Tutti titolari di passaporto israeliano, o quantomeno tale nazionalità hanno rivendicato, i quattro soggetti finiti in manette giovedì 23 gennaio in distinti momenti, due a Mendrisio e due a Lugano, per distinte responsabilità nel traffico di una grossa partita di “khat”. Degli arresti hanno dato notizia stasera fonti Rsi, con ampio servizio riferito all’avvenuto sequestro di cinque valigie contenenti tale sostanza classificata in Europa come droga. La merce era entrata in Ticino a bordo di una “Opel Mokka” il cui conducente, trovandosi a ridosso di un posto di controllo vicino al valico di Novazzano frazione Brusata in provenienza da Bizzarone (Como), anziché fermarsi aveva dato gas dileguandosi in direzione Mendrisio; l’auto è poi stata abbandonata, per l’appunto a Mendrisio quartiere Genestrerio, ma nell’immediato nessuna traccia delle due persone che si trovavano nell’abitacolo. Aspetto interessante: entrambi tali soggetti sono stati arrestati nella stessa giornata a Lugano, quartiere Molino Nuovo, mentre gli altri due connazionali sono arrivati in Ticino per altra via, presumibilmente sempre dall’Italia, a bordo di un “taxi”; non vi è chiarezza circa i tempi, anche se si direbbe che il terzo ed il quarto soggetto, nel momento in cui sono comparsi nel territorio comunale di Mendrisio, erano ormai attesi dagli agenti ai quali, una volta messi alle strette, “obtorto collo” hanno consegnato un mazzo di chiavi della stessa “Opel Mokka”.
L’auto imbottita di “khat” è stata poi aperta dai poliziotti e posta sotto sequestro al pari del contenuto. A carico dei quattro uomini, età fra i 19 ed i 40 anni sempre stando al puntuale riscontro dei colleghi Rsi, l’addebito per infrazione alle Legge federale sugli stupefacenti come da “dossier” in fase di istruzione a cura della procuratrice pubblica Chiara Buzzi; nessuno dei quattro soggetti è stato trattenuto.