità pialla su legno di frassino (3-0 al Wetzikon nei quarti, 3-0 al Langenthal in semifinale), sono ora costretti a sperare in due vittorie di fila, la prima già domenica 29 marzo sulla pista di Schwarzenbach nel Canton Berna. I tempi regolamentari si erano ovviamente chiusi sull’1-1, con vantaggio dell’Huttwil al 23.47 (in firma Michael Lüdi, 28enne ripresentatosi quest’anno ai nastri della terza serie nazionale dopo aver scelto, nello scorso campionato, di macinare uno scampolo di prima fase e l’intero “play-off” con lo ZuchwilRegio in Seconda lega, 12 goal e 20 assist in 20 partite) e pareggio del Seewen al 32.56 grazie a Livio Fischer. Verdetto fra 72 ore? Non probabile, ma possibile.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: squillo Zugo, Rappi impalato

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Niente “sweep” per il Davos, in questi quarti di finale dell’hockey di National league: allo Zugo, se non altro, è riuscito stasera il colpo di spezzare l’egemonia dei grigionesi nella serie, che è ora sul 3-1 per il Davos stesso; punto e a capo, contestualmente ed inoltre, nel ciclo di confronti tra RapperswilJona Lakers e FriborgoGottéron, essendo i burgundi risaliti in 48 ore dallo 0-2 al 2-2, e dunque riproponendosi come migliori candidati al superamento del turno in una sfida ora tradottasi al meglio delle tre partite. In Zugo-Davos 5-2, tutto deciso da una soverchiante entrata in materia, 14 tiri contro cinque nel primo periodo e parziale di 3-0 costruito fra lo 0.33 ed il 13.23, in goal Andreas Wingerli, Tomas Tatar e Gregory Hofmann; fiondata di ritorno da parte degli uomini di Josh Holden, massimo riavvicinamento sul 3-2 (a segno Matej Stransky e Simon Ryfors); indi tracollo degli ospiti, 4-2 in superiorità numerica dal bastone di Sven Senteler (46.04, soli due secondi dopo la penalità minore sul collo di Brendan Lemieux) e 5-2 nuovamente da Andreas Wingerli (49.15); 20 tiri per parte, Zugo alla conclusione per sole sei volte tra secondo e terzo periodo, e pur nella vittoria non è questa una buona notizia. Senza storia invece la sfida in landa sangallese, 2-6 il punteggio con doppietta di Yannick Rathgeb per gli ospiti e passaggio determinante fra il 44.39 ed il 48.17, tre proiettili a bersaglio, parziale dall’1-3 all’1-6.

Domani in pista il Lugano, sotto 0-3 contro gli Zsc Lions Zurigo e chiamato a quattro imprese di fila (si inizi con una, dopo la serie da 12 goal subiti contro quattro realizzati) davanti al pubblico di casa. Sul 2-1 il Losanna che si appresta a ricevere un ServetteGinevra non poco frastornato (vinta la prima in casa per 1-0, persa la seconda per 1-5 in trasferta, persa la terza per 2-5 a domicilio).

Mendrisio, tremano e tremino a Tremona i vetturali: nuova “zona 30”

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Novità presumibilmente apprezzabile per i residenti, ma da valutarsi nella logica dei transitanti “fissi” ed occasionali, dall’inizio di aprile in quel di Tremona, quartiere di Mendrisio: nuova zona con limite a 30 chilometri orari, interessate l’area del nucleo storico e il settore residenziale ad est della Cantonale (questa arteria, per contro, non subirà interventi di moderazione del traffico). Prevista inoltre – ma questo sarà discorso successivo ai lavori in programma durante l’estate sulle infrastrutture delle “Aziende industriali Mendrisio-Aim” tra via Gurnaga e via Monte San Giorgio – la realizzazione di un nuovo marciapiede “passante” a protezione dei pedoni che si trovino ad attraversare via Dei Patrizi in corrispondenza dell’incrocio; contestuali la nuova regolamentazione della sosta (con parchimetro collettivo; agevolazioni per quanti vivono in zona) agli stalli lungo via Gurnaga e via Dei Patrizi; programmata una ridefinizione degli spazi per il posteggio in via Dei Patrizi, tra l’altro con l’inserimento di stalli per le moto. E non è finita: come confermano dal Municipio, altre “zone 30” saranno realizzate già nei prossimi mesi.

Capriasca, fiamme sopra l’abitato di Odogno: tre case minacciate

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.44) Effettivi dei Pompieri Lugano e dei Pompieri Capriasca in azione nel pomeriggio, con l’appoggio di due elicotteri, nella zona boschiva sovrastante l’abitato di Odogno, territorio comunale di Capriasca, causa incendio da cui è interessata un’ampia macchia boschiva. L’origine del rogo, sviluppatosi su due fronti, è da presumersi accidentale. Tre edifici residenziali isolati in località Lelgio sono minacciati dalle fiamme; solida tuttavia la linea di difesa approntata, massiccio il ricorso a lanci di acqua dall’alto con prelievo dal Laghetto di Origlio.

Cantù (Como) frazione Vighizzolo: moto contro auto, morto un 57enne

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.00) Deceduto in ospedale, a distanza di poche ore dal ricovero, il 57enne che questo pomeriggio era stato soccorso in codice rosso sull’esito dello scontro tra una moto ed un’auto lungo via Ginevrina da Fossano a Cantù (Como), frazione Vighizzolo. La vittima, come appreso dal “Giornale del Ticino” grazie a fonti locali, è Luciano Ruscinito, cittadino italiano in Carugo (Como). L’episodio poco prima delle ore 15.30; sul posto, oltre ad effettivi dell’Arma dei Carabinieri dalla locale stazione, varie unità della “Croce rossa italiana”. Le condizioni del 57enne erano parse gravissime sin dalla prima assistenza medica con trattamento di primaria urgenza.

Bellinzona, a “TiNerd” edizione 2026 l’inventrice di Geronimo Stilton

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Un’ospite particolare (e di sicuro ben gradita dal pubblico) all’ormai imminente edizione 2026 dell’evento “TiNerd” in calendario per sabato 25 e domenica 26 aprile all’“Espocentro” in Bellinzona (via Giuseppe Cattori 3): a parlare delle sue opere sarà Elisabetta Dami, 68 anni, milanese, inventrice – sembra ieri, e sono invece trascorsi 26 anni – di Geronimo Stilton ovvero di un personaggio che popola libri tradotti in oltre 50 lingue e con distribuzione in oltre 130 nazioni. Nel corso dei colloqui con i visitatori della fiera non mancheranno racconti di esperienze personali (le avventure tra Nepal e Repubblica centrafricana e Tanzania, non esclusa la scalata del Kilimangiaro) e la presentazione della “Saga del clan del Lupo”, una serie di storie di cui sono stati pubblicati già due volumi (il terzo sarà edito in settembre). In immagine, Elisabetta Dami.

Grausame Katzen-Vergewaltigung in einem ruhigen Viertel Roms: Täter noch immer auf freiem Fuß

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Entsetzlich! In dem eigentlich friedlichen Stadtteil Tor Tre Teste wurde die kleine Straßenkatze Rosi zum Opfer einer brutalen sexuellen Gewalttat. Die hilflose Katze wurde schwer missbraucht und misshandelt aufgefunden – mit Verletzungen, die selbst hartgesottene Tierärzte schockieren.

Beherzte Anwohner entdeckten das schwer verletzte Tier und brachten es sofort in die Klinik. Dort kämpft die kleine Rosi jetzt mit Infusionen und starken Schmerzmitteln um ihr Leben. Ihr Zustand ist weiterhin kritisch.

Die Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Sektion Ostia, hat die Kosten für die Behandlung übernommen und verspricht: „Wir geben nicht auf! Rosi soll eine Chance haben.“

Doch die brutale Tat wirft eine dunkle Frage auf: Was sind das für Menschen, die eine wehrlose Katze vergewaltigen?

Im Viertel wird bereits offen spekuliert: Viele Anwohner vermuten Täter aus nordafrikanischen Migranten-Kreisen. Immer wieder kommt es in Rom und anderen italienischen Städten zu solchen extremen Fällen von Tierquälerei, bei denen junge Männer aus Nordafrika oder dem Maghreb im Verdacht stehen. Man kann es kaum glauben – aber genau diese Art von menschenverachtender, perverser Grausamkeit taucht in letzter Zeit gehäuft auf.

Tierquälerei ist kein harmloses „Einzelfall“-Problem mehr. Experten warnen seit Jahren: Wer so etwas mit Tieren macht, hört oft nicht bei Tieren auf. Es ist ein Alarmsignal für die gesamte Gesellschaft.

Die Täter laufen weiter frei herum. Die Polizei ermittelt – doch viele Bewohner fragen sich verzweifelt: Wie lange soll man noch zuschauen, bis endlich Konsequenzen folgen?

Rosi kämpft. Und ganz Rom fragt sich: Wer tut so etwas?

Cuasso al Monte (Varese): stabile a fuoco, rogo circoscritto, nessun ferito

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Né feriti né intossicati, ma danni che potrebbero risultare anche ingenti, nell’incendio divampato questo pomeriggio in un edificio di via Sottobalcone nel Comune di Cuasso al Monte frazione Cuasso al Piano (Varese), interessate le falde ed il sottotetto di vari appartamenti siti all’interno di una corte. All’opera effettivi dei Vigili del fuoco dal capoluogo con cinque mezzi; scongiurata la propagazione delle fiamme ad altri complessi abitativi adiacenti. Da accertarsi le cause del rogo. In immagine, una fase dell’intervento di soccorso.

Gallarate (Varese): detenzione e spaccio, in quattro sotto denuncia

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Due senegalesi, un gambiano ed un africano dalla nazionalità imprecisata e titolare anche di passaporto italiano sono stati deferiti nelle scorse ore all’autorità giudiziaria – reati: detenzione e spaccio di droga – sui riscontri di un’operazione condotta da effettivi della Polizia di Stato in Gallarate (Varese), nella giornata di venerdì 20 marzo, bersaglio la stazione Ffs e le pertinenze. Sotto sequestro “ecstasy” (pastiglie del tipo “Blue punisher”) ed hascisc; documentate due cessioni praticamente sotto gli occhi degli agenti (a carico dei clienti la registrazione come assuntori di droga); sequestrati denaro, un cellulare che serviva anche per i contatti tra delinquenti e terzi ed un tirapugni; altro hascisc ed altra “ecstasy” sono stati individuati in un secondo tempo in vari punti prossimi all’area in cui erano stati svolti i controlli. I quattro soggetti saranno anche oggetto di valutazione con riferimento al complesso di attività illecite loro addebitabili. In immagine, parte dei materiali sequestrati.

Schluss mit der Abzockerei: Pflegebedürftige sollen nicht für den Sparwahn des Kantons bezahlen

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Haben Sie das schon gesehen? Ab dem 1. April 2026 verlangt der Kanton Tessin von Patienten, die auf Spitex-Pflege angewiesen sind, 50 Rappen pro 5 Minuten Pflege, bis zu 15 Franken pro Tag! Das klingt vielleicht wenig, aber für Menschen, die täglich betreut werden müssen, kann das bis zu 450 Franken pro Monat zusätzlich bedeuten. Eine unglaubliche Belastung für ältere, kranke und pflegebedürftige Menschen, die ohnehin schon kämpfen!

Häusliche Pflege ist kein Luxus – sie ist für viele Menschen das Einzige, was ihnen erlaubt, in den eigenen vier Wänden zu bleiben, Würde zu bewahren und teure Spitalaufenthalte zu vermeiden. Und jetzt sollen ausgerechnet diese verletzlichen Menschen die Sparübungen des Kantons bezahlen? Das ist nicht fair und nicht akzeptabel!

Über 4’000 Menschen haben die Petition bereits unterschrieben – jetzt fehlen noch knapp 1’000 Unterschriften bis zum Ziel! Organisationen wie Pro Infirmis, die Grünen, die SP und viele weitere stehen hinter diesem Anliegen. Dieses Anliegen ist mir sehr wichtig – bitte mach mit!

Jetzt unterschreiben: https://act.campax.org/petitions/non-e-colpa-dei-pazienti-1?source=whatsapp&utm_source=whatsapp&share=4830f4c6-091a-44a4-854d-73b9c4b1f414

Valsot (Kanton Graubünden): 37-Jähriger nach schwerem Arbeitsunfall verstorben

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Tragödie in Valsot (Kanton Graubünden). Ein junges Leben ausgelöscht. Am Montag traf es einen 37-jährigen Italiener bei ganz normaler Arbeit in einem Keller im Weiler Raschvella – ein schwerer Naturstein kippte aus einer Mauer und begrub ihn unter sich. Was für ein Schock für alle Anwesenden!

Trotz sofortigem Rettungseinsatz und medizinischer Versorgung kämpfte der junge Mann zwei lange Tage um sein Leben. Am Mittwoch erlag er im Kantonsspital Graubünden seinen schweren Verletzungen. Viel zu jung, viel zu früh.

Ein Mensch geht zur Arbeit – und kommt nicht mehr nach Hause. Diese Nachricht schmerzt. Unsere Gedanken sind bei seiner Familie und seinen Liebsten in dieser unvorstellbar schweren Zeit. 🕯️

Horror-Nacht am Zürichsee: Hafen versinkt im Dunkel, Boote treiben ins Ungewisse

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Schockierende Nacht am Zürichsee. Mitten in der Dunkelheit, kurz nach 2.00 Uhr morgens, versank ein grosser Teil der Beton-Mole im Hafen Tiefenbrunnen einfach im See – lautlos, unaufhaltsam. Boote wurden losgerissen und trieben hilflos auf dem dunklen Wasser, während die Einsatzkräfte der Wasserschutzpolizei im Grosseinsatz alles daran setzten, Schlimmeres zu verhindern. Was für ein Anblick muss das gewesen sein!

Dank dem unermüdlichen Einsatz von Stadtpolizei, Kantonspolizei, Seerettungsdiensten und der Berufsfeuerwehr konnten rund ein Dutzend Boote gerettet, abgeschleppt und in Sicherheit gebracht werden – ein Wettlauf gegen die Zeit auf dem nächtlichen Zürichsee. Rund um den Hafen wurde eine Ölsperre errichtet, um die Umwelt zu schützen. Das grosse Aufatmen: Niemand wurde verletzt!

Warum die Mole so plötzlich nachgegeben hat, liegt noch völlig im Dunkeln – Polizei und das Forensische Institut Zürich ermitteln auf Hochtouren. Wie viele Boote noch unter Wasser schlummern, ist unklar. Der Hafen Tiefenbrunnen bleibt vorerst gesperrt. Betroffene Bootsbesitzer können sich ab 14.00 Uhr unter 044 411 84 39 informieren.

Mendrisio, controlli “mirati” alla stazione Ffs: droga niente, una denuncia

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Modesti esiti, e non si sa se la cosa sia buona o cattiva così come l’intervento è del resto da considerarsi per quello che è stato per tempi e per modalità, ebbe l’operazione di controllo condotta dalle forze dell’ordine, e con significativo dispiegamento di risorse, nel corso della giornata di venerdì 20 marzo a Mendrisio, area stazione Ffs ovvero in fregio a via Stefano Franscini, obiettivo primario la “verifica di eventuali irrregolarità” (così nell’informativa distribuita questo pomeriggio) con primario riferimento all’ordine pubblico e alla cessione di sostanze stupefacenti. 20 le persone individuate e “trattate”, niente droga trovata, niente reati contro la persona; in un caso è scattata la denuncia essendo un soggetto – età e nazionalità e residenza non rese note – in possesso di una bicicletta rubata. Sul campo agenti di Polcantonale, Polcom Mendrisio e Poltrasporti oltre ad effettivi dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini.

Pericolo di incendi, da mezzogiorno niente fuochi all’aperto

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Con annuncio dal portavoce della Sezione forestale in seno al Dipartimento cantonale territorio, con effetto dalle ore 12.00 di oggi, giovedì 26 marzo, torna in vigore il divieto di accensione di fuochi all’aperto. La decisione, che vale per Canton Ticino (nessuna area esclusa) e Moesano, è conseguente sia alle condizioni meteo (venti anche impetuosi su larga parte del territorio) sia all’evoluzione dello stato della vegetazione al piano ed in quota.

Gallarate (Varese), pendolare in “e-bike” per vendere droga: preso

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Era tenuto d’occhio da agenti della Polizia di Stato in Gallarate (Varese), ché un minimo di stranezza trovavano, e non senza ragione, nei continui spostamenti del tizio dal domicilio nell’Altomilanese al cuore del Varesotto, e sempre a bordo di una bici elettrica: potendosi escludere che si trattasse di un salutista o almeno di un soggetto fortemente orientato a rimettersi in forma, e risultando invece che l’uomo era pluripregiudicato ed ammesso al regime della libertà individuale a sconto di una condanna in regime di pena alternativa alla detenzione, ancorché senza stabile attività lavorativa. E difatti, al momento del controllo – esecuzione una settimana fa – con appostamento davanti all’abitazione del tizio di cui trattasi, ecco la prova di un impegno “alternativo” ma non commendevole a rigore di Codice penale: l’uomo, 47 anni, cittadino italiano, proprio spostandosi con la bici clettrica andava a servire un’ampia clientela rifornendola di droga, dal che l’addebito per detenione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Corroboranti per le evidenze di inchiesta sono stati il denaro in banconote di piccolo taglio, presumibilmente provento della cessione di dosi qua e là, ed un piccolo deposito di cocaina (circa 20 grammi) che il 47enne aveva occultato all’interno dell’abitazione insieme con bilancino di precisione, materiali per il confezionamento ed un telefono cellulare da “contatto” con la clientela. Esito: arresto ed associazione al sistema carcerario, con sicuro aggravio della revoca del precedente beneficio.

Ieri esaltazione, oggi riflessione: Borse mondiali di nuovo al ribasso

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.58) Raffreddamento immediato delle prospettive di tregua nell’area “calda” del Medio Oriente (Iran e limitrofi), in aggiunta a qualche annuncio di consuntivi aziendali 2025 e ad un generale clima attendistico fra le cause rilevabili per l’odierno calo sui listini borsistici europei, non esclusa la piazza di Zurigo il cui “Swiss market index” ha lasciato sul campo uno 0.60 per cento con ritorno a 12’641.96 punti; positivi in misura marcata i soli titoli “Kühne+Nagel international Sa” (più 1.21 per cento) e “Lonza group Ag” (più 1.77); sull’altro lato “Sika group Ag” (meno 2.59; evidenza tuttavia da relativizzarsi, avendo luogo oggi lo stacco del dividendo il cui pagamento avrà luogo lunedì) ed “Abb limited” (meno 3.58, dividendo versato ieri). Nell’allargato, flessione secca ma di natura tecnica per “Oc Oerlikon corporation Ag”: il “meno 19.25” per cento, con calo del prezzo attorno ai 3.05 franchi per azione, è conseguenza diretta del dividendo da 85 centesimi anch’esso in distribuzione lunedì. Così nelle altre sedi principali di contrattazione: Dax-40 a Francoforte, meno 1.49 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.70; Ftse-100 a Londra, meno 1.33; Cac-40 a Parigi, meno 0.98; Ibex-35 a Madrid, meno 1.21. Freddo intenso a New York: Nasdaq, meno 2.03 per cento; S&P-500, meno 1.46; “Dow Jones”, meno 0.89. Cambi: 91.63 centesimi di franco per un euro, 79.50 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in arretramento al controvalore teorico di 54’310 franchi circa per unità.

Varese: scontro tra due auto nella notte, 20enne ferito ma fuori pericolo

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Dalla media entità le lesioni riportate da un 20enne cui operatori sanitari della “Croce rossa italiana” hanno prestato soccorso alle ore 1.35 circa di oggi, giovedì 26 marzo, sull’esito della collisione tra due vetture lungo via Generale Antonio Cantore a Varese, periferia sud-sud-est del capoluogo, in prossimità del confine comunale con Buguggiate e con Gazzada-Schianno. Sotto regime di codice rosso la prima assistenza, in codice giallo il ricovero al “Circolo” di Varese, dove i sanitari hanno escluso conseguenze esiziali per il giovane.

Maggia frazione Moghegno, martedì mattina niente acqua potabile

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Niente acqua potabile nella zona servita dall’acquedotto della frazione Moghegno, per quasi tutta la mattinata di martedì 31 marzo, in territorio comunale di Maggia, e meglio fra le ore 8.15 e le ore 11.30 circa, fatti salvi eventi meteorologici al momento imprevedibili. La sospensione del servizio è funzionale ad interventi di primo livello sulla rete principale di distribuzione.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: caro Lugano, il capolinea è vicino

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Alquanto invero il dir ciò spiace: non vi era stata partita nel confronto d’esordio, poco vi fu nel secondo benché qualcosa di diversi sembri voler rappresentare il risultato, nulla vi è stato stasera. Alquanto ed assaissimo al sanguinamento di cuore e visceri il ribadir ciò porta: altri vi racconteranno che la squadra è spalle al muro, che serve un cambio di marcia, che da ora in poi non c’è più spazio per gli errori; non che stiano sbagliando, codesti amabili ed illustri colleghi, ma la realtà è ben più cruda ed a questa bottega non smazziamo illusioni un tanto il chilo così come non ne dispensammo, già a partire da settimane e mesi addietro, per descrivere l’incombente sorte dell’altra ticinese in lizza. Ergo e cioè, standosi sul pezzo fresco: magari non già venerdì alla “Resega” di Porza, ma per il Lugano l’avventura nella stagione 2025-2026 dell’hockey di National league è al capolinea. Un po’ come in certi divorzi: la tiri un po’ in lungo, ma poi si arriva a firmare le carte e peccato, vediamo di mantenere rapporti civili, un giorno ci ricorderemo soprattutto dei momenti belli insieme e non dei disastri che ci condussero a questo passo, et cetera come s’usa con le espressioni di convenienza; ci si aspetta anzi che, a bocce ferme, qualcuno salti fuori con il sorriso stampato e stereotipato e snoccioli arrocchi sui progressi compiuti rispetto all’anno passato (“Avòja”, si lascerebbe sfuggire un romano: dopo una salvezza rimediata al “play-out”, tutto fa brodo; ma si tratterà della quinta eliminazione ai quarti di finale del “play-off” nell’arco degli ultimi sei anni, oltre al menzionato “play-out”), sulla nuova filosofia generatasi dopo l’arrivo dell’allenatore Tomas Mitell, sull’importanza di puntare ad obiettivi più alti perché “capirete, non si arriva in un colpo ai grandi traguardi”, ed in effetti l’ultimo titolo dei bianconeri risale a 20 campionati addietro ed in pista andava sì un Peltonen, ma era Ville padre dello Jesper e dell’Aleksi che erano sul ghiaccio stasera, a Zurigo, contro gli Zsc Lions Zurigo, 0-4 il risultato, 0-3 nella serie al meglio delle sette partite come dire che servirebbero ora quattro vittorie di fila, e per due volte fuori casa. Dai, le lenti colorate di rosa vanno bene sì e no per il giorno di san Valentino, e non è il caso di tirarle fuori.

Persa a zero la prima partita, persa a zero la terza: Simon Hrubec, portiere degli Zsc Lions Zurigo, sarà contento di aver aggiunto un altro “bonus” al suo cospicuo salario. 12 goal subiti in 180 minuti, quattro le reti al passivo questa volta e si dovrebbe anche aggiungere che i ragionamenti velleitari sono durati in effetti un quarto d’ora, difeso lo 0-0 sino a quel punto, poi Sven Andrighetto (15.07), Dario Trutmann (17.29) e Juho Lammikko (20.52) hanno scavato una fossa e si sono presi il lusso di riempirla di coccodrilli. Margine arrotondato a metà dell’ultima frazione, in goal Justin Sigrist (50.06), quando Connor Carrick per il Lugano e Vinzenz Rohrer per i padroni di casa si erano già accomodati negli spogliatoi causa penalità di partita, e legittimo è il domandarsi come sia possibile che un elemento di esperienza (parliamo dello statunitense in quota bianconera, un oro e un argento mondiali quand’era giovanotto, quasi 250 partite in Nhl ed oltre 460 in Ahl; l’avversario da litigio occasionale ha 10 anni in meno di lui…) si faccia buttar fuori in tal modo, cioè a secondo periodo concluso, privando i compagni di un apporto essenziale in funzione di un’ipotetica ma non ancora escludibile rimonta; come predicava Brian Lefley buonanima che fu anche alla transenna dell’Ambrì sull’inizio degli Anni ’90, vi è modo e modo di perdere, ma a farsi male da sé non si dà prova di particolare acume, e questa è la versione edulcorata del concetto.

A proposito di farsi male: in infermeria, sul finire del periodo di mezzo, è finito Sven Andrighetto, punta di diamante degli Zsc Lions Zurigo, 19 goal e 28 assist in 44 incontri alle evidenze del breve periodo, causa impatto duro con Rudolfs Balcers suo compagno di linea; improbabile che un’eventuale defezione dell’attaccante possa costituire problema soverchio per le esigenze tattiche di Marco Bayer dirimpettaio di Tomas Mitell. In uno 0-4 come questo, pur ad evidenza di 24 tiri per parte, da salvarsi resta poco; rilevasi invero che David Aebischer, ruolo difensore, ha chiuso con un drammatico “meno quattro” in statistica personale, essendo effettivamente egli sul ghiaccio in occasione di tutte e quattro le marcature di Patrick Geering capitano e compagni. Vogliamo dirlo, senza infingimenti? Gli Zsc Lions Zurigo sono in modalità “play-off” dal primo minuto della serie; il Lugano a questo stadio non è ancora arrivato, almeno come collettivo, e varie individualità sembrano sparite dai “radar”. Mah.

Nell’altro confronto in programma, equilibrio rotto dal Losanna che è passato d’autorità (5-2) a Ginevra sul ServetteGinevra, 2-1 pertanto e con il prossimo appuntamento a favore di pista; avete ragione, per i Peltonen (babbo Ville siede sulla panchina delle “Aquile”) è stata una serata infame. Sull’1-2 la serie FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers, sul 3-0 quella tra Davos e Zugo,

Hockey Wl / Titolo allo Zugo (sai la sorpresa). Con un tocco di Ticino

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Una ragazza ticinese in festa, stasera, e questo rende meno amaro lo “zero tituli” (manco il bronzo, sfuggito sabato scorso – al supplementare, tra l’altro – nella partita secca con le FriborgoLadies, e questo dopo precoce eliminazione in Coppa nazionale…) delle AmbrìWomen, residua attestazione dell’hockey femminile di “élite” nel Cantone: c’è infatti Elena Gaberell da Monteceneri frazione Rivera, ruolo difensore, 21 anni da compiersi a maggio, nella foto che stasera ha attestato il trionfo dello Zugo in Women’ league, serie finale di “play-off” risolta in tre sole partite sulle cinque disponibili, sconfitto il Berna che almeno ci ha provato ed ancora al 45.33 era staccato di due sole lunghezze, sul 3-5, dopo aver rimontato parzialmente una prima volta dallo 0-4 (tripletta di Ivana Wey fra il 13.44 ed il 27.51) al 2-4, tabellone finale a dire sei per le padrone di casa e tre per le ospiti, sigillo di Rahel Enzler al 59.10. Tutto secondo logica, essendo lo Zugo stato costruito per il successo, 26 vinte contro due perse durante la fase regolare, 3-0 sulle FriborgoLadies al passo di 19 goal contro tre in semifinale, 3-0 sul Berna con 17 goal contro quattro nell’atto conclusivo.

Per Elena Gaberell, una “all-around” che può infatti giocare anche in attacco e con apprezzabili riscontri, si tratta del secondo titolo nazionale (uno era stato vinto nella stagione 2020-2021, in maglia dell’allora LadiesTeam Lugano) in aggiunta a due Coppe nazionali (con lo Zugo) e ad una promozione dalla cadetteria alla massima serie (con lo Zugo, 24 mesi or sono, per dirsi dell’esplosione della squadra). In immagine, Elena Gaberell.

25 marzo 1951, il primo “camping”. Da Mappo allo storico “Verbano”/4

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(quarta parte)

Di quel che avvenne, lustro dopo lustro, formano più che discreta prova le cronache in stampa regionale e nazionale e poi internazionale; su Tenero, ad un certo momento, si diressero gli olandesi (visto, Alois Bussmann, che quegli imbarchi con la “Compagnia delle Indie” erano stati utili?), ed i germanici in massa, e gli ungheresi (sissignori, gli ungheresi, unici a poter godere di un minimo di libertà in escursione al di qua della “Cortina di ferro”), e le esigenze crebbero anche per via del fatto che ciascuno portava con sé qualche abitudine. C’è tuttavia un’altra fonte, per ora inedita ma in corso di esame per eventuale pubblicazione, ed è una sorta di libro mastro tenuto prima da Alois Bussmann e poi da Peter Bussmann ed infine da Manuela Bussmann: non il semplice diario sugli accadimenti, ma uno zibaldone in parte generato dai titolari ed in parte prodotto dagli ospiti, foto di feste, liriche inviate da visitatori, testimonianze di ogni genere e magari, da qualche parte, spunterà anche un messaggio che racconta dell’amore sbocciato tra un centralinista assunto per la stagione ed una ragazza arrivata da Hannover, “Ci vedremo l’anno prossimo, lo spero, ti penso”. La Babele delle lingue, bianco-e-nero delle immagini alternate al “technicolor” nebbioso delle cartoline, insomma.

