Oggi cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (a proposito: auguri soprattutto ai ticinesi ed ai ticinesizzati, non importa se questi ultimi sott’altra bandiera nazionale; sono anche nostro patrimonio) con l’accensione dei bracieri a Milano ed a Cortina d’Ampezzo: un po’ di “show” era da prevedersi, un po’ di “show” è stato già fatto, un po’ di “show” si vedrà tra breve. Ergo, nuova rubrica temporanea ed estemporanea con appunti su cose lette, constatate, percepite, curiose, non di rado poco commendevoli.
Su un totale di 10’000 (uno più, uno meno) tedofori messisi a disposizione o cooptati per portare la fiamma olimpica, è accaduto che siano rimasti esclusi ex-agonisti dalla notorietà internazionale nelle discipline specifiche cioè peculiari delle Olimpiadi invernali, e persino tra gli italiani padroni di casa; tenendosi la soglia della critica al tre per cento del minimo edittale, pessima figura. In compenso, è stato messo in lista un soggetto cui tale presenza era preclusa in quanto a suo tempo squalificato perché trovato positivo al testosterone quand’era ciclista professionista. Sempre in compenso, ha fatto passerella – tra l’altro, per una tappa a Gallarate, a due passi dal confine – tale Calvin Cordozar Broadus meglio conosciuto con lo pseudonimo Snoop Dogg, che atleta non è né è mai stato ma si occupa di musica inneggiando di quando in quando all’uso di droghe e di alcool come strumenti di “libertà” e che è personaggio dalla fedina penale non propriamente immacolata (detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, possesso illegale di un’arma da fuoco, arresti in quantità). C’è coerenza, ad ogni modo, tra i selezionatori che non esitano peraltro a sbandierare i valori olimpici: della condanna – per “doping” – inflitta al primo erano state forse perse le carte; delle condanne – per via della cannabis e di altro – inflitte al secondo sembra siano state smarrite le cartine.





















































































