Si dirà, una volta ancora, che così è lo sport e che le sentenze della pista sono da accettarsi. Eppure: così come la Nazionale rossocrociata contro la Finlandia alle Olimpiadi invernali, e nella stessa sera, anche gli Ascona Rivers devono arrendersi ed escono dalla scena hockeystica, per questo campionato, avendo sfiorato e quasi assaporato un traguardo mediamente storico quale sarebbe stato l’approdo alle finali del “play-off” di Seconda lega, gruppo 2-est. Ad affrontare il DielsdorfNiederhasli, per parte suo sbarazzatosi dei Dürnten Vikings in tre sole partite (6-2, 4-3, 2-1), sarà il Küsnacht, vincitore per 2-1 nella “bella” di stasera e con il beneficio della pista di casa; anche qui, nel supplementare, minuto 62.25, assist di Nikolaj Vanja e di Marc Wüst per Marco Suter, trafitto il sino a quel momento quasi impeccabile Alan Mignami. I verbanesi erano stati capaci di rientrare dallo 0-1 (26.59, Marco Pickel a cinque-contro-quattro) all’1-1 (il solito, ineffabile Egon Albisetti, 35.47), pur dovendo pagare pesante dazio nel carico delle linee (padroni di casa con quattro blocchi completi in attacco, sopracenerini a due blocchi e mezzo); una ragionevole perplessità circa il metro arbitrale sul “cross-check” contestato a Nathan Marchetti (52.11) e costato al difensore un “cinque più 20”. Come si ricorderà, gli Ascona Rivers erano stati in grado di portarsi sul 2-0 nel ciclo al meglio dei cinque incontri, 4-2 in trasferta e 4-3 in casa (al supplementare, soluzione anche in quel caso trovata da Egon Albisetti), salvo cedere per 2-5 in trasferta e, appena ieri, per 1-4 alla “Siberia”. In parole semplici: una splendida cavalcata, peccato che ad altri spetterà il diritto di transitare per primi sotto lo striscione del traguardo.






















































































