Balenga l’idea di spacciarsi per sacerdote, ché linguaggio e comportamenti a fondati dubbi avrebbero indotto qualunque interlocutore; azzardoso il pretendere d’essere riconosciuto come sacerdote da un sacerdote vero, e con quest’ultimo non trattando di questioni di fede ma a lui presentandosi con la pressante richiesta di denaro per esigenze, a quanto pare, pertinenti ad un terzo in condizione di indigenza. È finito con le manette ai polsi, nelle scorse ore, un 51enne cittadino italiano che ad Arcisate (Varese) aveva tentato di farsi consegnare denaro dal parroco, dopo averlo contattato al telefono con la scusa di dover sostenere un uomo alle prese con gravi problemi economici; il sedicente “padre Gabriele” con “residenza a Roma” è stato colto in flagranza di reato da uomini dell’Arma dei Carabinieri che si erano appostati in prossimità della prepositurale titolata a san Vittore martire, avendo il sacerdote vero preso contatto con le forze dell’ordine ed essendo stata concordata una modalità operativa a zero rischi per il parroco medesimo; dunque, consegna della busta con i soldi, intervento, arresto del 51enne, recupero delle banconote. Truffa e sostituzione di persona (già, chi si spaccia per prete inganna la fede pubblica) gli addebiti contestati; l’uomo è tra l’altro risultato essere pregiudicato per vari reati contro il patrimonio.















































































