Nella domenica in cui il Thun spedisce una cartolina di saluti alla compagnia portando a 15 lunghezze il margine sui più immediati inseguitori (ripetesi: “più 15” quando nel calcio di massima serie elvetica sono stati disputati 25 turni, “record” formato con 19 vittorie ed un pareggio contro cinque sole sconfitte alla media di 2.32 punti per incontro; dei bernesi sono anche il miglior attacco con 58 reti segnate e la miglior difesa con 28 goal subiti), in tale domenica che nella sostanza ci suggerisce di non cercare in altro luogo il prossimo vincitore del titolo svizzero passa agli archivi anche il quarto 1-1 consecutivo – forse mai visto nella storia del “club” – rimediato dal Lugano che, complice il pari ad occhiali cui il San Gallo era stato costretto ieri dal Grasshoppers Zurigo, consente ai bianconeri di recuperare la piazza d’onore; e stavolta, un po’ perché l’avversario si chiamava Basilea e cioè una compagine dalla tumultuosa ancorché disordinata risalita in graduatoria ed un po’ per le dinamiche del confronto, il pareggio è da considerarsi prodotto buono e ben cucinato. Qualche motivo a convalida del concetto: a) partita in trasferta; b) padroni di casa in vantaggio alla mezz’ora spaccata (in goal Bénie Traoré, rigore preceduto da consultazione alla Var – lungo conciliabolo sull’intervento di Mattia Zanotti ai danni di Léo Leroy – e trasformato a fil di palo sinistro; c) minuto 59.o, ruvida azione difensiva del 21enne brasiliano João Victor Schlickmann Carbone entrato al posto di Lukas Mai dopo l’intervallo, danni subiti dal precitato Bénie Traoré, altra decisione dopo transito alla Var, alla battuta Xherdan Shaqiri cui Amir Saipi riesce a dire “no” con plastica proiezione sulla destra a deviare la sfera; d) rilevata tuttavia un’invasione dell’area di rigore, ergo ripetizione ordinata, di nuovo Xherdan Shaqiri a calciare, e stavolta dal piede sinistro esce un’indecorosa ciabattata con palla a palombella sopra la traversa, roba che sarebbe discreta nel rugby ma che a calcio ti fa inseguire per settimane dai “meme” e da salaci commenti; e) 0-1 portato ad 1-1, al 64.o ossia 60 secondi dopo una triplice sostituzione nelle file degli ospiti (fuori anche Renato Steffen, ed essendo già stato perso Kevin Behrens dopo 15 minuti del primo tempo), grazie a Daniel Dos Santos fresco di ingresso in campo e suggeritore nel contropiede versione Settimo cavalleggeri, Georgios Koutsias il finalizzatore.
Circa ill resto del confronto due cose s’hanno da dire: primo, il Lugano è riuscito a difendersi, di riffa o di raffa ma a volte anche con frammenti di ordine (e d’accordo sull’essere la squadra assai rabberciata, ma circa la titolarità di Lukas Mai al prossimo turno non siamo disposti a scommettere); secondo, poco mancò che ci scappasse il bottino pieno, fuorigioco fischiato ad Antonios Papadopoulos al 92.o su imbeccata di Mattia Zanotti, indi tiro di Daniel Dos Santos (94.o) sull’esterno della rete. Ma sarebbe stata troppa grazie, via.
I risultati – San Gallo-Grasshoppers Zurigo 0-0 (ieri); Zurigo-Lucerna 1-4 (ieri); Youngboys-Winterthur 6-1 (ieri); Thun-Sion 1-0 (oggi); Basilea-Lugano 1-1; Losanna-Servette 3-3.
La classifica – Thun 58 punti; San Gallo, Lugano 43; Basilea 40; Sion 37; Youngboys 36; Lucerna, Losanna 30; Zurigo 28; Servette 27; Grasshoppers Zurigo 21; Winterthur 14 (San Gallo, Winterthur una partita in meno).





















































































