Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, ha portato soldi propri, soldi di “sponsor” e “partner” da lui trovati ed una conduzione societaria oltre le contingenze ed oltre le pretese altrui. Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, è riuscito a garantire la permanenza in massima serie nazionale, e sempre. Filippo Lombardi, all’AmbrìPiotta, ha portato un palaghiaccio (non una pistarella, non un progetto e basta: un complesso edilizio con i contenuti). Ai detrattori, ed a quanti hanno memoria corta, si può serenamente opporre il “What if”: non si dispone della riprova, ma senza un Filippo Lombardi alla presidenza la prima squadra navigherebbe ora in cadetteria o in terza serie o sarebbe affatto scomparsa, e senza un Filippo Lombardi non vi sarebbe stato l’impianto della “NuoValascia” (per noi questo è il nome, in memoria dell’antica “Valascia” demolita perché lì non poteva più stare; lasciate le “arene” agli americani, ai tori ed ai gladiatori). Chiunque arrivi o sia già arrivato – suvvia: Lars Weibel futuro direttore sportivo in biancoblù o ha ricevuto garanzie grosse (e da terzi; in altri termini, da costoro egli è stato scelto) o è un pazzo scatenato votato all’“harakiri” sulla pubblica piazza – sappia che l’eredità morale è pesante e che, per prima cosa, sono da conquistarsi due salvezze: una in pista, con la prima squadra; una nelle sedi deputate, con banche e terzi creditori. Tra questi, Filippo Lombardi himself, perché si suppone che non poche azioni egli abbia nella valigetta… Nel frattempo, al di là di simpatie ed antipatie personali, fa opera misera chi non ringrazi il presidente uscente; peggio ancora fa, tuttavia, chi al prossimo gruppo dirigente – diciamo che vedremo assai minor impronta ticinese? Diciamolo – stia dando già carta bianca, come se tutto si risolva con un tratto di penna e con una firma in calce al passaggio di consegne.