A ciascuno il suo, e qualcosa in più – Dal compendio si intuiscono il passaggio logico e la perfetta continuità storica dell’esperienza: nel 1966 l’uscita dall’area di Mappo e l’avvio contestuale del “Camping Verbano”, che vivrà fino alla terza decade di agosto 2008 avendo ormai diffuso il verbo, tanti furono di tale esperienza gli emulatori. In ditta Alois Bussmann ed il figlio Peter, quest’ultimo proveniente da formazione come disegnatore tecnico: un mestiere che con l’accoglienza turistica c’entra più di quel che sembra, perché un campeggio è tutto fuorché stasi, ogni metro quadrato diventa importante, per ogni metro quadrato serve una rimodulazione costante, e per ogni isola di “camper” e di tende occorre garantire equo accesso ai servizi, non che Tizio goda della doccia a tre metri dalla tenda mentre Caio si trova costretto a sgambare per un quarto d’ora. Altro ancora portò Alois Bussmann, che ragionava secondo il metro dell’“A ciascuno ciò di cui ciascuno ha bisogno, ma aggiungiamo ogni anno un pezzettino”: sua la richiesta di politiche turistiche funzionali alla bisogna, suoi gli atti che condussero all’introduzione della tassa di soggiorno a beneficio della collettività. In casa, sulla constatazione del fatto che non tutti avevano propriamente l’abitudine di pulire dove avevano lasciato i rifiuti, anche l’avvio della raccolta differenziata del vetro con ottimi strumenti di… persuasione al fine di ottenere la restituzione dei vuoti delle bottiglie.

Addio da nessun posto – La storia sarebbe potuta continuare, di generazione in generazione; la storia si interruppe invece nel 2009, dopo che gli eredi della proprietà del sedime avevano chiesto di tornare nella disponibilità dei terreni. Fu un addio triste, solitario y final, con festa di congedo nell’ultima sera, allegria da naufraghi all’intorno, demoralizzanti persino i musici strapagati e che tuttavia diedero pessima prova di sé, quasi che volessero svignarsela in anticipo come il Pasquale Coppola voce solista dell’“Orchestra Mario Canello” nel tragico Capodanno del ragionier Ugo Fantozzi. Vabbè: era il meno, fu il meno.

La memoria e l’eredità – Serve a nulla, l’essere i primi, se non si lascia una traccia e/o se non si rivendica solo il giusto: massimo esito, in tal caso, il rimanere nella storia come un qualunque Esaù beffato da Giuseppe per il canonico piatto di lenticchie. Di una cosa potrà essere certo Alois Bussmann, quale che sia l’angolo del Paradiso in cui egli si trova e di sicuro con l’abitudine di far progetti da sottoporsi al vaglio di san Pietro: quel suo progetto di “camping” dalla vocazione internazionale divenne modello imitabile e da imitarsi, sin da sùbito. Già nel 1952, non sul Verbano ma sul Ceresio, un paio di microaree “spontanee” e poi la bandiera del Tcs alla Piodella di Muzzano, struttura sotto la direzione di Karl Wyden; l’effetto di propagazione a macchia d’olio sarebbe stato fotografato nel 1963 con l’evidenza di complessivi 21 campeggi nel solo Locarnese, per un’estensione pari a quasi 38 ettari, e di 69 campeggi nell’intero Ticino, 77.52 ettari resi fruibili ed 8’912 tende. A cavallo tra i soli territori comunali di Terero-Contra e di Gordola, ed in effettiva saldatura geografica (la connessione veicolare, oggidì, è data dal cosiddetto “Ponte dei pomodori”), il picco fu raggiunto con nove strutture; una di esse, il “Da Giorgio”, dovette soccombere alla costruzione di un tratto della T21 (fine. In immagine – esclusiva per “Il Giornale del Ticino” -, Alois Bussmann nel 1951, sulla soglia dello stabile al centro del primo campeggio, sulla testa il berretto con il simbolo “Tcs”).

25 marzo 1951, il primo “camping”. Alois Bussmann, da Lucerna al mondo/3

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(terza parte)

Era imprenditore, sì, Alois Bussmann, che al tempo dell’inaugurazione di quel primo campeggio si trovava già nella maturità dei 51 anni; ma era imprenditore “naturalmente” orientato al nuovo, e che qui volle privilegiare il senso e la dimensione dell’esperienza. “Very very confederatto”, avrebbe detto e scritto di lui, parecchi anni dopo, un ospite inglese per nascita e vissuto a lungo in Svizzera interna, quasi a sottintendere che, come sempre, le migliori decisioni di un “confederatto” si basano sul reale e di sicuro la quintessenza di una Tenero con potenziale turistico era data da sole, lago ed accessibilità, il tutto fornito gratuitamente dal Padreterno. Come nel giochino della “Settimana enigmistica”, occorreva solo l’inchiostro di una penna per tirare linee tra i puntini in modo da far spuntare il disegno nascosto: lo fece, appunto, quel discendente dei Bussmann lucernesi, dinastici anche in politica e nel clero ed ancoratisi da più di mezzo millennio e quasi “ab immemorabili” fra lo Stäublig di Sigigen in Ruswil e fra il Seeblen ed il Lindenhof di Hergiswil bei Willisau, ma da sempre affamati di conoscenza e di scoperte, vivacissimo tuttora – anche in relazioni quotidiane, thank you Mister Facebook – il dialogo con cuginame vario del ramo bairense, notevole l’insediamento canadese; e non saremmo forse qui a parlare della nascita dei campeggi in Ticino – okay, non esageriamo: qualcuno ci avrebbe pensato, prima o poi, si spera – se per caso Alois Bussmann, dopo essersi imbarcato quale giovanissimo e talentuoso cuoco di bordo su navi passeggeri che si spingevano sino a doppiare il Capo di Buona Speranza ed il Capo Agulhas in circumnavigazione dell’Africa, avesse continuato ad accettare ingaggi e ruoli di sempre maggior importanza alle dipendenze di una tra le varie “Compagnie delle Indie”, controparte olandese, e vabbè, si disse, impareremo anche qualcosa di olandese, chissà che venga utile un giorno. Da un emisfero all’altro, e ritorno, ed affascinante è infatti il racconto che si fa strada nel repertorio di libretti di lavoro e di altri documenti testimoni della vita avventuosa di Alois Bussmann, tutti materiali che sono stati conservati dall’unica discendente diretta con tale cognome ossia Manuela Bussmann nipote di Alois e figlia del di lui figlio Peter: dalle acque dell’Atlantico si passa alle acque del Reno, piena Sciaffusa ad un passo dalle cascate, qui l’apertura e la conduzione di un ristorante (che purtroppo non esiste più da qualche anno, al suo posto un “fast food”, segno dei tempi); poi il bisogno di un altro cambiamento, sempre sulle acque, sempre a contatto con l’elemento primordiale (si noti: oceano cioè mare, poi fiume, poi lago. Ma lago era stato anche all’origine, lo specchio del Soppensee in fregio a Ruswil, ed appena oltre ecco l’immaginifica estensione sul Sempachersee. Cose, dicono, che un lucernese serba nel cuore), da nord a sud, Ticino, e meglio il Sopraceneri centrooccidentale.

Un successo epocale – Qualche anziano che all’epoca era proprio bimbo potrà ancora raccontarlo avendo visto o, almeno, “de relato”: persone di ogni età incominciarono ad affluire alle rive del Verbano, chi via strada su quattro o su due ruote, chi via rotaia, chi a piedi. La fama crebbe con il passaparola e – sia dato giusto merito alla stampa – suilla scorta di “reportage” a metà tra cronaca ed elzeviro, tanta la curiosità dal cuore dell’Europa per quello strano villaggio che dal nulla tornava a respirare, ad ogni farsi della bella stagione, in forma di comunità dal dirompente consenso e che quasi sempre con il favore delle condizioni atmosferiche, ma a volte anche alzando la testa in direzione ostinata e contraria perché necessariamente ôl bèl vidé l’è poc lôntàn pur se sul Verbano girano procelle da tempesta squassabarche, e poi l’ottobre del Locarnese è un fine agosto dell’Altopiano, suvvia. Espansione da esplosione: una corsetta in avanti ci porterà numeri impressionanti, sino 2’200 tra tende, “camper” e “roulotte” all’acme dell’attività. Esisteva, a quel punto, una Tenero in quanto paese ed una Tenero-due in quanto “camping”, nel frattempo già ridenominato in “Lido Mappo”; i conti sono presto fatti, si pensi anche all’indotto riversato sulla fascia sino a Locarno ed oltre. Il sogno si materializzò insomma come era stato preconizzato: rivoli, torrenti e fiumi di ospiti in arrivo da ogni dove ed attratti dalla magìa del luogo oltre che da un’offerta di soggiorno a prezzi abbordabili. Ed un giorno, ben presto, avrebbero preso forma un’autostrada capace di tagliare la Svizzera da Basilea a Chiasso ed una dorsale egualmente a scorrimento veloce in calata via San Bernardino sino al Locarnese. Ben presto, vabbè: da quella domenica 25 marzo 1951 sarebbero in realtà corsi cinque lustri esatti prima che cadesse l’ultimo diaframma nello scavo della galleria al San Gottardo, ed altri quattro anni e mezzo sarebbero passati prima che l’arteria venisse inaugurata; Alois Bussmann non ebbe modo di assistere essendo venuto a mancare già nel luglio 1972, ma in un certo modo a lui bastò l’aver “costruito” una destinazione turistica (fine terza parte. In immagine – esclusiva per “Il Giornale del Ticino” -, Alois Bussmann insieme con alcuni tra gli ospiti dei primi anni del campeggio).

25 marzo 1951, il primo “camping”. Lo ideò un visionario alla Ray Kinsella/2

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(seconda parte)

Non genio, ma di sicuro creativo ed innovativo, era Alois Bussmann che, forte di qualche competenza in materia di ristorazione e di albergheria, a distanza di nove anni dall’aver rilevato la gestione e la titolarità ed infine la proprietà dell’“Albergo Motta” a Tenero in Comune di Tenero-Contra pensò bene di inventare un “camping” organizzato ed in luogo nel quale suscitare o interpretare nuove forme di turismo: qualcosa che a sud delle Alpi in area italofona, e dunque vale per la Svizzera ed anche per le lande di Tricoloria, non era mai stato visto, fatta eccezione per una struttura sorta nel 1949 a Torino – residui di tende militari ricollocate in zona periferica e temporaneamente riutilizzate, così almeno risulta – ma su basi ed in condizioni affatto diverse. Aveva intuito, Alois Bussmann, che nel Secondo dopoguerra la mobilità sarebbe stata una componente essenziale in vari strati della popolazione, e non solo per chi godesse di uno “status” sociale elevato o mediamente confortevole; era da capirsi se alla mobilità nel lavoro, nelle imprese e nei commerci avrebbe fatto da “pendant” una mobilità anche nella ricerca del tempo di svago come valore integrante la propria esistenza. Alois Bussmann era un Ray Kinsella – a buona memoria: è di Kevin Costner il volto nel film – da “Uomo dei sogni”, cioè quel tipo di visionario che mette del suo sino all’ultimo centesimo, e magari si indebita anche, per arrivare ad un traguardo; così come credeva nel principio delle “Otto ore di lavoro, otto ore per lo svago, otto ore per dormire”, e sia “in proprio” sia in successiva associazione con il figlio Peter sarebbe stato sempre rigoroso nel garantire ai dipendenti ben più di quel che era definito nei contratti-“standard” di lavoro, egli si era disegnato nella mente un progetto nel cui contesto l’ospite avrebbe avuto libertà di scelta del luogo in cui piazzare la tenda (e poi, con l’evolversi del turismo non stanziale, il furgoncino a tendone estensibile o il “camper”), libertà di scelta nella gestione del tempo (camminare correre arrampicarsi nuotare pranzare cenare riposare) e libertà di scelta nei movimenti (se vuoi farti un’escursione di qualche giorno puoi lasciare tutto qui, ci occuperemo noi di aver cura delle tue cose), il tutto a fronte di un modesto corrispettivo economico per la protezione dell’area di insediamento (recinzioni, vigilanza, guardiano all’ingresso) e per un’offerta di servizi basilari (lavanderia, lavabo, docce con acqua calda e fredda, accesso all’elettricità, piazzuole ordinate, disponibilità di spazi comuni, negozietto “in loco” per beni banali e voluttuari). E di più: dal progressivo apprezzamento di tale libertà sarebbe derivato un piacere nella reiterazione, sicché il visitatore del giugno 1954 sarebbe ritornato magari nel giugno 1955 ed avrebbe ritrovato altri già venuti nel suo stesso periodo, e via via, con il trascorrere degli anni, si sarebbe formata una comunità temporanea di “habitué” ben determinati a condividere l’esperienza pur calamitandosi qui da Cantoni o da Paesi diversi. Un’utopia? Vi si risponderà in tre parole: andò proprio così.

Genesi e sviluppo – Tenero-Contra è emblema del Ticino trasformatosi a tappe forzate nel volgere di mezzo secolo, ed il cambiamento si è sommato al fluire delle generazioni, all’effettiva perdita di memoria collettiva ed al sovrapporsi di residenti in arrivo da altre realtà; un passo all’indietro dunque si impone, per esigenze di chiarezza sia nella ricostruzione storica sia nella definizione dei contesti geografici. Punto focale dell’inizio di un’epoca fu Mappo, e come “Tcs Mappo” prese forma quel prodromo di incontro tra natura, aria aperta, voglia di vivere e pieno accesso alle acque del Verbano, esistendo una sia pur minima differenza tra questo ed un accampamento degli “scout”, per dire. Dalla sigla “Tcs” si sarà capito: prima di arrivare all’accordo per l’affitto dei terreni da trasformarsi in campeggio, Alois Bussmann aveva battuto la costiera palmo a palmo, mettendo gli occhi su questa e su quella proprietà e di volta in volta usando il setaccio per scartare le opzioni meno convincenti al pari di quelle non praticabili; serviva infatti non un piazzale, ma uno scenario naturale affascinante e nel quale inserire un complesso rispettando quelle armonie che un turista si aspetta di incontrare; una volta raccolte le informazioni (e le disponibilità, perché qualcuno si chiamò fuori arricciando il naso, poveri noi, dove finiremo, se ci sono questi buzzurri non verranno più in Ticino gli ospiti dei grandi alberghi, eh), la scelta di un “partner” che fungesse anche da egida, e fu per l’appunto il “Touring club svizzero” ma… nella sola sezione di Ginevra, perché altri responsabili di omologhe sezioni o non risposero o fecero spallucce o pensarono che era meglio aspettare l’evolversi della situazione, se va male meglio per noi, se va bene ci accoderemo. D’un buon ettaro e mezzo la prima superficie utile; già nel 1953, tuttavia, sarebbero stati aggregati appezzamenti per altri 50’000 metri quadrati, e cioè parti con uno e ti ritrovi con quattro. Nel volgere di due anni, una simile esplosione, e perché? Perché il successo fu semplicemente spaventoso: tanti vollero essere tra i primi a sperimentare, al Tcs ginevrino si diedero d’attorno nella propaganda, il viaggio stesso (auto con tende stipate tra bagagliaio e sedili posteriori, furgoncini stracarichi di famigliole, singoli o coppie con il semplice sacco a pelo arrotolato ed infilato in uno zaino) divenne parte integrante dell’esperienza ovvero di ciò che si sarebbe potuto raccontare al ritorno dalla vacanza (fine seconda parte. In immagine – esclusiva per “Il Giornale del Ticino” -, il profilo del Verbano in una foto di Alois Bussmann e con le sue indicazioni scritte a macchina per il riconoscimento dei luoghi più interessanti).

25 marzo 1951, il primo “camping”. E Tenero si scoprì capitale del turismo/1

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(prima parte)

Dove oggi trovate il “Camping Tamaro resort” ed il “Camping Lido Mappo”, in territorio comunale di Tenero-Contra frazione Tenero, ad un tempo c’era un solo campeggio. E, prima di quel campeggio, c’era il… nulla, cioè non esisteva un complesso ricettivo di alcun genere. Per essere precisi: come oggi, tre quarti di secolo addietro ed era dunque domenica 25 marzo 1951, domenica di Pasqua, lì nacque la prima realtà strutturata – ingresso sorvegliato, perimetro definito e recintato, piazzuole per tende, piazzuole per i veicoli, servizi collettivi, allacciamenti individuali, assistenza dall’arrivo alla partenza – per l’accoglienza “mobile” in Ticino. In Ticino, e meglio: nella Svizzera di lingua italiana. Nella Svizzera di lingua italiana, e di più: a sud delle Alpi, da Airolo a Pantelleria compresa per quanto riguarda la Penisola. Nessuno aveva mai realizzato un simile progetto, ecco: in quel lembo di terra a Tenero fu inventato il “camping” come attività organizzata. In tal senso, il Ticino e l’Italia sono culturalmente tributari ad Alois Bussmann, elveticissimo soggetto che, reduce da esperienze professionali da un emisfero all’altro dell’orbe terracqueo, aveva specificamente scelto il Sopraceneri centrooccidentale come fulcro per un progetto avveniristico e ben presto oggetto di imitazione e di replica. Il “campeggio” come forma ed espressione del turismo senza vincoli ma con qualche comodità. E il progetto divenne realtà, come storia d’impresa capace di fare scuola, solo che si riconosca l’offerta maturata e consolidatasi nel corso dei decenni. Nella ricorrenza, qui, qualche squarcio di racconto e di testimonianza.

L’uomo e… un mondo a sé – Un aneddoto, per iniziare. Il capo, se è un vero capo, non si scompone davanti ai fatti, nemmeno se clamorosi; men che meno quando la cosa, a parer suo, si può risolvere con strumenti ordinari o straordinari, purché a portata di mano. Fu così che il capo, una volta rilevata la presenza dell’oggetto, provvide a recuperarlo, lo piazzò nel mezzo di un’area recintata ed a distanza dal consorzio degli uomini e delle bestie e solo ad operazioni ultimate fece uso del suo solido italiano ad alto coefficiente germanofono per contattare chi di dovere. Dita sul disco del telefono, numero conosciuto: “Polizia? Puonciorno, puonciorno, kwi Bussmann Alois. Appiamo appena trofato in laco uno bomba krante kome thermos. Kome tire, lui? Bomba, sì, ciusto. Ke fare, porto io lì o fenite foi da me?”. Dall’altra parte della cornetta (quello c’era, stiamo parlando d’or è un buon mezzo secolo, altro che Natel e compagnia cantante) qualcuno sussultò, tant’è che in zona accorsero a frotte e mancarono solo la Sesta flotta americana nel Pacifico ed il Settimo cavalleggeri e poc’altro. In verità, da persona che varie esperienze ai quattro angoli del mondo poteva vantare già al tempo in cui si era insediato nel Locarnese, il citato Bussmann Alois aveva già controllato e sapeva benissimo che nessun danno sarebbe giunto da quel residuato bellico riemerso dalle acque del Verbano; diciamo che, nella circostanza, non gli era dispiaciuta l’opportunità di ribadire all’autorità costituita – da lui più volte sollecitata su quello e su altri argomenti, e non sempre con risposte all’altezza – quanto fosse importante l’incolumità delle persone che frequentavano i litorali e la loro libertà di movimento e di azione, cosa che tra l’altro parte dell’“establishment” politico combatteva in modo acritico e non disinteressato. A doppia sfera l’interesse personale dell’imprenditore: l’una, per il prossimo in quanto tale; l’altra, perché chi veniva sui suoi terreni era un cliente ed al cliente bisogna sempre saper offrire almeno quel che non gli faccia rimpiangere di essere rimasto a casa (fine prima parte. In immagine – esclusiva per “Il Giornale del Ticino” -, Alois Bussmann nel 1951 davanti al terreno su cui stava sorgendo il “Camping Tcs Mappo”).

A margine / Varese-città, dal cortocircuito (mentale) al circuito (stradale)

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Da uno straordinario cortocircuito, ma di quelli che stanno mandando ai pazzi tre quarti almeno degli abitanti nella parte apicale della fu Circoscrizione numero cinque cioè quand’ancora era riconosciuto il tessuto trofoconnettivo di tre fra rioni e quartieri su quel lato della città e trattasi cioè di Belforte, Valle Olona Capitale e San Fermo, è interessata in questi giorni la parte di Varese capoluogo che dà più direttamente verso la frontiera su Gaggiolo e limitrofi. È accaduto infatti che, per volontà della sovrana ed imperiale autorità politica comunale, della storica direttrice di Belforte (omonimo viale) sia stata ridotta drasticamente la carreggiata utile al transito veicolare in funzione di una discutibilmente utile pista ciclabile, e ciò contestualmente alla rivoluzione imposta per quanto riguarda i flussi di traffico da e verso il centro, coinvolta dunque la contigua castellanza di Biumo Inferiore; motivo sufficiente per irritare un’ampia quota dei residenti, dei negozianti e dei vetturali, quotidiane e diuturne le colonne di mezzi leggeri e pesanti, et cetera, benché fra gli obiettivi dichiarati figurasse lo snellimento del traffico. E non è che si stia parlando di un asse secondario: sul fondo di viale Belforte stanno la almeno secentesca chiesa del Lazzaretto, il castello medievale di hohenstaufiana memoria, il camposanto principale, un centro commerciale ben noto anche per dimensioni, l’intersezione con la Statale numero 340 “Briantea” e l’accesso alla tangenziale est.

Si sa però che, cammin facendosi, per solito le cose tendono ad aggiustarsi; ed è accaduto proprio questo, non per merito degli amministratori pubblici ma nel senso che gli automobilisti hanno iniziato a cercare percorsi alternativi… andando ad intasare via Postumia, strada che si sviluppa all’incirca in parallelo – ma ad una quota inferiore per altitudine, e quale pertinenza al rione Valle Olona Capitale – e che poi si riconnette al citato viale Belforte dopo essere confluita in via Quarnero, in pratica generandosi per partenogenesi (indotta) una sorta di circuito. Morale: caos sopra, caos (supplementare) sotto, ripercussioni anche sulla solitamente pacifica via Pola da cui via Postumia si diparte e che, di suo, per i veicoli è strada a fondo cieco. In sostanza: c’era il rischio di scontentare uno (chi sta a Belforte), e sono invece riusciti a scontentarne tre. Memorabili, tutti.

Eritreer betreibt Kiosk als Geldwasch-Maschine: Mit über 100’000 Franken Bargeld festgenommen

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Ein 35-jähriger Mann aus Eritrea wurde am Montag, 23. März 2026, von der Kantonspolizei Zürich verhaftet.

Bereits Anfang Dezember 2025 war der Mann bei einer Kontrolle in einem Zürcher Geschäft aufgefallen – er trug damals über 15’000 Franken auf sich, die er offenbar ins Ausland transferieren wollte. Zudem stellten die Beamten rund 80’000 Franken sicher, die teilweise versteckt und mutmasslich dem Beschuldigten zuzuordnen waren.

Der Mann ist Inhaber eines Kiosks und soll gewerbsmässig hohe Bargeldsummen von Drittpersonen entgegengenommen haben. Ein klassisches Hawala-ähnliches System mitten in der Schweiz – und das über Monate hinweg, ungestört.

Bei einer erneuten Kontrolle am letzten Montag traf die Kantonspolizei den Mann wiederum im selben Geschäft an – diesmal mit über 40’000 Franken auf sich.

Der Verdacht: Der Beschuldigte soll wiederholt grössere Geldbeträge aus möglicherweise kriminellen Tätigkeiten ins Ausland transferiert haben, ohne die gesetzlich vorgeschriebenen Prüf- und Meldepflichten im Bereich Geldwäscherei einzuhalten. Er wurde verhaftet und der Staatsanwaltschaft zugeführt.

Solche Fälle zeigen einmal mehr, wie die Schweiz als Drehscheibe für illegale Geldflüsse missbraucht wird – direkt über den Ladentisch eines Kiosks. Die Ermittlungen laufen.

Lugano-città, auto a fuoco. Tutti in salvo, disagi per residenti e passanti

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Non risultano né feriti né intossicati in séguito all’incendio di un veicolo in transito, questo pomeriggio, lungo via Losanna a Lugano. Episodio dalle presumibili cause accidentali; impegnati soccorritori e forze dell’ordine; temporaneamente interdetti al transito un tratto di via Losanna e due strade laterali; fiamme domate da effettivi dei Pompieri Lugano.

Grancia: lavori sulle banchine bus, da lunedì cantiere ai centri commerciali

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Lavori per l’adeguamento delle fermate per il bus, con decorrenza da lunedì 30 marzo e sino a tutto venerdì 24 aprile, nella zona dei centri commerciali (complesso-unità numero due) a Grancia. In ragione delle necessarie opere di cantiere, previste restrizioni della carreggiata con utilizzo di segnaletica provvisoria. Eventuali prolungamenti delle attività dipenderanno dalle condizioni meteo.

Filo di nota / Inti e Mattia, da uomini-immagine a “peso” per la… società

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Nel pareggio strappato domenica dal Lugano pedatorio allo Youngboys, Mattia Bottani in campo per uno scampolo di partita, cioè solo dall’84.o. Nel successo d’iersera a Porrentruy contro l’Ajoie, scorrendosi lo schieramento dell’AmbrìPiotta impegnato nel “play-out” per la permanenza nell’hockey di National league, niente posto per Inti Pestoni così come niente posto egli aveva avuto nel primo confronto della serie. Non si entra nelle dinamiche di allenatori e dirigenti, ché ciascuno prepara il pranzo con gli ingredienti che preferisce (o con quel che ha, a volte, per carenza d’altro); nessun dubbio, tuttavia, circa il fatto che sia su Cornaredo sia su Quinto si sta addensando una cappa di malumore; in assenza di progetti da condiversi, cioè profilandosi i divorzi nell’uno e nell’altro caso (categoria: “Il giocatore non rientra più nei piani”; Inti Pestoni avrebbe invero un contratto sino a tutto aprile 2027…), utile sarebbe che dalle società uscissero messaggi non fumosi in tal senso. Anche perché Inti Pestoni è l’uomo-immagine della “membership card” della società leventinese, e Mattia Bottani è stato scelto come “testimonial” per la campagna abbonamenti del Football club Lugano per i’annata sportiva 2026-2027, non più tardi di 24 giorni addietro il lancio…

Schüsse vor Schulhaus: Mann schwer verletzt, Täter flüchtig

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Es war ein Montagabend, der die Gemeinde Kirchberg im Kanton Bern erschüttert hat: Gegen 21.15 Uhr kam es beim Schulhaus am Beundenweg zu einer heftigen Auseinandersetzung zwischen mehreren Personen – und plötzlich fielen Schüsse.

Ein Mann wurde dabei mit einer Schusswaffe schwer verletzt. Mutige Dritte brachten ihn unverzüglich ins Spital nach Burgdorf, wo er notfallmässig behandelt wurde. Lebensgefahr kann derzeit nicht ausgeschlossen werden.

Die Täter – mehrere Personen – ergriffen sofort nach der Schussabgabe die Flucht. Sie sollen sich in einem weissen Auto von der Tatörtlichkeit entfernt haben. Wer sie sind und was genau zu der Eskalation geführt hat, ist noch völlig unklar. Die Nationalität der Beteiligten wurde von der Kantonspolizei Bern bislang nicht bekanntgegeben.

Die Ermittlungen laufen unter der Leitung der kantonalen Jugendanwaltschaft auf Hochtouren. Die Polizei sucht dringend Zeuginnen und Zeugen, die den Vorfall beobachtet haben.

📞 Hinweise bitte an: +41 31 303 26 31


Todesdrohung gegen Ex-Freundin: Kosovare in Frauenfeld festgenommen

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Es hätte böse enden können: Ein 26-jähriger Mann hat am Dienstag seine Ex-Partnerin per Nachrichten mit dem Tod bedroht – und wurde kurz vor Mitternacht von der Kantonspolizei Thurgau gestellt.

Laut den bisherigen Ermittlungen schickte der Kosovare der Frau mehrere Drohnachrichten. Was genau ihn zu dieser Tat bewogen hat, ist noch völlig unklar – die Hintergründe werden derzeit untersucht.

Spezialisten der Kantonspolizei rückten aus und nahmen den 26-jährigen noch in der Nacht in Frauenfeld fest. Verletzt wurde zum Glück niemand. Die Staatsanwaltschaft hat inzwischen eine Strafuntersuchung eröffnet.

Der Täter: Ein 26-jähriger Kosovare, wohnhaft in der Region Frauenfeld. Zum Zeitpunkt der Festnahme war er kurz vor Mitternacht noch in der Stadt unterwegs – die Spezialisten der Kantonspolizei Thurgau konnten ihn problemlos dingfest machen.


Treuer Vierbeiner stirbt auf der Straße: Ein Autofahrer konnte nicht mehr bremsen

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Es ist eine Nachricht, die einem das Herz bricht: Am Dienstagnachmittag, dem 24. März 2026, gegen 16.30 Uhr, kam es in Glovelier im Kanton Jura auf der Straße Richtung Sankt Brais zu einem tragischen Unfall – ein Hund verlor dabei sein Leben.

Das Tier lief plötzlich auf die Fahrbahn. Ein Autofahrer, der sich vorschriftsmäßig im Straßenverkehr befand, hatte keine Chance mehr zu reagieren. Der Zusammenprall war fatal: Der Hund starb noch an Ort und Stelle. Ein herzzerreißender Moment – für alle Beteiligten.

Die Straße musste für rund eine Stunde gesperrt werden. Ein Abschleppdienst war nicht nötig. Die Kantonspolizei Jura nahm den Unfallbericht auf; die genauen Umstände, weshalb der Hund allein auf der Straße war, werden noch ermittelt.

Der Fahrer: Ein bislang unbekannter Autofahrer, der laut Polizei regelkonform unterwegs war und offenbar keine Schuld trifft. Er befand sich ordnungsgemäß im fließenden Verkehr, als das Tier unvermittelt die Fahrbahn querte.

Filo di nota / Non tornerà in Parlamento a Roma. Sul ghiaccio, magari sì?

