Quando le forze dell’ordine gli sono piombate addosso, è balzato in auto, ha tentato di investire un agente della Policía Nacional, si è buttato alla macchia (metaforicamente parlandosi: si trovava in contesto urbano) e si è persino prodotto in una rocambolesca fuga sui tetti dei palazzi; cose che andranno ad aggravio, in sede locale, degli addebiti a lui mossi dall’autorità inquirente in Ticino, ché alle Isole Canarie il soggetto si trovava ma qui era ricercato per cosucce afferenti allo spaccio ed al traffico di sostanze stupefacenti, cocaina il prodotto, mezzo quintale l’entità oggetto di importazione. Per lui, un 28enne con passaporto svizzero e di origini non precisate da fonte ufficiale, la “longa manus” della giustizia e le manette ai polsi, nelle scorse ore, in quel di Adeje a Tenerife; di massima c’è il rischio di una condanna alla detenzione a doppia cifra, diciamo sui 15 anni. Qualche traccia aveva lasciato il delinquente, pur con documenti falsi; sostenuto il tenore di vita, sostenuto ma non accompagnato da apparenti attività professionali; l’arresto su mandato internazionale di cattura, riferimento ad un’inchiesta in corso da tempo e le cui risultanze portavano a terminali indigeni, nel Sopraceneri in particolare.