(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.47) Dopo lunga ancorché faticosa difesa della cifra verde, e via via con minor vigore rispetto allo slancio in apertura (picco a 12’998.50 punti), in stanziamento finale a quota 12’887.48 punti, ovvero con saldo negativo nell’ordine dello 0.14 per cento, lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo il cui listino primario svariò oggi tra rebbi ravvicinati (tra i vincenti “Ubs group Ag”, più 2.51 per cento con progresso prossino al 24 per cento nel periodo gennaio-dicembre, e “Swisscom Ag”, più 1.46; in retrovia “Compagnie financière Richemont Sa”, meno 1.74, e “Lonza group Ag”, meno 1.79) facendosi astrazione per l’improvviso cedimento di “Logitech international Sa” (meno 6.55, bruciato un quarto dei guadagni del 2025). A dettare legge non più l’eco dei tagli ai tassi di interesse negli Usa e la conferma della stabilità interna da parte dei vertici della “Banca nazionale svizzera” ma l’improvviso messaggio negativo giunto dai tecnologici negli Stati Uniti (ieri il calo del titolo “Oracle”, oggi l’annuncio di difficoltà per “Broadcom”). Nell’allargato, “Bvz holding Ag” (ramo trasporti) in guadagno nella misura del 10 per cento secco e pertanto in risalita a 1’210.00 franchi per azione, prezzo massimo dall’ottobre 2019. Così sulle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.44 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 0,43; Ftse-100 a Londra, meno 0.55; Cac-40 a Parigi, meno 0.21; Ibex-35 a Madrid, meno 0.17. In ragione di quanto sopra indicato, inevitabili cedimenti a New York: “Dow Jones”, meno 0.51 per cento; S&P-500, meno 1.07; Nasdaq, meno 1.69. Cambi: 93.45 centesimi di franco per un euro, 79.60 centesimi di franco per un dollaro Usa; bitcoin in calo sul controvalore teorico di 71’957 franchi circa per unità.






















































