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Non sarà Matteo Luigi Bianchi, benché primo avente diritto in quanto primo subentrante, a prendere il posto del fu Umberto Bossi alla Camera dei deputati, luogo in cui egli stesso era stato presente – da eletto in forma diretta – fra il marzo 2018 e l’ottobre 2022, ovviamente in quota Lega nord: l’annuncio è stato dato nelle scorse ore, avendo l’interessato deciso essere per lui cosa migliore il proseguire nelle attività (professionali, ma anche politiche ed istituzionali: è tra l’altro assessore – l’equivalente di un municipale – nel Comune di Morazzone, “cintura” di Varese) in essere; il seggio sarà pertanto occupato da Manuela Maffioli, al momento in Giunta nella comprovinciale Busto Arsizio. Matteo Luigi Bianchi, libero da impegni almeno su questo fronte, avrà dunque un po’ di tempo a disposizione: pur avanzandosi l’età, ché ad agosto l’anagrafe dirà 47, che direbbe circa un ritorno all’attività hockeystica in Ticino, dove disputò qualche campionato in Terza lega (con i Killerbees Varese, al tempo militanti nel gruppo 1-est) e poi fu arbitro fino all’aprile dello scorso anno? A molti, foss’anche per la presenza in categorie e tornei amatoriali, la cosa non dispiacerebbe…

S’apre (pare) lo Stretto, s’allargano le Borse: Zurigo sopra quota 12’700

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 17.48) Su voci di possibile ridimensionamento delle situazioni belliche tra Vicino e Medio Oriente, e specificamente sulla riattivazione dei transiti lungo lo Stretto di Hormuz, in deciso rilancio marciò – e con listino primario sempre lampeggiante al verde dal tenue all’intenso (al vertice “Partners group holding Ag”, più 3.23 per cento; in coda “Swisscom Ag”, parità) – lo “Swiss market index” ben insinuatosi oltre la barriera psicologica dei 12’700 punti, ad un tempo indicata come soglia di resistenza, e con ultima attestazione su quota 12’718.36 punti ovvero con progresso pari all’1.62 per cento. Simile la situazione nel mercato ampio, dove sintomi e simboli di vivacità giungono soprattutto da “DocMorris Ag” (più 8.79 per cento, possibile svolta nella conduzione del gruppo dopo le sferzate giunte al “management” da un azionista di riferimento) ed “Ams-Osram Ag” (più 10.77). Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 1.34 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.48; Ftse-100 a Londra, più 1.42; Cac-40 a Parigi, più 1.33; Ibex-35 a Madrid, più 1.54. Positiva New York: “Dow Jones”, più 0.82 per cento; S&P-500, più 0.75; Nasdaq, più 1.03. Cambi: 91.56 centesimi di franco per un euro, 79.13 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin rianimato al controvalore teorico di 56’440 franchi circa per unità.

Lavori sul nodo di interscambio a Biasca, viabilità ridisegnata

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Da lunedì 30 marzo nuova fase nel cantiere funzionale alla sistemazione del nodo di interscambio a Biasca, zona stazione Ffs. Il principale provvedimento in fase di adozione, per quanto riguarda la viabilità, è dato dallo sbarramento al traffico veicolare dell’accesso sud di via Alfredo Giovannini (rotatoria zona “Migros”), in entrambe le direzioni, sino a martedì 19 maggio; sarà garantito il passaggio dei pedoni. Per l’accesso alla piazza Centrale ed alla stessa via Alfredo Giovannini, nel caso della citata provenienza, sarà pertanto necessario il transito da via Generale Henri Guisan-via Aleardo e Massimo Pini. Per ciò che concerne il traffico di passaggio nord-sud resta invece attivo il percorso alternativo su via Iragna-strada Industriale-via Industria-via Traversa; nel flusso sud nord, transito sempre garantito in adiacenza del cantiere.

Hockey Sl / “Play-off”, semifinali: Visp e LaChauxdeFonds vanno alla “bella”

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Sarà decisa dallo spareggio secco, in settima partita di una serie programmata per un massimo di sette incontri (appunto), la semifinale del “play-off” per l’hockey cadetto tra Visp e LaChauxdeFonds: messi spalle al muro, i neocastellani sono riusciti stasera a portarsi sul 3-3 con un successo a minimo scarto (3-2) e trovando lo spiraglio vincente solo al 56.27, in “power-play”, grazie a David Lindqvist. Giusta prevalenza, considerati anche i 42 tiri contro 21 in totale, addirittura 32 contro 11 tra secondo e terzo periodo. Venerdì la decisione a Visp; chi perde va a casa, chi la spunta dovrà vedersela con il Sierre già qualificato grazie ad un ciclo da 4-1 sull’Olten.

Hockey Nl / “Play-out”, un eroe all’improvviso manda l’Ambrì sul 2-0

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Una volta fu Igor Lucchinetti, esordiente in quella circostanza nella massima serie, entrato “a freddo” causa espulsione di Nolan Schaefer ed autore di tre interventi mostruosi per dare ai suoi il successo ai rigori sul FriborgoGottéron; un’altra volta, e si era al “barrage” con il Visp, fu Giuseppe “Joey” Isabella a timbrare il goal apotropaico per la salvezza. Sembra sia destino scritto nella storia della squadra: nel momento del bisogno estremo – quando le procelle si addensano, quando la notte è tinta e quando in fondo alla galleria una luce c’è ma non sai se sia il sole o il faro di un InterCity che sta per venirti addosso – spunta sempre il tizio che all’essere un “enfant du pays” associa d’improvviso l’indossare panni da protagonista, necessariamente inatteso ma ancor più necessariamente salvifico. Se l’AmbrìPiotta uscirà indenne da questa serie di “play-out” per la permanenza diretta nell’hockey di National league, avversario l’Ajoie battuto sabato per 5-3 alla “NuoValascia” e stasera per 6-3 a Porrentruy, l’impresa sarà da ascriversi a merito del sempre più sorprendente Nathan Borradori, 20 anni da compiersi in agosto, aletta più o meno alta come il fu Mark Pavelich e più o meno pesante come il fu Mark Pavelich e che ci piacerebbe proprio vedere secca e netta in massima serie, l’anno prossimo, dopo il lungo soggiorno tra i BelliSnakes della cadetteria: magari estemporaneo era parso a taluno l’assist di tre giorni addietro per il 2-2, frutto di determinazione è per contro l’odierna doppietta personale a garanzia del colpo d’ala dall’1-0 al 3-0, minuti 23.08 e 35.38 essendovi stato un primo vantaggio dato da Alex Formenton all’11.09; e diteci, a questo punto, quanti 19enni di vostra conoscenza abbiano firmato in un sol colpo la prima e seconda rete personale in assoluto nell’“élite” dell’arte discatoria.

Peana speso, per il singolo; pena non mancata, per il collettivo che ad un certo punto ha rischiato di mandare al macero i benefici di una lunga corsa di testa. Sul 3-0 all’ultima pausa, difatti, i leventinesi hanno concesso un subitaneo goal sull’apertura della terza frazione (40.53, Anttoni Honka) ed il riavvicinamento sino al 3-2 a metà periodo (49.57, Philip-Michael Devos); caragrazia che qualche smagliatura resta, nella difesa dell’Ajoie, e che prima Tommaso De Luca (53.42) e poi Éric Manix Landry (55.10) ne abbiano approfittato. Ultimo assalto concreto dei padroni di casa ancora con Philip-Michael Devos, superiorità numerica e niente portiere per una pressione a sei-contro-quattro (57.56); in “shorthanded” ed a porta avversaria sguarnita il 6-3 di Chris Tierney. Nota buona: 2-0 nel ciclo al meglio delle sette partite, sabato turno in casa, in teoria mancano solo 120 minuti alle vacanze. Nota pessima: infortunio al difensore Jesse Virtanen, se i guai fossero di lunga durata il resto del “play-out” (a percorsi successivi non si vuole pensare…) sarebbe da disputarsi con soli quattro stranieri. Meglio che non ci si debba pensare, e che si possa invece confidare nei prodigi di quelli che l’infermeria tentano di svuotare, ogni volta, tirando fuori il coniglio dal cappello. Certo che, trattandosi di un ginocchio…

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: Davos da paura, Zugo sotto un treno

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Così, ma proprio proprio proprio perché qui a bottega si è temerari oltre la soglia dell’incoscienza e audaci sino all’estrema imprudenza, stasera ci si sente di azzardare che, per quanto riguarda l’hockey di National league, in semifinale del “play-off” vedremo il Davos, quest’anno. Sì, forse è un troppo osare; ogni tanto, nella vita, bisogna però saper osare, cioè è d’uopo il gettare un cuore – possibilmente altrui – oltre l’ostacolo. Ed in effetti che ha poi fatto di così particolare stasera, il Davos, nel terzo impegno sul lato forte del tabellone? Ha vinto per la terza volta, ha piazzato sette proiettili nella gabbia dello Zugo (che si trova dunque sullo 0-3, cioè ad un passo dall’eliminazione in “sweep”) e questo è riuscito a fare con i primi 15 tiri della partita su un totale di 26 prodotti (31 quelli degli ospiti, ma è stato come il vedere una balena alle prese con il plancton); sul 4-0 con otto tiri al 14.22, Leonardo Genoni ha deciso di averne abbastanza e si è fatto sostituire da Tim Wolf, capitolato poi per tre volte su altre sette conclusioni ma capace almeno di non tracollare; tra i padroni di casa, un assist per ii bellinzonese Michael Fora; dal bastone del parimenti bellinzonese Elia Riva il secondo punto degli ospiti al 33.26, 2-5 a quel momento.

Un segno di vitalità, invece, è giunto contestualmente dal FriborgoGottéron: primo successo (4-0) dopo due sconfitte (2-5, 1-2) ad opera dei RapperswilJona Lakers, Reto Berra allo “shut-out”, 35 tiri contro 18 sembrano raccontare che ai burgundi una speranzuccia è rimasta. Sugll altri fronti, due sole partite disputate ed il terzo turno che incombe: sul 2-0 glI Zsc Lions a danno del Lugano, sull’1-1 ServetteGinevra e Losanna.

Hockey Ml / “Play-off”, serie finale: l’Huttwil impatta, si riparte da Seewen

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Scarto pari a due reti nella sfida di esordio, a favore del Seewen; scarto pari ad un solo goal nel secondo turno, stasera, a favore dell’Huttwil. Sull’1-1 l’atto conclusivo della stagione discatoria in Ml ovvero Mhl (terza serie nazionale); soffertissimo il 4-3, maturato solo al 58.28 per firma di Michael Lüdi già autore del provvisorio 2-0 e dell’assist per il 3-2 in superiorità numerica. Giovedì il ritorno sul ghiaccio nel Canton Svitto.

Colpo di stiletto / “Eurospin” di Luino, occhio al cambio… burbantino

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Ovvio è l’interesse di proprietari e gerenti delle strutture della grande distribuzione organizzata, in fascia italiana di confine e dicansi Comasco, Varesotto e Vco in particolare, a far sì che su tali supermercati converga larga ed ampia e facoltosa clientela dal Ticino; da ciò anche l’indiscussa disponibilità ad accettare valuta svizzera in luogo degli euro. Per contanti, secondo quanto compare in piena vista (nessuno dica di non essere stato avvertito, si direbbe sia il messaggio) all’ingresso del supermercato “Eurospin” di Luino frazione Creva, con la dichiarata pratica del cambio a 1.02 franchi per un euro: 1.02 franchi per un euro, si ripete, come dire fra i nove ed i 10 centesimi di franco sopra il cambio ordinario praticato in una stazione di servizio del Gambarogno, a mo’ di esempio la “Avia” in frazione Ranzo, appena prima della frontiera a Dirinella su Zenna. Su una spesa ordinaria, più del margine garantito dal rimborso dell’Iva per la definitiva esportazione dei beni dall’Italia alla Svizzera… Svista, furbata esosa (a danno del cliente), o che altro? In immagine, il cartello esposto all’“Eurospin” di Luino.

Dai classici ai film, in concerto a Balerna i mandolinisti della “Aurora”

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Su tale strumento, Antonio Vivaldi fu felice di comporre tre pagine degnissime, e tra quanto è conosciuto figurano anche quattro sonatine uscite dalla mente di Ludwig van Beethoven; semplicemente eccelso, fra gli interpreti proiettatisi dal Ticino al mondo, è Duilio Massimiliano Galfetti. Il mandolino, il mandolino nell’espressione orchestrale della “Aurora” di Vacallo, al centro del concerto in calendario per domenica 29 marzo, inizio ore 17.00, alla sala dell’oratorio di Balerna. All’interno di un repertorio impressionante (l’“ensemble” si appresta a celebrare i 100 anni dalla fondazione), brani scelti da vari generi e da vari contesti: un “Guglielmo Tell” rossiniano, la “Colonel Bogey” di Frederick Joseph Ricketts meglio noto come “Kenneth J. Alford”, la “Tritsch-Tratsch” di Johann Strauss, e poi un giro di colonne sonore da film quali “I pirati dei Caraibi”; speciale spazio alla proposta del “Country roads” di Henry John Deutschendorf alias John Denver, qui con l’apporto di due voci. Direzione di Antonio Rezzonico, proposta sotto egida del Comune di Balerna; nell’occasione sarà lanciato il programma dei festeggiamenti per il secolo di esistenza dell’orchestra, tappe fondamentali una mostra documentaria (a Vacallo, “Centro sociale diurno”, da venerdì 17 a domenica 26 aprile), un concerto a fine maggio ed il concerto di gala a fine 2026 (entrambe le date a Vacallo). In immagine, la formazione della “Aurora”.

Castellanza (Varese), tragico incidente in casa: 60enne muore asfissiata

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Una donna di 60 anni, all’anagrafe Adele De Nuccio, è stata trovata morta nella notte tra venerdì e sabato a Castellanza (Varese) sulle conseguenze di un incendio sprigionatosi nel suo appartamento. Le cause del rogo, secondo indicazioni sommarie, sono da individuarsi nella brace di una sigaretta che sarebbe caduta su teli di biancheria e su un materasso, causando il rogo e l’immediata formazione di una nube di fumo dal potere esiziale. All’arrivo dei soccorritori (sul posto sanitari ed effettivi dei Vigili del fuoco), poco prima dell’alba di sabato, nessun segno vitale dal corpo della donna. Gli accertamenti sono stati esperiti da uomini dell’Arma dei Carabinieri. Stamane, nella chiesa titolata a san Bernardo in Castellanza frazione Castegnate, le esequie della 60enne.

Domodossola (Vco): auto si schianta oltre il “guard-rail”, morta una 59enne

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 22.12) Una donna di 59 anni, Anna Maria Galizia all’anagrafe, residenza a Crevoladossola (Verbano-Cusio-Ossola), professione infermiera al “Centro ortopedico di quadrante” nella comprovinciale Omegna, ha perso la vita sul colpo stamane, attorno alle ore 8.07, sull’esito dello schianto della sua auto fuori dalla carreggiata in tratto rettilineo della superstrada di collegamento tra Domodossola e Villadossola, poco prima della stazione di servizio “Tamoil”. Non risultano impatti con altri veicoli; il mezzo, standosi a prima e frammentaria ricostruzione che è suscettibile pertanto di altra interpretazione, è andato a collidere con un muro, indi scavalcando la sezione del guidovia laterale ed arrestandosi, ormai ridotto a rottame, a pochi metri da un albero. Sul posto sanitari, effettivi dell’Arma dei Carabinieri da Domodossola, un’eiiambulanza e una squadra dei Vigili del fuoco; della 59enne, nota anche per le attività nel volontariato, è stato constatato il decesso. In immagine, la carcassa dell’auto.

Frauenfeld: Weissrusse ohne Führerschein und total fahrunfähig klaut von Laden zu Laden

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56-jähriger Weissrusse fährt total fahrunfähig und ohne Führerschein von Ladendiebstahl zu Ladendiebstahl – einfach so durch die Gegend!

Am Montagabend schnappten ihn Polizisten beim Bahnhof Frauenfeld (Kanton Thurgau). Der Mann war zuvor mit seinem Auto zu zwei Läden gerast, hatte dort geklaut und zog dann munter weiter. Trotz Führerausweisentzug und offensichtlich nicht fahrtüchtig.

Blut- und Urinprobe angeordnet, festgenommen und inhaftiert. Jetzt droht Anzeige.

Es wird einfach immer schlimmer.

Vermisst: Andreas Portmann aus Wattwil (Kanton Sankt Gallen)

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Seit dem 8. März 2026 fehlt jede Spur von Andreas Portmann.

Der 27-Jährige ist zirka 184 Zentimeter gross, hat eine feste Statur und kurze braune Haare.
Zuletzt gesehen wurde er am 8. März um 21:56 Uhr am Bahnhof Sargans.
Er trug:

  • schwarze Jeans
  • schwarze Herrenjacke mit gelbem Innenfutter
  • schwarze Schuhe
  • eine rote Kaufland-Tragetasche und einen blauen Rucksack

Er war mit dem Zug S17 von Wattwil nach Sargans unterwegs, wo er als Wochenaufenthalter wohnte.

Hinweise bitte an die Kantonspolizei St. Gallen:
058 229 49 49

Jeder Tipp kann helfen – bitte teilen!

Luino (Varese): attraversa la strada, 78enne urtata e stesa da un’auto

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Auspicabilmente non gravi – manca ancora un riscontro formale dai sanitari – le conseguenze fisiche riportate da una 78enne che alle ore 9.55 circa di oggi, nel corso dell’attraversamento di corso 25 Aprile a Luino (Varese), è stata urtata e stesa sull’asfalto da una vettura in transito. Dinamica dell’episodio al vaglio di agenti della Polizia locale; soccorsi prestati da operatori della “Croce rossa italiana”, comitato locale.

Hammer: 300 Milionen extra für Ukrainer-Sozialhilfe, Kantone bluten

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Ab 2027 sollen fast 30’000 Ukrainerinnen und Ukrainer automatisch von ihrem vorübergehenden Schutzstatus S auf die Aufenthaltsbewilligung B wechseln. Das bedeutet: Sie bekommen künftig die volle Sozialhilfe wie Einheimische – und der Bund zieht sich komplett aus der Finanzierung zurück. Die Rechnung? Mindestens 300 Millionen Franken zusätzlich pro Jahr, die Kantone und Gemeinden stemmen müssen.

Das ist kein kleiner Betrag. Das sind Steuergelder von uns allen, die plötzlich in den Sozialetat wandern, während viele Schweizerinnen und Schweizer selbst mit steigenden Preisen und Krankenkassenprämien kämpfen. Über die Hälfte der Betroffenen ist offenbar weiterhin ohne Arbeit, und trotzdem soll alles auf das Niveau der hiesigen Sozialhilfe hochgefahren werden.

SVP und FDP wollen den automatischen Wechsel per Gesetzesänderung stoppen – das ist auch dringend nötig. Statt immer neue Lasten auf die Kantone abzuwälzen, braucht es endlich eine ehrliche Debatte: Wie lange soll der temporäre Schutz dauern? Wann endet die Solidarität mit echten Kriegsflüchtlingen und wann beginnt die Dauerbelastung für die Schweizer Steuerzahler?

300 Millionen Franken Mehrkosten – das ist der Hammer. Und die Kantone dürfen das jetzt ausbaden.

“Swiss market index”, altro giro sull’ottovolante. E ci scappa un verdone

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.01) Prefigurato in perdita attorno allo 0.40 per cento sull’apertura, spintosi invece sino a 12’467.69 punti sul primo slancio (ore 9.14), indi precipitato a 12’352.46 punti ovvero ben sotto la parità (ore 10.39) ed infine rianimatosi – pur con qualche squilibrio – sino al picco su 12’537.62 punti (ore 16.52) ed al saldo su quota 12’515.94 punti (più 1.02 per cento) lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo, affidatosi oggi a “Kühne+Nagel international Sa” (più 2.35 per cento) e ad un fondamentale qual è “Nestlé Sa” (più 2.18) quali prodotti trainanti; sulla coda “Givaudan Sa” con perdita limitata all’1.09 per cento. Nell’allargato, bella reazione (più 5.69 per cento) del sottovalutatissimo titolo “Straumann holding Ag”. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.07 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.41; Ftse-100 a Londra, più 0.71; Cac-40 a Parigi, più 0.23; Ibex-35 a Madrid, più 0.13. Contrattazioni da magro sulla tavola a New York: “Dow Jones”, più 0.06 per cento; S&P-500, meno 0.22; Nasdaq, meno 0.72. Cambi: 91.61 centesimi di franco per un euro; 79.17 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in flessione al controvalore teorico di 54’767 franchi circa per unità.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: Lugano d’assalto ma sconfitto

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E adesso si fa dura, è dura, e forse sarà troppo dura. Trafitto sabato a Zurigo, dove pur prevalendo statisticamente con 24 tiri contro 21 era rimasto a secco (0-3 sul tabellone), il Lugano dell’hockey di National league esce battuto anche dal secondo confronto per i quarti di finale del “play-off”, consentendo agli Zsc Lions di fare la partita sotto le volte della “Resega” e di uscire con un risicato ma bastevole 5-4 che significa 2-0 nella serie al meglio delle cinque partite, e preparandosi al ritorno in pista mercoledì per mettere un altro mattone sul progetto di ascesa verso il titolo. Lode alla veemenza con cui i bianconeri hanno cercato di raddrizzare il confronto, passando dal 2-5 dell’ultima pausa al 4-5 con 136 secondi ancora spendibili per il riaggancio; lode all’impegno; lode alla determinazione nel generare tiri (prevalenza sia nel primo sia nel secondo sia – e soprattutto – nel terzo periodo, 15-12 13-8 e addirittura 15-3 i parziali per un effettivo 43 contro 23); ma c’è chi capitalizza sulla qualità, ed a capitalizzare sono stati gli ospiti. La successione delle reti: 5.10, Einar Emanuelsson, 1-0; 7.52, Jesper Frödén, 1-1 (a cinque-contro-quattro); 16.54, Jesper Frödén, 1-2; 18.32, Dean Kukan, 1-3; 30.26, Giovanni Morini, 2-3; 33.28, Nicolas Baechler, 2-4; 37.49, Sven Andrighetto, 2-5; 41.49, Jesper Peltonen, 3-5; 57.44, Luca Fazzini, 4-5 (a cinque-contro-quattro). “Plus-minus” drammatici (tre tacche sotto) per Santeri Alatalo e Mirco Müller; tra i portieri, efficienza al 90.70 per cento nel caso di Simon Hrubec estremo degli Zsc Lions Zurigo ed al 78.26 per cento nel caso di Niklas Schlegel estremo del Lugano; ma vi è da sospettarsi che le cose non sarebbero andate in modo diverso se, a protezione della gabbia, fosse stato schierato Joren van Pottelberghe.

Nell’altro confronto della serata, largo successo (5-1) del Losanna sul ServetteGinevra; serie pertanto sull’1-1. Lo stato dell’arte sugli altri due fronti dei quarti di finale: Davos-Zugo 2-0, FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers 0-2.

Como, clandestino (e latitante) nella rete: era ricercato, finisce ingabbiato

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Non poteva non sapere di essere ricercato, avend’egli un cumulo di pena pari a sette mesi e 25 giorni, per furto aggravato commesso nel 2023 ovvero quand’era ancora minorenne; non poteva inoltre non sapere di essere in condizione di clandestinità sul territorio italiano, non disponendo egli di documenti legittimanti la permanenza. Eppure era lì, attorno alle ore 4.00 di oggi, in zona stazione di Como-San Giovanni a Como, ed è stato identificato ed arrestato: trattasi di un 20enne marocchino – residenza ignota, professione ignota, attitudini note – sul quale per l’appunto era gravante un ordine di esecuzione per la carcerazione che è come dire trovalo ammanettalo portalo in galera. Una volta concluse le operazioni di prammatica, gli agenti della Polizia di Stato del capoluogo lariano hanno provveduto al trasferimento del soggetto al “Cesare Beccaria” in Milano.

A margine / Pazzesca Italia. E pazza la Svizzera che non sa farsi rispettare

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Pazzesca nazione si dimostra l’Italia, quando i cittadini sono chiamati alle urne. Pazzesca, si ripete, l’Italia: quando è imposto il “quorum”, cioè serve che votino il 50 per cento più uno degli aventi diritto e ciò vale nel caso del “referendum” abrogativo, già va di lusso se si esprime un terzo del corpo elettorale (l’anno scorso, su cinque temi cinque, non fu raggiunto nemmeno il 31 per cento); quando il “quorum” non serve, come nell’odierno caso di un quesito referendario confermativo, si muovono invece tre cittadini su cinque. Pazzesca, l’Italia, dove un “no” strappato al 53-54 per cento su parzialissima riforma del sistema giudiziario (erano primariamente in ballo la separazione delle carriere dei magistrati ed il sorteggio dei membri del “Consiglio superiore della magistratura”) induce un defenestrato nel consenso popolare a tradurre tale risultato in un “avviso di sfratto” – parole sue – al Governo in carica, ponendosi peraltro le elezioni generali, cioè le Politiche, non domani ma fra un anno abbondante. Pazzesca, l’Italia, dove una consultazione referendaria è percepita e propalata come espressione di un’evidenza di consenso – o di dissenso – politico, con immediata presa di possesso della tolda della nave ai fini di autorivendicazione dei meriti. Pazzesca l’Italia, dove le cose vanno forse meglio oggi rispetto a ieri ma un decimo dei residenti – equivalenza: non meno di 2.2 milioni di famiglie – vive sulla soglia della povertà.

Sino a qui, andandosi a prestito dalla “Alice” del meraviglioso Francesco De Gregori, sarebbe da confermarsi che sì, i pazzi siete voi. Poi, e però, vien da riflettersi su ciò che con quel Paese forma legame persino nelle cesure. Perché è pazzesca, l’Italia, nel caciarame che si forma attorno al nulla cosmico; ma è letteralmente in preda alla pazzia la Svizzera che, nonostante disponga di un consigliere federale italiano per lingua, per origini ed a lungo anche per passaporto e – come se non bastasse – deputato agli Affari esteri, dall’Italia fatica ad ottenere o non riesce “tout court” ad ottenere il rispetto di accordi sovrani ed in essere: vedasi la discriminazione delle aziende svizzere su suolo tricolore, vedasi la non reciprocità di diritti (esempi a iosa, ne citiamo uno minimo ma non di rado fonte di guai: cittadino italiano può guidare in Svizzera un’auto con targhe svizzere, cittadino italiano non può guidare in Italia un’auto con targhe svizzere se non a stringentissime condizioni), vedasi l’unilateralmente denegata riammissione – da oltre tre anni a questa parte – dei richiedenti l’asilo. Cose per le quali di un “referendum”, o di altro atto confermativo, bisogno non c’è.

Cosucce che contano, che pesano, che incidono, e molto molto molto più di una questione giuridica interna in Tricoloria. A proposito della quale, osservandosi la stratificazione geografica nei “sì” e nei “no” espressi (constatazione epiteliale: Varesotto, Comasco e Verbano-Cusio-Ossola, così come Lombardia e Veneto, si sono espressi in senso contrario alla maggioranza del Paese), una sensazione torna: che a qualcuno la circostanza sia giunta buona per regolare i conti, e per rivendicare il ripristino di pregressi privilegi.

L’editoriale / Meno “radar”. Cambio di paradigma, si prenda atto

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Sì, certo, bisogna prestare attenzione alle sfumature. Ma stamane, a margine dell’informativa sul 2025 della sicurezza in Ticino, per quanto riguarda la gestione dei “radar” una sterzata netta e decisa è stata annunciata da Claudio Zali consigliere di Stato e nelle funzioni di direttore del Dipartimento cantonale territorio che sulle attività delle forze dell’ordine gallonate e non gallonate, dopo nota cessione del ramo di azienda da parte dell’omologo Norman Gobbi, ha competenza apicale e non consulenziale: ci sarà un taglio, in quale misura non si sa mentre i tempi risulteranno brevi, giustificandosi tale riduzione nel numero dei controlli “a favore di altre tipologie di verifiche”. In altre parole: diverso l’orientamento, diversa la filosofia operativa, meno meccanicismo nel rapporto tra autorità e cittadino, e maggior attenzione “allo stato psicofisico dei conducenti, in particolare per quanto riguarda l’assunzione di farmaci e di sostanze psicotrope che possono alterare la capacità di guidare un mezzo”, potendosi con serenità affermare che “la velocità non è unica causa né degli incidenti con danni alle persone né di quelli con danni materiali”. In parole povere e concetto pratico, si passa dalla fase (ad un certo momento anche necessaria, si conviene) dell’“O è bianco o è nero”, con sistematico e palese squilibrio a danno dei vetturali nel caso un soggetto intendesse impugnare l’arma del ricorso, al tempo della valutazione, dell’esame contestuale, dell’apprezzamento. Il che, di passaggio, sembra impegnare anche gli agenti ed i responsabili dei servizi a riconsiderare qualche dinamica operativa. Magari non è altra filosofia (né deve esserlo), ma il mutamento di paradigma è manifesto, chi voglia coglierlo.

Chissà se, a questo punto, dai comunicati-stampa scomparirà finalmente un’affermazione stucchevolmente reiterata – “stucchevolmente”, perché indimostrabile ed apodittica – che ad ogni ricorrere di settimana, da anni ed anni, è stata posta a premessa dell’elenco di controlli mobili e semistazionari: secondo cui “la Polizia cantonale e le polizie comunali, nell’àmbito della prevenzione della sicurezza stradale, evidenziano che la velocità elevata è una delle principali cause di incidenti, con esiti talvolta gravi o addirittura fatali”. Sfumature, si ripete; ma che qualcuno prenda atto, se non del reale (che era dato, ancorché ignorato), almeno della correzione di rotta (che sta scritta, ed è chiara). Per inciso: nella produzione degli elenchi sui controlli per la settimana seguente, cosa utile sarebbe da ora in poi anche l’applicazione integrale della volontà normativa a suo tempo espressa in sede di Gran Consiglio. Integrale: nello spirito, e nei termini, cioè alla lettera. Mero suggerimento, sia chiaro; ma quando le cose cambiano, meglio è che esse cambino dalla “A” alla “Z”.

