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Hockey Nl / Ticino, esulta: il Lugano sfonda a Berna, altro favore all’Ambrì

Ma vieni, ma vai, ma vieni: di rado, nella stagione corrente dell’hockey di divisione superna ed il discorso vale anche per quel periodo in cui fu infilata una striscia vincente, il Lugano ha saputo essere così drastico e spietato, prova anche di un rodaggio in funzione del momento in cui sarà d’uopo l’alzare di due tacche il carico di energia da gettarsi sul ghiaccio. E mai all’AmbrìPiotta avrebbero creduto di dover dipendere in tale misura – oh insomma, ci sono di mezzo i destini di un’annata che ci si augura resti irripetibile nella valenza deteriore dell’aggettivo – dalla cuginanza odiatamata, ma anche stavolta un tributo di riconoscenza almeno virtuale può scendere dalla Leventina verso la “Resega” di Porza, ché il 4-1 spuntato stasera dai bianconeri brucia un altro fra i “jolly” del Berna nella corsa ad evitare l’11.a posizione in graduatoria ovvero a strappare un biglietto per i piani alti nella “post-season”, venga poi quel che deve venire.

Se non vi va di andare a rileggere le puntate precedenti, attività peraltro sconsigliabile perché un po’ tutti abbiamo già fin troppi incontri quotidiani con la noia, sappiate che sino a 10 giorni or sono l’Ambrì era semicondannato a rimanere immerso nel fango come gli iracondi in pieno alveo dello Stige infernale, potendo gli “Orsi” contare su un portafoglio di partite da recuperarsi e, in buona sostanza, sulla probabilità di collezionare punti su punti; ed invece, guarda il caso, prima due sconfitte di fila contro il BielBienne, stasera la bastonata contro Alessio Bertaggia e soci, morale margine di vantaggio sempre commisurato ad una lunghezza e con sole due partite da cui poter cavare succo. Due, di cui una proprio domani pomeriggio, ancora in casa ma ancora contro il Lugano. Oddio, mai saputo che il passato recente detti legge per il futuro immediato; ma avrete sentito parlare del “karma”, e più spesso vi sarà giunta voce della sensazione che nello sport si avverte quando incominci a perdere: nella testa smetti di vincere, tutto qui.

Detto del contesto, dicasi in sintesi del contenuto di 60 minuti in cui a fatturare sono stati quelli dal maggior bottino nell’anno: apertura e chiusura (16.48 e 48.04) nel nome di Dario Bürgler, così giunto a 16 timbri sulla tessera-fedeltà; companatico offerto (19.27 e 34.19) da Tim Heed, reti numero 11 e 12, più un assist sul primo goal in compagnia di Luca Fazzini compresente anche nella seconda marcatura, e si citi in ultimo Mark Arcobello in doppio assist (31 in tutto) nella parte discendente della sfida. Solo da un “power-play”, al 36.08 e con iscrizione di Jesper Olofsson a tabellino, il segno dei padroni di casa cui s’ha da riconoscere che Niklas Schlegel incomincia a diventare fra l’antipatico e l’odioso, capirete, 30 parate su 31 tiri.

I risultati – Berna-Lugano 1-4; Scl Tigers-ServetteGinevra 3-4 (al supplementare); Losanna-BielBienne 6-5 (al supplementare); Zugo-Zsc Lions 1-2.

La classifica – Zugo 98 punti; Zsc Lions, FriborgoGottéron 79; ServetteGinevra 78; Losanna, Lugano 76; BielBienne 75; Davos 67; RapperswilJona Lakers 50; Berna 48; AmbrìPiotta 47; Scl Tigers 31 (BielBienne, RapperswilJona Lakers, AmbrìPiotta 46 partite disputate; Zsc Lions, FriborgoGottéron, Davos 45; Zugo, ServetteGinevra, Lugano, Berna, Scl Tigers 44; Losanna 43).