(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 21.33) Lui contro lei, prima; lui contro sé stesso, poi. Con modalità per ora non precisabile (un oggetto contundente, forse; uno o più colpi inferti, di certo), il primo atto dall’esito letale; con un colpo di pistola, il secondo, anch’esso tale da non lasciar scampo, né pare che questa fosse l’intenzione. Due i corpi senza vita – donna e uomo, identificazione già compiuta prima dell’alba ed acquisita agli atti – che gli agenti di una pattuglia hanno scoperto la notte scorsa in territorio comunale di Bellinzona, quartiere Gnosca, sulla scorta di una richiesta di intervento presumibilmente giunta da terzi alla “Centrale comune di allarme-Cecal” quand’erano le ore 2.52 circa, e con specifica indicazione del luogo ovvero un’abitazione di via Nos, strada che corre parallela a via Cantonale – intesa come la dorsale in attraversamento del nucleo di Gnosca, in sponda destra orografica del fiume Ticino – a collegamento tra via Valege e via Semon, poco prima dell’intersezione con via Firegn. Elementi circostanziali e dall’autentica congruità hanno condotto ad escludere in prima istanza l’accidentalità dell’evento, non constando negli ambienti la presenza di sostanze venefiche liquide o aeree; già nella prima comunicazione indirizzata alla stampa, del resto, il portavoce della Polcantonale si era espresso univocamente indicando essere stato questo un fatto di sangue; sempre a rigore delle indagini preliminari, il dramma consta essere maturato all’interno dei locali e senza intervento di terze persone.
Primi accertamenti nell’edificio al civico numero 4 hanno permesso di stabilire che le due persone erano conviventi dopo matrimonio rato in tempi relativamente recenti: ticinese l’uomo, 58 anni, alle seconde nozze dopo divorzio, proprietario dell’immobile, identità nota alla redazione (a scanso di equivoci circolati ma non riguardanti la nostra testata, trattasi solo dell’omonimo di una figura professionale operante in contesto associativo di primo piano nell’area della Svizzera di lingua italiana ma nata nel 1962), residente a Gnosca da vari decenni; svizzera di origini non precisate la donna, d’una diecina d’anni più giovane, venuta a vivere qui dal 2024 o dai primi mesi del 2025. Il 58enne era anche titolare di una ditta individuale registrata nel 2017 e formalmente operante nel ramo vitivinicolo, ma svolgeva primariamente attività meccanica ed elettromeccanica riparando e ricostruendo mezzi ed attrezzi agricoli, disponendo di un laboratorio domestico. Ancora da determinarsi il movente (se c’è, datesi le condizioni proprie dell’àmbito familiare), parte della dinamica dell’accaduto – in sostanza, si sa soltanto che a morire per prima è stata la donna – ed i tempi in cui la tragedia si è consumata, pur potendosi logicamente circoscrivere il fatto entro una precisa fascia oraria. Sul posto, dopo la constatazione dei decessi da parte di soccorritori della “Croce verde” Bellinzona giunti attorno alle ore 3.13 ed insieme con varie unità della Polcantonale in servizio ordinario e supportate da agenti della Polcom Bellinzona, hanno operato a lungo gli esperti della Polscientifica per la ricerca di tracce forensi, per la raccolta di elementi utili alle verifiche medico-legali e per l’effettuazione dei rilevamenti tecnico-scientifici. Al momento, tutto sembra condurre ad un’ipotesi di omicidio-suicidio; dell’incarto è incaricata la procuratrice pubblica Veronica Lipari. Per prestare assistenza alle persone coinvolte è stato richiesto l’intervento il supporto psicologico degli specialisti del “CareTeam” Ticino.

















































































