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ContrOlimpiadi / Milano-Cortina, cosucce mal (o non) raccontate-4

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A ritmi da Charlot sulla catena di montaggio in “Tempi moderni”, su suolo cantonale, le accuse reciproche di mistificazione – schiera dei “sì” contro quelli del “no”, e schiera del “no” contro quelli del “sì” – circa numeri e temi afferenti all’ancora lontana votazione nota come “200 franchi bastano”. Tranquilli: nulla che possa eguagliare le vette dell’italica fantasia in contesto politico. Con piena libertà di azione e dunque per tacito consenso dell’intero “establishment” della sua parrocchia, qualche fenomeno in seno al Partito democratico – stiamo parlando della principale forza di opposizione in Parlamento, segretaria cioè capintesta la luganese-malcantonese Elena Ethel “Elly” Schlein – ha infatti utilizzato immagini provenienti da una specifica gara delle Olimpiadi invernali in corso per propagandare il “no” in un “referendum” riguardante la riforma della giustizia in Italia. Meglio, ovvero peggio: nello spezzone, che riguardava un “end” (cioè una “manche”) di curling, erano impegnati gli atleti Stefania Constantini da Pieve di Cadora (Belluno) ed Amos Mosaner da Trento, trovatisi pertanto a fungere da “testimonial” involontari, a loro insaputa, senza alcuna loro adesione ed anzi ancora contro la loro volontà; un po’ come se si riprendesse Sergio Morisoli granconsigliere udicino durante una delle sue escursioni da “runner” e ci si servisse del filmato per pubblicizzare il tesseramento al Partito socialista, toh. Per ottenere la rimozione dello “spot” dalle pagine “social”, ed a propria tutela, gli atleti hanno dovuto inoltrare una diffida; solo a questo punto la marcia indietro dei “comunicatori” del Partito democratico, che hanno ad ogni modo avuto ancora la faccia tosta di minimizzare. In fondo, che volete che sia una normalissima truffa ideologica?

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(“ContrOlimpiadi” è la nuova rubrica temporanea ed estemporanea con appunti su cose lette, constatate, percepite, curiose, non di rado poco commendevoli).