CDU gewinnt Landtagswahl in Rheinland-Pfalz: Machtwechsel nach 35 Jahren

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Bei der Landtagswahl am 22. März 2026 hat die CDU unter Spitzenkandidat Gordon Schnieder gesiegt. Die Partei erreichte 31,0% (+3,3), während die SPD von Ministerpräsident Alexander Schweitzer auf 25,9% (-9,8) abstürzte.

Historisch: Die AfD holte mit 19,5% (+11,2) ihr bestes Ergebnis in einem westdeutschen Bundesland. Die Grünen landeten bei 7,9%, die FDP scheiterte mit 2,1% deutlich an der 5%-Hürde und fliegt aus dem Landtag.

Nach 35 Jahren SPD-Regierung steht Rheinland-Pfalz vor einem Regierungswechsel. Gordon Schnieder wird voraussichtlich neuer Ministerpräsident, die SPD dürfte als Juniorpartner in die Regierung einziehen. Eine Ampel-Mehrheit gibt es nicht mehr.

Wahlbeteiligung: 68,5%

Marokkanischer Tatverdächtiger nach versuchter Tötung in Basel festgenommen

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Ernste Lage in der Nacht zum Montag: Gegen 00.30 Uhr wurde ein 30-jähriger Mann an der Klybeckstrasse unvermittelt mit einer Stichwaffe angegriffen und verletzt. Der Täter flüchtete.

Kurz darauf derselbe Verdächtige an der Ochsengasse: Ein 28-jähriger marokkanischer Staatsangehöriger drang in eine Wohnung ein, bedrohte zwei Personen mit einem gefährlichen Gegenstand – wurde aber von ihnen überwältigt und festgehalten. Aufgrund des Signalements besteht dringender Tatverdacht, dass er auch für den Angriff an der Klybeckstrasse verantwortlich ist.

Der Mann wurde wegen versuchter Tötung festgenommen. Die Kriminalpolizei Basel ermittelt weiterhin zu Motiv und Tathergang.

Fakt ist: Gewalttaten mit Stichwaffen sind ein ernstes Sicherheitsrisiko. Die konsequente Festnahme durch mutige Bürger zeigt: Wachsamkeit und Zivilcourage zählen. 🇨🇭

Schweizer Zollbericht: Zwei irakische Fahrer mit Tonnen illegaler Lebensmittel in Pratteln erwischt

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Kein Zufall, kein Kavaliersdelikt: Der Bundeszoll hat innerhalb von 48 Stunden gleich zwei Fälle von grob fahrlässigem Lebensmittelschmuggel aufgedeckt. Beide Male: irakische Staatsangehörige am Steuer, beide Male: dieselbe Masche.

Am 9. März kontrollierte eine mobile Patrouille des Bundesamts für Zoll und Grenzsicherheit (BAZG) auf der Autobahnraststätte Pratteln einen Lieferwagen mit Schweizer Kennzeichen. Der Fahrer: ein 35-jähriger Iraker, eingereist aus Deutschland. Das Ergebnis der Kontrolle: 1,5 Tonnen tiefgefrorene Pommes frites, 75 Kilogramm Poulet-Produkte, 100 Kilogramm Mayonnaise und 79 Kilogramm Ketchup – alles ungekühlt im normalen Laderaum verstaut. Kein Kühltransporter, keine eingehaltene Kühlkette, keine bezahlten Einfuhrabgaben. Dazu: das Fahrzeug war überladen.

Einen Tag später, am selben Ort, das gleiche Bild: Ein 29-jähriger Iraker wird mit einem weiteren Lieferwagen gestoppt. Wieder: zwei Tonnen Pommes frites, 110 Kilogramm Poulet, dazu 80 Alufolienrollen und 2500 Styropor-Transportboxen. Wieder: keine Abgaben entrichtet, keine Kühlkette, Überladung.

Das BAZG hat in beiden Fällen ein Zollstrafverfahren eingeleitet, die Lebensmittel konfisziert und die Fahrer wegen Überladung verzeigt.

Klare Ansage: Wer Lebensmittel schmuggelt und dabei die Kühlkette missachtet, spielt mit der Gesundheit der Verbraucher. Das ist kein Bagatelldelikt, sondern grobe Fahrlässigkeit mit System. Die Schweiz kontrolliert – und konfisziert konsequent. 🇨🇭

Zwei marokkanische Tatverdächtige nach Einschleichdiebstahl in Ermatingen festgenommen

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Klare Ansage der Kantonspolizei Thurgau: Einbruch wird konsequent verfolgt. In der Nacht zum Montag, gegen 3.45 Uhr, meldete die Kantonale Notrufzentrale, dass zwei Männer an der Gartenstrasse in eine Liegenschaft eingedrungen seien.

Die Reaktion war schnell: Eine Patrouille nahm die beiden Tatverdächtigen noch in Tatortnähe fest. Beide sind marokkanische Staatsangehörige, jeweils 22 Jahre alt. Bei der Festnahme konnte gestohlenes Gut sichergestellt werden. Die Männer wurden umgehend inhaftiert.

Die Ermittlungen laufen. Die Kantonspolizei prüft nun, ob die beiden für weitere Straftaten in der Region verantwortlich sind. Fakt ist: Eigentumsdelikte schaden dem Sicherheitsgefühl der Bevölkerung – und werden in der Schweiz nicht toleriert. Konsequente Aufklärung ist hier kein Luxus, sondern Pflicht.

Ausländerkriminalität: Türkischer Angreifer verletzt zwei Marokkaner in Kreuzlingen

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Kein schöner Sonntagabend an der Döbelistrasse: Gegen 22.30 Uhr eskalierte eine Auseinandersetzung zwischen drei Männern. Ein 31-jähriger türkischer Staatsangehöriger ging laut Kantonspolizei Thurgau aggressiv auf zwei marokkanische Männer (17 und 23 Jahre alt) los.

Das Ergebnis: Alle drei Beteiligten erlitten leichte Verletzungen. Der 31-Jährige wurde umgehend festgenommen und inhaftiert. Die Staatsanwaltschaft Kreuzlingen hat eine Strafuntersuchung eingeleitet. Die Hintergründe der Tat werden noch ermittelt.

Fakt ist: Gewalt hat in der Schweiz keinen Platz – egal wer sie ausübt. Die Aufklärung muss jetzt schnell und konsequent erfolgen. 🇨🇭

Hascisc e cocaina in una tasca, 53enne bellinzonese nei guai a Como

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Intercettato, identificato e sanzionato per possesso di droga, con percorso dalla stazione ferroviaria di Como-San Giovanni agli uffici della Questura in Como, un 53enne svizzero titolare anche di passaporto italiano e residente a Bellinzona quartiere Claro. L’uomo, di cui in sede di accertamenti sono emersi anche vari precedenti di polizia ed almeno un precedente in contesto penale, è stato sorpreso da agenti della Polizia di Stato, attorno alle ore 3.45, nella zona di piazzale San Gottardo ossia in spazi antistanti lo scalo; nelle disponibilità del 53enne due involucri in plastica contenenti hascisc l’uno e cocaina l’altro. La merce è stata ovviamente sottoposta a sequestro.

Borse sbalestrate: ansia, sprofondo, euforia, saldi positivi

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.59) Minimo a 12’053.51 punti (ore 11.49), in sprofondamento con perdita superiore alle due figure; indi improvviso rilancio con picco a 12’533.03 punti (ore 16.14; nel solo intervallo fra le ore 11.49 e le ore 12.06, cioè 17 minuti, uno sbalzo nell’ordine di 473.82 punti…); ultimo messaggio a quota 12’389.68 punti. A saldo della giornata con un guadagno nella misura dello 0.56 per cento lo “Swiss market index”, in attestazione del listino primario ripetutamente colpito nelle opere vive e sul quale continuano a svolazzare gli spettri delle crisi geopolitiche in più angoli del mondo, primariamente tra Vicino e Medio Oriente, come raccontano le risposte oltre la soglia dell’umorale e con tendenza allo schizofrenico: fatta la tara per via di qualche flessione dei prezzi causa stacco del dividendi (è questa la stagione, del resto: “ex-date” tra l’altro in vista per “Swisscom Ag” e “Sgs Sa”), dominante in cifra verde il titolo “Compagnie financière Richemont Sa” (più 5.06 per cento, scarto attorno al cinque per cento nel citato periodo), improvviso transito di gran parte del listino dal profondo rosso (“Sika group Ag” ed “Abb limited”, per dire, stavano navigando in perdita superiore al quattro per cento) al verde più o meno accentuato; in coda “Nestlé Sa” (meno 1,33 per cento). “Sonova holding Ag” (meno 5.85, anche per ragioni endemiche) e “Bb biotech holding Ag” (meno 5.62) fra i più penalizzati nell’allargato. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 1.22 (da meno 2.30) per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.02 (da meno 2.84); Ftse-100 a Londra, meno 0.24 (da meno 2.48); Cac-40 a Parigi, più 0.79 (da meno 1.80); Ibex-35 a Madrid, più 1.04 (da meno 2.53). In spolvero New York: “Dow Jones”, più 1.81 per cento; S&P-500, più 1.57; Nasdaq, più 1.76. Cambi: 91.29 centesimi di franco per un euro, 78.47 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin attorno al controvalore di 55’687 franchi per unità.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: Davos e Rappi già al raddoppio

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Piega non sorprendente in un caso e, per contro, eclatante sull’altro hanno assunto stasera i quarti di finale del “play-off” nell’hockey di National league, lato forte del tabellone, serie al meglio delle sette partite: sul 2-0 il Davos contro lo Zugo, sul 2-0 anche i RapperswilJona Lakers (si ricordi: giunti dal giro del “play-in”, ed essendo dovuti passare dal secondo turno…) contro il FriborgoGottéron che si era classificato in piazza d’onore al termine della prima fase, tra l’altro a media di 1.923 punti per incontro, tripla cifra nel tabellino, “più 46” il saldo tra goal realizzati e goal subiti. In Zugo-Davos 0-2 (primo confronto: 4-3 con prodigiosa rimonta dei grigionesi dall’1-3), due periodi – il primo ed il terzo – a bassissima intensità di tiro utile, 10 conclusioni sul conto dei padroni di casa ed otto su quello degli ospiti; da Simon Knak (32.43) il vantaggio, a 28 secondi dall’ultima sirena il raddoppio di Adam Tambellini a gabbia avversaria lasciata sguarnita; Sandro Aeschlimann in “shut-out”. Più faticoso il 2-1 dei RapperswilJona Lakers che 48 ore prima, in landa burgunda, si erano imposti per 5-2: soverchiante qui la produzione offensiva degli ospiti (35 tiri contro 23) e 0-1 siglato all’11.48 da Maximilian Streule; Tyler Moy in “power-play” per l’1-1 (23.34), sorpasso e successo grazie a Gian-Marco Wetter – già autore del goal di apertura nel precedente confronto; alle statistiche, sole nove reti nelle 52 partite disputate durante la stagione regolare… – al 34.10. Domani il completamento del secondo turno con Losanna-ServetteGinevra (situazione: 0-1) e Lugano-Zsc Lions Zurigo (situazione: 0-1).

Calcio Dna / Punto rimediato a Berna, il Lugano scivola al quarto posto

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Salvato da un rigore (a bersaglio Anto Grgic, 65.o minuto: massima punizione accordata per fallo di Chris Bedia su Uran Bislimi) il Lugano nella peraltro complicatissima trasferta sul campo dello Youngboys, oggi, turno numero 31 del calcio di massima serie: 1-1 il risultato finale dopo infelicissima entrata in materia (primo tiro dei bernesi, minuto 5, e vantaggio grazie ad un sinistro di Alvyn Sanches su assist di Alan Virginius) e lunga sofferenza testimoniata anche dalla netta prevalenza dei padroni di casa al momento di cercare la soluzione (otto conclusioni sul bersaglio contro quattro, a favore tutte le statistiche compresi calci d’angolo e passaggi riusciti). Lugano ora scivolato al quarto posto causa vittoria del Basilea ma nella quasi aritmetica certezza dell’accesso alla seconda fase in tale o in migliore posizione (Sion e Youngboys si trovano ben staccati); prossimi incontri, Thun in casa e Zurigo in trasferta.

I risultati – Servette-Grasshoppers Zurigo 5-0 (ieri); Zurigo-Thun 2-1 (ieri); Sion-San Gallo 1-1 (ieri); Winterthur-Basilea 0-2 (oggi); Lucerna-Losanna 4-0 (oggi); Youngboys-Lugano 1-1 (oggi).

La classifica – Thun 71 punti; San Gallo 56; Basilea 52; Lugano 51; Sion, Youngboys 46; Lucerna 39; Servette, Losanna 36; Zurigo 34; Grasshoppers Zurigo 24; Winterthur 19. Thun, San Gallo, Basilea, Lugano, Sion, Youngboys qualificati sul lato alto; Lucerna, Servette, Losanna, Zurigo, Grasshoppers Zurigo, Winterthur alla “poule”-salvezza.

Hockey Sl / “Play-off”: Sierre in finale, Visp vincente e sulla buona strada

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Si era imposto nella stagione regolare, ha chiuso sul 4-1 la serie dei quarti di finale contro i GrasshoppersLions ZurigoKüsnacht, stasera ha replicato con identico 4-1 all’Olten. Sierre primo finalista nell’hockey cadetto, e l’argomento è di un certo qual interesse per varie ragioni non escluso l’eventuale “barrage” cui sarebbe costretto l’AmbrìPiotta nel caso i leventinesi si trovassero sconfitti al termine del “play-out” con l’Ajoie, grazie al 2-1 strappato nel supplementare. Vallesani reduci dall’aver espugnato la pista dei solettesi per due volte tra domenica scorsa e venerdì e determinatissimi a chiudere i conti; sostanzioso apporto di rinforzi dai BelliSnakes (Olmo Albis in difesa, Niccolò Mansueto in attacco) oltre alla pattuglia dei ticinesi già stanziali (ad esempio Ryan Mazzola in terzo blocco dietro e Roberts Cjunskis al centro del quarto blocco davanti); 1-0 grazie ad Emils Veckaktins (22.09, assist in prima dal citato Ryan Mazzola); risposta dei solettesi con Gian Janett al 34.22; all’ultima pausa, 27 tiri contro 15 ma stato dell’arte immutato; 40-29 l’analogo riscontro statistico allo scadere dei regolamentari. Poi una tempesta ad abbattersi sulla gabbia degli ospiti: all’11.o tiro in 13 minuti e 43 secondi ecco il disco che trafigge Lucas Rötheli per il 2-1, Sierre promosso, Olten a casa.

Sul 3-2, invece, si spinge la serie tra Visp e LaChauxdeFonds: chiaro (5-1) l’odierno successo dei vallerani guidati alla transenna da Luca Gianinazzi, ancorati in attacco sul sempre più convincente Alessandro Lurati e sostenuti in difesa dal parimenti luganese Angel Anthony Lovecchio, 21enne di filiera giovanile sotto le volte della “Resega” e lo scorso anno transitato in North American hockey league (Nahl), livello “iunior A”, con 43 presenze tra Anchorage Wolverines, Minnesota Wilderness e Shreveport Mudbugs. Partita in discesa: 1-0 all’8.20 (Vincent Ryser), 2-0 al 22.51 (Andy Ritz), 3-0 al 24.23 (Dario Burgener), 4-0 al 25.49 (Noah Fuss); spunto tardivo degli ospiti con Emil Molin (46.00, a cinque-contro-quattro), ultimo sigillo dal bastone di Joel Marchon (57.58). Martedì, in landa neocastellana, o verdetto o rinvio alla “bella”.

Messer-Drama in Zürich Kreis 4: 26-jähriger nach Streit lebensgefährlich verletzt

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Nacht zum Sonntag, 3.30 Uhr. An der Bushaltestelle Militär-/Langstrasse eskaliert ein Streit zwischen mehreren Personen. Was als verbale Auseinandersetzung beginnt, endet im Blutbad: Ein 26-jähriger Mann wird mit einer Stichwaffe attackiert – und am Oberkörper lebensbedrohlich verletzt.

Eine Streife der Stadtpolizei Zürich entdeckt den Schwerverletzten kurz nach der Tat. Notärzte leisten Erste Hilfe, der Mann wird mit schweren Verletzungen ins Spital eingeliefert. Sein Zustand: kritisch.

Die Hintergründe? Unklar. Motiv? Unbekannt. Täter? Auf der Flucht. Die Kantonspolizei Zürich und die Staatsanwaltschaft für schwere Gewaltkriminalität ermitteln mit Hochdruck. Forensiker sichern Spuren, Zeugen werden dringend gesucht – besonders alle, die zwischen 3.30 und 3.45 Uhr im Bereich Militär-/Langstrasse unterwegs waren.

Fakt ist: In Zürichs Ausgehviertel Kreis 4 häufen sich gewalttätige Zwischenfälle in den frühen Morgenstunden. Alkohol, Provokationen, schnelle Eskalation – und am Ende liegt jemand mit Messerstichen im Krankenhaus. Wer in solchen Nächten unterwegs ist, sollte nicht nur wachsam sein, sondern auch wissen: Ein falsches Wort, eine falsche Bewegung – und es kann zu spät sein.

Die Polizei bittet um Mithilfe: Hinweise unter 058 648 48 48. Jeder Tipp kann helfen, den oder die Täter zu fassen. Denn eines ist klar: Wer mit dem Messer zusticht, hat den Respekt vor menschlichem Leben verloren. Und das ist kein Kavaliersdelikt – das ist schwere Gewaltkriminalität.

McLaren-Desaster in Leibstadt: Wenn der Boliden zum Schrotthaufen wird

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Samstagabend, 17.30 Uhr. Ein 32-jähriger „Pilot” denkt, er könne seinen McLaren auf der schmalen Bahnhofstrasse wie auf der Rennstrecke behandeln. Fehlanzeige. Nasse Strasse, zu viel Tempo, zu wenig Können – und der teure Schlitten wird zum Projekt für die Spenglerei.

Der Fahrer, begleitet von einem 33-jährigen Beifahrer, verliert die Kontrolle, schießt rechts über die Fahrbahn und knallt mit voller Wucht gegen einen Baum. Ergebnis? Beide Insassen bleiben unverletzt – Glück im Unglück. Der McLaren? Erheblicher Sachschaden. Was das kostet? Schnell mal fünf- bis sechsstellig, je nach Laune der Werkstatt und Verfügbarkeit der Ersatzteile. Denn bei einem Supercar ist nichts „einfach mal repariert”.

Die Kantonspolizei Aargau ermittelt: Geschwindigkeit nicht den Witterungsverhältnissen angepasst. Klartext: Wer bei Nässe mit einem 600-PS-Monster unterwegs ist, sollte mehr können als nur Gas geben. Der Fall geht an die Staatsanwaltschaft. Ob da noch ein Bussgeld oder gar ein Fahrverbot dazukommt? Möglich.

Fazit: Ein Boliden ist kein Spielzeug. Wer ihn nicht beherrscht, zahlt am Ende nicht nur mit Geld, sondern riskiert auch Leben – seines und das anderer. In Leibstadt ging’s glimpflich aus. Beim nächsten Mal muss das nicht so sein. 🚨

Hockey Ml / “Play-off”, finale per il titolo: è del Seewen il primo squillo

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Sofferta ma sostanzialmente meritata affermazione del Seewen, questo pomeriggio, all’atto inaugurale delle finali di “play-off” per l’hockey di Ml ovvero Mhl (terza serie nazionale): 3-1 sull’Huttwil, a conferma del beneficio del fattore-pista, in ciclo al meglio delle cinque partite. Cronaca: svittesi sùbito avanti (4.15) grazie a Mika Burkhalter, 24enne che ai tempi girava nelle Nazionali rossocrociate sino alla “Under 20” e poi trovandosi un po’ sottovalutato; battaglia a colpi di penalità minori nella frazione centrale, ma senza novità effettive; 2-0 di Livio Langenegger in apertura di ultimo periodo (41.45), risposta di Robin Nyffeler (49.39), situazione in bilico sino al richiamo del portiere Siro Nicola Wyss (58.19) ed al subitaneo 3-1 di Yannick Capaul (soli sei secondi dopo; dicasi sommariamente che non è stata premiata la strategia della panchina ospite). “Game over”, martedì secondo appuntamento. Il Seewen era reduce dalla “sweep” imposta al Langenthal (2-0, 4-0, 5-4 ai rigori); l’Huttwil si era sbarazzato del Thun in quattro incontri (5-4 ai rigori, 5-1, 2-4, 3-2).

Sedrun: Mutter stirbt qualvollen Tod vor Augen ihrer Kinder, Schulcamping wird zum Albtraum

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Was als unbeschwertes Schulcamping in den Bergen hätte beginnen sollen, endete in einer Katastrophe, die eine ganze Gemeinschaft erschüttert. Am Freitagmorgen gegen 10.00 Uhr verwandelte sich eine ruhige Wohnstraße in Sedrun in einen Ort des Schreckens.

Ein 87-jähriger Autofahrer verwechselte Gaspedal und Bremse – was folgte, ist ein Alptraum für alle Beteiligten. Sein Fahrzeug raste in eine Gruppe von Schülern und Betreuern auf dem Weg zu ihrem Lager.

Eine 47-jährige Frau kämpfte vergebens ums Überleben – sie erlag noch an der Unfallstelle ihren schweren Verletzungen. Eine Mutter, deren Leben plötzlich ausgelöscht wurde.

Zwei 13-jährige Mädchen wurden mittelschwier bis schwer verletzt und mussten mit dem Rettungshelikopter in die Kantonsspital Graubünden und Luzern geflogen werden. Ein Junge kam mit leichteren Verletzungen davon.

Während die Rega, die Feuerwehr Sursassiala und Rettungskräfte alles gaben, brach für die Angehörigen eine Welt zusammen. Das Grischun Care Team kümmert sich um die traumatisierten Gruppenmitglieder.

Wie kann so etwas nur passieren? Die Kantonspolizei Graubünden ermittelt unter der Leitung der Staatsanwaltschaft.

Unsere Gedanken sind bei der verstorbenen Frau, ihrer Familie und allen Betroffenen. 🕯️

Droga nascosta nei… fari dell’auto: tunisino 20enne beccato a Como

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La droga nascosta nei pantaloni o nel taschino della camicia, un classico. La droga nascosta sotto un’ascella, in sacchettino incerottato a fior di pelle, non frequentissima ma con qualche ricorrenza in cronaca. Che dire, però, del trasporto di sostanze stupefacenti (per lo spaccio minuto, non nella tipologia dei corrieri transnazionali che viaggiano con i pacchi sotto i sedili dell’auto) all’interno del coprivolante e persino dei fari anabbaglianti? Qualcosa s’ha in effetti da dire: l’artificio è ingegnoso, ma chi è deputato ai controlli si trova avanti di una pista, con licenza e senza ironia parlandosi. L’ha scoperto, a sue spese ed ora non gli sarà facile il venir fuori dai guai, un 20enne tunisino con residenza a Merone (Como) e che ieri mattina è incappato in ordinari controlli da parte di agenti della Polizia di Stato in territorio comunale di Como, lungo via Bellinzona ossia la sinuosa dorsale premontana che dalla propaggine nord-ovest del quartiere Borgo Vico giunge sino al valico sulla frazione Ponte Chiasso: cocaina ed hascisc erano stati occultati per l’appunto tra volante e coprivolante, un paio di “clic” dei bottoni e la merce risultava disponibile per la consegna; nelle tasche del giovane, 280 euro presumibilmente provento della cessione di altro prodotto; ad avvenuto trasferimento del soggetto e della sua auto nelle pertinenze della Questura, su azione dei cani antidroga “Aran” e “C4” la scoperta di altro hascisc in uno dei citati fari anteriori. Del 20enne, che era tra l’altro illegalmente in possesso di una bomboletta di “spray” urticante, è poi emerso un precedente: già in febbraio una denuncia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio, ergo reiterazione del reato e nuova pendenza in arrivo.

Hockey Wl / “Play-off”, finale: lo Zugo replica, altri 60 minuti e sarà trionfo

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Quote forse al pari (se non sotto) per lo Zugo ed a 200 contro uno per il Berna, andandosi a spannometro, circa l’esito della corsa al titolo nazionale 2025-2026 nell’hockey femminile: in replica del 7-1 inflitto alle “Orsette” iersera, Lara Stalder e compagne hanno risolto questo pomeriggio a proprio vantaggio anche il secondo confronto in una serie al meglio delle cinque partite ma che pare ormai destinata a definirsi in altri 60 minuti, e poi amen. 4-0 il risultato su pista avversa, con reti di Noemi Neubauerova (8.25, in superiorità numerica), Ivana Wey (18.47), Rahel Enzler (25.21) e Nina Harju (56.14); “shut-out” sul conto di Chiara Pfosi; consueta prova diligente e puntuale della ticinese Elena Gaberell, terzo blocco di difesa. Mercoledì, a Zugo, terzo e con ogni probabilità ultimo atto del campionato. Ieri, come qui indicato, l’affermazione delle FriborgoLadies sulle AmbrìWomen (3-2 nel supplementare) alla “NuoValascia” di Quinto in gara secca per il terzo posto.

Locarno, con Anna Kiskanc un seminario per scoprire la… nostra voce

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Seminario dal titolo “Corpi sonori”, conduttrice la docente Anna Kiskanc formatasi all’“Accademia teatro Dimitri”, sabato 28 marzo al “Centro Palagiovani” di Locarno (via Bartolomeo Varenna 18). Proposta nel quadro delle attività dell’“Accademia ticinese musica moderna-Attm”; fascia di età, dai 16 anni in su. Progetto: condurre alla scoperta della propria voce. Inizio ore 9.00, conclusione ore 12.00; richiesta la preiscrizione (“e-mail” all’indirizzo info@atmm.ch, telefono 079.6210413); modalità di partecipazione reperibili sul sito InterNet dell’istituto (www.atmm.ch). In immagine, Anna Kiskanc.

Calcio Dnb / L’ÉtoileCarouge passa a Wil, colpo alle speranze del Belli

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In una sconfitta dell’ÉtoileCarouge, perché mors tua vita mea, dovevano confidare i tifosi del Bellinzona tornato sì l’altr’ieri alla vittoria (2-1 sullo StadeLosannaOuchy) ma il cui sforzo – la squadra vive da tempo sul fondo della classifica nella cadetteria pedatoria elvetica – era stato in parte vanificato dai risultati concomitanti; ed invece, a distanza di una settimana dall’essere passati proprio sul campo dei granata, i ginevrini hanno replicato la tripletta (là era stato un 3-0, oggi è maturato un 3-1) a Wil, sganciandosi dalla penultima posizione e ricollocando il Bellinzona a “meno nove” dal Wil e dallo StadeNyonnais, ora appaiati appena sopra la linea della carità, Singola rete di ThéoS Bouchlarhem (27.o) e doppietta di Oscar Correia (37.o e 55.o) per gli ospiti; provvisorio 1-2 di Djawal Kaiba (44.o) per i sangallesi. Gli altri risultati: StadeNyonnais-RapperswilJona 2-1 (venerdì); Vaduz-Yverdon 2-1 (venerdì); Aarau-NeuchâtelXamaxSerrières 1-0 (ieri). La classifica: Vaduz, Aarau 62 punti; Yverdon 47; StadeLosannaOuchy 39; NeuchâtelXamaxSerrières 36; RapperswilJona 29; ÉtoileCarouge 28; Wil, StadeNyonnais 27; Bellinzona 18.

Municipio di Stabio: Cihan Aydemir lascia, subentra Katia Camponovo

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Mutamenti in corso nella compagine amministrativa di Stabio: nelle quote Plr, dimissionario Cihan Aydemir, cui erano deputate le funzioni di municipale per Cultura-sport-tempo libero, Chiesa, museo e “Città dell’energia”-infrormatica-digitalizzazione; in subentro Katia Camponovo. La cerimonia di insediamento è stata fissata a lunedì 30 marzo, ore 17.00, nella sala del Consiglio comunale di Stabio. In immagine, Katia Camponovo.

Nuova stagione (e con programma “denso”) alla “Funivia Monte Lema”

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Alla riapertura domani ossia lunedì 23 marzo, con piena operatività della struttura, la “Funivia Monte Lema”, stazione di partenza in Comune di Lema frazione Miglieglia, stazione di arrivo in vetta a quota 1’624 metri, dislivello pari ad 849 metri, 10 minuti il tempo di percorrenza. Già definita una parte del programma di attività e di animazioni accessorie a quanto gli escursionisti scelgono di sperimentarre individualmente o in gruppi familiari (disponibile anche un attrezzato parco-giochi per i bimbi) o in gruppi eterogenei: fra le date, domenica 19 aprile il pranzo con esibizione del “Coro La Castellanza” di Lugano quartiere Sonvico, venerdì 24 aprile l’osservazione della Luna e del firmamento, venerdì 8 maggio l’osservazione del fagiano di monte. Condizioni di accesso (le cabine sono funzionali anche per il trasporto di divabili in carrozzina) e tariffe sono rilevabili dal sito InterNet della “Monte Lema Sa”.

