In treno da Napoli a Como; in “taxi” da Como ad Olgiate Comasco (Como), facendosi lasciare davanti all’abitazione della vittima designata; da Olgiate Comasco a Como in bus. Da criminale, aveva voluto aggiungere un tocco di originalità all’infiltrazione ed all’esfiltrazione con l’uso di ben tre mezzi diversi; ora che si trova in una solida cella al “Bassone” di Como, egli potrà meglio ragionare sul fatto che il suo artificio in forma di depistaggio gli si è ritorto contro; ed è bene così, ché i tempi erano stati ben calcolati mentre non era stata da lui adeguatamente presa in considerazione la tempestività dell’opera delle forze dell’ordine. In manette nel pomeriggio di ieri, lunedì, un 43enne partenopeo dai numerosi precedenti di polizia e penali; truffa pluriaggravata, nel caso di specie tanto più odiosa perché perpetrata ai danni di una 89enne, il primario addebito; fatti occorsi per l’appunto nell’abitazione dell’anziana, messa sotto pressione con il solito inganno del finto incidente stradale cagionato da un congiunto e del falso carabiniere che sarebbe passato – come in effetti passò – a ritirare denaro e gioielli.
Evidenza: acquisita la notizia di reato, agenti della Polizia di Stato hanno setacciato i bus in arrivo alla stazione di Como-San Giovanni sapendo che con ogni probabilità lì l’uomo sarebbe tornato; esito raggiunto, con il contributo di effettivi dell’Esercito italiano e di agenti della Polizia ferroviaria, sicché il 43enne si è trovato con i ferri ai polsi in meno di un “amen”; recuperato il sacchetto con gli oggetti preziosi; all’identificazione del 43enne anche la scoperta del greve “curriculum” delinquenziale.

















































































