Home CRONACA Cadavere ad Avegno-Gordevio, pista calda il matricidio. Fermato un giovane

Cadavere ad Avegno-Gordevio, pista calda il matricidio. Fermato un giovane

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 20.17) Come anticipato dal “Giornale del Ticino” nell’immediatezza della notizia, con il passare delle ore prende sempre più consistenza l’ipotesi di un atto delittuoso commesso da terzi nel caso del cadavere scoperto intorno alle ore 6.45 di oggi in un’abitazione del Comune di Avegno-Gordevio, nucleo storico di Avegno di Fuori, sul fondo della salitella denominata Carà di Risc: qui agenti della Polcantonale, su chiamata pervenuta alla “Centrale comune di allarme” alle ore 6.34 circa, hanno trovato il corpo senza vita di una donna, facilmente identificata in quanto residente nell’abitazione e che poi fonti investigative hanno confermato essere una 61enne cittadina svizzera. Nell’immediatezza dell’arrivo dei poliziotti è stato fermato un uomo la cui posizione è al vaglio degli inquirenti; si tratta di persona strettamente legata alla vittima per relazione parentale, e meglio il maggiore dei due figli, ed a quest’ultimo – età di poco superiore ai 20 anni, identità nota alla redazione – sarebbe da ricondursi la responsabilità per la morte della donna (e le evidenze, come qui sottolineato sin dal primo momento, inducono ad escludere l’atto suicidario). Pare invece che determinante per l’intervento delle forze dell’ordine, a ciò sollecitate dai vicini di casa che erano stati messi in allarme dalle urla che si stavano levando dalla corte antistante l’abitazione, sia stato l’altro figlio della vittima.

Gli operatori del “Salva” Locarno, giunti “in uno” con le forze dell’ordine (in appoggio anche effettivi della Polcom Locarno), altro non hanno potuto fare se non il constatare l’avvenuto decesso della 61enne; secondo formula canonica nella prima nota-stampa diffusa tra i paletti del massimo riserbo, “sono in corso accertamenti di inchiesta” finalizzati a “stabilire le modalità ed eventuali responsabilità di quanto avvenuto”; in un’informativa del tardo pomeriggio è stato richiamato il massimo riserbo “considerato lo stadio preliminare dell’indagine e data la delicatezza del caso”. Fatto certo: a differenza di quanto riportato da altri organi di stampa, la vittima era tutt’altro che instabile dal punto di vista psicologico, ed anzi restava solidamente partecipe – certo, con un atteggiamento molto “zen”, lo stesso che le aveva permesso di superare innumerevoli traversie fra cui le sofferenze per quel figlio dalle reiterate cadute nella tossicodipendenza – della vita quotidiana nel territorio; ancora nel fine-settimana precedente era stata fra le presenze vivificanti l’annuale gara di casse di sapone ad Avegno, così come era nota la sua attività in più gruppi.

La corte antistante l’abitazione della 61enne è stata isolata ed interdetta a terze persone; ancora intorno alle ore 19.00 erano sul posto gli specialisti della Polscientifica insieme con due agenti e con un ispettore della Polcantonale. Il giovane risulta essere stato trasferito provvisoriamente in struttura idonea stante la temporanea alterazione dell’umore da lui manifestata. Sostegno psicologico è stato assicurato per tramite del “CareTeam Ticino”. L’inchiesta è affidata alla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.

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