Serravalle frazione Malvaglia: camioncino a fuoco, Pompieri in azione

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 10.58) Non constano al momento conseguenze per le persone, conducente ed eventuale passeggero, nell’incendio di un camion dalle medie dimensioni, stamane, lungo la strada principale di transito nel territorio comunale di Serravalle frazione Malvaglia, tratto compreso fra l’abitato di Malvaglia e la località Motto. Attorno alle ore 10.30 l’intervento di effettivi della Polcantonale (con l’appoggio di assistenti in servizio alla Polizia Tre valli) e di squadre dei Pompieri Biasca; a complicare le operazioni è stata la natura del carico (ramaglie ed altri scarti vegetali) nel cassone del veicolo. Una corsia di marcia è stata temporaneamente chiusa al traffico; scorrimento garantito a senso unico alternato e con gestione da parte di agenti di polizia.

Cairate (Varese): auto contro muraglione, 20enne ferito e ricoverato

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Trattamento sanitario sotto regime di codice verde per l’automobilista 20enne che alle ore 6.18 circa di oggi, nel transito lungo via Faenza in territorio comunale di Cairate (Varese), è rimasto ferito causa impatto del veicolo contro un muraglione. Soccorsi portati da operatori sanitari, con intervento classificato a livello di media gravità, e da una squadra dei Vigili del fuoco. Nessun altro mezzo è rimasto coinvolto.

Venegono Inferiore (Varese): “garage” a fuoco, scongiurati danni peggiori

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Semidistrutto il “box”, circoscritte e contenute e domate le fiamme prima che esse si propagassero ad edifici contigui ed alle abitazioni private: tale il riscontro dopo l’incendio – cause tuttora da stabilirsi, ma da presumersi accidentali – scoppiato attorno alle ore 17.10 di ieri, sabato 21 marzo, in via Giovanni Pascoli a Venegono Inferiore (Varese). Sul luogo effettivi dei Vigili del fuoco con cinque mezzi; zona isolata a lungo, fatti allontanare i residenti in due edifici contigui; nessun ferito, nessun intossicato. In immagine, una fase delle operazioni di spegnimento dell’incendio.

Hockey Wl / “Play-off”, finale per il titolo: Zugo a rullo, Berna schiantato

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A sensazione, ma è solo un’impressioncina marginale marginale, non ci sarà bisogno di ricorrere né alla quinta né alla quarta partita nella serie finale di “play-off” per il titolo svizzero nell’hockey femminile (Women’s league): stasera un perentorio 7-1 a favore dello Zugo sul Berna nel confronto di esordio della serie al meglio di cinque incontri, doppietta per la canadese Laura Fuoco ingaggiata a pochi turni dalla conclusione della prima fase, parziali 2-0, 4-1, 1-0, anche due “shorthanded” nella collezione di giornata. Per buona misura, Lara Stalder e compagne erano approdate all’atto conclusivo del torneo avendo totalizzato una media di 2.786 punti su 3.000 nella stagione regolare (26 partite vinte, due perse) e prendendosi poi il lusso di demolire le FriborgoLadies – oggi vincitrici del bronzo ai danni delle AmbrìWomen, vedasi in altra parte del “Giornale del Ticino” – con un perentorio ciclo da 3-0 in semifinale di “play-off” (7-0, 5-3, 7-2 i risultati). Domani primo e fors’anche ultimo incontro di ritorno, a Berna.

Hockey Nl / “Play-off”, Lugano trafitto. “Play-out”, Ambrì ansiogeno ma a segno

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Dal segno opposto in distinti campi l’odierno esordio delle ticinesi nella seconda fase della stagione hockeystica in National league. Fronte “play-off”, quarti di finale: Lugano sconfitto a Zurigo dagli Zsc Lions Zurigo pur avendo disputato un confronto in larga parte del quale, tra l’altro chiudendo con 24 tiri contro 21, i bianconeri si sono fatti preferire; doppietta del recuperato Denis Malgin (3.44 e 58.36, qui a gabbia avversaria vuota) e singolo timbro di Derek Grant (49.37, sul secondo assist di Sven Andrighetto nella serata) per il 3-0 cui gli ospiti hanno potuto opporre solo un rigore sfortunatamente andato a sbattere contro traversa e palo (36.51, fallo di Denis Hollenstein, trasformazione non riuscita allo specialista Luca Fazzini); molto, molto discutibile il metro arbitrale soprattutto nella circostanza di un fallo di Juho Lammikko, minuto 58.36 cioè a cronometro fermo dopo il terzo goal, ai danni di Zach Sanford. Contestuale l’1-0 del ServetteGinevra sul Losanna (soluzione trovata da Jesse Puljujärvi al 58.44); ieri il 4-3 del Davos in impetuosa rimonta sullo Zugo ed il 5-2 esterno dei RapperswilJona Lakers sul ghiaccio del FriborgoGottéron. Fronte “play-out”: soffertissima la prima tacca dell’AmbrìPiotta trovatosi sotto di un goal all’ultima pausa (9.57, Tommaso De Luca in “power-play”, 1-0; 31.47, Philip-Michael Devos in “power-play”, 1-1; 37.35, Yonas Berthoud, 1-2) e di nuovo in sofferenza dopo aggancio e sorpasso (47.13, Christopher Tierney; 50.59, Tommaso De Luca per la doppietta dopo aver messo a segno sole cinque reti nell’intera prima fase) per effetto del 3-3 di Julius Nättinen (52.38); di Dominic Zwerger l’allungo risolutore (53.41), a porta avversaria sguarnita la rete della sicurezza dal bastone di Diego Kostner (59.00).

Calcio Dnb / Un golletto basta ed avanza, Aarau di nuovo coprimatista

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Sufficiente una firma di Elias Filet con ordinario sinistro al minuto 55 per risolvere a beneficio dell’Aarau l’odierno ed unico confronto in calendario per la 27.a giornata della cadetteria pedatoria: 1-0 sul NeuchâtelXamaxSerrières, riaggancio riuscito al vertice della graduatoria avendo ieri il Vaduz fatto bottino pieno contro l’Yverdon che a questo punto è da considerarsi fuori dalla corsa all’inseguimento della pietra verde, pardon, di uno dei due posti che “contano” per l’ascesa in massima serie. Occhi puntati, fra qualche ora, sull’esito di Wil- ÉtoileCarouge: solo per effetto di un successo dei sangallesi rimarrebbe uno spiraglio di salvezza per il Bellinzona.

I risultati – Bellinzona-StadeLosannaOuchy 2-1 (ieri); StadeNyonnais-RapperswilJona 2-1 (ieri); Vaduz-Yverdon 2-1 (ieri); Aarau-NeuchâtelXamaxSerrières 1-0 (oggi); Wil-ÉtoileCarouge (domani).

La classifica – Vaduz, Aarau 62 punti; Yverdon 47; StadeLosannaOuchy 39; NeuchâtelXamaxSerrières 36; RapperswilJona 29; Wil, StadeNyonnais 27; ÉtoileCarouge 25; Bellinzona 18 (Vaduz, Aarau, Yverdon, StadeLosannaOuchy, NeuchâtelXamaxSerrières, RapperswilJona, StadeNyonnais, Bellinzona una partita in più).

Calcio Dna / Fatto clamoroso: il Thun cade. Fatto reale: non cambia nulla

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Non è stata colpa sua: è rimasto senza benzina, si è trovato con una gomma a terra, non aveva i soldi per prendere il “taxi”, dalla tintoria non è arrivato il “tight”, e via via sino alla tremenda inondazione ed alle cavallette, per dirla con Jake dei “Blues brothers”. Non di queste scuse ha bisogno Mauro Lustrinelli, stasera, per… giustificare la sconfitta del suo Thun nell’odierno e più importante confronto della 31.a giornata per il calcio elvetico di massima serie: sul campo dello Zurigo il primo “kappaò” della capolista da oltre tre mesi a questa parte, sesto “stop” stagionale contro 23 successi e due pareggi, nulla che rimetta in discussione la corsa verso il titolo; tanto di più sull’esito del quasi contestuale confronto tra Sion e San Gallo, 1-1 il risultato e dunque un solo punto per i biancoverdi ospiti ed in piazza d’onore, adesso, a distanza di 15 lunghezze dal vertice. Martellante invece il Servette con la “manita” piena (5-0) al Grasshoppers Zurigo. Domani Winterthur-Basilea, Youngboys-Lugano (bianconeri nella condizione di recuperare qualcosa sul San Gallo) e Lucerna-Losanna. La classifica: Thun 71 punti; San Gallo 56; Lugano 50; Basilea 49; Sion 46; Youngboys 45; Lucerna, Losanna, Servette 36; Zurigo 34; Grasshoppers Zurigo 24; Winterthur 19 (Lugano, Basilea, Youngboys, Lucerna, Losanna, Winterthur una partita in meno).

Errori di stumpa / Tre fonti, tre tesi: vedano un po’ di mettersi d’accordo…

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Da doveroso riscontro su informativa giunta dalla Polizia locale di Arcisate (Varese) la notizia – vedasi in altra parte del giornale – del fermo e della rapida espulsione di tre stranieri che presumibilmente stavano preparando azioni criminali nel territorio della Valceresio confinante con il Ticino. Secondo “VareseNews.it”, trattasi di “nordamericani”; secondo “VareseNoi.it”, trattasi di “nordafricani”; secondo “LaPrealpina.it”, trattasi di cileni (e cioè sudamericani), e si direbbe che quest’ultima sia la versione giusta. Certo, l’importante è che tali soggetti siano stati fermati e rispediti a casina; ma qualcosa, nella filiera dell’informazione, non torna.

A margine / Quando Gianfranco Miglio “spiegò” il Ticino leghista al “Senatôr”

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di Massimo Soncini, dir resp, per “Il Giornale del Ticino”

Ben prima della tavolata al “Grotto Ferriroli” di Tenero-Contra frazione Contra, a fine marzo 2009, tra i compartecipanti Giuliano “Nano” Bignasca, Giancarlo Giorgetti odierno ministro della Repubblica italiana e Norman Gobbi odierno consigliere di Stato del Canton Ticino; ben prima dell’incontro al “Grott del prévat” a Bioggio frazione Bosco Luganese, alla vigilia dell’Epifania 2008, quando erano presenti Giuliano “Nano” Bignasca, Norman Gobbi e Marco Borradori; ben prima della visita alla casa natale di Carlo Cattaneo in quel di Lugano quartiere Castagnola, ad inizio marzo 2005, occasione quella per aggiungere e per celebrare il patriota federalista esule dall’Italia come contributo ai miti fondativi del suo movimento ormai in forma di partito, e lì giunsero in almeno 500 con auto e battelli via Porto Ceresio. Ben prima, dicevamo, l’incrocio di pensieri ed esperienze e relazioni fra Umberto Bossi – fondatore della Lega lombarda e della Lega nord, venuto a mancare l’altr’ieri, domani a mezzogiorno i funerali all’abbazia di Pontida in provincia di Bergamo – ed il Ticino, in espressione geografica ed in espressione politica. Retrodatazione possibile: buoni 15 anni. Con un paio di figure dall’importanza capitale, in questo contesto; molti avendo scritto e scrivendo di storia della Lega nord (e precedenti) in queste ore, e non di rado essendo andati o andando essi a prestito da “Wikipedia” o da autori che avevano copiato altri autori che avevano copiato altri autori sicché varie ricostruzioni si stampano a fotocopia dei ragionamenti pseudoscientifici sulla “memoria dell’acqua” ed altre scemenze consimili, sarà allora il caso di cavar fuori dal cassetto qualcuna delle storie rimaste lì, destinate com’erano allo stato di aneddoto non pubblicato ed invece di qualche interesse ad integrazione della pubblica conoscenza. E questa è la vicenda numero uno.

Riavvolgiamo il nastro. Dell’essere in corso un cambiamento nel Ticino politico, in forme proprie della depolarizzazione (non in senso biologico, s’intenda) peraltro dopo un tempo in cui nella Sinistra non erano mancati segni di dispolarizzazione, ad Umberto Bossi parlò ben presto Gianfranco Miglio, già docente alla “Cattolica” di Milano, “uomo della legittimazione” e qualcuno conosce un po’ la storia del percorso di un personaggio che era federalista in discendenza da famiglia laica, nonno cofondatore del Partito repubblicano sulle rive del Lario, egli invece in tesseramento con la Democrazia cristiana sino al 1959, poi fuori dalle questioni sino alla folgorazione per quello che gli era parso (“finalmente”) un movimento trasversale; non che Umberto Bossi non avesse contezza dell’esistenza del Ticino (era di Cassano Magnago ed era cresciuto a Verghera di Samarate e poi si era trasferito a Varese, per arrivare ad un valico di confine fanno 35 chilometri da una parte e 40 dall’altra ed una decina dall’altra ancora…), ma l’“humus” più fertile per la prima Lega lombarda era stato individuato nel ventre del territorio industriale, in conurbazioni maculari come erano per esempio Busto Arsizio-Castellanza-Legnano sul confine tra Varesotto ed Altomilanese, la Brianza, la Bergamasca, e naturalmente Milano. Gianfranco Miglio, invece, da conoscitore del territorio cantonale, ad Umberto Bossi spiegò sin dal primo incontro – anno 1988, salotto di casa del professore – che per un progetto federalistico servivano sì le conoscenze teoriche e storiche ma che un modello “applicato” si trovava a due passi, oltre il confine, ed allora tanto valeva il prendere spunto ed esempio. Della Svizzera, al tempo, Umberto Bossi conosceva solo quel che aveva potuto memorizzare da un “Baedeker”, quel che aveva visto in qualche escursione e quel che stava scritto in un libro di Denis De Rougemont; qualche raccomandazione di lettura fu spesa, via via.

E questo è un primo punto, un primo spunto. Un predellino, anzi, su cui Gianfranco Miglio si issò suggerendo più tardi di prendere nota dall’esplosione del fenomeno leghista in Ticino: “Movimento controcorrente, venuto fuori più o meno all’improvviso (…, ed) al quale pochissimi erano disposti a dare credito (…, e) invece questo gruppo ha interpretato un certo disagio occulto… La Lega dei Ticinesi si è affermata nelle elezioni superando ogni aspettativa”. Frasi raccolte tra il gennaio ed il febbraio 1992: in quel periodo la Lega bossiana, partita con qualche consigliere comunale raccattato qua e là, era di certo in rampa di lancio ma godeva di una modestissima rappresentanza parlamentare cioè Umberto Bossi al Senato della Repubblica e Giuseppe Leoni alla Camera dei deputati dalla tornata elettorale del 1987. Si tenga d’occhio la cronologia: marzo 1990, primo numero del “Mattino della domenica”; gennaio 1991, fondazione della Lega dei Ticinesi da parte di Giuliano Bignasca, Silvio Flavio Maspoli e Mauro Malandra; metà aprile 1991, Lega dei Ticinesi in corsa alle Cantonali e con effetto dirompente. Nel frattempo, a sud di Chiasso, scricchiolii nei partiti storici, percezione della “pericolosità” delle strategie di una Lega lombarda ormai configuratasi come Lega nord (sul Walzer delle denominazioni assunte e mollate e riprese si potrebbe aprire un capitolo a parte; restiamo ai fondamentali), la perplessità di una parte cospicua della Sinistra in cui il “Carroccio” era stato considerato come costola propria nel migliore dei casi e come folclore “tout court” nel peggiore, le incertezze dei democristiani che per qualche anno si erano baloccati nella reiterazione del “mantra” secondo cui quelli che convergevano sui candidati leghisti erano in realta “(…) voti nostri che hanno scelto di prendersi una vacanza e che stanno in gita, tanto prima o poi tornano”.

Come andarono poi le cose con Gianfranco Miglio, che sin oltre la sua elezione a Roma avrebbe intrattenuto rapporti diretti solo con la Lega apicale (“Con quelli che stimo. L’afflato non mi è mai piaciuto; non mi era mai piaciuto, quand’ero studente, nemmeno il mondo del “Gruppo universitario fascista”, benché tanti si lamentassero di ciò con mio padre…”) e che ad Umberto Bossi aveva impartito lezioni anche ad orari da terzo turno in fabbrica e cioè ogni volta che ciò risultasse possibile (in ciò un singolare percorso parallelo a quello di Silvio Berlusconi, che seguiva i corsi “ad personam” dell’economista Renato Brunetta), la cronaca raccontò: raffreddamento dei rapporti, frattura, anche espressioni sconvenienti da parte dell’allievo che si era rivoltato contro il maestro (“Una scoreggia nello Spazio, Gianfranco Miglio, un minchione arteriosclerotico”), luna di miele finita dopo un quattr’anni e dialogo spezzato a male parole dopo sei (“Un plebeo, un arabo levantino, un comiziante da bar, Umberto Bossi. Ha usato il federalismo come strumento. Il suo livello culturale? Zero, vicino allo zero”). Ma nel frattempo, già dalle Politiche del 1992, la Lega nord era già arrivata agli 80 seggi a Roma, ed era ormai presenza fissa nei Consigli regionali e fuori dai confini italiani, complice anche la stagione funesta di “Tangentopoli”. E si sa; quando la nave pirata va in acque aperte a vele spiegate, pochi sono i capitani che si preoccupano del mozzo finito in mare.

Negli ultimi anni di vita di Gianfranco Miglio, che venne a morte nell’agosto 2001, pare che i dissidi si fossero appianati. Staranno discutendo, i due, adesso, davanti ad un altro bicchiere, sotto il fumo di un altro sigaro.

Diepoldsau: Rumänen-Trio klettert 20 Meter hoch auf Kran, Polizei schnappt sie!

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Es war wie in einem Action-Film: Am Freitagabend, den 20. März 2026 kurz vor 21.00 Uhr brechen drei Rumänen (29, 35 und 39 Jahre alt) in einen Betrieb an der Schwellistrasse in Diepoldsau (Kanton Sankt Gallen) ein. Sie hebeln das Rolltor auf, schlagen ein Fenster ein – und plündern los.

Doch als sie zurückkommen, stehen plötzlich die Kantonspolizei Sankt Gallen und Beamte der Grenzwache vor ihnen! Während die beiden jüngeren Männer sofort festgenommen werden, rast der 39-Jährige los – und klettert in Panik auf das 20 Meter hohe Gegengewicht eines Krans!

Die Polizei umstellt alles, der Flüchtige klettert schließlich selbst wieder herunter – und landet direkt in Handschellen. Alle drei Rumänen haben keinen Wohnsitz in der Schweiz. Einer von ihnen war sogar schon international zur Verhaftung ausgeschrieben.

Es entstand Sachschaden, was genau gestohlen werden sollte, ist noch unklar. Die Ermittlungen laufen auf Hochtouren.

Schlägereien und Messerangriff in Sankt Gallen: 41-jähriger Pole sticht Italiener nieder, Täter flüchtig

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Im Kanton Sankt Gallen kam es zwischen Freitag und Samstag (20.–21. März 2026) zu mehreren gewalttätigen Auseinandersetzungen:

  • St.Gallen (Zwinglistrasse, zirka 15.00 Uhr): Streit in Wohnung: 41-jähriger Pole (Wohnsitz in der Schweiz) sticht 39-jährigen Italiener mit Messer in den Oberarm. 26-jährige Frau greift ein und verhindert Schlimmeres. Pole flüchtig, Opfer selbst ins Spital.
  • Jona Bahnhof (zirka 15.45 Uhr): 47-Jähriger leicht gestoßen → unbekannter Täter schlägt Faust ins Gesicht und tritt am Boden liegend. Täter entkommt.
  • Flawil Bahnhof (zirka 21.00 Uhr): 40-Jähriger mehrfach gegen Oberkörper geschlagen → leichte Verletzungen, Spital. Täter unbekannt.
  • Grabs (Büntlistrasse, zirka 23.30 Uhr): 23-jähriger mit Schlagstock am Oberarm attackiert → keine Behandlung nötig. Täterschaft flüchtig.
  • Rorschach (Lokal, zirka 1.00 Uhr): 45-jährige Schweizerin schlägt 46-Jährigen mehrmals ins Gesicht → leichte Verletzungen, Spital.

Kantonspolizei Sankt Gallen und die Staatsanwaltschaft ermitteln. Keine weiteren Festnahmen; mehrere Täter auf der Flucht.

Pfäffikon (Kanton Schwyz): Drei minderjährige französische Einbrecher festgenommen

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In Pfäffikon (Kanton Schwyz) hat die Kantonspolizei Schwyz am Donnerstagabend, 19. März 2026, drei Einbrecher festgenommen – alle drei sind 17-jährige französische Staatsangehörige.

Kurz nach 22.45 Uhr meldete ein Garagist der Einsatzzentrale, dass soeben in seine Garage eingebrochen worden sei. Er und weitere Personen konnten einen der Täter vor Ort zurückhalten. Die sofort ausgerückten Polizistinnen und Polizisten nahmen den 17-jährigen Franzosen fest.

Im Rahmen der Nahfahndung kontrollierten die Beamten kurz darauf am Bahnhof Pfäffikon zwei weitere 17-jährige französische Staatsangehörige und nahmen sie wegen des Verdachts der Tatbeteiligung ebenfalls fest.

Die Ermittlungen führt die Jugendanwaltschaft des Kantons Schwyz in enger Zusammenarbeit mit der Kantonspolizei Schwyz. Nach bisherigen Erkenntnissen besteht der Verdacht, dass die drei Jugendlichen im Auftrag einer kriminellen Organisation handelten, die sich auf den Diebstahl hochpreisiger Fahrzeuge spezialisiert hat.

Die Abklärungen dauern an – insbesondere wird geprüft, ob die Beschuldigten auch für weitere Einbrüche und Fahrzeugdiebstähle verantwortlich sind.

Mehrere Schüsse auf offener Strasse: 31-jähriger schwebt in Lebensgefahr! Täter auf der Flucht

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Brutale Schiesserei am Freitagnachmittag an der Baselstrasse in Luzern! Gegen 14.20 Uhr krachten plötzlich mehrere Schüsse – ein 31-jähriger Schweizer wurde schwer getroffen und lebensbedrohlich verletzt. Rettungskräfte kämpften um sein Leben, brachten ihn sofort ins Spital. Der Mann schwebt weiter in akuter Gefahr!

Die Täter – unbekannte Täterschaft – flohen in einem weissen Lieferwagen stadtauswärts und sind trotz Grossfahndung spurlos verschwunden. Die Luzerner Polizei sucht dringend Zeugen!

Nationalität der Täter? Bislang gibt es keine offiziellen Angaben zu Herkunft oder Nationalität der flüchtigen Schützen – die Fahndung läuft auf Hochtouren.

Wer etwas gesehen hat: Sofort die Polizei melden!

“EspoVerbano.ch” 2026, scelta coerente: quattro giorni e non più cinque

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A 236 giorni dal taglio del nastro, prime certezze per quanto riguarda l’edizione 2026 – 11.a in ordine di tempo – dell’“EspoVerbano.ch”: come da decisione concorde adottata in sede di assemblea degli associati, il periodo di apertura sarà ridotto da cinque a quattro giorni, ossia dal giovedì – nel caso prossimo, giovedì 12 novembre – alla domenica con rinuncia alla giornata di mercoledì, fors’anche stante il rischio di dispersione di energie negli appuntamenti collaterali alla rassegna fieristica in quanto tale. Consueta sede al “Fevi”, o “Palexpo-Fevi” secondo una più recente denominazione; sempre Marco Garbani Nerini, Niccolò Salvioni e Sandro Lanini nei ruoli rispettivamente di presidente, vicepresidente e tesoriere, con l’apporto di Matteo Vanetti e di Diego Inauen quali membri del Comitato direttivo; previsti circa 90 espositori, in prevalenza dal Locarnese; confermata la presenza istituzionale della “Società commercianti” di Minusio; obiettivo il riuscire a replicare i numeri del consenso registrato lo scorso anno (dichiarati 15’000 visitatori). Fra gli appuntamenti culturali “a latere”, una mostra ed uno “stand” informativo sui 200 anni dall’avvio della navigazione commerciale sul Lago Maggiore. Confermato, infine, l’ingresso libero e gratuito.

Hockey Wl / “Play-off”, triste epilogo: niente bronzo per le AmbrìWomen

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Niente bronzo, niente podio. Nello spareggio in partita secca per il terzo posto, dopo essere state eliminate dal Berna in semifinale, le AmbrìWomen cadono alla “NuoValascia” contro le FriborgoLadies, soccombendo nel supplementare (67.55) su conclusione vincente della finlandese Jenna Suokko. In cronaca, ospiti a cinque elementi in difesa ma sovrannumerarie in attacco; vantaggio delle friborghesi al 7.17 con Lauren Dabrowski, assist di Michaela Pejzlova prima e di Nicole Bullo poi al servizio di Lena-Marie Lutz (22.41 e 42.08) per aggancio e sorpasso, 2-2 firmato da Jenna Suokko al 49.37; biancoblù ad azzerare senza problemi l’unica penalità minore subita (50.35), al 58.32 superiorità numerica ma niente beneficio e dunque ricorso al prolungamento, e con l’esito descritto per la delusione di gran parte dei 257 spettatori sugli spalti. In stagione regolare, le sopracenerine avevano chiuso con margine pari a nove lunghezze (54 punti contro 45) sulle FriborgoLadies e portandosi dietro un “record” da 18-10 contro 15-3; nel pre-“play-off”, AmbrìGirls a prevalere in due partite sulle DavosLadies (4-1, 3-1) mentre alle burgunde era stata necessaria anche la “bella” contro le Zsc Lionesses Zurigo (1-5 in casa all’esordio, poi 1-0 in trasferta e 4-2 di nuovo a domicilio); in semifinale, doppia “sweep” subita in tre incontri (Berna-AmbrìWomen 4-0, 3-0, 6-1 e Zugo-FriborgoLadies 7-0, 5-3, 7-2). Stasera l’atto inaugurale della finale per il titolo: a Zugo il primo di almeno tre – e massimo cinque – confronti tra Zugo e Berna. In immagine, Lena-Marie Lutz, autrice di una doppietta per le biancoblù.

Como: coltello a serramanico e hascisc, nei guai due giovani tunisini

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Precedenti, nessuno. Presenti, una denunzia ed una sanzione, diciamo: nel primo caso per la disponibilità immediata di un coltello a serramanico con lama da 15 centimetri e che era stato nascosto nel calzino destro ossia a contatto di pelle, nel secondo per il possesso di quel popoino di hascisc. Nei guai da iersera, su controllo effettuato attorno alle ore 19.00 da agenti della Polizia di Stato in pattugliamento ai “Giardini sant’Elia” in Como (zona stadio “Giuseppe Sinigaglia”), un 20enne ed un 21enne, entrambi tunisini, residenza rispettivamente nelle comprovinciali Pognana Lario e Blevio. Il 20enne dovrà rispondere di violazione della Legge sulle armi.

Malnate (Varese): assalto notturno ad un “Bancomat”, in fuga i banditi

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 11.03) Serrate ed in più direzioni le ricerche dei malviventi che fra le ore 3.30 e le ore 4.00 di oggi hanno fatto esplodere un apparecchio “Bancomat” alla filiale del “Banco Bpm” in piazza 25 Aprile a Malnate (Varese), con botto udito a distanza di decine di metri. In corso accertamenti sulla dinamica dell’azione criminosa e su tempi e modalità di esfiltrazione; ancora non nota l’entità della cifra indebitamente prelevata. Sul posto varie unità dell’Arma dei Carabinieri; da verificarsi in ultimo l’entità dei danni materiali.

Binago (Como): addio a Flavio Nager, uomo-tutto del football americano

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Saranno celebrate questo pomeriggio, nella chiesa titolata a san Giovani Battista in Binago (Como), le esequie di Flavio Nager, venuto a mancare l’altr’ieri all’età di 65 anni dopo lunga attività professionale quale artigiano. Flavio Nager, che nell’ambiente transfrontaliero del football americano Anni ’80 era detto anche “il Tedesco” e “lo Svizzero” in ragione delle ascendenze in linea paterna, era stato valido agonista soprattutto con gli Skorpions Varese, ruolo linebacker ma all’occorrenza disposto a coprire anche altre posizioni sul campo, maglia numero 54, nella massima serie peninsulare; il suo contributo fu significativo anche nell’improvvisa esplosione dello sferoide prolato sul territorio del Canton Ticino, in particolare per la vicinanza ai Mendrisio Smugglers che si sarebbero imposti per due volte – nel 1988 e nel 1991 – in cadetteria elvetica, approdando nel 1992 alla massima serie; secondo testimoni dell’epoca, anzi, su indicazione dello stesso Flavio Nager i Mendrisio Smugglers mutuarono colori sociali – il rosso e il grigio – e divise da quelli dei citati Skorpions. Anche dopo aver lasciato il paraspalle nell’armadietto, Flavio Nager era rimasto vicino agli Skorpions Varese come figura di riferimento, collante e vero e proprio mediatore intergenerazionale.

Arcisate (Varese), turisti davvero non erano: fermati ed espulsi

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Fermati, identificati e rimpatriati tutti e tre (due in forma coattiva) gli stranieri, a quanto consta di nazionalità cilena, che agenti della Polizia locale di Arcisate (Varese) avevano individuato e fermato nelle scorse ore rilevandone comportamenti sospetti e trovando conferma indiretta in alcuni elementi di abbigliamento – abiti scuri per il cambio vestiario, cappellini, mascherine, scarpe ed altro – trovati nell’abitacolo della vetttura con cui il gruppetto si stava spostando nel territorio della Valceresio. Almeno al pari di affermazioni letteralmente lunari da parte dei tre soggetti (tipologia: “Siamo turisti, siamo venuti in Europa per visitare le città, abbiamo visto la Torre Eiffel a Parigi e la Sagrada Familia a Barcellona”…), gli oggetti individuati hanno concorso all’inquadramento del conducente – il quale, peraltro, alla vista delle forze dell’ordine aveva tentato una manovra elusiva ingranando la retromarcia – e dei passeggeri: probabile infatti che si tratti di una banda in fase di ricognizione per una serie di furti in appartamenti. A supporto, anche l’evidenza dell’essere la vettura – presa a nolo in una città della Campania – fresca fresca di rilevazione nella zona di Treviso ed in concomitanza con furti di cui erano state vittime varie persone anziane. Il provvedimento di espulsione è stato convalidato dall’autorità competente stante la condizione di irregolarità su suolo italiano di ciascuno dei tre uomini. In immagine, la merce sequestrata al terzetto.

