Si spezza in una serata di fine febbraio la lunga luna di miele del Lugano pedatorio con la Coppa Svizzera (quattro successi, anni 1931, 1968, 1993 e 2022; sette secondi posti, gli ultimi tre di fila, l’ultimo ad inizio giugno 2024 con il drammatico 8-9 ai rigori da cui fu premiato il Servette): in partita secca a Bienne, contro una squadra da vertice sì – ma in Lega promozione, cioè terza serie nazionale – e che domenica le aveva buscate dal Bulle in campionato, i bianconeri escono sotto un impietoso 0-2 che denuncia una condizione inadeguata soprattutto in alcuni che il campo vedono un po’ meno e che qui avevano un’opportunità eccellente per farsi davvero mettere gli occhi addosso dall’allenatore Mattia Croci Torti. Stante l’eliminazione subita ieri dal Bellinzona ad opera del Losanna (1-1 dopo i regolamentari, 1-1 dopo i supplementari, 4-5 dopo i rigori), il Ticino si ritroverà a seguire semifinali e finale standosene sul divano, al pari dei tifosi dell’EtoileCarouge (oggi eliminazione ad opera del Basilea, 1-3) e di quelli che sostengono la futura perdente tra Zurigo e Youngboys, domani il verdetto.
Non questo, certo, era il punto in cui ci si aspettava che il Lugano incontrasse difficoltà soverchianti. Nella realtà, i bianconeri sono andati in apnea nell’ora abbondante in cui sul terreno di gioco ha regnato lo 0-0; e passi per il “turnover”, passi per l’utilizzo di elementi a basso minutaggio, ma non si spiega l’approssimazione dell’intesa tra gente che da mesi condivide allenamenti e spogliatoio. Sta di fatto che, al minuto 69, i bernesi si sono trovati avanti grazie ad Omer Dzonlagic (passaggio filtrante ricevuto tra due difensori, a sensazione trovandosi l’attaccante in posizione di fuorigioco. Arbitro incertissimo, ed in Coppa Svizzera non c’è nemmeno l’ausilio del Var) e solo da quel momento ha preso forma un azzardo di reazione; in goal va Kacper Przyby?ko, rete annullata per fuorigioco; smanacciata del portiere su colpo di testa allo scadere; palla mezza dentro e mezza fuori dopo palo su conclusione di Mohamed Belhadj Mahmoud. Un fallo salvarete (ma con cartellino rosso, minuto 93) costringe Renato Steffen a prendere anzitempo la via degli spogliatoi; sull’ultimo assalto, palla rilanciata dalla difesa del BielBienne, partenza sparata di Malko Arthur Tim Sartoretti – è un 20enne talentuoso dalla filiera Losanna e che si candida a non rimanere ai margini del calcio che conta – e fuga verso la porta, con vano tentativo di aggancio rugbystico da parte di Sebastian Osigwe che, da portiere, stazionava ormai da cinque minuti in ruolo da mediano, a ridosso del centrocampo.
0-2, tutto chiuso, ed un Mattia Croci-Torti furente: il che è cosa buona e giusta, potendosi e dovendosi puntare ora ad altri obiettivi.