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Filo di nota / Il disservizio è… servito: morto il “Postomat” a Locarno

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Locarno cambia: cresce nelle edificazioni, perde pezzi vecchi (vedansi recenti ristrutturazioni) e si prepara ad erezioni di modine su modine, orientandosi su una prospettiva che dai 16’000 abitanti circa, a somma tra domiciliati e dimoranti, porterà logicamente verso i 20’000 abitanti da qui ad un decennio. E qual è la risposta in termini di servizi? Esempio offertoci dall’occhio aguzzo del collega Omar Ravani (“Blue tv”, che per noi nostalgici resta la vecchia e sana “Telekluepp”): il “Postomat” nel cuore della città è stato soppresso alla vigilia dell’Epifania ed esso non risorgerà dalle ceneri (dicono: “Verrà sostituito”, ma si rifiutano di dire il quando. E poi, al cliente, i soldi servono all’impronta, non alle calende greche). Secondo i padroni del vapore non c’è tuttavia problema, basta che si vada in un supermercato ed il servizio sarà identico. Ovviamente: non solo non c’è confronto, ma non c’è nemmeno decenza nel menare il can per l’aia. E si domanda: non è che l’autorità costituita ed eletta, pur tra mille ambasce per problemucci interni con il personale, sarebbe disposta a trovare cinque minuti per affrontare la questione comme il faut? Garantito: bastano due righe al vetriolo, senza nemmeno che s’abbia ad evidenziare la minaccia di ritorsione. Legittima, tra l’altro.

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