Contigui; vicini; dagli interessi largamente coincidenti; l’uno porta dell’altro in una direzione, e viceversa. Potrebbero incontrarsi in via ufficiale una volta la settimana, le autorità cantonali di Ticino e Grigioni, e di argomenti su cui discutere (e convergere) rimarrebbe ad ogni modo una lista ponderosa: prova sia il fatto che questo pomeriggio, in incontro programmato e svoltosi a Coira, al centro dell’attenzione sono finiti la fugura gestione del lupo, l’eventuale arrivo della peste suina africana su suolo svizzero e la partecipazione di Berna alla copertura dei danni causati dai nubifragi nel… 2024, ormai sette stagioni addietro volendoci considerare ormai con un piede nella primavera 2026; oggetto di analisi anche la promozione della lingua e della cultura italiana e gli effetti dei risparmi confederali secondo il “pacchetto” in vista per il 2027. Condivise inoltre informazioni sui rapporti con l’Italia, sulla revisione del sistema di perequazione finanziaria federale e sui rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata in territorio elvetico, materia quest’ultima particolarmente spinosa alla luce delle recenti inchieste con fulcro sulla Mesolcina. I membri dell’Esecutivo cantonale ticinese sono stati accolti da Martin Bühler (presidente del Governo grigionese), Carmelia Maissen (vicepresidente), dagli altri membri del Consiglio di Stato (Peter Peyer, Jon Domenic Parolini e Marcus Caduff) oltre che dal cancelliere Daniel Spadin. In immagine, da materiali della Cancelleria di Stato del Canton Grigioni, alcuni partecipanti all’incontro.
















































































