Poveri cari, i post-molinari demolinarizzati, i post-macellari demacellati, i quattro gatti strepenati che si esaltano a vicenda autorappresentandosi sotto plurime denominazioni cui fanno capo sempre i medesimi bipedi, sicché il referente del “Collettivo Perditempo” è anche portavoce dell’“Assemblea Mordiefuggi” e capo occulto dell’associazione “NeuroniPochiedispersi”. A loro non basta che – peraltro con tristissima decisione assunta a stringata maggioranza – le autorità municipali luganesi abbiano detto “no” al corteo per il quale i responsabili (dichiarati) di alcune realtà associativa in àmbito politico avevano richiesto un “via libera”, chiarendo senza infingimenti che si sarebbe trattato di manifestazione pacifica, democratica, patriottica ed a sostegno della cosiddetta “remigrazione”, ed è quest’ultima una tesi su cui si può semmai discutere ma che non costituisce errore ideologico “tout court”; a loro, anime candide quali sono, non piacciono le spiegazioni fornite da Palazzo civico, laddove è stato preso in considerazione – errore strategico, prova di debolezza, ma la decisione è “di suo” atto politico e non meccanico – il rischio di incidenti ed è stata perciò valutata come “impossibile” la necessaria garanzia di ordine pubblico, non già per quel che i tizi in corteo avrebbero fatto ma stante la possibilità di infiltrazioni e di attacchi e di aggressioni da terzi, cioè da estranei.
Da tale quadro d’insieme esce un curioso cortocircuito meramente conseguente, e cioè: sabato 21 febbraio, a Lugano, non avrà luogo il corteo per il quale era stata avanzata l’istanza di autorizzazione; è confermata invece la contromanifestazione, diventata per forza di cose un presidio in mobilitazione contro l’… inesistente (più o meno come fare la guardia ad una cassaforte vuota, non essendo peraltro tale servizio di interesse per nessuno). Di transenna: non gode di autorizzazione alcuna, tale controcanto ad un coro cui è stato vietato di esibirsi. Ma a taluni tutto sembra concesso; del resto, codesti antifascisti immaginari troveranno sempre qualcuno che li foraggi, qualcuno che porga loro un microfono, qualcuno che pubblichi i comunicati pieni di fanfaronate e carenti su storia, grammatica e logica.






















































































