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Hockey Nl / Al Lugano salta la catena: il Davos passa alla “Resega”

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Non sappiamo se sia una flessione dovuta ad un programma di nuovi carichi di lavoro, o se si tratti di un passaggio in qualche modo “programmato” dovendosi ragionare in funzione della disputa del “play-off”, o se più semplicemente alla squadra non sia ancora riuscito un salto di qualità che si impone all’ultima curva della stagione regolare; sta di fatto che il Lugano dell’hockey di National league, dopo settimane alla rincorsa, da tre turni è in affanno e stasera si è proposto e presentato con quel vestito che poco piace ai tifosi e per nulla all’allenatore Tomas Mitell. Per carità, di fronte c’era il Davos ed il Davos dovrebbe spuntarla come re della prima fase; per carità, a protezione della gabbia era stato schierato Joren van Pottelberghe ed a volte Joren van Pottelberghe la imbrocca ma a volte non la imbrocca per nulla; per carità ancora, ed al netto di quel che dell’apporto dei due soggetti si possa pensare, mancavano Einar Emanuelsson e Carl Dahlström nel contingente degli stranieri; gli è che nella circostanza è venuto a mancare lo spirito da “remuntada”, con l’aggravio di un infortunio che ha tolto di mezzo Lorenzo Canonica quando più sarebbe servito l’apporto del secondo blocco. Ma non si può pagar dazio in questo modo, o meglio: lo si può fare se ciò serve per far comprendere quanto alcuni errori di sistema commessi diventino pericolosi nel momento del bisogno. Due nomi per tutti: Brendan Perlini e Jiri Sekac, dalla cui presenza è vanificato il concetto stesso di terza linea in casa bianconera.

Nei numeri, sconfitta greve: 1-4, di Connor Carrick al 56.13 (assist di Giovanni Morini) l’unico e tardivo segno a tabellino; dall’altra parte, una doppietta di Matej Stransky (28.17 e 31.25, perdonate l’insistenza ma se il disco ballonzola lì davanti il portiere è tenuto ad inventarsi qualcosa per sventare la minaccia, ed invece no nel primo caso e no nel secondo, figurarsi se il ceco in dinastia discatoria da nonno padre zii ed aggiungiamoci il fratello non approfitta…), indi a bersaglio (42.56) Adam Tambellini che poi diventa uomo-assist per Sven Jung (48.30); per paradosso, grigionesi in debito d’ossigeno proprio nel terzo periodo, con soli cinque tiri all’attivo contro nove; peccato che il Lugano ne avesse totalizzati nove nei 40 minuti precedenti. Concedendone 27, ecco; filtro sulle altrui ripartenze, scarso; configurazione difensiva, ballerina. Buon che, anche in forza degli esiti concomitanti, l’entità dei danni si sia rivelata modesta. Ma il campanello d’allarme, anche in ragione della spendibilità d’un’ultima licenza per il contingente degli stranieri, è suonato.

I risultati – Ajoie-Kloten 4-2; Berna-Losanna 3-1; BielBienne-RapperswilJona Lakers 5-4; Lugano-Davos 1-4; Zsc Lions Zurigo-FriborgoGottéron 3-4 (ai rigori); Zugo-Scl Tigers 3-1.

La classifica – Davos 90 punti; FriborgoGottéron 81; ServetteGinevra 76; Lugano 75; Zsc Lions Zurigo 74; Losanna 73; RapperswilJona Lakers, Zugo 64; Scl Tigers 60; Berna 59; BielBienne 55; Kloten 50; AmbrìPiotta 46; Ajoie 39 (Losanna 45 partite disputate; Scl Tigers, Ajoie 44; FriborgoGottéron, ServetteGinevra, Lugano, Zsc Lions Zurigo, RapperswilJona Lakers, Zugo, Berna, BielBienne, Kloten 43; Davos, AmbrìPiotta 42).