Home SPETTACOLI Locarno, musiche da ogni angolo del mondo nel luogo deputato al silenzio

Locarno, musiche da ogni angolo del mondo nel luogo deputato al silenzio

La chiesa titolata a santa Maria in Selva sul lato “cittadino” del cimitero di Locarno, e stiamo parlando di un gioiellino dell’arte sopravvissuto sino a noi da sei secoli a questa parte, quale scena per un doppio concerto del ciclo “Incanta l’attimo” all’interno della rassegna internazionale “Voci audaci”, 18.a edizione, programma a dipanarsi da sabato 11 settembre sino a giovedì 30 dicembre, consueta egida dell”“Organico scena artistica-Osa”. Sabato 30 ottobre, ore 15.30, di scena il duo formato da Sabina Macculi (soprano) e Leopoldo Saracino (chitarra ottocentesca e tiorba), titolo “Altissima luce”, brani vocali accompagnati da strumenti storici ed in alternanza a letture liriche ed a brani musicali; a seguire (ore 16.30) i “Canti dalle montagne del mondo” con Massimo Losito (fisarmonica e piccole percussioni) e Valentina Volonté (voce e chitarra) noti come “Passamontagne due”, programma articolato su musica popolare di vari Continenti, Europa ed Americhe soprattutto; infine (ore 17.30) le dita veloci di Danilo Boggini nelle “Declinazioni armoniche per fisarmonica”, con un viaggio su tracciati di tradizioni popolari destinate ad incrociarsi e, talvolta, ad amalgamarsi. Ingresso ad offerta libera; pochi posti disponibili, consigliata dunque la prenotazione; raccomandato vestiario non leggero (l’edificio è privo di riscaldamento).

Sempre su tre blocchi, ma con diversi interpreti, il cartellone di domenica 31 ottobre – inizio ore 15.30 – con il “Bianco Romano duo” (Riccardo Bianco, sassofono tenore; Raffaele Romano, contrabbasso) in “Come fosse un film”: alle brevi, un percorso poetico in versione acustica su passaggi da Nino Rota, Gabriel Yared e Riccadrdo Bianco. A seguire, la chitarra classica di Mimmo Prisco in “Sursum corda”; alle ore 17.30 lo spettacolo in voce, canto difonico, percussioni etniche e particolarissimi strumenti – le zucche d’acqua – secondo proposta di Oskar Boldre. Nella foto, un particolare della chiesa titolata a santa Maria in Selva.

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