È un concerto: uno dei tanti tra quelli tenuti dagli orchestrali della Svizzera italiana (gli unici aventi diritto a rivendicare tale denominazione), si direbbe; ed invece è un evento, e triplice, al di là dell’essere affidata la conduzione e l’esecuzione da solista – formula “Suona e dirigi” – al talentuoso 47enne francese Antoine Tamestit, professionista della viola e figlio d’arte dal compositore e violinista Gérard Tamestit. Primo, perché vi sarà modo di ascoltare il suono di una “Stradivari” del 1672. Secondo, perché trattasi dell’ultimo appuntamento nella stagione 2025-2026 dei “Concerti Osi in auditorio”, ed ogni atto conclusivo è un congedo di cui ci si dispiace, come dopo la finale vinta al termine di un lungo campionato (vero, in questo caso c’è anche un altro appuntamento, ma nelle forme della replica il giorno successivo come “Osi in tournée”, alla “Konzerthalle” di Andermatt). Terzo, perché quello di domani, giovedì 5 febbraio, ore 20.00, è un reale addio allo “Stelio Molo” di Lugano quartiere Besso nella sua identità Rsi, essendo qui alle viste il cantiere per la trasformazione del complesso in “Città della musica”, altri i volumi, altra la regìa; per qualche anno, ad ogni modo, matrimonio non vi sarà. Di gran classe le pagine scelte: la “Sinfonia numero 49 in fa minore Hob:I:49” di Franz Joseph Haydn; l’“Andante e rondò ongarese per viola e orchestra” di Carl Maria von Weber; la “Serenata numero 2 per piccola orchestra in la maggiore opera 16” di Johannes Brahms.





















































































