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Crans-Montana, prime evidenze: 40 le vittime, qualche nome, 119 i feriti

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 16.52) Crans-Montana, in un oggi irreale. Ha mutato luogo fisico, la speranza, per i familiari che nulla di certo sanno ancora: prima era nel mezzo tra incolumi e morti o feriti o ustionati, ora s’ha da accettare il male grande come male minore, il danno fisico anche grave come unica alternativa al dolore per un decesso. Le informazioni, non primariamente dalle autorità competenti che dopo l’incendio al “Le Constellation” di rue Centrale 35 – “Constel” nel linguaggio comune; nel rogo è rimasta distrutta anche l’attigua sinagoga “Beit Yossef” al civico 33, e forse per questo in prima battuta era stata avanzata anche l’ipotesi di un attentato; al “link” https://ilgiornaledelticino.ch/apocalisse-a-crans-montana-rogo-in-un-bar-morti-a-decine la cronaca della giornata di Capodanno – faticosamente stilano liste incrociando quel che si sa con quel che si vorrebbe sapere (“Abbiamo un documento? Conosciamo la nazionalità, sappiamo a chi dobbiamo trasmettere la notizia? Ha potuto parlare? Chi manca dalle strutture alberghiere? Di chi è stato chiesto?”) per offrire responsi definitivi, nell’uno o nell’altro caso, il “disparu” delle ore 18.00 potrebbe risolversi in un “soigné” ma anche tradursi in un “décédé” in prima serata; le informazioni, dunque, che spesso viaggiano in senso inverso, a chiudere la porta è un riconoscimento, o un annuncio. Come quello, giunto alla stampa per tramite della Federazione italiana golf, della morte di Emanuele Galeppini, 17 anni, da Genova in Dubai al séguito della famiglia, agonista già inserito nei “ranking” mondiali della disciplina; prepariamoci, da qui alle settimane che verranno sarà uno stillicidio di sofferenza di urla di lacrime, ed in quelle fiamme si perderà la fiammella ultima della speranza. Speranza che si è invece tramutata in pianto liberatorio per i genitori di due amici di Emanuele Galeppini: erano con lui a festeggiare il Capodanno, ma risultano vivi.

Numeri freddi, numeri che uccidono – Al punto-stampa di metà pomeriggio ha parlato soprattutto Frédéric Gisler, che quale comandante della Polcantonale vallesana – in provenienza dai ranghi del ministero pubblico quale procuratore, era nel ruolo da soli 90 minuti quando è scoppiato l’incendio – un ingresso più traumatico nel ruolo non avrebbe potuto avere (di transenna: al predecessore Christian Varone, dimessosi a settembre 2025 con decorrenza dal 31 dicembre e dopo 19 anni in tale funzione, era toccato il coordinamento dei soccorsi in occasione della strage alla galleria di Sierre sulla A9, sera di martedì 13 marzo 2012, schianto di un pullman turistico con targhe del Belgio, a bordo 54 tra scolari ed accompagnatori: morirono in 28 tra cui 22 ragazzini, due restarono illesi, 24 riportarono conseguenze fisiche). Provvisoriamente ridimensionato, ma solo al limite inferiore della forchetta e temendosi un aumento per sopravvenienti decessi, il numero delle vittime: 40. Salito, per contro, il numero dei feriti per traumi e/o ustioni: 119, di cui 113 identificati secondo nome e cognome ma non di tutti è stata acquisita la nazionalità; si sa cioè di 71 svizzeri, 11 italiani, 14 francesi, un portoghese, un bosniaco, un lussemburghese, un polacco ed un belga, rimanendo 14 “non corrispondenze” oltre alle sei dei soggetti privi ancora di un sicuro riconoscimento. Numerosi i voli transnazionali organizzati, svolti o in programma per il rimpatrio di feriti, soprattutto verso Italia e Francia; un cittadino francese, professionista nel mondo del calcio, come qui pubblicato già ieri è stato trasportato in Germania.

Indagini a tutto campo – Fermo l’invito a non cedere alle suggestioni ed a non concedere eccessivo spazio – così Beatrice Pilloud, procuratrice generale – alle ipotesi ed alle voci. Elementi rilevanti: i titolari dell’attività sono stati già ascoltati e si suppone che entrambi siano indagati; nell’eventualità siano rilevate responsabilità di natura penale, da considerarsi reati quali omicidio colposo, omissione (per negligenza) di soccorso e incendio (per negligenza). Agli esperti dell’“Istituto forense” in Zurigo è stato conferito l’incarico di procedere a serrate e meticolose inchieste su vie di fuga, numero di persone presenti, numero di persone autorizzate all’ingresso, sistemi di sicurezza adottati ed attivati, materiali, lavori svolti ed assetto del locale (in questo senso, varie informazioni sono già state acquisite dagli agenti della Polcantonale). Acclarato un punto su cui erano già corse molte speculazioni: al “Constel”, oltre alla scala di accesso dal piano terreno, un’uscita di sicurezza era regolarmente presente, funzionante e – pare – indicata da cartelli; a riprova il fatto che proprio in tal modo si sono messi in salvo alcuni tra i giovani clienti. In corso le verifiche sulla regolarità delle licenze e delle documentazioni secondo i diversi livelli di competenza (Cantone, Comune di Crans-Montana, commissioni).

Partecipazione commossa – Bandiere a mezz’asta per cinque giorni su piazza Federale, era stato deciso in Governo a Berna; bandiere a mezz’asta anche a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, e sino al giorno dell’Epifania compreso, hanno decretato le autorità cantonali ticinesi invitando i sindaci dei Comuni a fare altrettanto. Congelata e rinviata “sine die” la cerimonia di conferimento degli “Sports awards” a Zurigo, appuntamento già programmato per la sera di domenica 4 gennaio. Nei fatti la collaborazione da enti ospedalieri elvetici e stranieri, con interscambio di dati sulle condizioni e sull’eventuale trasportabilità dei feriti (in due casi, per quanto concerne il “Niguarda” di Milano, tale autorizzazione non è stata concessa; oltre alla 29enne di Cattolica in provincia di Rimini, al 16enne milanese ed al 16enne romano già elitrasferiti ieri, altri due ragazzi – 15 anni entrambi – giungeranno entro sera da Losanna, e lo stesso avverrà per un 15enne da Berna e per un 15enne da Ginevra). Stante la distruzione della sinagoga sita in prossimità del “Costel”, un gruppo di specialisti del “Maged David Adom” (servizio medico di emergenza e protezione civile: è la “Stella di Davide” nel contesto della “Croce rossa internazionale”) è partito da Israele per contribuire all’identificazione dei corpi carbonizzati. Sul posto autorità di varie nazioni: per l’Italia, in rispettosa visita Antonio Tajani vicepresidente del Consiglio, accompagnato da Mathias Reynard presidente del Governo cantonale. Impegno a tutto campo da parte dei sacerdoti del territorio: sostegno è stato garantito a nome del clero vallesano (“Le nostre chiese possono essere luogo di conforto”) da monsignor Charles Morerod, presidente della “Conferenza dei vescovi svizzeri”; vari i momenti di preghiera e varie le celebrazioni liturgiche in suffragio. Una cerimonia collettiva e pubblica avrà luogo tra una settimana, ovvero venerdì 9 gennaio.