(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.55) Probabilmente non nell’immediato, e forse nemmeno prima della prossima settimana, ma ci saranno: nelle forme proprie delle ipotesi di reato, addebiti in sede penale si stanno addensando sulla testa di sindaco e municipali di Crans-Montana per il contesto colposamente omissivo che si è delineato e rafforzato nelle ultime ore circa la ripetuta, prolungata ed inspiegabile assenza di controlli sul “Le Constellation”, locale andato a fuoco nelle prime ore di Capodanno con il tragico ed ormai noto esito (40 vittime, 116 feriti; di questi ultimi, a rigore di riscontro effettuato ieri, ancora 80 sono ricoverati in varie strutture nosocomiali tra Svizzera ed altri Paesi europei). Si direbbe anzi che una traccia di conferma sia indirettamente giunta dalle stesse autorità locali, stante l’odierno ed improvviso ritiro della richiesta di costituzione quale parte civile in rappresentanza del Comune medesimo: l’atto sarebbe conseguente ad indicazioni giunte dalla Procura generale vallesana, profilandosi un responso negativo all’istanza; in altre parole, la posizione della municipalità è nel pieno dell’obiettivo dei magistrati inquirenti operanti in “pool” e che stanno dedicando enorme attenzione alla ricerca di altri elementi di comprova.
Carcere confermato – Anche alla luce anche di quanto emerso durante il primo interrogatorio del loro assistito, ardua è e resta l’opera dei legali di Jacques Moretti, contitolare del “Costel” con la moglie Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti e sino ad ora unica persona ristretta dietro alle sbarre; improbabile era oggi una remissione in libertà, dovendosi esprimere i magistrati del “Tribunal des mesures de contrainte” ovvero il “Tribunale per i provvedimenti coercitivi” circa la convalida dell’arresto disposto venerdì scorso, al termine della prima udienza in cui il 49enne francese e la consorte erano entrati da persone informate sui fatti. La convalida è arrivata, valendo la detenzione preventiva per 90 giorni: considerate valide le preoccupazioni circa il pericolo di fuga dell’uomo, sul quale gravano addebiti per omicidio, lesioni ed incendio, per ora tutti nella modalità colposa; dalla terna dei legali, al secolo Yaël Hayat e Nicola Meier consoci nello studio “Hayat & Meier” di Losanna e Patrick Michod dello studio “10 décembre” In Losanna, è stata già avanzata una richiesta di scarcerazione su cauzione. Il che, di principio, non è escluso, rimanendo tuttavia il subordine a numerose condizioni e, in ogni caso, al momento prevalendo “la privazione della libertà” in ragione delle esigenze di indagine, come da breve nota-stampa diffusa. Circa la posizione di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, detenzione preventiva non vi è – ma alcuni obblighi sono stati posti, compreso il braccialetto elettronico – stante il ruolo di madre deputata all’accudimento di due figli in tenera età; su questo fronte, nessuna novità.
Fatti rilevanti e note collaterali – Nel complesso delle informazioni ultime circolanti, un peso significativo ha soltanto quanto riportato da alcune fonti di stampa, in ispecie su suolo italiano, circa la qui menzionata installazione dei pannelli di schiuma antirumore sul soffitto del bar-discoteca di rue Centrale 35 a Crans-Montana, ossia il materiale che si è incendiato dopo essere stato raggiunto (tale la causa sino ad ora più accreditata) dalle scintille di alcune candele-fontana: la posa risalirebbe al 2015, ovvero al tempo in cui Jacques Moretti e la moglie avevano dato inizio al progetto di riattazione del locale dal precedente stato di abbandono o di scarso e frammentario utilizzo. Non si ha notizia di interventi successivi, nemmeno per parziali sostituzioni o rinforzi; se di tale dato fosse data conferma da fonte terza, considerata anche la modalità di realizzazione cioè l’essere stato tale lavoro svolto “in proprio” da Jacques Moretti (e senza apporti da tecnici e specialisti; persino il materiale era stato acquistato direttamente dal contitolare dell’attività), discutibile diventerebbe l’operato dei funzionari comunali addetti al controllo e che avrebbero certificato la piena idoneità del “Constel” tanto nel 2016 quanto nel 2018 quanto ancora nel 2019, nessuna contestazione muovendo (o, almeno, nessuna contestazione risultando nelle carte; quelle poche che ci sono, perlomeno). Irrilevanti sono invece, ai fini dell’inchiesta in essere, sia gli elementi acquisiti circa il passato di Jacques Moretti tra Corsica ed Alta Savoia (una condanna scontata: caso del 2008, riconosciuta l’induzione alla prostituzione) e su suolo svizzero (utilizzo di prestiti “Covid-19” anche per l’acquisto di una vettura dal significativo valore: “dossier” archiviato con un decreto di abbandono; intervento degli ispettori del lavoro dopo denunzie di dipendenti o ex-dipendenti – tutti stranieri, a quanto consta – circa orari di impiego “estremi” e mancato versamento di indennità per il lavoro notturno: vicenda del 2022, procedura fors’anche conclusa, al più con una multa).






















































































