Una o più organizzazioni, una o più strutture a più livelli: chi da “suggeritore”, chi da fornitore delle tecnologie, chi da assemblatore dei pacchetti – gli auricolari, la microcamera, i cavi, il microfono – all’interno dei capi di abbigliamento che i candidati avrebbero indossato; in totale 14 i soggetti individuati e deferiti all’autorità giudiziaria nel quadro delle indagini condotte da agenti della Polizia stradale di Verbania (Vco) e della Polizia ferroviaria in Domodossola (Vco) e tese a stroncare il fenomeno delle patenti “truccate”, cioè in corso di conseguimento – o già conseguite – con tecniche fraudolente. Nelle scorse ore la chiusura di una prima “tranche” dell’inchiesta sviluppata in stretta collaborazione con funzionari della Motorizzazione civile di varie province italiane, ed ecco una seconda notizia: constano infatti 49 casi circa i quali esiste un forte sospetto di taroccamento degli esami, cioè di superamento della prova teorica con l’“aiutino” esterno ma senza che abbia avuto luogo un’individuazione dei soggetti in flagranza. 49 i casi, come detto, e pertanto 49 i procedimenti amministrativi aperti e che, in caso di conferma dei dubbi, condurranno all’annullamento delle licenze di guida. Per la cronaca, gli inquirenti sono giunti a stabilire sia lo schema sia una prima dimensione del fenomeno, risultando interessate due sedi di confine (Domodossola e Como) ma anche realtà quali Torino, Cuneo, Treviso, Savona, Novara, Vercelli, Biella, Padova, Pordenone, Treviso, Venezia e Verona.