“Radar” a mazzetti sulle strade ticinesi, c’è chi Osogna e Chi…ggiogna

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Settimana ad ampia distribuzione di controlli mobili della velocità, lungo le strade ticinesi, tra lunedì 23 e domenica 29 marzo, anche con presenze in luoghi dalla densità di popolazione prossima a quella del Deserto del Gobi. Interessante la doppietta dei “radar” (uno per la Polcantonale, uno per la Polcom) a Losone. Così per aree e località (tra parentesi, il corpo di polizia competente per la gestione): nel Distretto di Bellinzona, Gnosca (Polcantonale) e Cadenazzo, Giubiasco, Bellinzona-città e Claro (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Leventina, Chiggiogna (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Blenio, Dongio (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Riviera, Osogna-stazione (Polcantonale) e Lodrino (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Locarno, Magadino, Camedo e Losone (Polcantonale) e Losone, Arcegno, Muralto, Locarno-città ed Ascona (Polcom e Polintercom); nel Distretto di ValleMaggia, Gordevio (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Lugano, Rivera (Polcantonale) e Molino Nuovo, Davesco-Soragno, Castagnola, Arogno, Bioggio, Gravesano, Agno, Carona, Pazzallo, Cadro, Banco, Madonna del Piano, Caslano, Mezzovico, Canobbio, Taverne e Lamone (Polcom e Polintercom); nel Distretto di Mendrisio, Novazzano e Coldrerio (Polcantonale) e Riva San Vitale, Balerna, Morbio Inferiore, Stabio, San Pietro di Stabio e Vacallo (Polcom e Polintercom). Ben quattro, in ultimo, i controlli previsti con apparecchiature semistazionarie: le “Irine” saranno pertanto collocate a Castione, a Gerra Piano, a Carnago ed a Genestrerio.

Hockey Nl / “Play-off”, quarti di finale: colpo Rappi, miracolato il Davos

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Che si stava dicendo, stamane, circa il “Venerdì delle quattro streghe” in coincidenza con l’apertura dei quarti di finale nel “play-off” dell’hockey di National league? Giusto, grazie regìa per il suggerimento: che nulla era da escludersi. Ad esempio, e come è stato, che il fattore-pista sia saltato in FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers: i sangallesi, arrivati al grande ballo staccando un biglietto solo nel secondo turno del “play-in”, si sono presi un lusso mica dappoco andando a sciacquare i panni nella Sarine con un 5-2 tutta concretezza e botte da orbi, nel senso che la partita si è effettivamente chiusa al momento del 4-0 (13.56, Gian-Marco Wetter; 24.41, Sandro Zangger in “shorthanded”; 42.30, Victor Rask; 45.55, Malte Strömwall) mentre nel finale il numero delle reti (55.51, Yannick Rathgeb per il 4-1; 59.08, Igor Jelovac a porta vuota, 5-1; 59.38, Jan Dorthe per il 5-2 in “shorthanded”) è stato soverchiato da quello delle espulsioni (sei). Da autentica “March madness”, a ricalco del contestuale periodo magico nel basket universitario d’Oltreatlantico, quanto avvenuto invece in Davos-Zugo 4-3: a meno di sette minuti dall’ultima sirena, trovandosi in vantaggio a doppia unità (1-3 sul tabellone: 22.06, Mike Künzle, 0-1; 36.50, Lukas Bengtsson, 0-2 in “power-play”; 50.35, Simon Ryfors, 1-2 in “power-play”; 51.35, Fabrice Herzog, 1-3), gli zugani hanno creduto di avercela ormai fatta e di poter portare a casa un autentico trionfo contro la compagine dominatrice della prima fase; errore di visione, prima che di supponenza, sicché Michael Fora ha iniziato con il metterci una pezza (53,31, 2-3) e, dopo richiamo del portiere Sandro Aeschlimann (58.08) per far posto al *rover”, i grigionesi sono giunti al pareggio nel volgere di 25 secondi (58.33, Brendan Lemieux); squadre al completo, odore di supplementare, ed invece ecco la combinazione apotropaica per il 4-3 di Yannick Frehner, 59.06 e tanti saluti.

Domani l’esordio del Lugano, trasferta a Zurigo contro gli Zsc Lions Zurigo; in contemporanea, ServetteGinevra-Losanna. Per il “play-out”, all’esordio l’AmbrìPiotta, avversario – come sappiamo ormai da tempo – l’Ajoie.

Streitigkeiten zu Lasten der Gemeinschaft: Männer nach Eskalation hospitalisiert

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In Jona (Kanton Sankt Gallen) ist ein Streit zwischen zwei Männern heftig eskaliert und in einer gewalttätigen Auseinandersetzung geendet. Beide Beteiligten wurden dabei verletzt und mussten ins Spital gebracht werden. Gemäss ersten Erkenntnissen kam es zunächst zu verbalen Differenzen, die jedoch schnell ausser Kontrolle gerieten und in eine handfeste Prügelei mündeten. Einsatzkräfte rückten aus, um die Situation zu beruhigen und die Verletzten medizinisch zu versorgen. Die genauen Hintergründe des Streits sind derzeit noch Gegenstand der Ermittlungen. Klar ist jedoch: Solche Konflikte belasten nicht nur die direkt Beteiligten, sondern auch die Allgemeinheit durch den Einsatz von Polizei- und Rettungskräften.Die Behörden rufen zur Besonnenheit auf und betonen, dass Gewalt keine Lösung für persönliche Differenzen ist.

Colpo di stiletto / Botte da orbi, sei espulsi. Ma la partita era già “andata”…

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In un venerdì come oggi ed in marzo come ora, 22 anni or sono, in Philadelphia Flyers-Ottawa Senators della Nhl se le diedero di santa ragione, collezionandosi penalità per 419 minuti dal che il “record” a molti noto. Stasera, contesto la più modesta National league elvetica, all’esordio nei quarti di finale del “play-off” è stato registrato un significativo contributo a far sì che il confronto tra FriborgoGottéron e RapperswilJona Lakers rimanga scolpito nella storia: fuori in rapida successione Jeremi Gerber, Patrik Nemeth e Jamiro Reber tra i padroni di casa ed Igor Jelovac, Mauro Dufner e Mika Henauer tra gli ospiti; considerate anche le penalità ad altri giocatori coinvolti, FriborgoGottéron minuti 95, RapperswilJona Lakers minuti 85. Dirà qualche anziano: ehi, ma io ho assistito (amico, non eri il solo) ad un AmbrìPiotta-Lugano nel gennaio 1987, Misko Antisin contro Mats Hallin e poi altri coinvolti, totale 219 minuti in quella partita… Vero, ma lì era ancora in discussione l’esito della partita. Qui, su un computo totale da 111 minuti contro 107 cioè 218 (primato sfiorato…), il massacro ha avuto luogo sulla situazione di 1-4, e fra il 59.08 ed il 59.38…

Calcio Dnb / Il Belli torna al successo, peccato che lo faccia solo adesso

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Nel giorno del passaggio dall’inverno alla primavera, una rondine che poco cambia (ahinoi) giunse dalle parti del “Comunale” di Bellinzona; al che il Bellinzona pedatorio, ultimo e disperante prima ancora che disperato perchè la salvezza è argomento utopico se non chimerico, si impose per 2-1 sullo StadeLosannaOuchy, quarta vittoria stagionale ma stato dell’arte sempre drammatico, a rigore di classifica della cadetteria, stante l’entità del distacco dall’ÉtoileCarouge, squadra ora penultima e tra l’altro non ancora scesa in campo nel 27.o turno. Le notizie del giorno: il ritorno al successo, merce rara; l’uno-due di Willy Vogt in apertura di ripresa, assist per Duban Ayala al 50.o e rete personale al 53.o a chiusura di un rovesciamento di fronte; la resistenza del reparto arretrato, di riffa o di raffa, nell’ultimo quarto d’ora e cioè dopo che i lemanici erano riusciti a ridurre le distanze con Landry Nomel (77.o, destro buono ma non irresistibile); l’aver concesso agli ospiti due sole conclusioni sul bersaglio. Sino a qui i dati positivi, ed ora l’unico realmente negativo (e che pesa): in contemporanea, vittoria dello StadeNyonnais e dunque scarto immutato, sicché boa di riferimento diventa appunto l’EtoileCarouge. Crederci è un obbligo, ma crederci oltre l’aritmetica rischia di essere esercizio autolesionistico…

I risultati – Bellinzona-StadeLosannaOuchy 2-1 (oggi); StadeNyonnais-RapperswilJona 2-1 (oggi); Vaduz-Yverdon 2-1 (oggi); Aarau-NeuchâtelXamaxSerrières (domani); Wil-ÉtoileCarouge (domenica).

La classifica – Vaduz 62 punti; Aarau 59; Yverdon 47; StadeLosannaOuchy 39; NeuchâtelXamaxSerrières 36; RapperswilJona 29; Wil, StadeNyonnais 27; ÉtoileCarouge 25; Bellinzona 18 (Vaduz, Yverdon, StadeLosannaOuchy, RapperswilJona, StadeNyonnais, Bellinzona una partita in più).

Bellinzona, 64enne svanisce nel nulla: ricerche fra Ticino e Piemonte

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Dalle ore 12.15 di ieri, giovedì 19 marzo, non dà notizie di sé la 64enne Daniela Guidolin Pischedda, cittadina svizzera con domicilio a Santa Maria Maggiore frazione Buttogno (Verbano-Cusio-Ossola, Italia); stasera il lancio dell’avviso di ricerca, interessate ovviamente anche le autorità d’oltrefrontiera. La donna, secondo informazioni di fonte ufficiale, è stata avvistata per l’ultima volta a Bellinzona. Elementi utili per il riconoscimento: carnagione bianca, corporatura media, altezza 167 centimetri, occhi di colore castano scuro, capelli lisci e di colore grigio-bianco con brizzolatura e portati corti, labbra sottili, naso pronunciato; nessuna indicazione su peso ed eventuali riferimenti. Abbigliamento: giacca lunga e di colore nero, maglia tipo dolcevita di colore grigio, pantaloni “jeans” a tinte scure e lunghi, scarponcini di colore marrone. Chi abbia avuto contatti con la 64enne è pregato di rivolgersi alle autorità di polizia. In immagine, Daniela Guidolin Pischedda.

Hockey Sl / “Play-off”, semifinali: al quarto turno sorride soltanto il Sierre

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Sierre ad un passo dalle finali nel “play-off” della cadetteria hockeystica, stasera, per effetto di un 5-1 ad espugnazione della piazzaforte dell’Olten e, per conseguenza, del terzo successo su quattro partite disputate nella serie al meglio dei sette incontri: Michael Völlmin (19.08), Tyler Higgins (29.46), Sacha Berthoud (36.28), Stéphane Patry ex-Lugano e quest’anno a 15 goal più 19 assist in 41 partite (47.15) e Maxime Montandon (58.06, a porta vuota) gli alfieri del successo costruito peraltro con 41 tiri contro 22 e concedendosi ai solettesi il solo e provvisorio 1-1 di Devin Stehli al 29.27. Situazione di nuovo in equilibrio (due vittorie casalinghe per parte) tra LaChauxdeFonds e Visp, peraltro registrandosi stasera un perentorio 7-1 con sette marcatori diversi tra i padroni di casa, nervosismo alle stelle nel finale (due penalità di partita al 57.44, sul punteggio di 6-1) ed anche soverchie difficoltà di gestione nella difesa dei vallesani (Damian Stettler in subentro a Juho Markkanen, in porta, al 47.44 ossia in coincidenza con il quinto goal subito). Domenica il quinto turno.

Scuola dell’obbligo, scatta il “No Natel”: cellulari azzerati in aula e fuori

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Sensazione e pensiero: e mo’ chi li sente, e mo’ chi li cheta, in casa, i pargoli azzittiti. Con effetto da lunedì 30 marzo, niente più Natel attivi – diciamo “Natel”, alla vecchia, per intendere qualsiasi dispositivo personale di comunicazione mobile – nelle scuole dell’obbligo, dal ciclo dell’infanzia alle elementari alle medie, limitatamente agli iscritti cioè agli allievi: a stabilirlo ed a decretarlo e ad imporlo, confortandoci con un papello da 1’023 parole ovvero 7’242 caratteri più il rinvio ad allegati contestualmente oggetto di pubblicazione e troverete il tutto sul sito dell’Amministrazione cantonale, chi trovasi “pro tempore” alla conduzione del lardellatissimo Dipartimento cantonale educazione-cultura-sport, dovendo preoccupare – ad esempio – una notizia latente. Ma stiamo al tema: il divieto, che giunge “dopo un percorso di ascolto e di coinvolgimento di vari portatori di interesse in àmbito scolastico” e di cui è rivendicato il valore come elemento di “promozione del benessere digitale” (ouch), è applicato in aula, nei corridoi, nei bagni, negli spogliatori e nelle palestre, in pratica laddove per uscire e per entrare ci sia una porta e sopra la testa stia un tetto; giusto e sacrosanto, esiste un valore della didattica e dell’insegnamento “oltre” la lezione, vi è semmai da domandarsi come mai negli anni scorsi sia stata consentita l’invasione degli ultracorpi con tastiera e schermino. Ma va oltre, il testo con le “nuove direttive”: cellulari al bando anche “sul sedime esterno”, specificamente riprodotto come “giardini, corti, porticati, posteggi delle biciclette”, in elenco particolareggiato ancorché non esauriente. E che siano spenti, disattivati, nemmeno una lucina: non basterà la modalità “Aereo”. Di più: dei cellulari è imposto anche il divieto di… ostensione, nel senso che i proprietari saranno tenuti a far sì che gli strumenti siano “non visibili”. Quando? Sempre, ossia “dall’inizio (e) fino al termine delle attività scolastiche”.

Nella “No Natel zone”, insomma, si torna all’antico. Che suona come “antico” davvero davvero: si apprende che la materia era stata già presa in esame, nientemeno che con la costituzione e con l’attivazione (scrivono proprio così: “attivazione”) di un “gruppo di lavoro interno” funzionale al “riflettere” ed al “regolamentare” l’utilizzo dei Natel in contesto di scuole medie; tralasciandosi i passaggi intermedi, tra atti parlamentari e riscontri in seno al Gran Consiglio et similia sono trascorsi due lustri, risalendo la prima analisi all’anno scolastico 2015-2016, in pratica quando era appena venuta a cadere la soglia minima di cambio tra franco ed euro ed il Covid-19 era magari preconizzato in una pellicola di Steven Soderbergh ma rientrava tra le questione nemmeno contemplabili in quel di Wuhan. Preistoria, eppure pare che questi siano i tempi delle decisioni che non maturano mai. Nel frattempo, i tanto coccolati “nativi digitali” sono diventati così digitali da esserlo nella culla, in reinterpretazione del concetto di “nativo”; e ci si trova dunque ad imporre il divieto in ogni fascia di età e di scolarizzazione dagli zero ai 10-11 anni, in rafforzamento di quello in essere sino ai 14-15 anni o più nel caso delle testedure, con un evidente risvolto da paradosso parossistico (ma già l’idea di un Natel nelle mani del bimbo da scuola dell’infanzia, via…).

Amen. Per quanto concerne il senso di responsabilità, la consapevolezza, la prevenzione e la dipendenza si rinvia ai ragionamenti pubblicati appunto laddove sopra si scrisse essere tali analisi ponderosamente rappresentate. Postilla: non è detto che le cose restino così a lungo, essendo ipotizzata a fine anno scolastico corrente (cioè fra tre mesi, giorno più giorno meno) “una prima valutazione su eventuali adeguamenti da apportarsi alle direttive”, adeguamenti che entrerebbero in vigore con l’anno scolastico 2026-2027. Di mezzo anche il parere – in forma di preavviso – che giungerà dal contesto del “Consiglio cantonale dei giovani”, cui il testo sarà stato nel frattempo sottoposto. Detto in altre parole: cosa fatta, capo (ancora) non ha. E, per inciso: in caso di mancato rispetto delle nuove norme da parte di qualcuno, la mattina di lunedì 30 marzo, chi sorveglia sino al perimetro, chi interviene, chi sanziona, chi decide?

Zwei ausländische Staatsbürger nach Autoeinbrüchen festgenommen

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Die Polizei in Winterthur hat ein Duo von Autoeinbrechern verhaftet, das verdächtigt wird, mehrere parkierte Fahrzeuge aufgebrochen zu haben. Der Einsatz erfolgte nach Hinweisen aus der Bevölkerung. Die Einsatzkräfte konnten die beiden Männer kurze Zeit später anhalten und kontrollieren. Dabei wurden Gegenstände sichergestellt, die mit den Einbrüchen in Verbindung stehen dürften. Die Tatverdächtigen wurden festgenommen und der zuständigen Staatsanwaltschaft übergeben.Die Ermittlungen dauern an, um weitere mögliche Delikte zu klären.

A margine / Umberto Bossi, un’esistenza tra luci ed ombre. Ma era già scritto

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di Massimo Soncini, dir resp, per “Il Giornale del Ticino”

Quando andò alla distribuzione, nel marzo del 1992, dopo essere stato concepito sull’asse tra Lugano – non ridete: si era in auto davanti al cimitero di via Trevano, dove otto anni prima era stata conferita concretezza ad un altro progetto editoriale, lì nelle forme di un periodico – e Milano via Varese e Busto Arsizio, la prima biografia “non autorizzata” dell’ora defunto Umberto Bossi fondatore della Lega lombarda ebbe ben discordi riscontri di vendita e di consenso: in Ticino solo un paio di librai accettarono di mettere in vendita il volumetto, purché glielo si portasse sino all’uscio del negozio e nulla si pretendesse come garanzia minima di copie vendute; in Lombardia, alcuni edicolanti – per scelta dell’editore, i chioschi furono canale privilegiato – andarono all’“Esaurito” in mezza giornata mentre altri totalizzarono uno zero virgola zero, o almeno così risultò nella contabilità. Fatto curioso: accadeva che 20 o 30 copie fossero letteralmente polverizzate in un paese mentre il fardello consegnato nel borghetto vicino – e nelle stesse ore, e dallo stesso addetto – restava privo di clienti, e dunque di lettori. Solo “ex post” una spiegazione, anzi, una serie di spiegazioni: in certi luoghi Umberto Bossi era già “sacrale”, quale portatore di una novità politica – la Lega lombarda, un po’ secessionista ed un po’ federalista ed un po’ autonomista ed un po’ tante altre cose – cui aderire, e dunque la biografia “non autorizzata” suonava come affronto ed attacco, chissà chi c’è dietro a quei due che hanno scritto il libro, di sicuro sono foraggiati dai “poteri forti”; in altre città l’ordine di ignorare e di boicottare tale pubblicazione era venuto non dai vertici leghisti ma da ambienti della Sinistra, organica e non organica, per via del passato politico di Umberto Bossi che aveva manifestato per il “Cile libero” contro Augusto José Ramón Pinochet, era stato vicino al Partito di unità proletaria (Pdup), si era iscritto al Partito comunista italiano sezione di Verghera di Samarate in provincia di Varese, e per di più veniva sì dalla tradizione cattolica del padre Ambrogio ma soprattutto, per impronta politica, dal socialismo dinastico di sua madre Ida Mauri, personaggio senza peli sulla lingua anche se impazziva per l’Umberto, stravedeva per il Franco (fratello minore, classe 1947 cioè sei anni in meno rispetto a colui che per tutti sarebbe diventato il “senatôr” in grafia milanese, che era quella preferita dall’interessato ed in buon meneghino la “u” pronunciata si trascrive “o” oppure “ô”) ed amava l’Angela (ultimogenita, 1951 l’anno di nascita), benché i rapporti in orizzontale si fossero ben presto guastati tanto che fu proprio l’Angela, epurata dalla Lega insieme con il marito Pierangelo Brivio, a compiere un peraltro effimero percorso politico parallelo con l’“Alleanza lombarda autonomia”, meglio conosciuta come “Lega alpina lumbarda”, sino al seggio nel Consiglio regionale. Vi fu poi un altro fenomeno, circoscritto ma curioso: sapendo di essere stato menzionato nel libro, un emergente nella Lega in rapida espansione territoriale fece man bassa di copie andando di villaggio in villaggio, per poter poi regalare ad amici e parenti quel “suo” quarto d’ora di celebrità; si coglie l’occasione per ringraziarlo, qualora egli sia ancora in vita, per gli spiccioli di diritti spettanti agli autori sulle vendite, ed agli autori infine giunti.

Ma Umberto Bossi, ecco, come prese Umberto Bossi quel libro che si poneva e lo poneva sott’altra luce rispetto ai toni agiografici utilizzati da altri, sulla stampa quotidiana e periodica in particolare? Male, sulle prime: via “Corsera” – di lui e dei suoi passi si occupava in particolare il collega Gianluigi Da Rold, che avrebbe poi condotto con mano ferma la sede regionale lombarda della Rai e sarebbe stato direttore responsabile del quotidiano “L’Indipendente” – partì una sorta di “ukase” sul piede del “Se li trovo, quei due lì”, con riferimento agli autori; i quali risposero, sempre via “Corsera”, di essere sempre reperibili attraverso l’editore di cui erano noti denominazione ed indirizzo, sicché problema non si poneva. E non si sarebbe posto nemmeno in termini logistici: di lì a poco gli uffici milanesi della società editrice – gli uffici “operativi”, per intenderci: attività per quasi 24 ore su 24 perché c’era lavoro tra uffici-stampa e pubbliche relazioni ed altri prodotti, tra cui interessanti e prodromiche escursioni dalla grande distribuzione organizzata al campo delle energie rinnovabili – sarebbero stati trasferiti alla Bovisa in fregio a piazza Giovanni Bausan, e meglio in via Angelo Brofferio 10. Lo stesso stabile in cui aveva trovato sede il “Sindacato autonomista lombardo-Sal”, costola della Lega, coordinatrice e responsabile Rosa Angela detta “Rosy” Mauro, proveniente dall’attività con la Uil, terza gamba della “Triplice” con Cgil e Cisl. Si trattava, in pratica, di fermarsi un momento in portineria, unico essendo l’ingresso.

Quel libro era stato generato sulla scorta di circa 200 interviste (i materiali documentari sulla storia del movimento erano scarsi, al di là di volantini e dei resoconti frammentari di qualche comizio) e di uno scandagliamento delle disponibilità in quattro archivi privati (in uno fu trovata la prova dell’iscrizione di Umberto Bossi al Pci; da un altro spuntò fuori la foto – è in apertura, a supporto iconografico di questo pezzo – del futuro politico che al tempo era invece convinto di poter calcare i palcoscenici come cantante; in un terzo, varie tra poesie e prose; nel quarto, nulla di utile); si seppe poi che il testo era stato fatto passare, riga per riga, sotto la lente del microscopio di alcuni fedelissimi al pensiero leghista, e che nessuno aveva trovato un capello fuori posto, nemmeno nella cifra del racconto ed al di là, s’intenda, delle notizie che potevano non piacere ma erano vere, del resto il titolo parlava degli uomini e delle donne e delle luci e delle ombre del leghismo. Alla prima occasione di incrocio, al primo “a tu per tu” successivo alla pubblicazione, Umberto Bossi – che pure era un sacramento, quanto a rapporti con la stampa – interruppe una conversazione che stava intrattenendo con tre dei suoi e si fece avanti a braccia aperte: “Non ti ho letto (bugìa, e cioè: si era fatto leggere ogni capitolo, sino alle didascalie, ndr), ma so che non hai toccato la mia famiglia. Di solito vengono a toccare la mia famiglia, e m’incazzo. Tu non hai toccato la mia famiglia, e ti ringrazio”.

Non poteva sapere, Umberto Bossi di cui domenica alle ore 12.00 saranno celebrate le esequie (a Pontida, provincia di Bergamo: ultima adunata con “lui” sul prato antistante l’abbazia titolata a san Giacomo maggiore, nel luogo del mitizzato giuramento del maggio 1167 per l’alleanza tra liberi Comuni in funzione antiimperiale), non poteva sapere che proprio dalla famiglia e nella famiglia gli sarebbero venuti alcuni dispiaceri. Ma questo è argomento di altri, ormai.

Borse, sprazzo primaverile stroncato: Zurigo ai minimi da novembre

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.49) Incoraggiante nelle prime due ore (massimo a 12’564.92 punti), senza motivo in verità se non per reazione nervosa dopo gli sprofondi delle ultime due sedute, indi al riflusso tecnico coincidente con reflusso gastrico per non pochi operatori, infine in abbattimento al nuovo minimo dall’inizio di novembre è lo “Swiss market index” che, a chiusura di una settimana tra il grigio ed il nero per incombenza di nubi e per assenza di schiarite, si fissa in chiusura a 12’320.99 punti, e dunque in perdita nell’ordine dell’1.11 per cento, sul timore di una recrudescenza del conflitto in Iran per voci legate alla possibile dislocazione di truppe terrestri ed all’attacco conseguente. Spunti da prendersi pertanto con beneficio di inventario, potendo essi variare anche in misura significativa già lunedì: “Holcim limited” (più 1.69 per cento) e “Sika group Ag” (più 0.44) al vertice, “Swisscom Ag” (meno 2.48) ed “Alcon incorporated” (meno 2.12) in coda, Nell’allargato, timido rimbalzo (più 7.96 per cento, ma dopo flessione da 117.40 a 45.10 franchi in meno di un anno) per “Komax holding Ag”. Dalle altre piazze, dovendosi anche considerare l’essere oggi il cosiddetto “giorno delle quattro streghe” (scadenza contestuale di opzioni sulle azioni, “future” sulle azioni, “future” sugli indici ed opzioni sugi indici): Dax-40 a Francoforte, meno 2.01 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 1.67; Ftse-100 a Londra, meno 1.44; Cac-40 a Parigi, meno 1.82; Ibex-35 a Madrid, meno 1.14. Male New York: Nasdaq, meno 2.05 per cento; “Dow Jones”, meno 1.06; S&P-500, meno 1.49. Cambi: 91.13 centesimi di franco per un euro, 78.88 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin stabile attorno al controvalore di 54’859 franchi per unità.

Hockey Nl / “Play-off”, nel “Venerdì delle quattro streghe” tutto è possibile

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52 partite per sei delle otto squadre, 54 per lo Zugo passato al primo turno del “play-in”, 56 per i RapperswilJona Lakers costretti alla coppia di spareggi con il Berna nel secondo ciclo del “play-in” predetto; ma adesso, e sino alle ore 19.59 di oggi, tutto ciò pesa zero. Da zero, al di là delle gerarchie espresse dalla stagione regolare, nel “Venerdì delle quattro streghe” si riparte per questo “play-off” in cui si direbbe che si profili una sfida a sette contro uno, dominante come è stato (39 vinte contro 13 perse, media 2.25 punti per incontro) il Davos, vincitore della prima fase con margine pari a 17 lunghezze sul FriborgoGottéron secondo ed unica altra squadra a raggiungere la tripla cifra; avversario dei grigionesi nei quarti di finale è del resto lo Zugo che, per l’appunto sopravvissuto al taglio nella doppia prima sfida a punteggi sommati (5-2, 1-2, ergo 6-4 contro il Rappi), rispetto al Davos aveva totalizzato 42 punti in meno, tra l’altro risultando infine qualificato ma con “record” sotto il pari (23-29, ed anche un saldo negativo a quota 19 tra goal realizzati e goal subiti). Pronostico? Boh lo stesso, perché siamo al “play-off” e sul lungo dovrebbe vincere sempre il più forte, sul breve invece accadono cose che voi umani, et cetera. E non rari sono i casi di serie al meglio delle sette partite ma che si chiudono al quarto incontro e con l’“underdog” a trionfare; non rari.

Per la sola ticinese in lizza, avvio domani, trasferta a Zurigo contro gli Zsc Lions Zurigo, con la buona notizia dell’avvenuto svuotamento dell’infermeria ovvero del recupero di tutti gli infortunati; la questione sta ora nel verificare se gli attori da prima fila, Luca Fazzini e Zach Sanford quali principali artefici di buone statistiche, si confermeranno sui medesimi livelli e se da altri giungeranno contributi tangibili; quanto alla difesa della gabbia, sia detto che quasi nessuno può sentirsi pienamente al sicuro, nemmeno tra le compagini dal primo al quarto posto. Nel programma anche FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers (oggi) e ServetteGinevra-Losanna (domani). Massimo sviluppo delle serie: giovedì 2 aprile. Sempre domani, con primo appuntamento alla “NuoValascia” di Quinto, l’avvio del “play-out” tra AmbrìPiotta ed Ajoie.

