Nella surreale conferenza-stampa – dicesi “surreale” per non dire “dilettantistica” per organizzazione e svolgimento: il preconizzato “nuovo inizio” pare fotocopia dell’ambaradan pregresso – con cui Lars Weibel è stato oggi introdotto in casa Hockey club Ambrì-Piotta quale futuro ma “partim” già compresente direttore sportivo plenipotenziario, tra molte cose dalla stupefacente ovvietà (compreso il canonico e piaggerimorfo “Ho sempre avuto una passione per l’AmbrìPiotta”; ma dai, dica che è qui perché c’è un posto di lavoro e forse in Federazione era tempo di lasciare sull’onda delle dimissioni di Patrick Fischer selezionatore della Nazionale…) un paio di concetti significativi è stato espresso dal neoarrivato. Il primo: serviranno giocatori atleticamente e fisicamente più prestanti; ci sa di messaggio a chi non pattina più veloce della luce e non va agli ingaggi con voglia di ghermire il disco, ergo si consideri non destinatario di rinnovo qualche straniero al momento in forza effettiva (parliamo solo degli stranieri che, in quanto professionisti, sanno di giocare stamattina qui ma di potersi trovare stasera là). Il secondo: la squadra è in una situazione pericolosa. Inevase due reali obiezioni: a) in una situazione pericolosa, ora che dell’ordine del giorno alla quasi imminente assemblea generale straordinaria sono noti i particolari, è la società; b) ma che, davvero tra gli obiettivi si insiste ancora sul dover/voler esser questo un “club” formatore? Per carità, il discorso ci starebbe anche: previa autoretrocessione, sempre che a farti retrocedere non siano altri, e già fra qualche settimana. In immagine, dalla pagina “Facebook” dell’Hockey club Ambrì-Piotta, un fotogramma della conferenza-stampa tenuta da Lars Weibel insieme con Andreas Fischer capo della direzione.





















































































