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A margine / Sisma al Bellicalcio. Senza Brenno il condottiero, quale domani?

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Nel mondo dello sport ci sono cose che si fanno sempre, cose che si dovrebbero fare ma che non si fanno mai, cose che si potrebbero fare ma che non si fanno se non in casi eccezionali, e cose che non si devono fare eppure qualcuno fa. A quest’ultima categoria appartiene – non si teme, qui a bottega, di assumere una posizione in apparenza antitetica a quello che vorrebbe profilarsi come il “nuovo corso” in seno ad una specifica realtà dell’arte pedatoria – l’odierna mancata conferma di Brenno Martignoni Polti nella funzione di presidente del settore giovanile del Bellinzona calcio, cioè dell’“Associazione calcio Bellinzona” nel senso più stretto, come da responso dell’assemblea apertasi alle ore 19.00 nell’auditorium della “BancaStato” e già nel volgere d’un’ora scarsa trasformatasi in una sorta di incollaggio del sistema giovanile al prodotto commerciale di punta, vale a dire la prima squadra che opera su altro binario, con dimensione giuridica propria. Resteranno cioè le due identità, perché dalla distinzione strutturale non si può prescindere; ma su quell’organizzazione di base – che ha sue funzioni, sue norme di gestione, sue regole di comportamento, di certo in proiezione agonistica ma con primaria funzione sociale – non potrà non avvertirsi il piede del controllante, anche in persone e nomi. Uno su tutti: Shpetim Krasniqi, nuovo presidente dell’“Associazione calcio Bellinzona”, che è non un omonimo ma proprio la stessa persona di rappresentanza del “club” quale direttore generale e, di transenna e per incominciare, soggetto che perfettamente conosce quale e quanta sia la disponibilità dei denari.

Brenno Martignoni Polti, di suo e sempre che lo si sia congruamente interpretato, era stato latore di una visione peculiare, da taluni considerata forse un po’ “naïve” ma che poggia su solida competenza culturale e su non oppugnabile lettura giuridica: se si vuole il concerto, ognuno degli strumentisti è tenuto a conoscere ciò che sta sul suo leggìo ma il suo ruolo è diverso da quello del direttore d’orchestra; la prima squadra da una parte e il settore giovanile da un’altra (in assemblea è stato a tal proposito affrontata e respinta un’istanza chiara e drastica – ma non per questo priva di senso logico – formulata da Karim Spinelli e diretta all’obiettivo dello svincolo totale). eguale il simbolo ed eguale la bandiera ed eguale l’ambizione ad emergere, ma con indirizzamento su binari paralleli e verifiche di stazione in stazione, se si passa la metafora; ferma infine resta l’esigenza degli investimenti dall’entità maggiore nell’entità minore, come del resto consta essere avvenuto nel periodo della presidenza (d’accordo, tendente all’omnicomprensivo…) di Pablo Bentancur; in tutto ciò è da leggersi il combinato disposto, per così dire, dell’esperienza cumulata almeno dall’ottobre 2024 in ruolo ufficiale da presidente e del pensiero subsidente sin dai tempi in cui le questioni afferenti al Bellicalcio rientravano nell’ordinario di quant’era da gestirsi collegialmente in qualità di sindaco nella Turrita. Sì, vi sarebbe stato da superarsi un vincolo in essere stanti i termini della convenzione tra le parti, scadenza fine 2028 se altro non è nel frattempo intervenuto a modifica, e nol credesi; è il contratto in forza del quale una certa cifra passa ogni anno dalle casse della società anonima a quelle del citato settore giovanile; sì, vi sarebbe stata da affrontarsi una pianificazione; ma, ed almeno, una traccia di lavoro era presente. Ed esiste di sicuro anche sul fronte dei vincenti di oggi, parlandosi del nuovo Comitato direttivo di cui fanno parte il menzionato Shpetim Krasniqi neopresidente, Alberto Salpietro e Mauro Giussani, cui restano associati Adriano Meoli e Roberto Mercoli vicepresidente; per inquadramento sommario, Mauro Giussani ha ovvia competenza sull’area tecnica e da ciò è definito, mentre Alberto Salpietro porta esperienze dal.. Lugano, essendo stato lì presidente del settore giovanile fra il settembre 2013 ed il novembre 2015; esiste di sicuro, si ripete, peccato che sino ad ora e per ora sia mancata un’enunciazione diretta e sottoscrivibile. Perché si fa presto a parlare di progetti evoluti, di concetti alati e di accademie del calcio; un po’ come nell’editoria, tanti partono, alcuni resistono, pochi arrivano.

Molte, e chi potrebbe di ciò dubitare?, le doti dei nuovi nocchieri; li si vedrà all’opera, li si giudicherà dall’opera. Una cosa sin da ora s’ha da tenersi in conto: l’“Associazione calcio Bellinzona” è da stasera un po’ meno bellinzonese. Quanto al compensarsi la qualità persa con altrettanta ed altrettale qualità, esiste l’esigenza ma della capacità e dell’attitudine non s’ha contezza. Sempre per ora, sempre per ora, sempre per ora, neh.