Dove fosse diretto, non si sa e non si ha invero nemmeno una briciola di curiosità a tale proposito. Dove sia finito, invece, sappiamo: prima in Questura a Como, poi dietro alle sbarre, e nel volgere di qualche ora direttamente davanti ad un magistrato, Ha causato un paio di danni al prossimo e molti guai a sé stesso il 27enne marocchino – niente fissa dimora su territorio tricolore ma lunga serie di precedenti di polizia – del quale ieri pomeriggio è stato dispoto l’arresto in conseguenza di sue manchevolezze dal non scarso conto come agenti della Polizia di Stato in Como, durante l’ordinaria attività di pattugliamento lungo l’autostrada A9 italiana, hanno potuto constatare sul piazzale dell’area di servizio “Lario est”, chilometro 27.600, territorio comunale di Cadorago (Como). Fatti in ordine cronologico, pur stante il rischio d’aver perso qualche pagina del taccuino durante la fase di riepilogo: a) agenti della Polstrada, per l’appunto impegnati in controlli all’area di servizio, fermano la vettura del 27enne ed a quest’ultimo chiedono i documenti; b) prima sorpresa, l’auto è a noleggio (il che si può fare, ma occhio a qel che figura al punto successivo) eppure il conducente è privo di patente (il che non va bene); c) seconda sorpresa, la mancanza della licenza di condurre è dovuta non a dimenticanza (può succedere) ma al fatto che il tizio mai è riuscito a conseguirla (non può succedere), sempre ammessa e non concessa la tesi secondo cui egli ci avrebbe provato; d) il tizio risulta avere un braccio ingessato, dal che il sospetto circa una ridotta abilità di manovra da parte del guidatore stesso, e ciò rientra nel campo del sanzionabile tendente al sanzionando. Fase due: e) benché invitato con cortese fermezza e con ferma cortesia ad accomodarsi nell’auto della pattuglia, il 27enne dà in escandescenze ed oppone resistenza, sicché si rende necessario l’intervento di un’altra pattuglia a supporto degli agenti già sul posto; f) solito corredo di minacce, di insulti, di urla, di strepiti e compagnia cantante; g) una volta infilato nell’area “protetta” della seconda pattuglia, l’uomo sferra calci e sfonda il lunotto posteriore; h) indi prelievo del soggetto, trasferimento del medesimo su un’altra auto, viaggio rapido verso la Questura (anche qui numeri circensi) ed arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Inevitabili anche le denunzie per guida senza patente e per danneggiamento.






















































































