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Ticino-Marche, droga a torrenti: sgominata “gang” marocchino-albanese

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 13.31) Aveva base in Ticino e propaggini in Svizzera, standosi ad evidenze di inchiesta da fonti italiane da cui risulta l’avvenuto trasferimento di armi e bagagli in provenienza dall’Italia già nel corso del 2023, l’organizzazione criminale formata da albanesi e marocchini la cui impalcatura é stata ricostruita con paziente lavoro di indagine nei mesi scorsi e sventrata con azioni concomitanti nella giornata di giovedì 15 gennaio – nelle scorse ore l’informativa a riepilogo – nel contesto di un’operazione antidroga condotta a livello continentale sotto regìa del ministero pubblico della Confederazione e della Direzione distrettuale antimafia in Ancona, coordinamento della Procura antimafia italiana e dell’“Agenzia europea per la cooperazione giudiziaria penale” (“Eurojust”). Cocaina dalla Danimarca, hascisc dalla Spagna, marijuana da vari canali per un traffico convogliato verso la Penisola per tramite di “cavalli” e con rivendita all’ingrosso, principali piazze sul litorale delle Marche e meglio tra la provincia di Macerata (Civitanova Marche) e la provincia di Fermo (Fermo-città, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio); perquisizioni sono state effettuate anche a Treviso, a Milano ed a Bari.

Secondo quanto risulta al “Giornale del Ticino”, nove gli arresti eseguiti o in corso di esecuzione: sicuramente in carcere due cittadini albanesi, uno individuato a Civitanova Marche (Macerata) ed uno abitante a Morrovalle frazione Trodica (Macerata) ed un cittadino marocchino messo in manette a Porto San Giorgio (Fermo); nel mirino altri cinque albanesi ed un marocchino; l’adozione di vari altri provvedimenti a vario livello è stata richiesta sull’asse Svizzera-Italia, in ragione di risultanze da accertamenti cui hanno concorso effettivi della Fedpol, della Polcantonale ticinese e dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini in territorio confederale, Guardia di finanza (con il Nucleo polizia economico-finanziaria ad Ancona) e Servizio centrale investigazione in territorio italiano; sotto sequestro varie attività commerciali che sia in Italia sia in Svizzera sia in Danimarca sarebbero state utilizzate come schermi per la gestione degli affari illeciti. Ignoto, al momento, il numero delle persone a qualche titolo coinvolte; nel ventaglio degli addebiti, sul fronte elvetico, figurano l’infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti, il riciclaggio (aggravato) di denaro e la partecipazione e/o il sostegno ad un’organizzazione criminale. Non vi è notizia precisa, al momento, circa le quantità di sostanze stupefacenti intercettate e sequestrate.