È morto Umberto Bossi, cambiò le regole e le cifre della politica italiana

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di Massimo Soncini, dir resp, per il “Giornale del Ticino”

Umberto Bossi, fondatore dell’Unolpa e poi della Lega lombarda che sarebbe giunta ai giorni nostri come Lega nord e poi come Lega “tout court”, è morto stasera, all’“Ospedale di Circolo” in Varese dove si trovava ricoverato, all’età di 84 anni e sei mesi esatti, essendo egli nato a Cassano Magnago (Varese) il 19 settembre 1941 da Ambrogio Bossi ed Ida Mauri. Cresciuto a Soiano (frazione di Cassano Magnago) e poi trasferitosi con la famiglia nella comprovinciale Samarate frazione Verghera, Umberto Bossi si era sposato due volte, la prima con Gigliola Guidali e la seconda con Manuela Marrone; quattro i figli. Diploma conseguito al Liceo scientifico, facoltà di Medicina per iscrizione di lungo periodo e con qualche strascico familiare a causa della laurea rivendicata ma non conseguita, vari lavori saltuari in àmbito impiegatizio e tecnico oltre a tracce di carriera musicale (arrivò anche al “Festival di Castrocaro” con il nome “Donato”, incise un paio di brani con l’etichetta “Caruso”), quello che all’apice della carriera politica sarebbe stato ribattezzato “ôl Senatôr” approdò al pensiero federalistico nel 1979 per un incontro casuale con Bruno Salvadori, al tempo referente dell’autonomismo in Valle d’Aosta, all’Università di Pavia, avendo nel frattempo simpatizzato per l’estrema Sinistra, essendo stato iscritto al Partito comunista italiano (sezione di Verghera di Samarate) ed essendo rifluito poi su posizioni vicine al Partito socialista italiano (alcune collaborazioni in prosa ed in poesia, tra l’altro, sull’imperiodico “Ul bartavèll”); del 1980 la fondazione della Unolpa (“Unione nord-occidentale per l’autonomia”, o “Unione nord-occidentale laghi prealpini”, secondo altra versione), in calco dalla già localmente celebre Uopa (“Unione ossolana per l’autonomia”) fondata da Alvaro Corradini. Vari gli impegni nell’editoria, a partirsi dal poco fortunato “Nord-ovest” e poi con l’acquisto di “Radio Varese” convertita in “Radio Padania” e, ancora, con un quotidiano “La Padania” e con una tv; in campo culturale, la presenza in un circolo filologico dove sarebbero poi maturate varie amicizie di lungo periodo; sul fronte politico, propaganda per l’Union valdôtaine e per la “Lista per Trieste” (con una candidatura di bandiera, e senza esito positivo alle urne), costituzione della “Lega autonomista lombarda-Lal” che per tutti divenne “Lega lombarda”, il tutto nello spazio tra il 1980 ed il 1984.

Fra le tappe del “cursus” politico: nella Lega sotto varie denominazioni, segretario dal 1984 al 1993 per la Lega lombarda e dal 1989 al 2012 per la Lega nord, indi presidente della Lega nord (carica ricoperta sino ad oggi); nelle istituzioni, varie legislature tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica oltre a tre mandati come europarlamentare, il ruolo di ministro alle Riforme istituzionali-devoluzione (2001-2004) ed alle Riforme per il federalismo (2008-2011). Nota la sua prima alleanza con Silvio Berlusconi, nel frattempo emerso come fondatore di “Forza Italia”, poi la rottura, poi il ritorno a rapporti sodali; perno della costruzione del progetto federalistico fu Gianfranco Miglio, docente alla “Cattolica” ed il cui apporto fu determinante per garantire una legittimazione “culturale” al movimento. Istrionico, spesso popolaresco, oscillante tra miti fondativi (l’ampolla con l’acqua alle sorgenti del Po, la ricongiunzione storica al Medioevo della “Battaglia di Legnano”, il celodurismo, le adunate a Pontida in provincia di Bergamo dove ci risulta avranno luogo i funerali, forse già domenica) e pragmatismo, per decenni abituato a trascurare la salute (nel dicembre 1991 un infarto, nel 2004 un ictus con riabilitazione alla “Hildebrand” di Brissago), Umberto Bossi è stato soggetto determinante nell’ideazione di un progetto nel Centrodestra italiano ed europeo, avendo egli tra l’altro avuto la capacità di federare varie espressioni autonomistiche locali e che da tale condizione difficilmente sarebbero uscite; ed è questo il fulcro del discorso, al netto di qualsiasi valutazione politica ed al netto anche dei problemi giudiziari da cui fu interessato soprattutto l’“entourage” (il cosiddetto “cerchio magico”) di colui che, anche all’apice della carriera, continuò a considerarsi popolano figlio di contadini che avevano perso tutto e che dal nulla erano ripartiti. A precedere Umberto Bossi, nell’uscita da questo mondo, quasi tutti gli attori della prima e della seconda stagione leghista, dal citato Gianfranco Miglio (con il quale, dopo un innamoramento a cuore aperto, si era consumata la tipica rottura più per questioni di carattere che di pensiero) a Roberto Maroni, cofondatore della Lega nord e già ministro dell’Interno. Di “quella” Lega lombarda, oggi, restano in effetti pochi veterani (tra i primi parlamentari, Francesco Enrico Speroni da Busto Arsizio e Giuseppe Leoni da Mornago: entrambi del Varesotto, dunque) che, se vorranno, meglio di tutti potranno ancora raccontare lo spirito del tempo.

Per la genesi politica di Umberto Bossi e del leghismo “strutturato” in Italia, anche con tracce di riferimento al progetto – al tempo nascente – della Lega dei Ticinesi (noto il rapporto di amicizia instauratosi al tempo con Giuliano “Nano” Bignasca in ispecie; molti si ricorderanno delle apparizioni in via Monte Boglia a Lugano così come dal balcone di “Casa Cattaneo” a Lugano quartiere Castagnola), si rinvia alla prima biografia non ufficiale dal titolo “Umberto Bossi, i suoi uomini, le sue donne-Luci ed ombre del leghismo”, autori i giornalisti Massimo Soncini e Sergio Bertolini, pubblicato nel marzo 1992.

Achtung Tigotà-Kunden: Wichtiger Produktrückruf

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In Zusammenarbeit mit dem Bundesamt für Gesundheit (BAG) und dem Kanton Tessin ruft Tigotà zwei Artikel der Serie „Welcome to the Jungle“ zurück. Sicherheit und Gesundheit unserer Kunden stehen an erster Stelle.

Welche Produkte sind betroffen?

  • Produkt 1: Beauty J. Beauty Viag+Cont. Welcome to the Jungle (Art.-Nr. 204477)
  • Produkt 2: Beauty J. Beauty M Zebra Welcome to the Jungle (Art.-Nr. 87144)

Warum erfolgt der Rückruf? Bei Untersuchungen wurde ein zu hoher Gehalt an Phthalaten festgestellt. Diese Weichmacher können negative Auswirkungen auf die Fortpflanzung haben und stellen somit ein Gesundheitsrisiko dar.

Was müssen Sie jetzt tun?

  1. Verwenden Sie die betroffenen Produkte ab sofort nicht mehr.
  2. Bringen Sie die Artikel in eine Tigotà-Verkaufsstelle zurück.
  3. Sie können die Produkte gegen gleichwertige Artikel im Wert des Kaufpreises umtauschen.

Bitte beachten Sie, dass eine Barauszahlung des Kaufpreises nicht vorgesehen ist. Wir danken Ihnen für Ihr Verständnis und Ihre Mitarbeit.

📍 Für weitere Fragen wenden Sie sich bitte direkt an unser Personal in den Filialen.

#Tigotà #Rückruf #Verbraucherschutz #Sicherheit #Gesundheit #BAG #Kundeninformation

Idioten unterwegs: Kater in Beringen SH mit roter Farbe besprüht

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In Beringen (Kanton Schaffhausen) kam es zu einem feigen Vorfall von Tierquälerei. Ein weisser Kater wurde von Unbekannten mit roter Farbe besprüht, während er draussen unterwegs war. Das Tier kehrte völlig verunstaltet nach Hause zurück.

Die Besitzer sind fassungslos über die Respektlosigkeit gegenüber Lebewesen. Die Farbe muss nun mühsam entfernt werden, was für das Tier erheblichen Stress bedeutet. Wer Hinweise zu der Täterschaft geben kann, wird gebeten, sich bei der Polizei zu melden.

In auto, “machete” da mezzo metro. 30enne tunisino nei guai a Como

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L’auto era di una terza persona, e presa in prestito, e su questo zero problemi; meno spiegabile ed anzi non spiegata del tutto, a bordo di tale veicolo, la presenza di una bomboletta “spray” con gas urticanti e, soprattutto, di un “machete” lungo mezzo metro – suvvia: chi non porta con sé strumenti di analoga foggia e dalla consimile versatilità di utilizzo, in questi tempi? – e nelle disponibilità almeno di uno dei due occupanti il mezzo. Sotto denuncia per possesso e porto illegale di armi un 30enne tunisino intercettato da agenti della Polizia di Stato, attorno alle ore 2.00 di oggi, lungo via Varesina a Como, sul confine con il territorio comunale della comprovinciale Montano Lucino: ignoto il motivo dello spostamento in corso; ignote anche le ragioni della presenza di un secondo soggetto – 23 anni, marocchino per nazionalità, titolare di documenti spagnoli – contro il quale non sono stati adottati provvedimenti; non ignota invece la posizione del 30enne, dimora non precisabile anche se il soggetto si è dichiarato residente a Fino Mornasco (Como), vari i precedenti di polizia. Il “machete” era occultato sotto il sedile di guida. Emblematica l’immagine.

Italiano, quo vadis? / Bel cartello. La prossima volta, pagate un traduttore

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Cartelloni pubblicitari in ogni dove sul territorio ticinese, e soprattutto lungo le primarie arterie stradali, a pubblicizzare le novità in celebre catena del “fast food”. Investimento economico significativo, si suppone; meglio sarebbe stato tuttavia l’indirizzare parte del “budget” sulla traduzione del messaggio; sarebbe bastato, per dire, l’acquisto di un articolo determinativo (“la” prima di “scelta”), o l’eliminazione del predicato verbale (“Scelta difficile”, niente “è”), o l’utilizzo del verbo all’infinito (“scegliere”) in luogo del sostantivo (“scelta”). In nome della superficialità nella traduzione dall’inglese, per contro, sacrificato quel che è logico e grammaticalmente giusto. A farla breve: scelta sì, ma sbagliata. Anzi: difficile il far di peggio…

Nubifragio del giugno 2024, da Coira ristoro finanziario alla Mesolcina

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Gravi furono i danni; gravi, e destinati a lasciare sul territorio (e nella memoria) più e più segni di lacerazione, Un parziale ristoro, da quel disastro, giunge oggi su decisione dell’autorità politica cantonale in Coira: in funzione del ripristino di infrastrutture agricole danneggiate dal nubifragio di inizio estate 2024, al Comune di Lostallo – in quanto ente capofila per la Mesolcina intiera con riferimento alla vicenda di cui trattasi – sono stati destinati 511’000 franchi circa coincidenti con il tetto del contributo cantonale stante il conto fissatosi a circa 1’720’000 franchi. La concessione del contributo è da considerarsi conseguente all’erogazione di un significativo contributo federale, nella misura del 39 per cento sul totale. Come è noto, conseguenze anche drammatiche furono riscontrate nei territori comunali di Roveredo, Grono, Cama, Lostallo, Soazza e Mesocco; per accordo tra rappresentanti dei singoli Municipi coinvolti, e con l’assenso di Coira, fu stabilito che le attività di computo delle fatture sarebbero state gestite su conto unico, per l’appunto facendosi capo al Comune di Lostallo, con ripartizione dei costi residui tra i Comuni. In immagine (fonte: Cantone Grigioni), una tra le aree colpite dal maltempo nel 2024.

Tödlicher Frontalunfall in Auw (Kanton Aargau)

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Ein 57-jähriger Motorradfahrer ist gestern Abend auf der Alikonerstrasse bei Auw mit einem Pick-up frontal kollidiert und noch an der Unfallstelle gestorben. Die Strasse war mehrere Stunden komplett gesperrt. Die Kantonspolizei Aargau klärt die genaue Unfallursache.

Ursula Andress wird 90: Die legendäre Bond-Girl-Sirene feiert runden Geburtstag!

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Heute wird Ursula Andress 90 Jahre jung! Die Schweizer Ikone aus Ostermundigen (Kanton Bern) eroberte 1962 als Honey Ryder in «James Bond jagt Dr. No» die Leinwand – im weißen Bikini aus dem Meer steigend, machte sie Filmgeschichte und wurde zum Sexsymbol der 60er.

Geboren 1936 als drittes von sechs Kindern, startete sie als Model, landete in Hollywood, spielte neben Elvis in «Fun in Acapulco», drehte mit Cliff Richard und in Italo-Western. Privat war sie mit John Derek verheiratet, später mit Harry Hamlin (Sohn Dimitri kam 1980 zur Welt).

Heute lebt die emanzipierte Diva zurückgezogen in Rom – leider überschattet von einem mutmaßlichen Betrug durch ihren Ex-Vermögensverwalter. Trotzdem: Eine Frau, die immer ihren eigenen Weg ging.

Alles Gute zum 90. Geburtstag, Ursula – bleib so unvergesslich!

Biandronno (Varese), tragico incidente: 25enne muore in ospedale

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, MARTEDÍ 24 MARZO, ORE 10.22) Deceduta in ospedale, nelle scorse ore, la motociclista 25enne che nella mattinata di giovedì era stata sbalzata dal sellino del dueruote mentre stava percorrendo la Strada provinciale numero 18 “dell’Isolino Virginia” in territorio comunale di Biandronno (Varese), tratto localmente noto come via Rimembranze, andando a collidere contro una cancellata. La giovane, Sofia Pusceddu, originaria della comprovinciale Cardano al Campo e residente a nella vicina Bardello frazione del Comune di Bardello con Malgesso e Bregano, era stata soccorsa sotto regime di codice rosso causa riscontrato trauma cranico. Nell’incidente non erano stati coinvolti altri mezzi. L’assistenza medica era stata prestata da personale giunto sia via terra sia con l’eliambulanza dall’aviostazione di Villa Guardia (Como); sul posto uomini dell’Arma dei Carabinieri dal capoluogo ed effettivi dei Vigili del fuoco.

Colpo di stiletto / Beh, sicuro: con gli “Under 13” sarebbe tutt’altra cosa

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Perplessità e stupore e sconcerto, iersera a prima lettura, dal testo di una presa di posizione sulla prefigurata riforma del sistema professionistico e semiprofessionistico dell’hockey elvetico, autorevole la fonte trattandosi di comunicato ufficiale da parte dei vertici della Federazione svizzera hockey (o “Swiss ice hockey”). Dal testo in lingua francese, e che è tuttora presente sul sito InterNet della “Swiss ice hockey” stessa, apprenderebbesi ed apprendesi difatti che nell’ipotesi di base, su un totale di 24 squadre che andrebbero a formare i ranghi della cadetteria e dunque con ampliamento dalle notevoli dimensioni, ben 13 sarebbero di categoria… “Under 13”, cioè bambini e ragazzini. Solo nel riscontro con il testo in lingua tedesca (no, alla “Swiss ice hockey” si baloccano con l’inglese ma si rifiutano di dare corso alle legittime esigenze di rispetto della lingua italiana, cioè offrendo una invero doverosa traduzione…) si arriva a dedurre l’errore: le compagini aggregate sono “Under 23”…

Mann aus dem Sudan löst Einbruchalarm bei UBS-Filiale in Winterthur aus

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In Winterthur (Kanton Zürich) kam es am Donnerstagmorgen zu einem grossen Polizeieinsatz bei einer UBS-Filiale an der Stadthausstrasse. Ein Einbruchalarm löste das Aufgebot mehrerer Patrouillen der Kantonspolizei Zürich und der Stadtpolizei Winterthur aus. Die Umgebung wurde abgesperrt, Passanten wurden auf die andere Strassenseite geschickt, und auch Diensthunde standen bereit. Beim festgenommenen Verdächtigen soll es sich um einen Mann aus dem Sudan handeln. Die Polizei will später weitere Details bekanntgeben.

Colpo di stiletto / Sconti su sconti, a Luino una strada idea di “ribasso”…

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Colta al volo (un “Grazie” alla delatrice) in noto supermercato di Luino (Varese) ad alto tasso di frequenza da parte della clientela ticinese. L’immagine dice tutto: prezzo-base 1.49 euro la confezione, sconto straordinario per il solo mese corrente, ergo prezzo che da 1.49 euro passa a… 1.59 euro. Sta scritto: “Ribassato”. In un mondo al contrario, di certo.

Sette ispezioni in cantieri del Mendrisiotto: 66 verifiche, problemi zero

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Nessun riscontro di irregolarità, standosi ad una nota-stampa diffusa stamane da fonti della Polcantonale, nel contesto di un’operazione di controllo sui cantieri edili nel Mendrisiotto, interventi eseguiti l’altr’ieri ossia martedì 17 marzo. Sette i sedimi visitati da agenti della Polcantonale, ispettori del lavoro e membri della “Commissione paritetica cantonale edilizia-rami affini”; 66 i dipendenti di cui è stata verificata la posizione.

Scenari “caldi” nel Medio Oriente, sulle Borse cala un freddo pungente

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 18.25) Da buio pesto oltre la siepe, con linea tendenziale ancora in calo alla chiusura, la seduta borsistica a Zurigo, nessuna sostanziale differenza tra listino primario ed allargato. Lo “Swiss market index”, al picco sui 12’651.39 punti alle ore 9.13, è andato al saldo sul minimo di seduta a 12’459.54 punti, in perdita pari al 2.40 per cento e cioè regalando altri 306 punti circa dopo i quasi 200 lasciati ieri sul campo; pur in assenza di cifre verdi, resistenti “Logitech international Sa” (meno 0.03 per cento) ed “Alcon incorporated” (meno 0.70) soprattutto; in grave difficoltà “Compagnie financière Richemont Sa” (meno 4.52) e “Sika group Ag” (meno 6.58). Frammentazione e vendite prevalenti nell’allargato. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 2.81 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 2.32; Ftse-100 a Londra, meno 2.34; Cac-40 a Parigi, meno 2.03; Ibex-35 a Madrid, meno 2.27. “Diversamente teso”, pur evidenziandosi qualche altra flessione, lo stato dell’arte a New York: Nasdaq, meno 0.88 per cento; S&P-500, meno 0.75; “Dow Jones”, meno 0.87. Cambi: 91.32 centesimi di franco per un euro (in corso un intervento da parte dei vertici della “Banca nazionale svizzera”, peraltro in concomitanza con la cristallizzazione dei tassi di riferimento allo zero virgola zero per cento?), 79.05 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin di nuovo “surgelato” ed ora al controvalore teorico di 54’992 franchi circa per unità.

Somma Lombardo (Varese): auto si ribalta in una scarpata, 84enne ferita

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Da valutarsi non solo sul breve periodo, anche e soprattutto in ragione dell’età della persona interessata, le conseguenze fisiche riportate da una 84enne che alle ore 17.22 di ieri, mercoledì 18 marzo, non è riuscita a controllare l’auto alla cui guida si trovava nel transito lungo via Valle in territorio comunale di Somma Lombardo (Varese). La vettura, secondo prima ricostruzione dell’episodio, è uscita dalla carreggiata infilandosi lungo il dirupo sul lato destro rispetto al senso di marcia e si è ribaltata; per estrarre la donna dall’abitacolo, alcuni tra i soccorritori hanno dovuto far ricorso a strumenti meccanici con taglio di parte della carrozzeria, Sul posto operatori in ambulanza, forze dell’ordine ed effettivi dei Vigili del fuoco dal Distaccamento locale. Valutazione a grado medio (codice giallo) per quanto riguarda traumi e lesioni subiti dalla 84enne. In immagine, la vettura in fondo alla scarpata.

Hockey Nl / “Play-in”, secondo turno: frana il Berna, Rappi promosso

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Se ne va il Berna, proseguono invece i RapperswilJona Lakers. Un secco 4-0 interno, a sommarsi con il 2-1 ottenuto 48 ore prima in trasferta, a fissare l’ultimo verdetto della serie di “play-in”, turno numero due, di fronte la perdente in fascia alta e la vincente in fascia bassa della serie precedente: e finisce come era finita nella stagione regolare, avanti al “play-off” – cioè ad aggiungersi a Davos, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Zsc Lions, Lugano e Losanna nell’ordine – la settima e l’ottava della prima fase, in sostanza come se al grande ballo si fosse arrivati nella formula d’un tempo. Delusissimi gli “Orsi”, presentatisi nervosi all’appuntamento, furore agonistico nel primo periodo con 17 tiri contro nove ma punteggio inchiodato, precipitati invece nella frazione centrale (cinque conclusioni contro 16…) e trafitti da Tanner Fritz (29.55) e Malte Strömwall (35.16, a cinque-contro-quattro); dagli ospiti, falli e proteste contro gli arbitri, il senso di un campionato che sfugge dalle mani non può non ottundere le menti. Sul 2-0, equivalente ad un 4-1 nell’aggregato, la situazione sin oltre la metà dell’ultima frazione, indi l’uno-due al mento: 53.37, “power-play” chiuso da Yannick-Lennart Albrecht, 3-0; disco in mezzo ed ingaggio, Valentin Hofer per Sandro Zangger, 4-0 a distanza di 14 secondi dal goal precedente. Berna al tappeto, stralunato, annientato; gli ultimi 40 minuti, a rigore di statistica, saranno segnati da soli 10 tentativi verso la porta nell’occasione serenamente difesa da Melvin Nyffeler.

Quanto agli accoppiamenti nel “play-off”, allo stadio dei quarti di finale, ovvio ritorno all’antico cioè prima contro ottava, et cetera. Sicché: Davos-Zugo, FriborgoGottéron-RapperswilJona Lakers, ServetteGinevra-Losanna e Zsc Lions Zurigo-Lugano, in ciclo al meglio delle sette partite, apertura venerdì 20 marzo nel caso dei primi due confronti e sabato 21 marzo nel caso degli altri due. Contestualmente, cioè sabato 21 marzo, avrà inizio anche la serie del “play-out”, AmbrìPiotta contro Ajoie,

Nicht mal mehr auf dem Klo sicher: Rentner in Olten brutal ausgeraubt

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Am helllichten Tag auf dem Klosterplatz in Olten (Kanton Solothurn): Zwei Täter drängten einen Rentner in die WC-Anlage, hielten ihn fest und raubten ihm Fingerringe sowie eine Halskette. Gesucht wird vor allem eine Frau mit schulterlangen schwarzen Haaren, dunkler Trainingshose, schwarzen Schuhen – und gebrochenem Deutsch. Die zweite Person ist noch unbekannt. Die Täter sind flüchtig.

Wann hört diese Ausländerkriminalität endlich auf? Selbst auf der Toilette ist man nicht mehr sicher…

Tragödie in Engelberg: 61-jährige Frau stirbt bei dramatischem Gondelabsturz

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Eine allein fahrende 61-Jährige verlor heute ihr Leben, als die Gondel der Titlis Xpress abstürzte, sich mehrmals überschlug und ins Tal raste. Die moderne Anlage war erst kürzlich revidiert – trotzdem passierte das Unfassbare. Unsere tiefste Anteilnahme den Angehörigen 💔

(Photoquelle: KaPo Nidwalden)

#Engelberg, #Gondelabsturz, #Titlis, #Tragödie,

Frischer Lenker crasht spektakulär: 19-Jähriger in Tunnelwand – und kommt mit dem Schrecken davon

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Lenzburg (Kanton Aargau), Dienstagabend, 16. März 2026: Ein 19-jähriger Autofahrer verlor im Erlenguttunnel die Kontrolle über seinen Personenwagen und prallte frontal gegen die Tunnelwand. Der Aufprall war so heftig, dass das Fahrzeug massiv beschädigt wurde und der Verkehr vorübergehend behindert war.

Trotz des dramatischen Unfalls blieb der junge Lenker unverletzt – ein echtes Wunder! Die Kantonspolizei Aargau nahm den Führerausweis vor Ort zu Hand und leitete ein Strafverfahren ein. Vermutlich Alkohol, Ablenkung oder zu hohes Tempo? Die Ermittlungen laufen.

Wieder ein junger Fahrer, der lernt: Der Tunnel verzeiht keine Fehler…

Danni riparati, da domani “Centovallina-Vigezzina” a percorso completo

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Al ripristino domattina, ovvero con l’avvio dell’esercizio di giornata per giovedì 19 marzo, la linea ferroviaria internazionale Locarno-Domodossola (“Centovallina-Vigezzina”) la cui attività era stata limitata tra il capolinea ticinese e la stazione di Camedo, in Comune di Centovalli, sin da domenica causa innevamento sul versante italiano e problema tecnico non facilmente sormontabile in prossimità della stazione di Trontano (Verbano-Cusio-Ossola), Nel periodo di disservizio sulla rotaia, la copertura regionale in Ticino è stata garantita con normali vettori nel rispetto degli orari di andata e di ritorno e facendosi punto di arrivo per l’appunto alla piattaforma di Camedo; la tratta diretta (senza fermate intermedie) tra Locarno e Domodossola era stata garantita con vettori su gomma.

Crack coca ero hascisc, 28enne spacciatore ucraino verso il processo

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Sulle prime, cioè al momento del primo contatto con fermo ed arresto e si sta parlando di venerdì 12 dicembre, i numeri erano sì significativi ma non vistosi: l’uomo, 28 anni, ucraino, niente fissa dimora, da queste parti in ragione di scelte individuali non commendevoli, aveva addosso cocaina ed eroina per il peso di alcuni grammi, “crack” per altri 20 circa, contanti per un migliaio di franchi; di che classificarsi il tizio come spacciatore ed amen. Ed invece, tira un filo e tira l’altro mentre il terzo si tira da sé, alla perquisizione personale nella zona del “Parco Ciani” di Lugano si era aggiunta una visita domiciliare, cioè all’appartamento in cui il giovane si “appoggiava” – diciamo che c’era la connivenza di un altro soggetto? Diciamolo – per pasti, sonni e necessità di gestione del magazzino: e lì altra cocaina per un buon mezz’etto ed anche hascisc ad etto intiero, dal che almeno la certezza di una disponibilità da buon supermarket della droga, quattro tipologie secondo le maggiori richieste della clientela. Che c’è di nuovo? Tre cose: a) il 28enne rimane ristretto in carcere; b) in tempi recenti, le indagini – sul campo agenti di Polcantonale e Polcom Lugano – si sono ramificate investendo principalmente il Luganese ma anche altre aree del Cantone, evidenziandosi ben maggiori consumi e spaccio di cocaina (480 grammi, una quota dei quali è stata trasformata in “crack” ad avvenuta cessione), di eroina (40 grammi) e di hascisc (300 grammi), il tutto nel periodo compreso tra l’estate 2025 ed il menzionato tempo del “click-clack” di manette; c) l’attività investigativa è giunta al traguardo, sicché ora si può parlare di ipotesi di reato ben “sostanziate”.

Alle brevi, nel “dossier” di cui è titolare la procuratrice pubblica Valentina Tuoni figurano addebiti per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti, contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti ed infrazione alla Legge federale sugli stranieri; letture “alternative” della situazione, per il difensore del 28enne, zero.

Lacrime e sorrisi per la “Rose”. E salutaci il “tuo” Jack, che ti ha aspettato

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Così capisci che ad andarsene è stata non solo un’identità fisica, ma un monumento; così, quando attorno a quel feretro, nel momento del congedo ultimo, converge almeno un pezzo di ciascuno dei luoghi e dei tempi che a quella persona furono ed erano e resteranno legati. Dalla scuola, dalla tv, dal teatro, dalla radio, dalle autorità pubbliche (e qui ci si sarebbe aspettati qualcosa in più) oltre che dalla stampa quotidiana (singola presenza) i volti – tanti, e carichi di commozione – comparsi stamane al “Centro funerario” di Locarno-Riazzino per testimoniare omaggio e tributo a Franca Canevascini, per alcuni la pluridecennale insegnante di lavori femminili alle elementari di Tenero-Contra frazione Tenero, per altri l’autrice di libri di cucina, per altri ancora una voce ed un viso strafamiliari sin dai tempi in cui l’ascolto era in onde medie ed il video virava di preferenza (se non esclusivamente) sul bianco e nero. Sentito ma breve l’atto di commiato, ché per una cerimonia complessa Franca Canevascini – venuta a mancare tre giorni addietro, a 90 anni compiuti – si sarebbe irritata, “e poi quel che c’era da dirsi è già stato detto, fine”, avrebbe tagliato corto; in prolungato indugiare, sin oltre il mezzodì, i convenuti ben presto passati agli abbracci, a qualche sorriso, ai “Te se regórdet”. Il tempo di un aneddoto, di uno scambio di battute, di un “Ah, sì, a ga sévi ànca mì, te ghe sévet ànca ti”. Al centro, “La Rose”, quel personaggio istrionico che con la sua parlata “verzascamerican” interloquiva per lettera – e al microfono – con l’amato Jack rimasto somewhere in the middle downthere e che sarebbe stato un caso di studio, se non per i linguisti puri, almeno per gli amici dell’“Inglese imbruttito” (certo, era tutto colore, era tutta forzatura, era tutt’un riecheggiare quel che rimaneva dalle radici trapiantate a distanza di migliaia di chilometri. Ma già ci manca).

Insomma, un saluto “comme il faut”, per la Franca. A proposito: salutaci il tuo amato Jack, adesso che potrai riparlargli “de visu” e non più per lettera. Nella foto GdT, un gruppo tra i partecipanti alla cerimonia di commiato.

Telefonate-“choc”: truffano due anziani in Ticino, presi in Mesolcina

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Due farabutti nella rete: gli ultimi in ordine di tempo, sapendosi già che non resteranno gli ultimi in assoluto, almeno sino a quando il problema sarà stato affrontato di petto e con il massimo aggravio di pene da infliggersi. Due farabutti da telefonate-“choc”, con conseguenti truffe perpetrate ai danni di anziani, sono finiti in manette lunedì 9 marzo – di stamane l’informativa – grazie a tempestiva attivazione di un dispositivo a più soggetti (Polcantonale Ticino, Polcantonale Grigioni, Polcom Bellinzona, Polcom Chiasso, Polintercom Ceresio-sud ed Ufficio federale dogana-sicurezza confini): colpi riusciti nel giorno stesso dell’arresto, il primo a Chiasso ed il secondo a Biasca, indi esfiltrazione in auto direzione San Bernardino ed oltre, in territorio comunale di San Vittore. I proventi delle truffe sono stati recuperati; i due criminali sono un 50enne di passaporto polacco e residente in Austria ed un 38enne di passaporto polacco residente in Polonia, ignoti al momento gli eventuali precedenti penali. Ripetuta truffa l’ipotesi di reato nel “dossier” di cui è titolare la procuratrice pubblica Valentina Tuoni; restrizioni della libertà individuare, ossia incarcerazione e che i due lì rimangano, nel frattempo convalidate al giudice dei provvedimenti coercitivi.

