A bordo, in tre: conducente sul sedile anteriore di sinistra, passeggero numero uno sul sedile anteriore di destra, e passeggero numero due ancora sul sedile anteriore di destra; per la precisione, due umani, 30 e 24 anni le età, ed un ospite inconsueto nelle forme e nella sostanza di un pitone reale, lunghezza centimetri 100 e magari qualcosa in più. Non di poco conto la sorpresa dei funzionari dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini quando, attorno alle ore 2.00 di una notte della scorsa settimana (solo di ieri l’informativa), durante un controllo di retrovia dalle parti di Porto Ronco in territorio comunale di Ronco sopra Ascona hanno fermato un’auto con targhe italiane proveniente dal Verbano-Cusio-Ossola e da poco transitata al valico di Cannobio frazione Piaggio Valmara su Brissago frazione Madonna di Ponte: all’interno di un contenitore, e per l’appunto sulle gambe del passeggero, si trovava il rettile, vivo ed anche in ottime condizioni di salute, per quel che era dato di osservare (da opportuna distanza, e con la giusta prudenza, si direbbe). Nell’impossibilità di acquisire dirette dichiarazioni dal clandestino, ché tale è risultato il pitone reale per via dell’assenza della necessaria autorizzazione cosiddetta “Cites” (ossia ai sensi della “Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione”), gli specialisti del servizio di controllo hanno proceduto al sequestro del serpente che era stato acquistato in Italia il giorno precedente la scoperta. Al conducente, cittadino italiano con domicilio in Ticino, è stato di transenna imposto lo sdoganamento del veicolo.