Home POLITICA Udc Ticino verso le Federali. Con attacco a quattro punte

Udc Ticino verso le Federali. Con attacco a quattro punte

Obiettivo la conferma del seggio al Nazionale, e poi si vedrà se può ancora reggere l’accordo di apparentamento con la Lega dei Ticinesi, per l’Udc Ticino che si presenta stasera – auspice Piero Marchesi presidente, nella foto – al Comitato cantonale in veste superlusso, almeno a rigor di intenti. In supporto alla compagine primaria, che è per l’appunto quella su cui poggia la ricandidatura di Marco Chiesa uscito a suo tempo vittorioso dallo scontro interno con il già deputato Pierre Rusconi, sussurri dal corridoio dei passi perduti a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona indicano difatti come compresenti ben tre unità distinte e finalizzate a raccogliere consensi anche dalla società civile: una lista dai “Giovani Udc”, una dagli agrari “tradizionali” (e di questa risulta legittimo promotore e referente Cleto Ferrari, già granconsigliere e già nello “staff” di Claudio Zali tuttora membro dell’Esecutivo) con designazione di Robert Aerni ed una dagli udicini svizzero-tedeschi, attestati con discrete prospettive di consenso in almeno due realtà del Sopraceneri centrooccidentale, e valgano i nomi di Bruno Bäriswyl (consigliere comunale a Locarno e primo subentrante per il Municipio di Palazzo Marcacci) e Jean-Pierre Schupp, mentre consta che si sia chiamato fuori il pur solido Urs von der Crone, presidente della sezione Svp Tessin. Nomi spendibili in prima squadra: il vicepresidente Alain Bühler, ma anche – e si tratterebbe di un rientro clamoroso, con riammissione seduta stante – Brenno Martignoni, che fu sindaco di Bellinzona anche in formazione da “Alleingang”, quand’egli sconfisse in ballottaggio nientemeno che Bixio Caprara partito con i favori del pronostico e del consenso elettorale in quota Plr. Non marginale anche il cambio della guardia (sisma locale, ma tale da generare malpancismo ed irritazione) che si profila contestualmente per la conduzione dell’area Locarnese-valli: dimissionario – con quale grado di adesione per volontà propria, non si sa ma si immagina – il presidente Gian-Carlo Vacchini, in linea di massima tale ruolo sarà rivendicato da Bruno Bäriswyl.