Borse, illusione poi il gelo. Zurigo, quasi 200 punti lasciati sul campo

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 20.02) Orientato al rialzo, ad un certo punto in ripresa dignitosa (picco a 12’978.62 punti, ore 9.05), poi a progressiva perdita di vigore ed in cedimento vistoso (minimo a 12’723.11 punti, ore 15.54), attestazione finale a 12’765.48 punti – meno 196.93 rispetto alla chiusura precedente – con flessione pari all’1.52 per cento; l’inasprirsi del conflitto in Iran ed il nulla prefigurato – e di cui è giunta poi conferma – dai vertici della “Federal reserve” statunitense fra i principali motivi del malumore tra gli operatori. Di “Holcim limited” ed “Abb limited” (più 1.03 e più 1.38 per cento rispettivamente) i migliori spunti sul listino primario; sotto misura soprattutto “Nestlé Sa” (meno 3.55) e “Roche holding Ag” (meno 2.81); fuori squadra “Logitech international Sa” (meno 6.07). Nulla di significativo nell’allargato, dove resta fibrillante (oggi, meno 1.50 per cento) la sola posizione di “Ht5 Ag”, futuro veicolo di ingresso in Borsa da parte della ticinese “Centiel Sa”. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.96 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0.32; Ftse-100 a Londra, meno 0.94; Cac-40 a Parigi, meno 0.06; Ibex-35 a Madrid, più 0.29. Male New York, su cui pesa il menzionato “nulla di fatto” in àmbito Fed: “Dow Jones”, meno 1.32 per cento; Nasdaq, meno 1.00; S&P-500, meno 0.95. Cambi: 90.94 centesimi di franco per un euro, 79.11 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in calo secco al controvalore teorico di 56’448 franchi circa per unità.

Hockey Sl / “Play-off”, semifinali: Visp e Sierre sul 2-1 (ma con il fiatone)

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Altra serata tiratissima nelle semifinali di “play-off” per l’hockey di Swiss league: sul 2-1, sfruttando l’occasione data dalla pista di casa, si portano Visp e Sierre, sconfiggendo rispettivamente LaChauxdeFonds ed Olten. In Visp-LaChauxdeFonds 3-2, ancora una volta il ticinese Alessandro Lurati a fare gioco e partita con goal dell’1-0 (3.15), assist per il 2-0 (16.25, Noah Fuss) e compartecipazione nella rete del 3-0 (39.59, ancora Noah Fuss, in prima battuta punto riconosciuto anche al citato Alessandro Lurati); veemente nel finale il ritorno degli ospiti, doppietta di Emil Molin (51.49 a cinque-contro-quattro e 56.43 a sei-contro-cinque per intervenuto richiamo del portiere Viktor Östlund). Al supplementare il 4-3 del Sierre sull’Olten: solettesi avanti sino allo 0-2 (10.17, Nolan Cattin; 27.54, William Hedlund), prima della seconda pausa il riaggancio (33.18, Léonardo Fuhrer; 37.13, Arnaud Montandon a cinque-contro-quattro); di nuovo William Hedlund per il 2-3 (43.06), di nuovo Arnaud Montandon per il pareggio (52.20); decisione rinviata al prolungamento, e qui ancora Léonardo Fuhrer a colpire in superiorità numerica per chiudere il confronto (66.40); doveroso tributo, pur nella sconfitta, a Lucas Rötheli portiere dei solettesi ed autore di 42 parate. Venerdì il quarto doppio confronto, alla Chaux-de-Fonds e ad Olten, in serie al meglio delle sette partite.

Calcio Dna / Lugano, pari “in extremis”. E al Thun festeggiano…

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Tutt’altro che infelici, stasera a Thun, sull’esito del recupero tra San Gallo e Lugano nel calcio di massima serie, turno numero 30, partita rinviata sabato causa innevamento del campo: bianconeri infatti capaci di recuperare da una situazione ormai compromessa e di strappare l’1-1 grazie alla firma di Renato Steffen al 92.o, magistrale punizione di sinistro nel “sette” sinistro, meritato frutto dopo pressione insistente benché la compagine di Mattia Croci-Torti fosse ridotta a 10 effettivi sin dal 64.o, secondo giallo sventolato sotto il naso di Daniel Dos Santos; per effetto del pareggio (il San Gallo era andato avanti al 15.o grazie all’onnipresenete Christian Witzig su imbeccata di Diego Besio) tra seconda e terza del torneo, il Thun si trova ora a “più 16” sul San Gallo ed a “più 21” sul Lugano stesso, vantando tra l’altro il miglior attacco (71 reti segnate) e la miglior difesa (33 reti subite). La classifica: Thun 71 punti; San Gallo 55; Lugano 50; Basilea 49; Sion, Youngboys 45; Lucerna, Losanna 36; Servette 33; Zurigo 31; Grasshoppers Zurigo 24; Winterthur 19.

Cultura, soldi, infiltrazioni criminali: Ticino e Grigioni a confronto

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Contigui; vicini; dagli interessi largamente coincidenti; l’uno porta dell’altro in una direzione, e viceversa. Potrebbero incontrarsi in via ufficiale una volta la settimana, le autorità cantonali di Ticino e Grigioni, e di argomenti su cui discutere (e convergere) rimarrebbe ad ogni modo una lista ponderosa: prova sia il fatto che questo pomeriggio, in incontro programmato e svoltosi a Coira, al centro dell’attenzione sono finiti la fugura gestione del lupo, l’eventuale arrivo della peste suina africana su suolo svizzero e la partecipazione di Berna alla copertura dei danni causati dai nubifragi nel… 2024, ormai sette stagioni addietro volendoci considerare ormai con un piede nella primavera 2026; oggetto di analisi anche la promozione della lingua e della cultura italiana e gli effetti dei risparmi confederali secondo il “pacchetto” in vista per il 2027. Condivise inoltre informazioni sui rapporti con l’Italia, sulla revisione del sistema di perequazione finanziaria federale e sui rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata in territorio elvetico, materia quest’ultima particolarmente spinosa alla luce delle recenti inchieste con fulcro sulla Mesolcina. I membri dell’Esecutivo cantonale ticinese sono stati accolti da Martin Bühler (presidente del Governo grigionese), Carmelia Maissen (vicepresidente), dagli altri membri del Consiglio di Stato (Peter Peyer, Jon Domenic Parolini e Marcus Caduff) oltre che dal cancelliere Daniel Spadin. In immagine, da materiali della Cancelleria di Stato del Canton Grigioni, alcuni partecipanti all’incontro.

Casale Litta (Varese), grave 53enne accoltellato dal figlio della compagna

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Un uomo di 53 anni versa in gravi condizioni all’“Ospedale nuovo” di Legnano (Milano) a causa di lesioni da accoltellamento – colpiti petto e ventre per sette volte complessivamente – nel corso di una lite scoppiata nella tarda serata di venerdì scorso in uno stabile residenziale di Casale Litta (Varese). Il responsabile del ferimento è stato individuato e fermato da effettivi dell’Arma dei Carabinieri dalle comprovinciali stazioni di Sesto Calende e di Mornago: si tratta di un 24enne, cittadino italiano al pari dell’altro soggetto coinvolto, figlio di primo letto dell’odierna compagna del 53enne; il fermo ha avuto luogo sulla pubblica via, ma già a discreta distanza dal luogo del fatto di sangue, essendosi il 24enne allontanato in auto ed insieme con la madre. Nebuloso il contesto in cui la vicenda è maturata. L’arma è stata recuperata. Il 24enne si trova al momento in restrizione della libertà individuale alla casa circondariale di Busto Arsizio (Varese).

Schock in Burgdorf: 43-jähriger Ukrainer in Wohnung erstochen, 49-jähriger Pole wegen Mordes angeklagt

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Im Juni 2024 eskaliert ein Streit in einer Wohnung am Mittelweg in Burgdorf (Kanton Bern) – der Ukrainer stirbt durch Messerstiche vor Ort Der Pole wird sofort geschnappt und sitzt jetzt in U-Haft. Nach langen Ermittlungen erhebt die Staatsanwaltschaft Anklage wegen Mordes (evtl. vorsätzliche Tötung)!

Wieder Gewalt in der Wohnung… was passiert da bei uns? 💔🔪

Schock in Uttwil: 22-jähriger Marokkaner nach Einschleichdiebstählen festgenommen

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Kurz nach 16:15 Uhr schleicht sich ein Mann in zwei Häuser in Uttwil (Kanton Thurgau) ein. Polizei startet Sofortfahndung und schnappt ihn! Deliktsgut sichergestellt, jetzt sitzt der Marokkaner in Haft.

Wieder so ein Fall… wann hört das endlich auf?

Drei Schweizer mit Migrationshintergrund und ein Serbe nach großem Drogenfund festgenommen

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Vier Personen – drei Schweizer Staatsangehörige mit Migrationshintergrund und ein serbischer Staatsangehöriger – wurden am Sonntag, 15. März 2026, nach umfangreichen Haus- und Fahrzeugdurchsuchungen festgenommen. Kurz nach 1.15 Uhr durchsuchten Einsatzkräfte der Kantonspolizei Uri – unterstützt von den Kantonspolizeien Schwyz, Nidwalden und Tessin – mehrere Objekte in Schattdorf sowie im Kanton Tessin.

Dabei stellten die Beamten verschiedene Betäubungsmittel in relevanten Mengen sowie größere Summen Bargeld sicher. Die vier festgenommenen Personen wurden vorübergehend inhaftiert und befragt. Gegen einen der Schweizer Staatsangehörigen hat die Staatsanwaltschaft Uri beim Zwangsmassnahmengericht Untersuchungshaft beantragt.

Für die Bevölkerung im Kanton Uri bestand zu keinem Zeitpunkt eine Gefährdung. Die weiteren Ermittlungen führt die Staatsanwaltschaft Uri in Zusammenarbeit mit der Kantonspolizei Uri. Aufgrund des laufenden Strafverfahrens können derzeit keine weiteren Details bekannt gegeben werden. (Symbolbild)

Hockey Sl / “Play-off”, semifinali: terzo turno, si riparte dai piedi della scala

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Serie al meglio delle sette partite, secondo programma; di fatto, serie al meglio dei cinque incontri, stante l’1-1 sui due fronti del tabellone. “Play-off” dell’hockey cadetto, stadio delle semifinali: stasera Sierre-Olten e Visp-LaChauxdeFonds, situazioni riequilibratesi domenica con vittorie in trasferta (3-1 e 3-2 rispettivamente) delle squadre stasera padrone di casa e tornate a godere del fattore-pista per l’eventuale “bella”. Date prossime ed almeno necessarie nell’ipotesi di una chiusura dei cicli sul 4-1 o sull’1-4: venerdì 20 marzo e domenica 22 marzo; eventuali sesti confronti martedì 24 marzo, eventuali spareggi venerdì 27 marzo.

Gavirate (Varese), il trucco sotto il… trucco: sei arresti per traffico di droga

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Dietro al “volto” rassicurante dell’impresa distributrice di prodotti cosmetici, e con identità a quanto pare ben nota tra gli operatori all’ingrosso, un’attività di quelle che costituiscono motivo di interesse per le autorità in ragione della palese illiceità. Una produzione consistente di marijuana si celava infatti nel retrobottega – diciamo così: ma piuttosto ampio, ecco – di un’azienda con sede a Gavirate (Varese) ed al cui interno, nelle scorse ore, effettivi della Guardia di finanza hanno scoperto consistenti quantità di droga in fase di lavorazione o già pronta per essere spedita, in ragione di ciò potendo le forze dell’ordine procedere a cinque arresti sul posto e ad un sesto – quello dell’amministratore delegato della società – quasi nello stesso momento. Asse individuato: dalle rive del Lago di Varese all’aeroporto di Orio al Serio in provincia di Bergamo (da qui la competenza nella conduzione dell’inchiesta); da tale scalo la merce, precedentemente imballata in panetti e confezioni sottovuoto e posta all’interno di contenitori idonei secondo la tipologia delle sostanze stupefacenti, era fatta passare per l’appunto come articolo cosmetico e raggiungeva altre nazioni. Materiali sequestrati: hascisc per 2.5 chilogrammi, cannabis per quasi 220 chilogrammi, lampade, “kit” per l’irrigazione, fertilizzanti, impianti per l’aerazione degli ambienti, bilance, macchine per il confezionamento sottovuoto, imballaggi, et similia.

Reazione nelle Borse, Zurigo tocca quota 13’000 e poi resta in verde

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.33) Senza un “perché” reale a parte un fumoso effetto di trascinamento dal buon passo di Wall Street iersera e vaghe speranze di rapida risoluzione del conflitto in Iran, senza cioè che si sia materializzata una notizia risolutiva nell’oceano di nubi gravanti sull’economia e sulla finanza e sul mondo in pericolo, l’odierna risalita dello “Swiss market index” a Zurigo e di altri indici europei. Nel primario domestico, saldo sui 12’962.41 punti con progresso pari allo 0.62 per cento e dopo picco delle ore 16.01 oltre quota 13’000 (13’003.10 punti); “Swiss Re Ag” capofila (più 3.15 per cento), “Kühne+Nagel international Sa” in coda (meno 1.17). Nell’allargato, caso particolare (se ne parla in altra parte del giornale) quello di “Ht5 Ag”, già “Hochdorf” ed altro, più 3.28 per cento alla chiusura dopo impennata sino ad un guadagno nella misura del 20 per cento in apertura; in parziale rilancio (più 4.94) “Comet holding Ag” tuttavia ben lontana dai picchi di febbraio. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, più 0.70 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 1.21; Ftse-100 a Londra, più 0.83; Cac-40 a Parigi, più 0.49; Ibex-35 a Madrid, più 0.93. Positiva New York: “Dow Jones”, più 0.26 per cento; S&P-500, più 0.33; Nasdaq, più 0.44. Cambi: 90.58 centesimi di franco per un euro, 78.49 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin brevemente di ritorno attorno al controvalore di 60’000 franchi per unità ma ora in calo a 58’615 franchi circa.

È morta Franca Canevascini, “la Rose”. Davanti a lei s’inchini il Ticino

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Non fu un’accademica, ma tenne lezioni davanti a platee sterminate, contandosi solo i suoi allievi nelle varie classi organizzate e condotte a concludere il primo ciclo dell’apprendimento, quello in cui alle aste ed ai segnetti incerti sul foglio si sostituiscono via via i pensieri e la loro espressione formale, e nel suo caso erano punti e croci vergati con ago e filo, ad esempio. Non fu un’accademica, eppure la sua voce impartiva cultura ad ogni età e ad ogni fascia sociale, suscitando risate e divertimento e riflessioni in un Ticino che nel frattempo era via via attraversato da sempre più tumultuosi cambiamenti. Se ne è andata Franca Canevascini, ai tempi maestra alle scuole elementari di Tenero-Contra frazione Tenero, insegnante di lavori femminili, soprannome “Cipolla” e non si trattava di nulla di offensivo o di irridente, benché andandosi a memoria propria – ed anche con sommaria richiesta di prestito dai ricordi altrui – un’esegesi di tale appellativo non sia forse più possibile; ma se ne è andata anche “la Rose”, personaggio da lei interpretato in radio con spassosi intercalari in angloverzaschese, ché “la Rose” era stata immaginata e costruita – no, non “costruita”: rappresentata da un mondo parallelo stranamente simigliante a quello reale – come discendente di ticinesi andati a cercare fortuna nelle Americhe, e da là tornata ma avendo lasciato un pezzo di cuore vicino all’amato Jack; in tempi – parliamo di inizio Anni ’70 – nei quali una InterNet commerciale non era nemmeno nella mente dei geni che da poco avevano iniziato a scambiare messaggi tra due università californiane e 10 minuti di telefonata intercontinentale costavano come un bilocale con servizi in collina, “la Rose” – nome scelto non casualmente: “Rose” era la fanciulla dickensiana nelle avventure di Oliver Twist – affidava sentimenti e racconti alle lettere, pastrocchio volutamente caricaturale con espressioni che tuttavia riecheggiavano l’italiano dialettale (o il vernacolo italianizzato) delle seconde e delle terze generazioni dal Maine e dalla Florida all’altro lato del Paese, un concentrato dunque di anacoluti e di forzature e di sintagmi a volte curiosi ed a volte destinati a suscitare ilarità ma sempre, sempre, sempre venati del “memento” ai risvolti, ai gravami, ai drammi di un’emigrazione che per tutti fu uno strappo e non per tutti si tradusse in fortuna.

Avrebbe compiuto 91 anni a fine agosto, Franca Canevascini, sarta per formazione (e, come tale, destinata a trasfondere le competenze in un impegno pratico altrui, come da programmi didattici); parlandosi di scuola, tra l’altro, per lungo tempo quell’edificio a Tenero fu una sorta di feudo canevasciniano e non solo in ragione dell’essere concittadino il Guglielmo Canevascini primo consigliere di Stato dalla fede politica socialista: maestra “ufficiale”, cioè titolare di classi da 30 e magari anche 36 allievi (in una foto d’epoca si ritrovano allineati Era Canevascini, Pietro Leemann e Pierluigi Tami: saranno rispettivamente straordinaria agonista nelle arti ginniche, “chef” stellato oltre che profeta della più pura cucina vegetariana, agonista ed allenatore e selezionatore nel mondo del calcio), era Giovanna Canevascini cugina di Franca; al piano superiore lavorava Mauro Canevascini, fratello di Giovanna ed ovviamente anch’egli votato alla docenza, in questo caso con solfeggio e note sciorinate fra tasti bianchi e neri. Poi, o per meglio dire a fianco del ruolo da maestra di lavori femminili, il progressivo e crescente lavoro tra radio e tv: a scoprirla fu – verrebbe da dire: ovviamente – l’uomo della Langstrasse di Zurigo, al secolo Sergio Maspoli figlio di Pietro e padre di Silvio Flavio, per via di un concorso radiofonico cui Franca Canevascini prese parte e nel quale ella primeggiò diventando volto e cuore di tante “pièce” dialettali. Di trasmissioni in etere s’ha da serbar ricordo almeno per “Il minestrone”; di catodo, invece, il “Cosa bolle in pentola” (Bigio Biaggi finxit); sui palchi, non meno di tre annate con i magistrali interpreti del “Cabaret della Svizzera italiana”; nell’editoria, libri di cucina concepiti con sapiente dosaggio di ingredienti, il cuore soprattutto.

Il congedo da Franca Canevascini avrà luogo mercoledì 18 marzo, con inizio alle ore 11.00, al crematorio di Locarno-Riazzino.

Kosovaren, Iraker, Italiener greifen Passanten an: festgenommen

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In Zürich hat die Polizei sechs junge Männer nach einem brutalen Angriff auf Passanten festgenommen. Die Gruppe soll mehrere Männer attackiert und dabei verletzt haben. Zwei Opfer im Alter von 45 und 58 Jahren erlitten Kopfverletzungen und mussten im Spital behandelt werden. Die mutmasslichen Täter sind zwischen 14 und 18 Jahre alt und stammen aus verschiedenen Ländern, darunter die Schweiz, Kosovo, Italien, Deutschland und Irak. Die Ermittlungen der Polizei und Staatsanwaltschaft laufen weiter, um die genauen Hintergründe der Gewalttaten zu klären.

Hockey Nl / “Play-in”, secondo turno: vince il Rappi, tutto resta in bilico

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In condizioni da “normale” serie di “play-off” o di “play-out”, una vittoria in trasferta potrebbe bastare; anche nel secondo ciclo del “play-in”, per contro, il successo esterno nella partita inaugurale vale esattamente quanto figura nello scarto numerico a fine confronto. Nulla di deciso, pertanto, in Berna-RapperswilJona Lakers, di fronte stasera per i primi 60 minuti e con affermazione dei sangallesi per 2-1, reti di Tyler Moy (1.43) e Victor Rask (16.20) con provvisorio pareggio di Miro Aaltonen (5.56); 32 tiri per i padroni di casa, 21 per gli ospiti. Mercoledì ritorno a RapperswilJona.

Schüler versprüht Pfefferspray im Gang: 45 Mitschüler mit Reizhusten und brennenden Augen

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Montagvormittag (16.03.2026) im Schulhaus Haslen in Uznach (Kanton Sankt Gallen): Ein 15-Jähriger sprüht Pfefferspray/Reizstoff im Gang → Chaos! Rund 45 Schüler (14 bis 16 Jahre) klagen über Husten, brennende Augen – alle medizinisch gecheckt vom Rettungsdienst.

Unterricht am Nachmittag läuft normal weiter. Kantonspolizei Sankt Gallen ermittelt.

“Sinfonia dei quattro elementi”, al “Lac” ecco la prima… territoriale

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In concerto-prova alle ore 12.30 di mercoledì 25 marzo (“Lunch with Osi”) ed in concerto a tutto tondo alle ore 20.00 di giovedì 26 marzo, teatro il “Lac” di Lugano, la proposta dell’“Orchestra della Svizzera italiana” con la “prima” territoriale – due altre esecuzioni hanno gi avuto luogo a Berna ed a Varsavia – della “Symphonie des quatre éléments” per quartetto d’archi ed orchestra, pagine scritte dal compositore francese Guillaume Connesson su commissione dei vertici Osi e di altri due enti ossia l’“Orchestra sinfonica di Berna” e l’“Orchestra di Varsavia”. Bacchetta di Krysztof Urbanski, direttore ospite principale e referente sia per l’Osi sia per le citate realtà cameristiche; apporto dei quattro solisti del “Karol Szymanowski quartet” (tra di loro Robert Kowalski, oggi “Konzertmeister” dell’Osi; altri membri sono Agata Szymczewska, Volodia Mykytka e Gustaw Bafeltowski); la sola “Symphonie” per il primo appuntamento, programma integrato invece dalla “Sinfonia numero 7 in la maggiore opera 92” di Ludwig van Beethoven. Diretta sulla Retedue Rsi. In immagine, Krysztof Urbanski.

Anwohner überrascht Einbrecher: Polizei nimmt zwei Rumänen fest

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In Menziken (Kanton Aargau) hat ein aufmerksamer Anwohner in der Nacht auf Montag, 16. März 2026, vier mutmassliche Einbrecher auf frischer Tat ertappt. Kurz vor 02:00 Uhr wurde er durch Lärm geweckt und entdeckte vier Personen an der Eingangstür seines im selben Gebäude befindlichen Fahrradgeschäfts.

Als er die Unbekannten ansprach, flüchteten diese sofort mit einem Auto und einem Lieferwagen. Die Kantonspolizei Aargau leitete umgehend eine Fahndung ein, sichtete den verdächtigen Lieferwagen und konnte zwei der Insassen kontrollieren und festnehmen.

Bei den Festgenommenen handelt es sich um zwei rumänische Staatsangehörige im Alter von 28 und 49 Jahren. Beide konnten keinen plausiblen Grund für ihre Anwesenheit angeben und verfügten über keinen Wohnsitz in der Schweiz. Zum mitgeführten Vermummungsmaterial machten sie keine Angaben.

Die Täter gelangten nicht ins Innere des Geschäfts – es entstand lediglich Sachschaden an der Eingangstür. Es wurden keine Gegenstände gestohlen. Die Identität der beiden weiteren geflüchteten Personen ist derzeit unbekannt.

Die Staatsanwaltschaft hat ein Strafverfahren gegen die beiden Festgenommenen eröffnet. Die Ermittlungen der Kantonspolizei Aargau dauern an.

Drei geständige Täter gestehen Serie von 42 Einbrüchen in Hofläden und Bauernhöfe

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Die Kantonspolizei Bern hat eine umfangreiche Einbruchsserie aufgeklärt. Drei Tatverdächtige – zwei inzwischen volljährig, einer durchgehend minderjährig – haben insgesamt 42 Einbrüche in landwirtschaftliche Betriebe und Hofläden in acht Kantonen (Bern, Freiburg, Waadt, Neuenburg, Solothurn, Basel-Landschaft, Aargau und Luzern) gestanden.

Die Taten ereigneten sich zwischen März und Oktober 2025. Die Täter brachen vor allem Milchautomaten und Kassen auf und erbeuteten hauptsächlich Bargeld im Gesamtwert von über 10’000 Franken. Der entstandene Sachschaden beläuft sich auf mehr als 115’000 Franken.

Am 15. Oktober 2025 wurden zwei der Beschuldigten nach einer Meldung über einen aufgebrochenen Milchautomaten in Neuenegg festgenommen – eine sofortige Fahndung in Allenlüften führte zum Erfolg. Der dritte Täter konnte später identifiziert und ebenfalls festgenommen werden. Die umfangreichen Ermittlungen der Kantonspolizei Bern konnten alle 42 Taten den drei Personen zuordnen.

Die Untersuchungen sind abgeschlossen; die Akten wurden an die zuständige Staatsanwaltschaft sowie die Jugendanwaltschaft weitergeleitet.

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Rapina in villa nel Varesotto: coppia aggredita, criminali via con il bottino

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Da incubo la serata di una coppia che nella villa di proprietà e di residenza a Cadrezzate con Osmate in provincia di Varese, sette giorni addietro (delle scorse ore la notizia), è stata aggredita, ridotta all’impotenza e legata da almeno tre rapinatori penetrati nell’edificio e costretta ad assistere alla razzia di denaro e beni preziosi, valore complessivo stimabile in almeno 100’000 euro. I criminali, sulle cui tracce stanno lavorando le forze dell’ordine in sforzo congiunto, erano a volto coperto e sarebbero stati supportati da un complice in attesa. Da presumersi un lungo studio del colpo, perpetrato nel volgere di una manciata di minuti. Marito e moglie, benché sotto “choc”, non hanno riportato lesioni significative.

Aereo sparito, rottami in Val Bedretto. Zero speranze per il pilota

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 14.39) Non vi sono più speranze di trovare in vita il pilota – un cittadino svizzero con domicilio in Romandia, per quanto consta – del “Van’s Rv-14” che era decollato nel primo pomeriggio di venerdì dall’aerodromo di Locarno-Gambarogno frazione Magadino verso la base di Hauterive frazione Ecuvillens (Canton Friborgo) e con il quale erano stati presto persi i contatti-radio. Ormai nel corso del quarto giorno di ricerche, essendo scattato l’allarme già attorno alle ore 15.00 di venerdì dopo ultimo rilevamento da Quinto frazione Ambrì alle ore 14.12 cioè 12 minuti dopo il decollo, grazie alle riprese di un drone alcuni frammenti di ali e carlinga sono stati individuati ad alta quota, in Val Bedretto, riferimento ultimo fornito al Pizzo Cristallina ma solo nelle prossime ore si potrà disporre di coordinate più attendibili; da presumersi pertanto che l’uomo ai comandi, una volta trovatosi sulla catena alpina, non sia più riuscito a seguire il piano di volo anche a causa della fitta nebbia, portando l’aeromobile – sigla HB-YSI; il velivolo era atterrato nello scalo sopracenerino alle ore 11.21 dello stesso giorno, in provenienza da Friborgo; ultimo spostamento precedente, un Friborgo-Bressaucourt-Friborgo nella giornata di domenica 8 marzo – a schiantarsi contro un costone montuoso; dall’accesso a dati atmosferici risulta inoltre la presenza di venti a raffiche sino alla velocità di 40 nodi (circa 75 chilometri orari). La zona è difficilmente accessibile, tra l’altro stanti i significativi accumuli di neve registrati tra sabato e ieri; almeno per le prossime 24 ore è da considerarsi improbabile un intervento che si situi oltre la semplice ricognizione dall’alto; obiettivi ultimi degli operatori interessati – alle attività hanno cooperato effettivi della Polcantonale, specialisti della “Rega” ed associati al “Soccorso alpino svizzero” – sono l’identificazione dei rottami del monomotore appartenente al “Fluggruppe Atl” di Düdingen (Canton Friborgo), il recupero del pilota e la definizione del contesto in cui l’incidente ha avuto luogo; competenza del “Servizio svizzero di inchiesta sulla sicurezza-Sisi” è l’accertamento delle cause della sciagura.

Hockey Nl / “Play-in”, secondo turno: chi tra RapperswilJona Lakers e Berna?

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Un solo posto resta libero, sulla griglia di partenza del “play-off” per il titolo maschile nell’hockey su ghiaccio; sei erano infatti i qualificati “secchi” – Davos, FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Zsc Lions Zurigo, Lugano e Losanna – al termine della stagione regolare, due le squadre – Ajoie ed AmbrìPiotta – dirottatesi al “play-out”, due quelle – e parliamo di Scl Tigers e Kloten – andate anticipatamente in vacanza; delle quattro ammesse al “play-in”, primo turno favorevole allo Zugo sull’aggregato delle due partite con i RapperswilJona Lakers, eliminato il BielBienne dal Berna nella sfida tra nona e decima, ergo ultima “chance” data agli stessi RapperswilJona Lakers ed al menzonato Berna. Inizio stasera, ore 20.00, sulla pista degli “Orsi”; vale anche in questo caso la somma dei risultati sui 120 minuti; a fine prima fase, scarto pari a 13 lunghezze (81 punti contro 68) a favore dei sangallesi; vero è tuttavia il fatto che, a rigore di ruolini di marcia, i RapperswilJona Lakers avevano un saldo positivo (27 vinte, 25 perse) ma si sono dovuti arrendere allo Zugo (“record” da 23-29); di suo, il Berna ha chiuso su un 24-28… Mercoledì il confronto di ritorno.