Se pubblichi un commento sotto un mio “post” in qualche pagina della rete sociale, e se quel commento è offesa a me o a terzi che rappresento oltre che concetto palesemente inveritiero, sappi che la replica parte nell’immediato, sul “web” e/o fuori dal “web”. Se poi, con riferimento alla tragedia di Crans-Montana, scrivi che “Siete vergognosi, complici di assassini” e ciò rappresenta il tuo giudizio – il tuo unico giudizio, sulla scorta di che cosa non si sa, sul piede di quali informazioni non si sa, sulla base di quali vincoli non si sa – in calce ad una mia presa di posizione circa l’aggravarsi dei rapporti diplomatici tra Svizzera ed Italia, il minimo che tu possa aspettarti è una querela secca, precisa e mirata. Parole ed opere di Giorgio Fonio, consigliere nazionale in quota neocentristi giàp, che per tramite del legale Rupen Nacaroglu ha fatto partire nelle scorse ore una denuncia penale a carico di tale Mariano Cugini detto Mimmo, giornalista 65enne da Ancona in Milano, professionista dal 1990, ai tempi in quota alla fu “Gazzetta di Ancona” (dove fu anche membro del Comitato di redazione cioè dell’organo sindacale di rappresentanza del personale giornalistico nell’azienda), indi al “Corriere adriatico” ed alla redazione cittadina del “Messaggero”, tra il 2008 ed il 2014 alla redazione centrale della “Gazzetta dello sport” dove si occupava di calcio ed anche qui fu eletto nel Comitato di redazione, ed ancora collaboratore del settimanale “Panorama”.
Di suo, la frase oggetto della querela è una prova, e sul concetto nemmeno si torna. Sta di fatto che, tra mercoledì 28 gennaio e ieri, deputato ed avvocato hanno deciso di mettere sul piatto una replica adeguata alla bisogna, sussistendo – per stare alle parole di Rupen Nacaroglu – “accuse gravi” e considerate “calunniose e diffamatorie” essendosi cioè superato “ogni limite del legittimo dibattito”. Tutto da definirsi è il séguito: la denuncia è stata infatti inoltrata al ministero pubblico del Canton Ticino, il querelato è tuttavia cittadino italiano residente in Italia e di sicuro non intenzionato a salire in Ticino per farsi interrogare, dal che – di prassi, e sempre che al ministero pubblico la querela sia valutata come degna di sviluppo per rilevata ipotesi di reato – l’avvio di una procedura in forma di cooperazione internazionale. Sino a questo momento, senza esito i tentativi della nostra redazione di raggiungere il querelato.



