Cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, stadio di San Siro in Milano, poche ore fa. Assai discutibile, solo che del testo si abbiano voglia e coraggio di svolgere un’esegesi almeno da dignitoso liceo, la scelta di una specifica lirica con la recitazione dell’attore Pierfrancesco Favino. Ma forse, nel portare sul palco il testo dell’“Infinito” leopardiano, taluno ha voluto compiere opera di adesione al reale. Qualcosa di “infinito”, in questo evento, c’è: il buco finanziario.
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(“ContrOlimpiadi” è la nuova rubrica temporanea ed estemporanea con appunti su cose lette, constatate, percepite, curiose, non di rado poco commendevoli).




















































































