Home CRONACA Esercito e Covid-19, i sanitari della “2” salutano. Ma alcuni… restano

Esercito e Covid-19, i sanitari della “2” salutano. Ma alcuni… restano

Per quanto in forma ridotta nel rispetto delle norme “accresciute” di igiene, sentita cerimonia di resa della bandiera della Compagnia sanitaria 2, in coincidenza con lo scioglimento dal servizio prestato, oggi alla caserma del Ceneri. Presenti Norman Gobbi (direttore del Dipartimento cantonale istituzioni e presidente del Consiglio di Stato) e Lucas Caduff (divisionario e comandante della Divisione territoriale 3), gli effettivi hanno ripercorso in breve vari tra i momenti salienti dei 60 giorni di servizio prestati nel pieno dell’emergenza da “Coronavirus”; alcuni elementi, tuttavia, non torneranno a casa domani, avendo liberamente scelto di proseguire il lavoro restante; il distaccamento sarà pertanto attribuito alle Scuole sanitarie 42 di Airolo che proprio oggi hanno proceduto al rilevamento della Compagnia sanitaria 2 in funzione di due esigenze (appoggio sanitario al “Centro richiedenti asilo” in Balerna e rinforzo al servizio ambulanze) manifestate dalle autorità cantonali. Per la cronaca, la Compagnia sanitaria 2 era entrata in servizio sulla piazza di mobilitazione di Quinto frazione Ambrì – e poi con acquartieramento alla caserma del Ceneri – nelle prime ore di martedì 17 marzo, rilevando a sua volta le truppe delle Scuole sanitarie 42 di Airolo che si erano offerte in aiuto sin dal manifestarsi della pandemia; già quattro giorni dopo, e nel frattempo avendo seguito un rapido corso di formazione specifica, i soldati erano passati all’opera sul campo andando a montare una tenda sanitaria davanti al “Civico” di Lugano.

Fra le attività svolte, e menzionate nel corso dell’evento con riferimento particolare ai compiti di appoggio agli ospedali, il “triage” dei pazienti, la sorveglianza sui parametri vitali, il supporto logistico ed il trasporto di materiale sanitario fra le singole strutture ospeedaliere; alcuni uomini hanno poi prestato servizio in reparto (Chirurgia, Medicina, Oncologia e Pronto soccorso); dispiegato in contemporanea un contingente sino a 60 militari, cui sono da aggiungersi quanti sono stati destinati a funzioni di ufficio, di logistica e di cucina, su strutture quali la “Fondazione Madonna di Re” a Bellinzona, la “Clinica santa Chiara” di Locarno, la “Clinica malcantonese” a Croglio frazione Castelrotto, il “Centro richiedenti asilo” in Chiasso, il “Centro richiedenti asilo” in Balerna, ed ancora gli ospedali “Beata Vergine” in Mendrisio, “Civico” in Lugano, “Italiano” in Lugano, “San Giovanni” in Bellinzona e “La carità” in Locarno.